POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione. Recensioni stilate da me e da altri autori. Editoriali vari. Pubblico poesie, racconti e dialoghi di vari autori.Vi si possono trovare gallerie d'arte, fotografie, e quant'altro l'estro del momento mi suggerisce di pubblicare. Sulla banda destra della home page, appaiono i miei e-book poetici ed altre sillogi di alcuni autori. Così come le riviste online de L'Approdo e de La Barba di Diogene, tutto si può sfogliare, è sufficiente cliccare sulla copertina. Aggiungo che , sempre nella barra a destra della home page ci sono mie video poesie, con sottofondo musicale. E' sufficiente cliccare sull'immagine per ascoltare testo e musica, direttamente da YouTube. Tutte realizzate dalla eclettica Anna Montella., Ci sono poi i miei libri scritti nel corso di circa 10 anni. Buona lettura e buon ascolto!
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mercoledì, gennaio 29

I POETI A VOLTE di LUISA BOLLERI


I POETI A VOLTE

Noi abbiamo il buio dentro
che ci insegue ad ogni ora
voi l'azzurro del cielo

Il nostro sorriso è una smorfia storta
a voi viene smagliante
e vi godete la vita

La nostra testa è fragore di treni
deragliati mai fermati
a voi il mite silenzio

La nostra estate è cesoie e mosche
e sudore fra le cosce
la vostra un tripudio di profumi

Pazzi
siamo pazzi
noi poeti a volte

Ci tocchiamo la fronte disperati
ma non riusciamo mai - mai - a dire
quanto ci costi questo amore

Luisa Bolleri

(da INVOLUZIONE DELLA SPECIE)

BUON COMPLEANNO LUISA!

sabato, gennaio 25

MISERERE di LUISA BOLLERI


MISERERE

Era ieri o forse un anno fa (non so)
cuoceva il rancio per tutti nel paiolo
un tiro di mortaio aggiunse qualcosa
un brandello strappato dalla carne
di un nostro compagno lì vicino
che ormai giaceva morto dilaniato

Più tardi mangiammo tutti a occhi chiusi
in un silenzio feroce animalesco
e ci spartimmo anche la sua razione

Nella liturgia della sopravvivenza
non rinunciammo al pasto quotidiano
spezzammo la nostra eucarestia
vicino al corpo di quel povero cristo
senza recitare neanche un miserere

Siamo morti quel giorno tutti quanti
divorando il cibo come bestie
ingoiando a morsi la coscienza
Si può tornare a casa dalla guerra
senza essere mai sopravvissuti

Luisa Bolleri

Una mia riflessione su questa drammatica lirica: l'autrice si riferisce a un fatto di guerra, ma questo tipo di indifferenza succede ogni giorno. Si chiudono gli occhi e non si ascolta, per non essere avvolti nella mestizia di un mondo che sta rotolando verso il male. E se c'è chi muore, chi se ne importa. (Danila Oppio)

venerdì, gennaio 24

PRECIPITARE di LUISA BOLLERI - Considerazioni di DANILA OPPIO


Preferisco definire  "considerazioni" quel che il libro dell'autrice mi ha trasmesso. Lascio il termine "Recensioni" a chi è del mestiere. 




LUISA BOLLERI

                PRECIPITARE 
















Ventun racconti che fanno rabbrividire. No, non si tratta di tema horror, purtroppo quanto narra Luisa Bolleri accade nella vita reale.
Ciò che colpisce è il sentimento che ha guidato la scrittura dell’autrice. Si è immedesimata nella storia a tal punto, da trasmettere al lettore le stesse dolorose emozioni, unite al senso di giustizia innato in lei.
La raccolta tratta diverse forme di violenza, molto più frequenti di quanto non si creda. Abusi sull’infanzia, sulla donna con la quale l’uomo vive, un falso senso dell’amore che diviene possesso, autoritario e disumano.
Dal quel che ho letto su testi di psicologia, pare che chi ha subito violenza fisica o morale da piccolo - soprattutto in famiglia – si rivalga da adulto aggredendo la donna che ha scelto come compagna di vita. Vorrei precisare: da adulto fisicamente, poiché nel suo subconscio resta infantile e privo di etica, quel che vuole dimostrare è solo il potere che ora pensa di detenere, rispetto alla sudditanza succube in famiglia  o dentro un certo tipo di società, come la scuola o il luogo di lavoro. Così scarica l’aggressività repressa sulla sua povera vittima.
Questo non giustifica la crudeltà umana. Nelle fiabe che mi raccontavano un tempo, c’erano gli orchi e i lupi mannari, ma si trattava di personaggi mai esistiti, oggi invece tornano sotto mentite spoglie, si vestono da umani, ma non vedo differenze comportamentali tra fiaba e realtà.
La seguente citazione calza a pennello in questo mio pensiero.
[VASILY GROSSMAN]
"Come si spegne, il male? Forse con le gocce di rugiada della bontà umana? Ma è una fiamma che nemmeno l'acqua di tutti i mari e di tutte le nuvole potrebbe spegnere, tanto meno una manciata di gocce di rugiada raccolte dai tempi del vangelo al piombo di oggigiorno...
Luisa ci prova, con i suoi racconti, a tracciare le situazioni che rappresentano un certo tipo di male nel mondo, sperando che apra la mente a chi fa orecchi da mercante. Penso, infatti, che l’indifferenza umana affianchi coloro che del male ne fanno mestiere, ed è altrettanto nociva.
La narrazione di Luisa scorre precisa, non tralascia nulla di quel che accade, e lo fa con una scrittura nella quale cultura e intelligenza vanno a braccetto.
PRECIPITARE è il titolo dell’ultimo racconto, che a mio parere conchiude tutti gli altri, poiché per chi subisce aggressioni, se non addirittura la morte da parte di certi energumeni, a volte se ne rifugge solo perdendo la propria vita, quasi fosse l’unica via d’uscita per mettere fine a tanta sofferenza. Questo, in particolare, si evince nel racconto SCUSATECI, che a me è particolarmente piaciuto.  Infatti, si subiscono ingiustizie anche nei luoghi di lavoro, e chi disgraziatamente lo perde, si trova in gravi difficoltà, causate da una società indifferente, nella quale non esiste alcun effettivo aiuto.
Ho provato una profonda amarezza, durante la lettura di storie che in parte sono riprese dalla cronaca nera di tutti i giorni, e in parte frutto della fantasia dell’autrice Colpiscono, i racconti, per gli argomenti trattati, per il dolore che ci procurano certe aberranti notizie, una sofferenza che lacera il cuore.
E credo che sia proprio questo il fine voluto da Luisa Bolleri: aprire gli occhi a chi si sforza di tenerli chiusi, a chi mette la testa sotto la sabbia come fanno gli struzzi, a chi con noncuranza scuote il capo sostenendo che oramai i media non fanno altro che diffondere queste macabre notizie, e cambiano canale per distrarsi con talk show o altre sciocchezze. Desiderano ignorare, ottenebrando il cervello per non pensare al degrado morale in cui vivono certe famiglie. Occhio non vede, orecchio non sente, cuore non duole.
E’ un libro che fa riflettere. Se vogliamo che il mondo cambi, dobbiamo partire dall’educazione e dal rispetto in famiglia, nelle scuole, nei posti di lavoro e nell’intera società. In caso contrario, i fatti narrati nello splendido libro dell’autrice, si faranno sempre più frequenti e di certo non è quanto vorremmo.
Un ultimo appunto: leggo molto e, per essermi occupata di editing e di supervisione dei testi d’altri autori, il mio occhio osserva i minimi particolari, come per esempio nel cercare refusi o errori di stampa. Ne ho trovati anche in libri editi da case editrici famose. In questo ho riscontrato assoluta precisione. Mi complimento con l’autrice e con la casa editrice che si è occupata dell’edizione di Precipitare.
Danila Oppio

lunedì, gennaio 13

INVOLUZIONE DELLA SPECIE di LUISA BOLLERI - impressioni sulla lettura di Danila Oppio



Luisa Bolleri
Involuzione della specie
Non ho la capacità che appartiene agli autori che scrivono recensioni di un certo peso e stile. Ho letto la prefazione di Alessandro Vergari e la recensione di Martino  Ciano e mi sono sentita inadeguata nel volermi cimentare in quella che non posso definire recensione, ma piuttosto da questa silloge ho raccolto alcune mie impressioni. Tenterò di esprimere quanto ho provato nel leggere e rileggere le poesie di Luisa contenute in questa sua raccolta poetica.
Sento un grido soffocato, un dolore profondo per le atrocità che si commettono ogni giorno su questo Pianeta. Avverto urla di disperazione, a causa di guerre che si ripetono, di violenze inaudite, di sopraffazione, di fame, di vite trascinate a stento, d’incapacità ad Amare. Maiuscolo. Perché oggi questo verbo è inflazionato, non rispecchia più il reale significato. L’Amore vero è altra cosa, maiuscolo appunto.
Dice bene l’autrice, quando non ci si sofferma a pensare che in fondo siamo polvere, che alla fine del tunnel non c’è luce, ma il buio della morte. E allora, perché turarsi le orecchie per non sentire i lamenti del mondo, e voler ignorare quanta sofferenza c’è per molti, e anche dentro di noi, perché no?
La specie umana si è involuta, invece di volare alto, tende a rasentare il suolo, come un viscido serpente. Eppure l’uomo si crede un dio. Quale dio? Se gli somigliasse almeno un poco, si sarebbe alzato sopra le miserie umane, avrebbe steso una mano amica a chi chiede aiuto, avrebbe tralasciato la sua corsa al successo, all’effimero, al denaro, per realizzare qualcosa di grande per tutti, non solo per se stesso.
Memento mori. Con questo pensiero, inciso nel cuore e nella mente dell’uomo, egli avrebbe potuto trasformare il mondo in un giardino felice, invece che in una palude dove chi cerca la salvezza, annega nel Mare Nostrum. Avrebbe evitato di costruire bombe atomiche e chimiche, per poi farle esplodere su piccoli innocenti. Non violerebbe le donne e i bambini, avrebbe rispetto per ogni vita, ivi compresa quella delle piante e degli animali. Non avrebbe appiccato incendi dolosi, costruito ponti fatiscenti che finiscono col crollare. No, Luisa non ha scritto solo di questo, ma nell’urlo delle sue poesie ho letto anche altro. La sua scrittura tocca nel profondo per la sensibilità con cui tratta alcuni argomenti, con uno stile che le è proprio, che somiglia, in questa raccolta, a una trenodia. È pianto funebre, atto ad accompagnare il decadimento della coscienza umana, allora la voce del poeta s’innalza sopra il brusìo delle inutili chiacchiere, come il canto appassionato di Rafael Alberti, quando scriveva contro le guerre: “Una sirena urta contro una mina e un arcangelo annega, indifferente”. Oppure quando scrive la Balada para los poetas andaluces de hoy parla del presente di allora, dei poeti andalusi di quell'oggi che si ritrovavano soli, dopo che i loro predecessori, uomini liberi, erano stati distrutti, annientati, esiliati dalla dittatura franchista. Una poesia dove la libertà si scontra con il deserto, con la solitudine. I poeti esistono ancora, ma che cosa cantano, che cosa vedono, che cosa sentono? Cantano, vedono e sentono con voce di uomini, ma gli uomini non ci sono più. Sono soli.
In questo essere soli, si rispecchia anche Luisa. Una solitudine interiore, che ho riscontrato sia tra le liriche dell’autrice che in quelle del poeta catalano. Entrambi innalzano un triste canto, contro le brutture di una società che ha perso il vero senso della libertà di esprimersi, di guardare con occhi pietosi quanto accade nel mondo. Luisa è grande, scrive e descrive con penna di grande talento i suoi sentimenti, e quegli stessi li trasmette anche a chi legge.
Danila Oppio

martedì, ottobre 29

Sto cercando lavoro di Luisa Bolleri



Traspare una forte ironia in questo racconto di Luisa Bolleri, scritto talmente bene che non ho potuto impedirmi di pubblicarlo qui.

 
Sto cercando lavoro come impiegata amministrativa nella zona di Empoli e dintorni, e forse l'ho trovato come cameriera sui pattini part time e a tempo determinato, in sostituzione causa increscioso infortunio letale, ma prima devo riportare nel Curriculum di avere una Laurea Honoris Causa, le Chiavi della Città di un capoluogo di regione, di conoscere almeno tre lingue, tutte e tre con genitori madrelingua (...), di avere meno di 29 anni perché il datore di lavoro possa usufruire delle agevolazioni utili all'apprendistato, ma devo anche dimostrare di avere un'esperienza specifica ultradecennale nelle piroette con vassoio e dodici flútes, nonché nel salto carpiato del tavolo in caso di cliente problematico, di abitare a 50 metri dalla zona di lavoro, di possedere la patente B e C positivo e negativo, di essere automunita, di avere una bella presenza con taglia 40, la sesta di seno e gambe mozzafiato, di non soffrire di alitosi, di conoscere le manovre di rianimazione in caso di bisogno e possedere relativo brevetto, di avere una vista certificata secondo la normativa vigente di almeno 12/10, di non avere figli legittimi o illegittimi ed essere disposta a firmare di non volerne per quattro generazioni, di preferire il bleu agli altri colori, di essere disposta e anzi felice di fare i turni di un'ora a fasi alterne, anche su notturni e festivi (Natale, Capodanno e Pasqua compresi).
Ma soprattutto di essere capace di applicarsi al meglio nel
Problem Solving, essere subito inseribile in un grande Team coeso, avere ottime capacità di relazionarsi con i clienti, possedere un sorriso smagliante a 36 denti ed essere disposti a lavorare gratis per i primi 9 anni in base al contratto predeterminato di Nuovo Conio, privo di ferie, quattordicesima, malattia, ovviamente maternità, scatti di anzianità, TFR, pausa pranzo e ovviamente pausa caffè.

E niente... sono felice!

Luisa Bolleri

lunedì, ottobre 28

QUANDO L'ALBA TI SUSSURRA...FELICE GIORNO! (Luisa Bolleri, Mariella Oppio, Danila Oppio)


La foto qui sopra è stata scattata da mia sorella Mariella Oppio, non ricordo più se me l'aveva inviata a colori, ma so che ho dovuto modificarla in bianco e nero per poterla far pubblicare in una silloge poetica che raccoglie le composizioni di Tommaso Mondelli e mie, ma alla fine abbiamo voluto aggiungere tre poesie di Mariella, e le abbiamo illustrate con questa sua fotografia che per me è un'altra poesia.
La stessa impressione poetica l'ho ricevuta da una foto recente della scrittrice e poetessa Luisa Bolleri. Ed è la sottostante:



Entrambe raffigurano un albero scheletrico, privo di fogliame, ma di una straordinaria bellezza. Ed io non so se sono i miei occhi ad avere un "difetto" o se davvero così è anche per chi osserva queste immagini, ma a me appaiono tridimensionali, quasi come se i rami uscissero dallo schermo per sfiorarmi.
O semplicemente è l'emozione che mi hanno provocato queste due foto, ad offrimi questa illusione ottica.
In ogni caso, complimenti alle due fotografe per aver saputo cogliere e fermare nel tempo queste splendide immagini.
Il titolo di questo post accompagnava la prima foto e mi è piaciuto mantenerlo, anche se la seconda mostra sullo sfondo la nebbia. 

Danila Oppio