
La Madonna, con il Bambino Gesù fra le braccia, aveva deciso di scendere in Terra per visitare un monastero. Orgogliosi, tutti i monaci si misero in lunga fila, presentandosi ciascuno davanti alla Vergine per renderle omaggio.
Uno declamò alcune poesie, un altro le mostrò le miniature che aveva preparato per la Bibbia e un terzo recitò i nomi di tutti i santi. E così via, un monaco dopo l’altro, tutti resero omaggio alla Madonna e al Bambino.

Quando giunse il suo turno, gli altri monaci desideravano concludere l’omaggio perché il povero acrobata non aveva nulla di importante da dire e avrebbe potuto sminuire l’immagine del convento. Ma anche lui, nel profondo del proprio cuore, sentiva il bisogno immenso di offrire qualcosa a Gesù e alla Vergine.

Fu solo in quell’istante che Gesù Bambino sorrise e cominciò a battere le manine, in braccio alla Madonna. E fu verso quel monaco che la Vergine tese le braccia, lasciandoli tenere per un po’ il Bambinello.
Dalla Postfazione de L’Alchimista di Paulo Coehlo
Dedicata a Rina Brundu
Dedicata a Rina Brundu
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