POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione. Recensioni stilate da me e da altri autori. Editoriali vari.
Pubblico poesie, racconti e dialoghi di vari autori.
Vi si possono trovare gallerie d'arte, fotografie, e quant'altro l'estro del momento mi suggerisce di pubblicare.
Sulla banda destra della home page, potete leggere i miei quattro e-book poetici ed altre sillogi di alcuni autori. Così come le riviste online de L'Approdo e de La Barba di Diogene, tutto si può sfogliare, è sufficiente cliccare sulla copertina.
Aggiungo che nella barra a destra della home page ci sono 4 mie video poesie, con sottofondo musicale. E' sufficiente cliccare sull'immagine per ascoltare testo e musica, direttamente da YouTube. Tutte realizzate dalla eclettica Anna Montella.
Buona lettura e buon ascolto!

venerdì, settembre 13

COME TE GO FATO TE DESFO! Non fate arrabbiare la mamma veneta!

Un attimo di relax di tanto in tanto ci vuole. Ringrazio Matteo Pizzeghello per avermi girato quanto sto per pubblicare.
Ho aggiunto qualche mio ricordo.



Scoltame co tute do le recie" 
Credit che mi sia un musso che caga scheiii
Te cavo i oci 
In leto coi calcagni par da drio
Te do na papina e quel mur en te da un altra
Te dae na papina che te fae girar la testa par indrio
E CO RIVA TO PARE TE CIAPI EL RESTO!
Te piasaria far la vita de Michelazzo, magnar bevar e non far un cazzo.
Ne conosco una simile, perché mia madre non diceva parolacce:
Te fae la vita del Michelasso, magnar, bevar e andar a spasso.

Te molo on pugno sol stomego che te fasso on porta saon
Ara, ara cosa gheto combinà, Maria Vergoè
Ala to età .. saltavo i fosi par longo
Oppure la storica frase della nonna: “te si na soetta..”..e ancora non so cosa significasse!
Te spussi come na caora.
Te se cagà e spuà to pare.
E mia nonna per sgridarmi diceva: te meto a leto con la testa tra le recie e la boca sot el nas! 
Se non conoscete il dialetto veneto chiedete a me che traduco all'istante!
Danila Oppio

NEVICA di MARIELLA OPPIO




NEVICA

Farfalle bianche
svolazzano e libere
si posano a terra.
Diafane dita
sfiorano la natura
danzando col vento.

Tappeto bianco
trasforma l’intorno
in candido museo.

Ovattata, felpata la terra.
Un cane…le sue orme.
Uccelli spaesati.
Cibo assente.

Natura silente
d’un mondo incantato
Fiaba universale.

Mariella Oppio
Inverno 2015

VENDESI di TOMMASO MONDELLI



VENDESI

  Stavolta son tutti d'accordo
  che l’Italia vender si deve
  forse è che siano un ricordo
  e qualcuno già sopra ci beve.

  Il deprezzo s’è stabilizzato
  disistima di dentro di fuori
  mai sentito un tale parlato
  pure da mitici saggi cultori. 

  E s’è un continente a svuotare
  non un Paese a culture diverse
  e con un mini Paese a riempire  
  se con fogne e misure traverse.

  Lo sterco che qui si raccoglie
  liquido o solido tanto che sia
  dell'Europa è dentro le soglie
  appare per tutti un'opera pia.
  
  Se di astio e di screzio bavoso
  che dall'interno si leva corale
  non si sente ferito e stizzoso
  dallo scempio di questa morale. 

  E se ancor casa tua non difendi
  che dentro la Patria si muove
  allo straniero tutto consenti
  il forestiero ti porta le nuove.

Tommaso Mondelli
                     Agosto 2019    

giovedì, settembre 12

Articolo sul giornale locale di CORTEMAGGIORE (PC) LIBERTÀ relativo allo Mostra


Ingrandisco per una maggiore visibilità dell'articolo pubblicato sul giornale locale LIBERTÀ



Come potete leggere dall'articolo, tra gli autori delle poesie esposte appaiono l'organizzatrice della Mostra Prof.ssa Carla Maffini, Danila Oppio e Tommaso Mondelli, che sono stati anche premiati con coppa e diploma d'onore.
Danila Oppio

mercoledì, settembre 11

PREMIO ALLA MOSTRA DI POESIE a CORTEMAGGIORE (PC) di TOMMASO MONDELLI

Su invito della Prof.ssa Carla Maffini, per la mostra che si sta svolgendo presso la Banca di Piacenza, succursale di Cortemaggiore, Tommaso Mondelli ha inviato sei poesie che sono esposte lungo le pareti della sala riunioni bancaria.
Come premio di tale partecipazione, il poeta ha ricevuto una bella coppa e il diploma d'onore guarnito da una medaglia d'argento. 
Qui sotto la locandina dell'evento:
E qui la coppa e il diploma:


La particolarità di questa coppa vista dall'alto: un fiore a otto petali, quelli esterni in metallo argentato e quelli interni colorati.




Qui sotto, i testi delle sei poesie che sono esposte 

 Amore poesia
Se c'è poesia anche c'è amore
sia all'interno tanto all'esterno
tanto alla mente tale nel cuore
non t'avvedi ch’hai fatto terno.

Se poi nella mente c'è cortesia
nel volere un sorriso non manca
fai del sapere qualcosa che sia
ad altri  è gradita e ne avanza.

Come una sola parola è cantata
tutto s’avvolge di luce e d'amore
anche alle messi è luce intonata
risuona armonia, è nota d'autore.

Come il vento trasporta il valore
anche il suono s'inoltra lontano
ed ogni altra cambia il colore
e fa uscire dal triste pantano.

Tutti a soffiare sul vento d'amore
verso l'alto e per nuova poesia
resta votato a scacciare il dolore
con ogni voce alta bassa che sia.
oooOooo
          Il Tempo

Il passato non mi trattiene
se il presente fermo non è
il futuro non m'appartiene
e cos'altro mi resta, se c'è?

Quello che non si consuma
non certo è dentro di me
se la cosa che io riassuma
è che il tempo resta per sé.

Avevo creduto che fosse così
non il creduto credibile vero
è il planetario che resta pur lì,
il nostro giro che rotola intero.

Come i birilli nella corrente
qualcuno ci resta più a lungo
per altri è meno che assente
più o meno la vita di un fungo.

Se reale è la nostra esistenza
altrettanto è che nulla si crea
e nel contrario dura l'essenza
figli siam sempre di Silvia Rea.
 oooOooo
 L'ultimo sogno

 S'è ver che può essere un tema
gli ospiti cantano l'inno alla vita
tu sei  grande e nulla ti trema
piatto già pronto di frutta candita.

Quello che cerchi, cosa che trovi
tu pensi sempre di averlo pagato
sai che forse l'han preso tra i rovi
quanto a te arriva è solo donato.
                                                                
Già l'ultimo sogno che ho fatto
se lo gradite a voi lo racconto
seduto dentro quell'albero alto
fin dall'alba e sino al tramonto.

Camminavo carponi per terra
quattro zampe come un gattino
avvicinato finestra che serra
era l'alba  del primo mattino.

In un prato e di verde fornito
c'era un albero tanto frondoso
tanto è che sopra v’ero salito
tra gl'uccellini di canto festoso.

Era lì che qualcosa cercavo
ma una farfalla con ali dorate
si avvicinava, io la chiamavo
non si capivano le voci parlate.

L'albero cresce il tempo si ferma
t'avvedi presto che sei tra i rovi
pensi pur d'essere come ti trovi
fai quattro passi hai la conferma.

Lungo il pendio che porta alla cima
Quando poi credi d’esser arrivato
resti perplesso e ti senti spossato
un po' di riposo e sei come prima.
 oooOooo
     La vita
 La vita comincia domani
col manuale del fai da te
se bene cominci i ricami
non resti nell'orto col se.

La prima, quella che conta
lo sai che ti è stata donata
apprezzala non farne onta
è difficile altra chiamata.

A te devi renderne conto
quando la perdi t'avvedi
se ti guadagni lo sconto
che tutto insieme rivedi.

Se poi degna or la ritieni
non tradirla ogni momento
come Ulisse vai e vieni
non perdere tale fermento.

Il vizio è un tuo nemico
se poi l'ozio non trattieni
fino al fondo pieno e dico
sei vissuto e ne convieni.
oooOooo
Le radici

Le radici dell'albero vivo
e quelle dell'albero morto
non meno del suolo natio,
teniamole come nell'orto.

La terra del seme sepolte,
la vita equilibrio precario,
pur detto innumeri volte,
di più ne canta il rosario.

Se anche l'uomo ha le sue
problematiche anziché no
non una e forse è con due
tutto per quel qui pro quo.

E quelle che della ragione
possono venire a mancare
affidandole alla religione
con un salmo da recitare.

Della vita e della morte,
di quel paradiso perduto,
dell'anima e la sua sorte,
quanto l'avere è 'l dovuto.

Ci fu un paradiso perduto
è certo che li non son più
pertanto ci fu l'accaduto,
non per tutti è salire lassù.
oooOooo
Mamma
 Quando la vita tua fece quel salto
per il ritorno nel suo petto amore
per ritrovar la fonte di quel malto
che non ti lascia mai senza calore.

Guardane i passi e seguine le orme
non perder mai di vista sue premure
neppur quando sai che su te dorme
e non ti lascia mai senza sue cure.

Sia pure nel ventre e il dopo fuori
l’impronta nella mente fu trasmessa 
di permanenza resta in viso e cuori
simbolo eterno di ogni promessa.

Vai per mari e monti prendi il volo
tra valli e le contrade spingi il passo
se lo affretti un tanto giungi al polo
tanto rallenta e un dì sarai pur lasso.

Fonte d’amore e dei trionfi è santo
non dimenticarti d’un sì gran dono
e il ritrovare in ogni fatto un canto
lei della vita è tutta il gran perdono.