POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione. Recensioni stilate da me e da altri autori. Editoriali vari.
Pubblico poesie, racconti e dialoghi di vari autori.
Vi si possono trovare gallerie d'arte, fotografie, e quant'altro l'estro del momento mi suggerisce di pubblicare.
Sulla banda destra della home page, potete leggere i miei quattro e-book poetici ed altre sillogi di alcuni autori. Così come le riviste online de L'Approdo e de La Barba di Diogene, tutto si può sfogliare, è sufficiente cliccare sulla copertina.
Buona lettura!

mercoledì, gennaio 23

A GIACOMO di DANILA OPPIO



A Giacomo

Se solo avessi con te scambiato
su quell’ermo colle profondi sguardi
avrei assorbito nell’immensa quiete
silenzi che san d’eterno, Leopardi!

Con te accanto, sfiorata dal vento
starei  in assorto silenzio pensando.
E nel mar dei ricordi, naufragando
dolcezza infinita mi dà contento.

Chi ti conobbe fu per l’Infinito
o poche altre poesie studiate a scuola
“portar a memoria” scritta sul diario,
A Silvia oppure Passero solitario.

O studiar La sera del dì di festa,
Il sabato del villaggio, Alla luna
Infin La quiete dopo la tempesta.
Nei testi di scuola, di altre, nessuna.

Quanto hai scritto, quant'altro hai imparato
Leggendo libri al lume di candela
raccolti nei scaffali del tuo babbo
sfinendo gli occhi fino a tarda sera?

Ma tutto questo, chi ce l’ha insegnato?

Danila Oppio






lunedì, gennaio 21

NOTTURNI DI TOSSE di ANGELA FABBRI





Io e Vittorina abbiamo vivacizzato  le ore di silenzio ospedaliero con i nostri concerti

                                     NOTTURNI  di  TOSSE.

Eseguendoli con naturalezza, ciascuna nella sua particolare tonalità.
Mai silenzio, culminata l’esibizione di una, partiva in sequenza quella dell’altra. Ognuna esprimendo il suo proprio tormento interiore e passandolo all’altra e al suo in un continuo affiatato scambio d’orchestra.
Non ci si era messe d’accordo, Vittorina e io, fu spontaneo. E dopo il silenzio ci fu. Quando ci addormentammo in attesa del prossimo Notturno…
Il mattino ci siamo guardate sorridendo senza far parola neanche fra noi della faticosa notte trascorsa… a orchestrare i nostri aggrovigliati, sinceri e insopprimibili attacchi di tosse.

           Ospedale Sant’Anna a Cona (Ferrara) 13 gennaio 2019

Ecco, l’ho trascritto dalla matita sul quaderno di quella notte. C’è pochino, ma so che qualcuno quella notte ci ascoltò e non fu disturbato dal nostro piccolo concerto improvvisato .
(In ordine alfabetico: Angela & Vittorina)

domenica, gennaio 20

STAN SUCCEDENDO COSE ASSAI STRANE! di ANGELA FABBRI




Ecco, dopo parecchi giorni di silenzio, che mi avevano preoccupato, il testo di una email di Angela Fabbri.

Stan succedendo cose assai strane! Il mattino dopo averti scritto l'email di cui mi parli, ho dovuto decidermi a chiamare il mio dottore, spiegandogli come mi sentivo, o meglio quello che mi pareva di sentire, ero confusa. Lui è corso qui a casa appena finito l'ambulatorio, mi ha subito fatto un esame con quelle macchinette nuove e ha trovato una insufficienza respiratoria pericolosa, poi mi ha visitato e infine mi ha scritto un'urgenza per il 118, dicendomi anche di prepararmi qualcosa se mi avessero trattenuto. Mi sono spaventata e lui mi ha detto, lui che legge i miei libri: <<Angela! Se dovrai restare  in Ospedale scriverai un altro dei tuoi pezzi sul web!>>



Intanto era arrivata Jamila, che è il mio unico punto di riferimento e per  fortuna lavora qui vicino e ci siamo organizzati.
Alle 14 ho chiamato il 118, mi hanno caricato e dato l'ossigeno e siamo 
partiti per Cona, dove, a 15 km da Ferrara, adesso sta il nostro Ospedale. Jamila mi ha seguito in autobus.
Ha passato il pomeriggio con me al Pronto Soccorso e alle 19 hanno detto che dovevano  assolutamente ricoverarmi. Me! che di Ospedali non so neanche l'odore!
E sono rimasta là dalla notte del 10 fino a oggi pomeriggio alle 15, quando 
mi hanno rilasciata.
Ho avuto una paura fottuta quando ho capito che DOVEVO trattenermi. Separata  dalla mia casa dalle mie cose dai miei libri! Avevo portato
per scrivere, ma non per leggere! Ma Jamila ha trovato che in un salottino  c'erano dei libri e io ne ho scelto uno e me lo sono letto un po' alla volta: era del mio vecchio Giovanni Arpino, uno degli autori da cui ho  imparato a scrivere da ragazza, solo che è un libro e un modo di scrivere che mi intristisce e non mi appartiene +. Ma ci ho scritto una  critica su.
Oh, è stata una vera avventura! ne avevo bisogno, di essere tenuta da conto da qualcuno notte e giorno, di mangiare cose non fatte da me, di chiacchierare con le persone + diverse. A gennaio io mi sento sempre molto sola, per giunta quest'anno avevo finito le cose da fare. Così sono stata sempre in compagnia. Ma giuro che mi sembrava di essere sul bordo della luna, non potendo abbandonare il reparto per via delle cure continue: Cona dista 15 km da casa mia ma era come se fossi chissà  dove, non sapevo dare una collocazione fisica al luogo dove mi trovavo.
Lo spazio e il tempo erano stati sospesi. Lì c'era solo un Angela in pigiama e giacca da camera, con un braccialetto al polso che ne dava le generalità (caso mai si perdesse) e nient'altro.
Ho capito che mi veniva fatto un altro dono, quello di vivere essendo solo me stessa e l'ho accettato. E vissuto.
In giro, giravo sempre, fra una flebo e l'altra, ho trovato il volantino di un parrucchiere che lavora al piano di sotto e fa servizio in camera su prenotazione. Prenotato per lavaggio e asciugatura dei capelli a soli 10 euro! Ahhh! stavo già meglio.
Poi parlavo, e chi mi resiste quando parlo? posso risultare antipatica o simpatica, ma certo mai indifferente agli altri! Eh, ho anche litigato, prima in alto, coi medici che cercavano un po' di spadroneggiare e poi con le infermiere. Alla fine, con tutti, un abbraccio o strette di mano. E ero sempre e solo la piccola Angela in ciabatte, col suo pigiama e la giacca da camera blu... Non avevo altro. Ma avevo sempre molto di più della 'mia Morta Cagata' che poteva solo stare, muta nuda e merda sotto gli occhi del becchino...
Qui nei reparti ci sono solo grandi stanze a 2 letti e in quello a fianco 
del mio dormiva una signora sconosciuta, sempre coperta dalle lenzuola.
Me ne sono occupata, ci siamo affezionate (ha 84 anni), adesso ha cominciato  a mangiare, e oggi l'ho salutata e mi ha sorriso e mi sono maledetta perché non potevo portarla via con me. Ed è qui che mi chiedo: a cosa serve saper stare in scena e rallegrare gli animi, se poi non sai fare di+?
Ogni tanto Jamila passava da casa mia a prendermi delle cose che mi servivano e mi raccomandavo della posta. Infatti, mentre ero in Ospedale,sono arrivate anche le AGENDE... Una l'ho regalata a un giovane e bravo 
infermiere che si occupava della Vittorina (la vecchia signora) come se fosse la sua vera nonna.
Comunque un pezzo l'ho scritto, una delle prime notti, a matita sul quaderno, mentre io e Vittorina ce ne stavamo ognuna a letto nella penombra e la spezzavamo a turno col nostro problema di bronchi: " NOTTURNI  di TOSSE” Bellissimi perché non vissuti in solitudine.

Angie


ndr: di prossima pubblicazione anche i "NOTTURNI DI TOSSE".