La maestra FILOMENA BOCCHER nacque a Roncegno il 4 luglio 1879. Diplomata presso l'Istituto magistrale di Trento nel 1900, iniziò subito la professione di insegnante. Prestò servizio a Monte di Mezzo (frazione di Roncegno), a Viarago di Pergine, a Vattaro, a Mitterndorf (dove chiese di essere assegnata per assistere gli anziani genitori profughi) e a Roncegno, nella cui scuola svolse la sua attività ininterrottamente dal 1920 al 1949, anno di collocamento a riposo. Per i suoi 49 anni di insegnamento il Ministero della P.I. le assegnò il Diploma di prima classe con il diritto di fregiarsi della Medaglia d'oro. Morì a Roncegno il 22 maggio 1968. Con la sua personalità dotata di vasta cultura, di profonda religiosità e dirittura morale, scrisse la storia di anni così tragici tenendo in vita, in quel terribile mondo di sofferenze che fu il "Lager", l'anelito alla giustizia, alla pace, alla speranza, alla libertà, alla patria: messaggio di fede in Dio e nell'uomo per le generazioni successive.
Questo libro è riportato per intero sul sito:
Lenina Boccher ho avuto modo di conoscerla personalmente, quando ci ha ricevuto a casa sua. Una dolce signorina non più giovane, che fu dipendente del Comune di Roncegno per lungo tempo. Filomena Boccher l’ha adottata quando era piccola dandole il suo cognome, ma non conosco come e quando sia accaduto. La famiglia di mio marito, dove il padre svolgeva l’attività di medico condotto, ha avuto modo di conoscere sia Filomena che Lenina. Non conoscevo per nulla la storia drammatica che ha vissuto Filomena, una dolce e bella maestra. E mi sono chiesta il motivo per cui fu profuga, con tanta altra gente compresi i suoi genitori, in quello che lei definisce “Lagher - Lager” in Austria, dove ha patito fame e freddo.
Abbiamo, attraverso il suo diario, uno spezzone di Storia relativo alla Prima Guerra Mondiale, raccontato in prima persona da chi lo ha vissuto sulla propria pelle.
Trovo che il Diario di Filomena sia paragonabile al Diario di Anna Frank, simili seppur diversi, quali testimonianze di una vita che non si può definire tale, tanto è dolorosa, assurda e intollerabile.
Entrata all'accampamento profughi (proprietà G. Cipriani )
L'Italia entra in guerra contro l'Austria.
Incominciano i giorni più tragici della storia trentina.
Dopo il triste viaggio verso l'esilio,
la sistemazione nelle baracche.
I primi patimenti: fame, freddo, angoscia.

