martedì, febbraio 8

A RYAN di RODOLFO VETTORELLO



Ho rivissuto con un dolore infinito la tragedia di Vermicino del 1981, seguendo la vicenda di Ryan, il bambino marocchino precipitato in un pozzo nei giorni scorsi. I soccorritori generosissimi erano arrivati a soccorrerlo e già la folla aveva inneggiato ad Allah Akbar ma troppo presto perché cinque giorni sono stati troppi per un bambino.

Sono molto arrabbiato, arrabbiato al punto da non poter fare altro che chiedere ragione a Dio della sua continua distrazione.

So di essere arrivato al limite della bestemmia ma so che Dio perdona anche le bestemmie che arrivano dal cuore. Mi auguro che chi legge possa perdonare i pensieri blasfemi di questo momento.

A RYAN

(al bambino marocchino caduto in un pozzo)


Io non lo chiederò mai più a nessuno

dov’era il Dio Pietoso dei lebbrosi

il giorno che un bambino

precipitò in un pozzo senza fine.

Il nostro Padre Eterno è un dio pagano

che chiede sacrifici

e fa grondare sangue dagli altari.

Lasciami stare, tu predicatore,

e giù le mani

dal mio destino d’uomo troppo umano.

Vorrei poter decidere da solo

il giorno e il luogo

e un’ora che sia tale

per stare un altro poco con gli amici.

Fatti di lato e lasciami morire

così come mi pare

e come pare al mio

Signore Iddio privato,

quello che lascia a ognuno

di vivere e morire come è nato.

Rodolfo Vettorello

Diciamo piuttosto che si tratta di un grande punto interrogativo, che nasce nel pensiero non solo tuo, ma di tutti quelli che di fronte a certe situazioni, si chiedono come mai il Dio misericordioso abbia distolto gli occhi da certe tragedie che avrebbero potuto essere evitate con il Suo aiuto. Resto però in compagnia dell'idea che la causa di certe disgrazie non è da addebitarsi a nessun Dio, ma agli uomini che non hanno provveduto a rendere sicuro quel pozzo. Un terribile ammonimento ad usare molta cautela e mettere in sicurezza quel che potrebbe rappresentare un grande pericolo per tutti. Posti di lavoro dove muoiono operai, e in questi giorni se ne leggono tante di notizie terribili, e anche un pozzo diventa pericoloso se non è preventivamente messo in sicurezza. Ma un bambino, ecco, questo non si riesce ad accettarlo, che abbia perso la vita in questo modo orrendo. La tua poesia è bella, ed è nata da un cuore spezzato dal dolore.

Danila Oppio

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