POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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mercoledì, ottobre 2

Viaggio di ritorno (all'infanzia)

Amedeo Modigliani
Bambina vestita d'azzurro

E’ una tersa sera invernale. La luna è gonfia e rotonda come se fosse incinta. Le scie bianche di due aerei paiono righe tirate col gesso sulla superficie di una lavagna. La natura è panacea a tutti i mali, disintossica dalle ovvietà della vita, poiché nulla è ovvio nell’universo.Tra poco i botti di Capodanno esploderanno con fracasso infernale, e illumineranno ancor più una notte che è già splendente di suo. Nina guarda le stelle e ritorna improvvisamente bambina.Queste ore di fine anno riportano alla mente una poesiola, che il nonno ascoltava estasiato quando lei, due anni appena, la recitava in piedi sul tavolo della cucina, nella vecchia casa di campagna, davanti al camino dove ardeva un grosso ceppo, e nell’aria vagava il profumo dello zucchero caramellato col quale il nonno preparava il croccante di mandorle.
“Su, Nina, recita quella bella poesia per l’Anno Nuovo!”E Nina, tenendo l’orlo del vestitino tra le mani e dondolandosi un poco nell’enfasi del declamare, comincia:
“Anno ovo avanti avanti - ti fan festa tutti i guanti - tu la pace e la salute - dona ai cari genitori - ai parenti agli amici - d’esser buona io prometto -anno ovo e l’ometto!
Nina, sorridendo alla luna, ricorda la filastrocca proprio come la pronunciava da piccola, perché tutti quanti per lei non aveva un senso, ma i guanti li conosceva bene: li indossava quando fuori c’era la neve e lei voleva giocarci. Neppure di nuovo conosceva il significato, mentre l’ovo la nonna glielo sbatteva con lo zucchero, o alla coque e a lei piaceva in entrambi i modi. E l’ometto? Come poteva, una bimba di due anni appena, conoscere il significato dell’aggettivo benedetto? Però l’ometto di neve, o l’ometto di zucchero, le erano familiari. E allora gli applausi dei nonni e degli zii erano assicurati…e anche le risate! E lei, felice di tanto entusiasmo, s’inchinava reggendo la gonnellina come una dama del settecento.
Nina sorride…quanti anni sono trascorsi da allora? Tanti! Eppure sono ricordi che riemergono così vivi, da parer vecchi di un giorno. L’aroma dei mandarini appesi all’abete vero cresciuto nel bosco di famiglia, le essenze di resina e mugo si mischiavano a quello degli agrumi e del croccante, come all’acre odore di fumo sprigionato dal ceppo di legna bruciata nel camino, unica fonte di riscaldamento della grande cucina avita. Quei profumi sembrano ancora aleggiare nell’aria: un viaggio nei ricordi, sul viale di un passato mai dimenticato.


Danila Oppio

2 commenti:

  1. Dani, è bellissima. Nina, la notte l'odore dei mandarini e della legna e dell'abete vero che porta il bosco in casa, la casa nel bosco.
    Angie

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  2. Grazie, Angie, felice che ti sia piaciuta!
    Dani

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