POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione. Recensioni stilate da me e da altri autori. Editoriali vari. Pubblico poesie, racconti e dialoghi di vari autori.Vi si possono trovare gallerie d'arte, fotografie, e quant'altro l'estro del momento mi suggerisce di pubblicare. Sulla banda destra della home page, appaiono i miei e-book poetici ed altre sillogi di alcuni autori. Così come le riviste online de L'Approdo e de La Barba di Diogene, tutto si può sfogliare, è sufficiente cliccare sulla copertina. Aggiungo che , sempre nella barra a destra della home page ci sono mie video poesie, con sottofondo musicale. E' sufficiente cliccare sull'immagine per ascoltare testo e musica, direttamente da YouTube. Tutte realizzate dalla eclettica Anna Montella., Ci sono poi i miei libri scritti nel corso di circa 10 anni. Buona lettura e buon ascolto!
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mercoledì, agosto 30

OMBRELLI RUBATI di DANILA OPPIO

 



Ombrelli rubati 

dal vento malandrino, 

s'innalzano festosi

 verso un cielo imbronciato,

 che piange sulle umane miserie, 

eppure, i loro sgargianti colori, 

dipingono di rosso e azzurro 

il piatto grigiore sul mondo. 

(Venuta così, tout à coup qualche anno fa)

Danila Oppio


mercoledì, agosto 16

VACANZE - poesia inedita di DANILA OPPIO

Vacanze 

In questi giorni

 sui social

appaiono selfie al mare

ai monti, oppure al lago.

Sul tavolino accanto 

alla poltroncina

qualche conchiglia

per ricordare il mare.

Quale meraviglia! 

Dal mio studio, 

dal suo terrazzino, 

seduta all’ombra

osservo il verde 

del mio giardino.


Leggo un libro, il giornale

che c’è di male? Guardo

il grande abete colmo di pigne

e sogno il refrigerio

salubre delle montagne.

Poco più in là

Il mio sguardo si posa

sulle alte fronde

della palma ombrosa 

mi par di respirare

il salso del mare.

 Non posso più andare

via da casa, viaggiare

ma su di me il cielo

è azzurro come quello

dei monti e del mare.


Sono in vacanza

Anche se resto dentro

casa, nella mia stanza

Danila Oppio


domenica, settembre 18

POESIA SBAGLIATA di DANILA OPPIO e versione corretta da PADRE NICOLA GALENO OCD

Anni fa, forse era il 2017, scrissi questa poesia. L'altro giorno, per far ridere un poco, l'ho inviata a Padre Nicola Galeno OCD, il quale si è divertito a trasformala in decasillabi. Non curo molto la metrica, e secondo lui non l'avevo rispettata. Quindi qui le due versioni, prima la mia e poi la sua. 





martedì, marzo 22

ARETE' Poesia di DANILA OPPIO

 


ISPIRATA ALL'AFFRESCO DI RAFFAELLO NELLA STANZA VATICANA DENOMINATA DELLA SEGNATURA, E ALLA FILOSOFIA.

 Il concetto greco

Nella visione della vita secondo la filosofia antica greca, la concezione dell'aretè non era connessa all'azione per il conseguimento del bene, bensì indicava semplicemente una forza d'animo, un vigore morale e anche fisico.   Mentre Platone parlava genericamente di saggezza per l'esercizio della virtù, Aristotele la distingue invece dalla "sapienza". La saggezza, o "prudenza", è una "virtù dianoetica", propria cioè della razionalità comune a tutti che ispira la condotta umana permettendo il giusto esercizio delle "virtù etiche", quelle cioè che riguardano l'azione concreta.

Tra le virtù dianoetiche che presiedono alla conoscenza (intelletto, scienza, sapienza) o alla attività tecniche (arte), la saggezza è propria di colui che, pur non essendo filosofo, è in grado di operare virtuosamente. Se si dovesse acquisire la sapienza filosofica per praticare le virtù etiche questo comporterebbe che solo chi ha raggiunto l'età matura, divenendo filosofo, potrebbe essere virtuoso mentre con la saggezza, grado inferiore della sapienza, anche i giovani possono praticare quelle virtù etiche che permetteranno l'acquisto delle virtù dianoetiche. La saggezza insomma permette una vita virtuosa, premessa e condizione della sapienza filosofica, intesa come "stile di vita" slegato da ogni finalità pratica, e che pur rappresentando l'inclinazione naturale di tutti gli uomini solo i filosofi realizzano a pieno poiché «Se in verità l'intelletto è qualcosa di divino in confronto all'uomo, anche la vita secondo esso è divina in confronto alla vita umana.   Questa mia poesia era nata nel 2014 dopo una lettura accurata sulla filosofia aristotelica, è nata questa mia composizione.                                       

 Areté

Non sei un uomo, se non hai pietà

Di chi soffre e d’ogni cosa manca

Non sei saggio, se non tendi la mano

A soccorrere chi aiuto ti chiede

Non sei forte, se non hai il coraggio

Di difendere la tua morale integrità


Non sei giusto, se trascuri l’ordine

Se non sai discernere

E non ti apri al dialogo

Nella continua ricerca

Del pensiero umano e la ragione

E raggiungere con coerenza

Il fine della perfezione


Se il tuo animo non è disposto

Nel modo perfetto d’essere – aretè

Manchi di virtù, che è l’eccelso modo

Per fare di te un uomo vero

Poiché il pensiero filosofico

Cerca assoluta verità

Risveglia la coscienza

E conduce alla virtù.


La ricchezza dell’uomo non contempla

Casseforti blindate colme di tesori

È custodita nel sol luogo

Dove si sviluppa quel bene

Assoluto che è il pensiero

E la virtù, che conduce l’uomo

Alla creazione di una società civile

Di cui il singolo la compone

Con ogni pur piccolo mattone

Danila Oppio



lunedì, gennaio 11

PUNTI DI VISTA di DANILA OPPIO


Punti di vista!

Punti di vista
Do vecete se 'ncontran al mercà,
una la pianz e la conta: Pora mi,
 me xe mort el me marì.
El lavava le scudele
E me regalava le pi bele.

L’altra la rit a crepapele
E la conta: beata mi
El xe mort el me marì
el me tirava le scudele
el rompeva le pi bele.
L’era un gran  brut baloss
magnava la carne
e a mi me dava i oss.

Danila Oppio

lunedì, settembre 28

FOGLIE D'AUTUNNO di DANILA OPPIO

 


Foglie d’autunno


Il vento di tramontana
gelido e furioso
ha strappato foglie
da alberi lontani
e danzando li ha posati
a tempo di Covid
quale dono autunnale
sul prato del giardino. 

Son foglie di quercia rossa
Che subito ho racchiuso 
tra le pagine di un libro
per poi funger da cornice
d'un primaverile disegno 
al tempo del Lockdown.

Danila Oppio





mercoledì, giugno 17

IMMANE ASSURDITÀ di DANILA OPPIO



IMMANE ASSURDITÁ

M’impedite di veder mia madre
Negli ultimi sprazzi della sua vita
Anche se l’epidemia è ormai finita.

Non sapete quanta sofferenza
mi fate inutilmente sopportare.
Quanto stress, e quanta pazienza.

Avete paura della vostra ombra
Temo di non doverla vedere solo
in foto, sulla lapide della sua tomba.

Questo agire è anticostituzionale
Non posso per questo perdonare
un’azione al limite del criminale.


Danila Oppio




martedì, maggio 26

LA CINTURA DI ORIONE di DANILA OPPIO


Le tre stelle allineate a formare la CINTURA DI ORIONE sono MINTAKA, ALNILAM e ALNITAK (le ultime due grandi 30 volte il Sole), e l’ideale retta che le congiunge porta (verso il basso a sinistra) alla grande stella SIRIO (la 6ª stella più vicina a noi a ‘soli’ 8,5 anni luce). Rigel e Betelgeuse è l'altro nome di  due stelle delle tre.
ALNILAM pare quasi l'anagramma del mio nome Danila

La cintura di Orione

Avevo ideato il nostro chalet
sgranando parole o nessuna,
costruito sulle ali della fantasia
In alto, sui Monti della Luna.

Lì, il serotino appuntamento
in dialogo serrato di scritture,
di poesie o del malgoverno
ipotizzando alcune congetture.

Ora cristallizzato nello spazio
s’è involato oltre la stratosfera
e nonostante l’immane strazio
cala ancora e ancora la sera.

Sospeso con un filo dorato
ciondola dalla cintura d’Orione
simile a fibbia che allaccia
e il gigante Hunter abbraccia.

Lì, tra Betelgeuse e Rigel
brilla come una quarta stella
ma la nostra casa dei sogni
appare più luminosa e bella.

Ora che vivi nell’universo
polvere di stelle già sei
in una diversa dimensione
ora rivivi nei pensieri miei.

Pochi, e son solo i poeti
a lasciare il corpo mortale.
e riescono a volare lontano
nel divenire essenza vitale.

Il loro pensiero trascende
le umane miserie funeste
e va oltre, i sogni sospende
nell’immensitudine celeste.

Allo chalet il fuoco ardente
nel camino che mai si spegne
resti nell’attesa impaziente
del mio prossimo volo radente.

 Certo un giorno m’avvierò
su “The stairway to heaven”
senza fatica e pena salirò
ogni seppur ripido scalino.

Non temere, ti raggiungerò
dove m’attendi ansioso
così forse anch’io diverrò
al pari di te, raggio luminoso.

E saremo ancora insieme
a fantasticar di rime e canti
come a noi di certo conviene
In spazi eterei e sognanti.

Danila Oppio

sabato, maggio 16

GIORNI STRALUNATI di DANILA OPPIO


Giorni stralunati

Seppellite il mio cuore
infranto, a Wounded Knee,
scrisse Dan Brown.
Altri l’hanno annegato
scolando bottiglie di brandy.

Lei esausta l’ha gettato
In una pozza d’acqua  salata
formata dalle tante lacrime
amare frequenti e copiose
che ha negli anni versato.

Ma il cuore ha galleggiato.
Non voleva darsi per vinto.
Lei, con mani  tremanti
l’ha raccolto e riposto
dov’era giusto il suo posto.

Sono stati giorni stralunati
Lei non sa dove andremo
e cosa mai potremo fare
se non cercar di navigare
dentro una nube arcobaleno.

Danila Oppio


giovedì, aprile 16

SEPULVEDA SEPOLTO di DANILA OPPIO


Nota: non si tratta di versi nati da insensibilità alla morte del grande scrittore che ammiro, quanto dal fatto che vien dato risalto alla sua dipartita quando, a causa del Covid-19 ci sono stati migliaia di persone che hanno perso la vita senza un addio, un elogio funebre, una sepoltura onorevole. Molti corpi sono finiti in una fossa comune o cremati senza che fosse stato loro preciso desiderio. Buttati via come monnezza, direbbero a Roma. Se da un lato la notizia del decesso di Sepulveda mi ha rattristato (è mio coetaneo e come tale lo ritengo ancor giovane per lasciarci) dall'altro me la sono presa per i governi che non sono intervenuti immediatamente per frenare il contagio. Hanno pasticciato, e lo stanno facendo ancora. Incompetenti? Forse. Impreparati? Anche. Ma se questo virus ha messo in ginocchio intere popolazioni, i politici gli hanno dato carta bianca. Sbaglio? Non so, temo di aver ragione.
A Dio, Luis Sepulveda.

SEP-ULVEDA SEP-OLTO

S’è n’è andato Sepulveda.
La morte apre tutte le porte,
incorona la testa, e cade
raggiungendo così nell’Ade
persone famose importanti
e poveri vecchi pezzenti,
politici, mercanti e scrittori
senza concedere favori.

Però solo di gente famosa
se ne sente parlare a iosa.
Delle sconosciute persone
non se ne fa manco il nome.
Sepolti in fossa comune
Senza un saluto, o esequie
Forse neppure un Requie(m)
Nessuno ne resta immune.


E sono milioni, sono troppe
le vite che s’en van a frotte.
E c’è ancor chi indifferente
dice: “ma chi se ne fotte!
Così funziona il malgoverno
tardando i soccorsi, gli aiuti.
Ma che s’en vada all’inferno!
Coi miei più sentiti saluti.

Danila Oppio

sabato, aprile 4


LA GIOSTRA

D’improvviso
La giostra s’è fermata
calando nel silenzio
simile al regno
della Bella Addormentata.

Arriverà il momento
quando il Principe Azzurro
risveglierà con un bacio
e solleverà dal tormento
questa terra martoriata?

Danila Oppio


venerdì, marzo 13

QUELLA DATA DELL'11 MARZO 2020


QUELLA DATA DELL'11 MARZO 2020

Era l’11 marzo del 2020,
le strade vuote, i negozi chiusi.
La gente si barricava come col coprifuoco
in tempo di guerra.
E quel giorno mia madre compiva 100 anni
ma non potevo recarmi ad abbracciarla.
Alla Casa per Anziani proibirono l’entrata.
La primavera di tutto questo non sapeva nulla.

I fiori iniziavano a sbocciare,
il sole a splendere, e tornarono le rondini.
Era l’11 marzo 2020.
Furono chiuse le scuole, le Università.
I giovani studiavano a casa.
Fu l’anno in cui si usciva solo per fare la spesa.

Dopo poco chiusero tutto, 
anche gli uffici e le aziende.
L’esercito iniziava a presidiare le uscite e i confini.

Non c’era spazio per tutti negli ospedali
e la gente continuava ad ammalarsi e morire.
Era l’11 marzo del 2020.

Tutti furono messi in quarantena obbligatoria.
Dai nonni ai nipoti, senza scampo.
Allora la paura diventò reale.

I giorni scorrevano tutti uguali.
Ma la primavera non lo sapeva
 e le rose tornarono a fiorire.

Fu l’anno in cui si capì l’importanza di star bene,

e degli affetti veri, l’anno in cui il mondo
sembrò fermarsi, e l’economia andare a picco.
Ma la primavera non lo sapeva
e i fiori lasciarono il posto ai frutti.

E poi arrivò il giorno della liberazione.
Eravamo davanti alla tv e il Primo Ministro

a reti unificate, informò che l’emergenza era finita.
Che il virus aveva perso. 
Che gli italiani tutti uniti avevano vinto.
E allora uscimmo per strada piangendo di gioia.
Senza mascherine e guanti, abbracciando

chi s’incontrava, come fosse un fratello.
E fu così che l’estate arrivò.

Perché la primavera non lo sapeva
e aveva continuato a esserci...
Nonostante tutto, nonostante il virus, 
nonostante la paura.Nonostante la morte.
La primavera non lo sapeva
Eppure… riuscì a insegnarci la forza della vita.

Danila Oppio e altro autore ignoto
(questa poesia in parte non mi appartiene. Ho ricevuto il testo ma non conosco il nome dell'autore - l'ho riadattata secondo il mio pensiero e ai fatti che mi riguardano da vicino) Diciamo che possiamo considerarlo un lavoro di squadra. Lo dichiaro per non essere tacciata di plagio). 
Ho tentato molte volte ad impaginare al meglio questo testo, ma il blog fa a modo suo, così ho deciso di spostare il testo a sinistra, per fargli anch'io un dispetto! 

venerdì, gennaio 24

CAPRETTE di DANILA OPPIO


(LE CAPRETTE DI MARIELLA)

CAPRETTE

Ma che bel regalo ti hanno fatto
Molto meglio di un semplice gatto
Peccato non averle a casa mia
Mi sarebbero state di  compagnia.

Il pelame di mamma capra
Come se avesse una sciarpa
E tutto bianco quel del capretto
Quasi fosse un bel angioletto.

Lo so, dimostrano molta timidezza
Però col tempo e qualche carezza
Con te entreranno in amicizia
E sarà per te una vera delizia.

Danila Oppio