POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

sabato, dicembre 9

COMUNICATO - Di Renata Rusca Zargar

COMUNICATO


Lo scorso Settembre, HWPL, un’Associazione Koreana non governativa, senza scopo di lucro, che si adopera per la pace nel mondo, ha organizzato un summit internazionale con 1200 invitati da paesi stranieri. Tra gli ospiti c’era anche Zahoor Ahmad Zargar, in qualità di rappresentante della Comunità islamica italiana. Auto con le bandierine, camerieri che si inchinavano a metà busto,  porte girevoli, un hotel-grattacielo sterminato perso tra grattacieli altissimi… Forse, la gente che frequenta questi luoghi non è la gente che noi siamo abituati a frequentare. Ma quella volta era diverso: in coda ad attendere il check-in o gli ascensori c’erano  personaggi particolari: lama tibetani, donne arabe, signore africane... Arrivavano da tanti diversi luoghi del mondo per quell'incontro  annuale sulla pace. Sono persone che vogliono bandire la guerra dall'umanità. Per noi italiani è un po' difficile comprendere il concetto di pace perché siamo forti venditori di armi, cioè, mercanti di morte, con i nostri quindici miliardi all’anno di esportazione cui non è facile rinunciare. Ma c'è tanta gente nel mondo che ci crede davvero, che sogna la pace, che si batte perché i popoli capiscano che, con la guerra, sono solo loro a soffrire mentre pochi guadagnano.

I coreani, poi, questa volta sono davvero spaventati. Tutti questi esperimenti atomici potrebbero condurre a una guerra ancora più distruttiva di quelle che hanno già vissuto.
Zahoor Ahmad Zargar e Renata Rusca Zargar
parleranno, giovedì 14 dicembre ore 20,40, presso la Biblioteca Civica di Quiliano,  di quello che hanno visto in Korea, della paura e della speranza. Mostreranno, infine, filmatini e foto esclusivi, della più grande parata internazionale per la Pace che si possa immaginare.
L’ingresso è libero.


mercoledì, dicembre 6

Johnny Hallyday - Que Je t'aime 1974




La versione originale in francese! Sarai sempre con noi, Hallyday!

♫ Johnny Hallyday ♪ Quanto T'amo Cinebox Scopitone ♫ Video & Audio Resta...



Se ne è andato oggi, 6 dicembre 2017

Mi ricordo quando ero ragazzina, e mentre ascoltavo questa canzone, mi commuovevo e mi domandavo se ci sarebbe mai stato un uomo, nella mia vita, a sussurrarmi quelle parole, al mio orecchio. Con lui muore qualcosa di me: i miei ricordi giovanili, la musica e la voce che accompagnava i miei passi adolescenziali. 

Johnny Hallyday è morto questa notte all'età di 74 anni. Da circa un anno alla rockstar idolo di generazioni di francesi era stato diagnosticato un cancro ai polmoni. Ad annunciarlo, poco prima delle tre del mattino, è stata la moglie Laeticia Hallyday.
"Johnny Hallyday è andato via. Scrivo queste parole senza potervi credere. E tuttavia è proprio così. Il mio uomo non c'è più, ci ha lasciati questa notte così come ha vissuto lungo tutto il corso della sua vita, con coraggio e dignità", scrive la moglie nel comunicato diffuso ai mediaohnny Hallyday è morto questa notte all'età di 74 anni. Da circa un anno alla rockstar idolo di generazioni di francesi era stato diagnosticato un cancro ai polmoni. Ad annunciarlo, poco prima delle tre del mattino, è stata la moglie Laeticia Hallyday.
"Johnny Hallyday è andato via. Scrivo queste parole senza potervi credere. E tuttavia è proprio così. Il mio uomo non c'è più, ci ha lasciati questa notte così come ha vissuto lungo tutto il corso della sua vita, con coraggio e dignità", scrive la moglie nel comunicato diffuso ai media.
Il cantante monumento della musica francese era stato ricoverato nella notte tra domenica e lunedì per problemi respiratori. Da mesi era sottoposto ad un trattamento anti-cancro a Parigi. Più volte la famiglia ha cercato di smentire le indiscrezioni allarmistiche diffuse da alcuni media.
"Come tutta la Francia, ho il cuore spezzato" ha dichiarato stamattina Sylvie Vartan, prima moglie di Johnny Hallyday. "Ho perso l'amore della mia gioventù - ha detto la cantante, che all'epoca del suo matrimonio era popolarissima in Italia - e nulla potrà mai sostituirlo". Sylvie Vartan aveva avuto da Johnny un figlio, David, nato nel 1966.
Con una carriera di 55 anni alle spalle, aveva dichiarato di recente di voler preparare un nuovo album in studio con una tournée estiva nel 2018. Nonostante la malattia, da lui stesso annunciata nel marzo scorso, mantenne l'impegno di cantare in tournée con le Vieilles Canailles la scorsa estate, insieme agli storici amici e cantanti Jacques Dutronc e Eddy Mitchell. Quella resterà la sua ultima apparizione sulla scena.
"Abbiamo tutti, in noi, qualcosa di Johnny": Emmanuel Macron, con un comunicato diffuso dall'Eliseo in piena notte, è stato fra i primi a reagire alla morte di Johnny Hallyday. Questa mattina, tutti i notiziari radio e tv sono in edizione speciale per la scomparsa, attesa negli ultimi giorni, del musicista più popolare di Francia. "Di Johnny Hallyday - continua - non dimenticheremo né il nome, né la faccia, né la voce, né soprattutto le interpretazioni, che, con quel lirismo secco e sensibile, appartengono oggi in pieno alla storia della canzone francese. Ha fatto entrare una parte dell'America nel nostro Pantheon nazionale".
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martedì, dicembre 5

Le origini tortuose dell'elettroencefalografia di Silvio Coccaro

Le origini tortuose dell’elettroencefalografia



Il dottore Hans Berger, in servizio nell’esercito prussiano in qualità di ufficiale, un giorno ricevette dalla sorella una lettera in cui lei riferiva di averlo visto in sogno cadere da cavallo e fratturarsi una coscia. Fatto che puntualmente era avvenuto in precedenza, mentre la missiva non era stata ancora recapitata. L’ufficiale pensò subito che una tale coincidenza di fatti non fosse spiegabile se non con la telepatia, una forma misteriosa di comunicazione del pensiero tra persone lontane.
Al termine del servizio militare, gli fu conferita la cattedra di Neuropsichiatria presso l’Uni

versità di Jena, dove si dedicherà allo studio dell’attività elettrica encefalica per tutto il resto della sua vita.

Ma il suo vero interesse era la telepatia e voleva dimostrare che le forze elettromagnetiche conseguenti all’attività elettrica del cervello umano potevano spiegarla. Poiché essa era considerata giustamente poco ortodossa e perciò era malvista, egli condusse i suoi esperimenti di laboratorio in gran segreto.
Analizzò i propri segnali cerebrali, poi quelli di suo figlio ed infine quelli di alcuni pazienti con lesioni delle ossa craniche. Dapprima escluse che questi segnali potessero essere artefatti di origine ematica, poi dimostrò che l’attività elettrica era maggiore nell’area occipitale allorché l’esaminando chiudeva gli occhi.
Quindi riconobbe due ritmi: le onde alfa (denominate così perché furono le prime che scoprì) e poi le onde beta. In un articolo del 1929 scrisse che l’attività elettrica registrata era continua e si potevano distinguere due tipi di onde: una che durava 90 millisecondi ed un’altra che ne durava solo 35. Le deflessioni più lunghe nel tempo avevano un’ampiezza di 150 – 200 mVolt.






Tutto questo, invece di confermare la sua fede in merito alla telepatia, la smentì clamorosamente in quanto i potenziali cerebrali sono talmente piccoli da non poter essere percepiti da un altro cervello e richiederebbero l’interposizione di un conduttore con una bassissima resistenza, certamente non l’aria.

Ma le sue ricerche produssero, inaspettatamente, un risultato straordinario. Aveva dato origine all’elettroen-cefalografia, ossia alla tecnica di registrazione ed analisi dell’attività elettrica del cervello!
L’elettroencefalografia misura mediante elettrodi posti sul capo l'attività elettrica del cervello, che è a sua volta la somma di quella di ogni singolo neurone. Poiché tali potenziali misurano pochi mV, essi devono essere notevolmente amplificati (circa un milione di volte). Il tracciato che se ne ricava consente di valutare se nelle varie aree cerebrali l’attività elettrica è normale oppure no. Gli impieghi di questa metodica riguardano: i disturbi di tipo epilettico, le lesioni tumorali o circolatorie, le malattie degenerative, le alterazioni metaboliche, i vari tipi di coma, il monitoraggio dei farmaci neurologici, le cefalee, gli esiti di traumi cranici, l’uso di droghe psicoattive, lo studio del sonno e del sogno e l’accertamento della morte cerebrale (EEG piatto), specialmente per stabilire quando si può procedere all’espianto degli organi da destinare al trapianto.
Un importante risultato degli studi elettroencefalografici è il fondamento che l’attività elettrica dei neuroni, lungi dall’essere un rumore di fondo, è in realtà la fonte delle nostre capacità cognitive e capirne il cinguettio corale sicuramente getterà una luce vivida su come cervello e mente sono correlati.
Così, partendo dalle sperimentazioni sulla telepatia, siamo giunti all’essenza della natura umana: il pensiero e alla vita che ne deriva!

Silvio Coccaro
                                                                                                       

lunedì, dicembre 4

Las campanas de Madrid, zarzuela e versi Garcia Lorca - Coucou Sèlavy




Canto una canzone estratta dalla zarzuela Un dìa de primavera, che ho fuso con alcuni frammenti di Garcia Lorca
"La norma che scompiglia corpi e astri s'è fitta nel mio petto a gruppi gente salta nei giardini continua a dormire vita mia senti il mio sangue rotto fra i violini"

Così dice Coucou Sèlavy, ed io cosa posso aggiungere, se non che ha una voce a dir poco meravigliosa, tanto da donarmi brividi emozionali!
Grazie Francesco! (Coucou).
Danila Oppio

domenica, dicembre 3

Anna Netrebko - MOSCOW NIGHTS - Dmitri Hvorostovsky




Un messaggio dagli amici e dalla famiglia di Dmitri Hvorostovsky


È con grande tristezza che annunciamo la scomparsa di Dmitri Hvorostovsky - amato baritono operistico, marito, padre, figlio e amico - all'età di 55 anni. Dopo una battaglia di due anni e mezzo contro un cancro al cervello, morì alle 3,20 del mattino di mercoledì 22 novembre, circondato dalla sua famiglia, in una struttura ospedaliera vicino a casa loro a Londra, nel Regno Unito. Lascia la moglie, Florence Hvorostovsky, e i loro due figli, Maxim (14) e Nina (10); i suoi due figli gemelli, Alexandra e Daniel (21 anni), nati da un precedente matrimonio;  i genitori Alessandro e Lyudmila. Dopo essersi ritirato dal palcoscenico operistico alla fine del 2016 a causa del complicarsi del male, Hvorostovsky ha fatto la sua ultima apparizione pubblica in un concerto "Dmitri and Friends" al Festival austriaco di Grafenegg in giugno; a settembre è stato insignito dell'Ordine al merito per la patria del IV grado.
Ci mancherà la tua splendida voce, il tuo trascinante sorriso...ma ti ricorderemo sempre come uno dei baritoni più acclamati.
Danila Oppio