POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione. Recensioni stilate da me e da altri autori. Editoriali vari.
Pubblico poesie, racconti e dialoghi di vari autori.
Vi si possono trovare gallerie d'arte, fotografie, e quant'altro l'estro del momento mi suggerisce di pubblicare.
Sulla banda destra della home page, potete leggere i miei quattro e-book poetici ed altre sillogi di alcuni autori. Così come le riviste online de L'Approdo e de La Barba di Diogene, tutto si può sfogliare, è sufficiente cliccare sulla copertina.
Buona lettura!

sabato, maggio 26

CAVALCATA SARDA A SASSARI


Ho ammirato gli scatti fotografici del bravissimo Walter Lecis (in arte Jack Walsh), relativi alla CAVALCATA SARDA svoltasi a Sassari la scorsa settimana. 
Mi sono così aggiornata sull'evento, e ora ne parliamo un poco anche qui. Adoro la Sardegna e la sua storia. 
Cavalcata Sarda 2018 a Sassari: si  è svolt0 domenica 20 maggio 2018 il grande appuntamento con la Cavalcata Sarda a Sassari,  la “festa della bellezza”, l’unica tra le tre grandi feste di popolo sarde ad essere laica (rispetto a Sant’Efisio a Cagliari e al Redentore a Nuoro). Si narra che la sua prima edizione fu organizzata nel 1899, in occasione della visita in città del Re Umberto I e della Regina Margherita di Savoia, anche se probabilmente riprendeva una tradizione già viva in epoca spagnola. Fatto sta che da allora ogni penultima domenica di maggio centinaia di cavalieri e ben 3mila persone in abito tradizionale in rappresentanza dei costumi di tutta la Sardegna – quest’anno abbiamo 65 gruppi folk da 65 comuni diversi, 27 gruppi a cavallo, ma anche coppie a cavallo e un’imponente tracca, per un totale di 2500 figuranti in costume e oltre270 cavalieri – sfilano per le vie di Sassari, per la gioia di sassaresi, sardi e turisti.



La tradizionale sfilata di costumi sardi compie quest’anno 69 anni.
La Cavalcata Sarda rappresenta insieme alla Festa dei Candelieri, l’evento turistico più importante della città.
Il messaggio è tutto contenuto nella scelta dell’immagine e dello slogan che l’accompagna: C’è qualcosa di più profondo del nostro mare”. La comunicazione di quest’anno vuole mettere in evidenza lo spirito stesso della Cavalcata, mostrare il cuore della Sardegna, al di là delle bellezze naturali. Un invito a scoprire l’essenza e l’orgoglio di un’isola, che non è soltanto mare. L'immagine, attraverso l'issohadores, fa una promessa: nessuno alla Cavalcata Sarda 2018 è semplice  spettatore.
I riti, le tradizioni, i colori di tutta la Sardegna regalano l’emozione di una cultura affascinante, complessa e misteriosa. Oltre un secolo è passato dal quel lontano 1899, eppure la manifestazione conserva ancora il fascino di un tempo. Giunta la penultima domenica di maggio, da tutti i paesi della Sardegna partono alla volta di Sassari, per l’annuale imperdibile appuntamento, centinaia di cavalieri e amazzoni, partecipanti alla corsa al galoppo del “Palio città di Sassari”, e oltre 3000 persone vestite con l’abito tradizionale che animeranno una delle più ricche e sorprendenti sfilate dell’Isola. Un repertorio vivente di costumi vari e diversi, colorati e impreziositi da gioielli e amuleti, stupisce oggi il pubblico contemporaneo esattamente come avveniva ai numerosi viaggiatori che dai primi dell’Ottocento hanno frequentato l’Isola. Per le strade e le piazze affollate di gente, risuonano le antiche musiche che da secoli agitano gonne e berritte al ritmo delle danze tradizionali; le voci dei poeti estemporanei e dei cantanti a tenore con le loro improvvisazioni aggiornano gli agoni omerici; il rumore degli zoccoli dei cavalli riporta ad altri tempi e luoghi restituendo l’emozione delle spericolate pariglie e della sfrenata corsa dei cavalieri dell’Ardia di Sedilo; i protagonisti dei carnevali, su Compinodori e i sartiglianti di Oristano, Mamuthones e Issohadores di Mamoiada, Boes e Merdules di Ottana, fanno rivivere la suggestione di riti arcaici e misteriosi.

Fin qui, testi e immagini le ho riprese da vari articoli sul web, e ringrazio chi li ha scritti, in seguito, pubblico le splendide foto di Walter, perché meritano per la loro perfezione. Pima però vi presento il bravo fotografo.










Ma ora diamo uno sguardo alle bellissime ragazze sarde che indossano costumi d'epoca e gioielli di grande fascino, tutti rigorosamente in filigrana, di alta arte orafa. 








Grazie Walter per aver condiviso con noi alcuni scatti della splendida manifestazione a Sassari! E ancora grazie per avermi inviato le immagini delle più belle donne dell'Isola meravigliosa che è la Sardegna.

Danila Oppio

venerdì, maggio 25

Altri scatti della presentazione de IN CAMMINO di Nelly Irene Zita Garcia e di ONEIRIKOS di Danila Oppio

Oggi ho incontrato Irene, e mi ha donato alcuni scatti fotografici effettuati durante la presentazione dei nostri libri, presso la Parrocchia di Santa Teresa del Bambino Gesù a Legnano. Li condivido volentieri con voi. Qualcuno infatti mi ha fatto notare che nelle foto precedenti, appaio con il viso coperto dalle mani. Non volevo nascondermi, semplicemente ero concentrata nell'ascolto di quanto diceva il giornalista Saverio Clementi. (al centro della foto)

L'autrice Nelly Irene declama una sua poesia
da IN CAMMINO


E ora è il mio turno, di presentare ONEIRIKOS


Il coro NUOVO CANTICO diretto dal Maestro Claudio Monticelli


Uno sguardo goloso su parte del buffet



La poetessa Rita Iacomino parla con il Priore del Convento Carmelitano Padre Silvano Vescovi
(alle loro spalle, Danila ringrazia il giornalista Saverio Clementi)





Particolari del tavolo conferenze:
si nota che ero stanca? No, stavo semplicemente ascoltando ad occhi chiusi le poesie di Irene, declamate nelle due lingue spagnolo - italiano


giovedì, maggio 24

mercoledì, maggio 23

MENZIONE DI MERITO Premio Nazionale "Villotte: storie in cammino...un cammino di storia" a Danila Oppio



Ringrazio la Giuria, in particolare Marinella Rosin Beltramini, quale  Presidente.Un grazie sincero al Direttore Luigino Vador, organizzatore del Premio, per l'attenzione con cui mi ha seguito.
Ed ora riporto qui sotto il racconto, inspirato all'Esodo Istriano, nel cui mio padre è stato coinvolto.

LE PESCHE  (esodo istriano)

Dal maggio del 1945 iniziò l’esodo massiccio, spontaneo e disorganizzato degli Italiani d’Istria e di Fiume. Mio padre era nativo della provincia di Belluno. Prestava però la sua opera come minatore ad Arsia, che fu costruita, nel tempo di un anno e mezzo, dal regime fascista italiano e inaugurata il 4 novembre 1937. Si trattava della prima città a carattere minerario progettata e costruita dal fascismo.

Papà, che per quattro anni in tempo di guerra lavorò come minatore a Carbonia, fu trasferito, sempre militarizzato, alle miniere istriane.
Nel giugno del 1945 dovette fuggire. Come se fosse uno dei tanti istriani, fiumani e dalmati costretti all’esodo.
Mia madre non era stata informata del rientro di mio padre.
La loro primogenita Lella aveva quattro anni, quando è accaduto questo strano fatto.

Un accadimento del tutto straordinario, che ha del sovrannaturale.
La mamma diede tre pesche alla bimba, perché facesse merenda, ma lei rispose che non le voleva e le spiegò il motivo:

Mamma, metti da parte queste pesche, tienile per quando arriverà papà.

La mamma rispose che suo padre si trovava in Istria, a lavorare in miniera, militarizzato a causa della guerra, e che quelle pesche sarebbero marcite, nell’attesa del suo rientro.
Mia sorella pestò i piedi, si mise a strillare e ribadì ancora una volta, con insistenza, che il papà sarebbe rientrato a casa entro sera.

 E così fu. Nostro padre arrivò a casa poche ore dopo, smunto, gli abiti sgualciti e impolverati, sfinito dal lungo camminare pur se, alcune volte, ottenne qualche passaggio su mezzi di fortuna, come carri trainati da cavalli o qualche rara vettura, ma dovette comunque affrontare lunghi percorsi a piedi.
La moglie ne fu sorpresa. La piccolina disse alla madre:

Che ti dicevo? Papà stava arrivando, e tu non mi hai creduto, Portagli le pesche!

La mamma volse uno sguardo interrogativo al marito, lui rispose con un sorriso di tenerezza e, prendendo in braccio la figlia, le confidò:
Non mi meraviglio, ho trascorso tutto il tempo della mia fuga dall’Istria, pensando a voi, soprattutto a questa piccolina che desideravo riabbracciare. E’ stato tale pensiero a darmi il coraggio di affrontare il lungo cammino, la stanchezza, la fame. Lei ha captato il mio messaggio d’amore. I piccoli sono come angeli, hanno un sesto senso simile alla telepatia. La sentivo accanto a me, e lei ha capito che stavo tornando nel nostro piccolo ma sicuro nido. Agguantò una pesca, e facendo l’occhiolino alla sua figlioletta, staccò un bel morso. Lella, felice, batté le manine.
Danila Oppio

martedì, maggio 15

Altre immagini della presentazione di Oneirikos di Danila Oppio


La poetessa Rita Iacomino che ha presentato il mio romanzo Oneirikos
e vari scatti al tavolo della conferenza






qui sotto qualche ingrandimento


Nelly Irene mentre legge le sue poesie in lingua spagnola. Il giornalista Saverio Clementi, già de La Stampa e de La Prealpina, oltre che Addetto Stampa del Comune di Legnano, quando era Sindaco Alberto Centinaio, Danila Oppio autrice di Oneirikos e la poetessa Rita Iacomino, che ha presentato il romanzo di Danila


Il parroco Padre Renato Rosso, Nelly Irene, Saverio Clementi, Danila Oppio e Rita Iacomino




lunedì, maggio 14

LE QUATTRO LEGGI SPIRITUALI

Condivido una riflessione seria, ricevuta da un amico carissimo. Grazie Francesco Bosetti!
Danila


Ma dobbiamo fare le persone serie per forza? Raccolte qui e là da Danilà!

Talvolta si raccolgono fiori nei prati, talaltra chiacchiere e pettegolezzi...i fiori recisi mi fanno pena, preferisco quelli che conservano le loro radici, che affondano nel terreno dove possono nutrirsi. Il vaso dove si tuffano i fiori recisi mi pare simile ad una cassa da morto e mi incute tristezza.
Le chiacchiere e i pettegolezzi li detesto profondamente... ma le barzellette fini, le battute di spirito quelle le accolgo perché mi accendono la giornata. Spero l'accenda anche a voi, facendovi sorridere un poco!