POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

venerdì, marzo 31

Ora lo sa tutta Legnano...di Danila Oppio

http://www.legnanonews.com/news/cronaca/902189/poetessa_legnanese_vince_premio_letterario_

A questo link potrete leggere l'articolo pubblicato oggi nel giornale legnanese online Legnano News. Beh, si, mi riguarda da vicino, visto che mi ha portato fortuna Mariavittoria Riccio, pubblicando la mia poesia SONO LA TUA OMBRA INNAMORATA, su questa testata, durante il periodo natalizio. 
Così ho partecipato proprio con questa poesia ad un concorso indetto dall'Associazione Culturale Hostaria delle Immagini di Cortemaggiore e...stupore! Ha ottenuto il primo premio.
Ma non bastasse, la professoressa Riccio ha voluto comunicare la notizia a tutta Legnano. Ti ringrazio di vero cuore, Mariavittoria! E ovviamente il mio grazie va al direttore del giornale, dott. Marco Tajé.
Grazie dal profondo del cuore.
Danila Oppio







LA BARBA DI DIOGENE di Rina Brundu per IPAZIA

Rina Brundu è sempre presa dalle sue innumerevoli attività editoriali, non ultima, questa novità che mi ha sorpreso!!!

https://rinabrundu.files.wordpress.com/2017/03/year-1-issue-1-la-barba-di-diogene2.pdf


Curiosando, nello sfogliare la nuovissima rivista di ipaziabooks.com, ho trovato pubblicata una mia opera. Colgo quindi l'occasione per ringraziare RIna Brundu, Editore di Ipazia, per aver dato spazio ad una mia piccola e non recente composizione poetica. Una vera sorpresa!

Danila Oppio

IL DEBOSCIATO di Danila Oppio

Questa poesia è stata ripresa da ROBEBUD, e da lì ribloggata su ONDA LUCANA.








Vorrei però che visitaste il sito che le ha dato visibilità, ovvero che andiate a questo link

https://rinabrundu.com/2017/03/30/il-debosciato-danila-oppio-in-poesia-politica/#comment-42567

poiché l'esclusiva è stata data a Rina Brundu, direttrice e curatrice di ROSEBUD
e che ringrazio di tutto cuore.

Danila Oppio

giovedì, marzo 30

SOLITUDINE di Giovanni De Simone


SOLITUDINE
e la luna entrò dalla porta
allacciandosi le scarpe coi denti rotti
la nuvola di polvere
dai baffi sottili
gli posò subito sulla testa
la sua pena d’amore

non una parola:
gli aveva riservato quale sepolcro
un mondo reale tinto di nero
non affondarvi troppo lo sguardo
di notte bisogna dormire
dimenticare il vino schifoso
da cui sgorga la pozzanghera della colpa


chi ti chiude la pietra sul cuore?
il vecchio ponte è crollato
sotto il peso di una foglia
così anche i pesci sono morti
e le conchiglie tutte perdute o spezzate
cosa aspetti? e’ già mattina
il cuore è ancora cuore


 Giovanni De Simone

LE GEMELLE ESIGENTI di Roberto Di Pietro

LUIGI DE STEFANO: GEMELLE NEL BLU


Roberto Vittorio Di Pietro

lunedì, marzo 27

NESSUNO TOCCHI ABELE - Di Roberto Di Pietro


Bobby il Meticcio, alias Roberto Vittorio Di Pietro

ALLA RICERCA DEL SIGNIFICATO di Silvio Coccaro

Alla ricerca del significato



Ieri sera nonna Melia fece o caso e lu peluso re crapa, ninno lo ha mangiato tutto stamattina, nenna, invece, non l’ha neppure assaggiato. Poi i due fratellini vengono condotti all’asilo, ninno assieme ai ninni e nenna assieme alle nenne.
A mezzogiorno, a tavola, viene servito ai dipendenti della struttura un po’ di aino arrustuto ed acqua resa frizzante con l’Indraulitina ed alle criature menestra col vicci. Per dolce una piccola lucerna di castagne e due struffoli co o mmele.
Al ritorno a casa viene detto ai fratellini che l’aino era del Turchino e del Fuitizzo, che assieme portano gli animali a pascolare alle Nevere. A questo punto ritorna dal Lembeturo la mamma che è andata a litigare con quella scuffia che la sera precedente l’aveva chiamata percepetola. E che dire di quel tardimoto di suo marito che non mette in ordine neppure le sue varevaredde!
Uno gnaopato di uaglione, suonando uno zerre, corre abbascio per la viuzza ripida ed uno stormo di frungiddi solca velocemente l’aria in un battito di ali.
A sera inoltrata, si unisce alla famigliola pure lu ualano per il quale è stata preparata una pietanza speciale: fusiddi col raù di cepozzone di crastato, il zemmaro, che non poteva ricce le capre e che perciò era stato predestinato alla pentola.
Per sorseggiare un bicchiere di vino, lu ualano si pulisce le labbra con lo stiavucco che poi ripone con cura sul mesale accanto alla furcina, al curtieddo ed al cacciacarne.
Nella notte cantano a poca distanza dal paese la coccovaia e il freugliuso mentre il petuoso fa strage di addine cui mangia la testa e zuca lo sango

È evidente che chi è al di fuori del contesto linguistico e culturale del brano precedente non può capirlo!


Ludovico riceve nella sua Turris Eburnea, così ama definire il suo laboratorio, l’amico Luigi a cui vuole spiegare il funzionamento del suo ultimo acquisto elettromeccanico.
«Prendiamo la Schlüsseltabelle e cerchiamo la colonna Walzenlage, scegliamo quindi il Walze destro, poi quello centrale e poi quello sinistro. LUmkehrwalze può essere solo di due tipi mentre l’Eintrittswalze è cablato in ordine alfabetico.
Lo Steckerbrett è l’ultima stazione prima del Lampenfeld dove una Glühlämpchen si accende all’azionamento della Tastatur».
«E questa cos’è?» - chiede Luigi - sbalordito.
«Questa è una SZ-40/42 ovvero una Schlüsselzusatz 40/42 o Lorenz»…

È evidente che chi è al di fuori del contesto linguistico e culturale del brano precedente non può capirlo!

I governi, nel tempo, hanno varato il Jobs Act, la Spending Review ed applicato, una tantum, ticket per chi voglia fruire delle prestazioni erogabili dal Sistema Sanitario Nazionale, [Riforma del Welfare]. I datori di lavoro ricorrono ai Voucher per pagare i dipendenti straordinari ad esempio le colf. Ma lo spread continua a salire a causa della crisi economica mondiale scatenata dai titoli subprime. È quindi necessario un summit tra i Premier delle potenze del G8. Il forecast è nero anche perché il nostro sistema economico è unfit agli investimenti stranieri. Il governo, però, ha ricevuto l’Endorsement del Parlamento. Il link per conoscere, in real time, la situazione è disponibile nella Home Page del MEF…

Il CERN di Ginevra ha eseguito un esperimento per verificare l’Entanglement del fotone.  Il computer utilizzato aveva una CPU Quadcore ed un sistema operativo multitasking e multithreading con prefetch. Invece dell’Hard disk era dotato di un SSD da 2 terabyte

«Terrore sui treni! È un serial killer a seminare la morte tra i passeggeri o è un Jihadista?»…

Sulla costa dell’Alaska, scrivono i giornali, si è abbattuto uno tsunami di potenza inimmaginabile…

È evidente che chi è al di fuori del contesto linguistico e culturale dei brani precedenti non può capirli!

Allora, perché nell’era dell’informazione globale si abusa di termini e concetti avulsi dai contesti linguistici e dalla cultura cui afferiscono, senza farne una traduzione o resa quanto più possibile puntuale? Si vuole comunicare oppure no?

Dott. Silvio Coccaro



IL DEBOSCIATO di Danila Oppio



Il debosciato

Ha celato la sua anima immonda
Sotto un grande tappeto di menzogne
Similmente a grigia polvere sparsa
O delle pantegane le carogne

Ha fatto finta d’esser uomo probo
Conoscendo i suoi loschi atti infami
Nel farsi beffe della moglie e amanti
Lo potresti comparar a certi briganti.

Cercando di sfuggir da duro alterco
Si maschera a marito affettuoso
Certo di lui un cane è più devoto
Mentr’egli semina schifoso sterco.

Se lo s’incontra lungh’il suo cammino
Appar onestissimo cittadino
Però sotto il berretto ben calzato
Nasconde la mente d’un debosciato.
  

Danila Oppio

domenica, marzo 26

LETTERA ALL'AMICO-POETA PROF. ROBERTO VITTORIO DI PIETRO - di Danila Oppio

Lettera all’amico - poeta Prof. Roberto Vittorio Di Pietro (con qualche riferimento al grande Totò!)





Oggi ho pubblicato Madonna Psiche e Frate Naso...un bel dilemma psicologico, quell'autoinganno! A volte si desidera auto convincersi di qualcosa che è palesemente dannoso o traditore, forse per innata ingenuità, forse perché non si vuol credere alla realtà. Facilmente ci si può procurare una sofferenza immeritata e anche, se vogliamo, un poco stupida.
Le dico questo perché ho picchiato la testa contro un muro costruito da cattiveria gratuita e cementato con ipocrisia sfacciata.
Le racconto una storiella del tutto vera dove, forse troppo disposta a perdonare, a comprendere a sperare che le cose possano cambiare, ci sono di nuovo cascata. 
Avevo creato un blog per un amico poeta (amico? poeta?). Ho pubblicato per lui tutto ciò che m’indicava: roba sua e di altri autori, famosi o ignoti. In seguito mi ha mandato al diavolo in modo inatteso e feroce, un po' come fece una nostra comune amica. Amen. Qualche mese fa, il tal poeta, dopo lungo silenzio, mi ha scritto dicendomi che stava per uscire una sua nuova silloge. Mi sono felicitata con lui. Una decina di giorni fa, mi conferma di attendere i libri stampati e che me ne avrebbe inviato uno.
Stupidamente, cosa ho pensato? Che avrebbe gradito ne parlassi sul "suo" blog! Chiunque altro avrebbe accolto l’iniziativa con piacere, almeno secondo logica. E l'ho fatto, chiedendo all’amica che ne aveva scritta la prefazione, di inviarmi il file della stessa, in modo da poter presentare la silloge, preceduta dalla sua prefazione. 
Scritto l'articolo, ho inviato il link al "poeta", il quale mi ha risposto: "Non intendo dare ulteriore pubblicità alla silloge, per cui ti pregherei di rimuovere l'articolo dal blog. E non intendo neppure mantenere o proseguire alcun rapporto con te.". Alla faccia del bicarbonato di sodio!
Scusi, ma che ne pensa? Questa persona ha il cervello bacato o cos’altro? Gli faccio un favore, direi una sorpresa, mi dimostro disponibile a dare maggior visibilità alla sua silloge, la stessa che aveva promesso di inviarmi come dono e alla fine, senza una ragione plausibile, mi chiude la porta in faccia. Sono rimasta senza parole. La colpa è mia, sicuramente! Io sono quella psiche che non sa dare ascolto a ciò che Messer Naso le consiglia! 



Però ci casco sempre. Tendo a sperare che la gente sia disposta al dialogo, almeno civile. Che le persone conservino un briciolo di gratitudine nel loro cuore o, almeno, rispetto verso gli altri. Ma mi faccia il piacere! Stupidamente tendo a farmi calpestare, prendere a calci, e alla fine mi ritrovo anche a dover ringraziare per le bastonate subite. Non sono masochista, mi creda, il problema è che nutro e concedo fiducia alle persone, anche quando non vi sarebbe motivo per farlo. 


Quisquilie e pinzillacchere!
Per questo oggi ho scelto quella sua lirica, tra quelle altre che mi aveva indicato per la pubblicazione. Mi ha dato molto da pensare, e credo che, a causa di questa mia irriducibile ingenuità, dovrei prendermi a schiaffi.

Perdoni questa confessione, ma mi creda, in tante sue liriche, io mi ci ritrovo come in uno specchio! 
Le dirò di più: attraverso i suoi insegnamenti, dai quali molto ho imparato, sull’arte poetica, sto analizzando le mie poesie, per vedere quanto possono distanziarsi dalla metrica, ma soprattutto dalla musicalità. Attraverso questa lente che mi ha offerto, mi sono resa conto che anche le poesie dei moderni poeti appaiano prive di ogni attributo, per poter essere definite tali. Certo, oggi sono considerate “versi liberi”, senza costrizioni, ma se fossero poesie originali, se trasmettessero messaggi intelligenti se…
allora rientrerebbero di forza nella poetica vera, con o senza rima, o prive di metrica.
Ho pubblicato dei brevissimi ma intensi versi  di Alessia D’Errigo. Ricercatrice in campo teatrale e cinematografico. Scrittrice, poetessa, interprete, regista e performer in Cine Teatro Roma.
Vorrei che la conoscesse: non si aspetti rime, né metrica, ma il contenuto è svelamento di una pazienza tale, che mi ha colpita nel profondo. Certo criptica, ma per cui vuol intendere, chiara come il sole.
Il bottone era piccolo e cucito alla buona
in qualche modo restava sulla pelle
purché tu te ne accorgessi 
e ne fossi asola
ma il tuo paltò era di peltro
e i tuoi abbracci di lega e broccato.
Dovetti cucire di notte
dovetti cucire di giorno
finché m'addormentai
perdendo il ditale.
Alessia D’Errigo
Vorrei dire che ho cercato anch’io, di ricucire il bottone che si staccò da quel paltò di peltro, o forse anche di cemento,(figura retorica, allusiva, considerata la ruvidezza dell’elemento) non certo di broccato, appartenente al presunto amico poeta, ma per quanto cucissi, quel bottone veniva da lui regolarmente strappato e, alla fine, anche il ditale rappresenta la pazienza perduta definitivamente. Non si può pretendere che funzionino cuore e cervello, in chi di norma non li sa usare nel modo corretto! 
Un caro saluto, prezioso e sincero amico
Danila


 Mi fa piacere che abbia trovato interessante MADONNA PSICHE E FRATE NASO, una sorta di tenzone ("contrasto", in termini letterari) che non a caso avevo voluto impostare come modesto omaggio al poeta Cielo D'Alcamo. Ci vorrebbe una coscienza più lucida e sgombra, forza nella vita, ogni volta che, come la mia Madonna Psiche, cadiamo ingenuamente nella trappola di un'istintiva, troppo fiduciosa idealizzazione nei confronti di alcune persone. E' un dato di fatto che, finché ci siamo dentro,  non siamo proprio capaci di vedere la realtà per quella che è -- per non dire che, molto spesso, ce la prendiamo a morte con quei veri amici che tentano di aprirci gli occhi prima che sia troppo tardi, prima che l'inevitabile successiva delusione diventi per noi più amara e cocente. Il guaio è che le esperienze negative di questo genere, per quanto numerose possano essere state, non ci insegnano mai abbastanza. Crediamo di avere imparato, ma, se per natura siamo degli idealisti dal cuore semplice, finiamo sempre per ricaderci senza via di scampo.

Roberto Vittorio Di Pietro