POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione. Recensioni stilate da me e da altri autori. Editoriali vari. Pubblico poesie, racconti e dialoghi di vari autori.Vi si possono trovare gallerie d'arte, fotografie, e quant'altro l'estro del momento mi suggerisce di pubblicare. Sulla banda destra della home page, appaiono i miei e-book poetici ed altre sillogi di alcuni autori. Così come le riviste online de L'Approdo e de La Barba di Diogene, tutto si può sfogliare, è sufficiente cliccare sulla copertina. Aggiungo che , sempre nella barra a destra della home page ci sono mie video poesie, con sottofondo musicale. E' sufficiente cliccare sull'immagine per ascoltare testo e musica, direttamente da YouTube. Tutte realizzate dalla eclettica Anna Montella., Ci sono poi i miei libri scritti nel corso di circa 10 anni. Buona lettura e buon ascolto!

lunedì, marzo 16

CREARE SCRIVENDO di IVANA VACCARONI


Impressioni sul libro “CREARE SCRIVENDO” 
 Proposte per un laboratorio di scrittura creativa
 di Ivana Vaccaroni.
L’autrice, insegnante di lettere presso istituti superiori, è al suo secondo libro dopo il saggio Il ruolo della donna nella narrativa tra Otto e Novecento. Tiene corsi di scrittura creativa presso l’Accademia ABA di Udine. Collabora con case editrici quali Avanguardia, Historica e la rivista online Excursus.
 La passione per la lettura la conduce a far parte di diversi circoli letterari e a recensire e presentare le ultime novità in uscita.
Ho molto apprezzato in questo testo la suddivisione in generi letterari, con riferimento ad autori famosi, su come apprendere lo stile di scrittura leggendo le loro opere. 
Sono persuasa che sia essenziale invogliare i lettori a un’accurata scelta dei libri da prendere in considerazione prima di impegnarsi nella scrittura di un testo letterario.
Particolarmente utile la lezione 7 – scrivere un film - per chi volesse cimentarsi nella stesura di una sceneggiatura.
E’ vantaggioso imparare lo stile di scrittura di un’autobiografia e l’autrice suggerisce le tecniche appropriate.
Mi aspettavo un testo simile a La correzione di bozze di Ferdinando Scala, o Parlare l’italiano di Edoardo Lombardi Vallauri, o il divertente “Come non scrivere” di Claudio Giunta. E’ stata invece una piacevole sorpresa scoprire che la Professoressa Vaccaroni è andata oltre, rivolgendosi a un pubblico che non ha bisogno di consigli linguistici quali grammaticali o sintattici o lessicali. Ha inteso indirizzare i suoi suggerimenti a persone che scrivono in modo appropriato, ma che hanno necessità di conoscere i meccanismi per dare maggior  valore alla propria scrittura.
L’autrice presuppone che i suoi lettori siano già ferrati sulla corretta scrittura, ha quindi tralasciato quel che potrebbe infastidire chi si appresta a scorrere il testo, dando la preferenza a come non annoiare o deludere l’acquirente del libro. Dice bene Renato Di Lorenzo: “Se il narratore non suscita emozioni in chi legge, chiuderà il libro annoiato, lo metterà via e sarà un lettore in meno per il vostro secondo libro e vi sarete privati di qualcuno che va in giro a dire che ha letto un libro bellissimo”.
Rifacendo il verso a Di Lorenzo, andrò in giro a dire che ho letto un libro bellissimo, quello dell’autrice, che ho posto sul comodino per consultarlo più volte, e che consiglio vivamente a chi vuole dedicarsi alla scrittura, che sia un romanzo di vario genere o un semplice racconto.  Tutto deve contribuire a rendere la scrittura degna di essere letta e che, soprattutto, sappia trasmettere al lettore forti emozioni o che conduca  a profonde riflessioni.
Danila Oppio

TIGRE E ROSE - galleria di Danila Oppio

 Il procedimento di questo disegno, che non è di mia invenzione, ma ripreso dal Web. Si tratta di un Tattoo che era piccolo e in bianco e nero. L'ho ingrandito ridisegnandolo a matita, poi riempito di colore con pastelli, quindi mi sono divertita come al solito nell'eseguire varianti con il programma apposito del mio Mac. Il contrasto tra la ferocia di una tigre e la delicatezza delle rose è impressionante, ma qualcosa in comune ce l'hanno: gli artigli della tigre e le spine delle rose che entrambi feriscono. Ho scelto tale immagine in questo periodo di epidemia, perché anche il Corona Virus ci sta aggredendo. Soluzione? Non uscire di casa per non essere graffiati dalla "tigre" e neppure in giardino per non farci pungere dalle rose (che ancora non sono fiorite!).
Auguri a tutti, a quelli colpiti dall'epidemia e stanno soffrendo negli ospedali o in casa, e a quelli che fortunatamente non sono stati infettati, ma costretti comunque a restare chiusi in casa in quarantena. Come me!

Danila Oppio






sabato, marzo 14

DURUELO - skromny początek, wielkie dzieło - Karmelici Bosi (official vi...







TESTIMONIANZA DI UN RICOVERATO IN OSPEDALE

Per chi avesse dei dubbi su quanto detto dal sindaco di Bergamo, una testimonianza assolutamente vera di chi ha vissuto e visto coi propri occhi quanto accadeva in un ospedale di quella città. Spero che non si verifichi la stessa situazione in ogni altro nosocomio. Ecco il testo dell'email che ho ricevuto da un amico.

"Questa è un’esperienza cruda di un mio carissimo amico. 
Spero serva per far capire alla gente che bisogna mettere in atto atteggiamenti responsabili".

Mi hanno dimesso nella notte perché hanno deciso che debba curarmi da casa.
A fronte di qualche mia perplessità, i medici mi hanno lasciato intendere che i posti letto sono preziosi.
Cosi sia!
Nelle poche ore di permanenza nel reparto infettivi ho visto l'apocalisse:
Gente conciatissima, per lo più vecchi, ma anche qualche quarantenne, uomini e donne, senza privacy.
Nel reparto infettivi non esistono i bagni, non ci si lava, non si taglia la barba ...
Un correre continuo di medici, infermieri, OSS, tutti vestiti allo stesso modo, a metà strada tra l'imbianchino e il netturbino.
Un'atmosfera surreale. Ecco la mia testimonianza.
Ho trascorso otto ore in ambulanza, con febbre a 39, prima di poter accedere.
Otto ore seduto in ambulanza non sono uno scherzo e bisogna utilizzare innumerevoli risorse per non cedere.
Verso le 15 sembrava essere giunto il momento giusto e l'ambulanza è entrata nel pronto soccorso.
Falso allarme perché nel frattempo è sopraggiunta un'urgenza e quindi si torna all'esterno.
Nella manovra ho potuto vedere lo stuolo sterminato di autolettighe in attesa.
Alle 19, finalmente il mio turno. Vado in triage con un infermiere che mi fa milioni di domande sulle malattie di 50 anni fa.
Non ne potevo più.
Arriva il medico, mi ausculta i polmoni, mi fa tossire e mi parte una crisi di tosse e respirazione.
Non mi sento bene, mi mettono su un lettino e mi portano dentro il reparto, dove mi fanno gli esami di routine.
Pensavo di aver terminato la mia odissea, si presenta invece un'infermiera che mi dice di lasciar libero il posto e di accomodarmi su di una sedia.
Ho pensato: staranno riorganizzando i posti letto.
Passa un'ora, chiedo un po' di acqua. Faccio presente che non mangio e non bevo da 24 ore e ho la febbre. Risposta, no!
A questo punto ho compreso di essere finito dentro un problema molto più grande di me. Mi sono sentito perduto.  Ho pensato, firmo e torno a casa.
Impossibile, gli infettati non possono decidere.
Ho pensato allora di sdraiarmi per terra, non ne potevo più e nel ragionare questo ho fissato un'infermiera che mi sembrava umana.
Ha bisogno? Mi dica...
Chiedo un atto di carità cristiana. Posso sdraiarmi? E indico una brandina un po' approssimativa messa nel corridoio.
Venga, venga, ha ragione, si metta pure lì ... e quello è diventato il mio letto.
Fino a mezzanotte non mi hanno guardato, poi si è presentato un medico che mi ha chiesto se avessi allergia a farmaci.
Mi hanno allora fatto alcune flebo, veloci anche quelle, con qualche sturalavandini che  mi ha causato nausea insopportabile.
Ho resistito e sono arrivato in fondo. Verso le due la decisione delle dimissioni.
Le lastre hanno evidenziano una chiara polmonite batterica e non virale. Resta il mistero del contagio.
Mi curerò, con piglio maggiore.




FRESCHE ACQUE di MARIELLA OPPIO


FRESCHE ACQUE 
Quanta nostalgia ascoltare il vostro scorrere, guardare la vostra limpidezza che gioca con il fondo trasparente dove sassi levigati formano un puzzle di vari colori.

La luce attraversa alberi ancora spogli, ma dalla riva foglie verdi armonizzano con l'intorno.
Ricordo quando i cavalli sostavano sudati dopo la passeggiata nel bosco e, avidi, s’abbeveravano alla vostra frescura.
Chiare acque in quel giro silente del Rile.

Ricordo, vi seguivo, ascoltavo la vostra musica frammista allo stormire delle fronde, al nitrito dei puledri, all'allegro abbaiare dei cani mentre si bagnavano giocando con gli spruzzi.

Ricordi vividi che tengo nel cuore con tutte le sensazioni che non possono assopirsi.
Fresche acque

Siete state parte del mio vissuto.
Grazie!

Mariella Oppio
13 marzo 2020