POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

sabato, novembre 30

God helg! (buon fine settimana!)

Ecco alcuni piatti italo-norvegesi, cucinati dal mio cucciolo!

Maccheroni con polpa di granchio appena pescato
(si nota il carapace)

Carne di balena con contorno di verdure
 
Tagliatelle con salmone, pomodorini e pesto
Carne d'alce con crocchette di patate


Cibi sostanziosi, adatti al clima norvegese, e piuttosto inconsueti, almeno per quanto riguarda la carne d'alce e quella di balena! Buon appetito!

Giovanna Giordani attende il Natale





e questi gnomini? Ma quanto sono carini!
Una pignetta, un po' di pannolenci, una pallina per la
testolina, e il gioco è fatto! Possono essere appesi all'albero, ma anche
appoggiati in un angolo del salotto, in un girotondo festoso!
Tante allegre campanelle, da appendere all'albero, realizzate
con vasetti di yogurt . indispensabile che siano bianche, e decorate con nastri,
fiorellini e quanto possa dare un tocco festoso!
Fatine realizzate con base di pigne, nastri decorativi..bellissime
da appendere sull'albero di Natale, per creare un effetto magico

composizione natalizia
Preparando dei meravigliosi addobbi, delicati come la sua anima da poetessa e scrittrice.
Giovanna vive nel nel trentino ed ha a disposizione i doni della natura, per abbellire la casa con decorazioni che profumano di abete, di bosco e di... arte e bontà.


Dolcissima Gio, ti ringrazio per avermi permesso di pubblicare le foto delle tue creazioni, che spero possano suggerire ai lettori come riciclare e utilizzare materiale di recupero, per accogliere nella propria casa, il Bambino che nasce!

Composizione con rami di abete, pigne e decorazioni natalizie
Ed ora, dopo questo dono di Giovanna, vi invito a visitare i suoi due siti poetici, per apprezzarne la  bravura e la delicatezza d'animo della nostra amica poetessa.

Ancora una piccola luce: http://giovigiordy.blogspot.it/

Un saggio della sua ars poetica

LE VOCI DEL BOSCO D'INVERNO

Le voci del bosco d’inverno
le senti frusciare
fra i rami svestiti
e le foglie rimaste
a vegliare
Si attorcigliano ai sassi
ai tuoi passi
poi salgono su
sulle cime
fino all’orlo del cielo
un po’ bigio
e ricadono bianche
in fondo alla mente
sorpresa
dal canto di gioia
alla vita
del pettirosso

 Giovanna Giordani  -

venerdì, novembre 29

L'arcobaleno delle favole


 “L’arcobaleno delle favole”.
Tra le novità della collana “I Semi di Partenope” di Loffredo Editore, dedicata agli autori esordienti, è stato appena pubblicato “L’arcobaleno delle favole” di Livia De Bonis. Il libro sarà presentato lunedì 2 dicembre alle ore 18 nella libreria Loffredo di Napoli

L’autrice (laurea in Giurisprudenza, una grande passione per il cinema) ha trasferito su carta la propria esperienza di “zia esperta del mondo delle favole”, preferendo al linguaggio essenziale delle norme giuridiche quello più semplice e giocoso della fantasia.
Così è nata l’idea di raccogliere una serie di favole, impostandole in modo che il bambino possa interagire con l’adulto che le racconta e che l’aiuta a scopre quale morale la fiaba nasconda. Ecco perché l’autrice ha scelto di inserire al termine di ogni favola, una breve morale che aiuti il bambino a comprendere che quel racconto può avere un significato anche nella sua vita.
Educazione, certo, ma anche rivalutazione del rapporto adulto-bambino. Per recuperare un bel rapporto, gioioso e confidenziale con il bambino, raccontargli una favola è un ottimo punto di partenza.
 Comunicato stampa

“L’arcobaleno delle favole”
La sfida educativa per la scuola dell’infanzia

Sarà presentato lunedì 2 dicembre alle ore 18 nella libreria Loffredo, in via Kerbaker, 21  Napoli, il libro “L’arcobaleno delle favole” di Livia De Bonis.

Si tratta di una raccolta di favole, pubblicata nella  collana “I Semi di Partenope” di Loffredo Editore, dedicata agli autori esordienti.
L’autrice, napoletana, laureata in Giurisprudenza,  con conoscenze di Pedagogia e psicologia, ha sempre amato raccontare favole ai più piccoli, convinta che  il mondo della fantasia non debba essere popolato esclusivamente di robot, cartoni animati violenti o videogiochi.
Proprio dall’esperienza personale è nata l’idea di raccogliere una serie di favole, impostandole in modo che il bambino possa interagire con l’adulto che le racconta e che l’aiuta a scopre quale morale la fiaba nasconda. Ecco perché l’autrice ha scelto di inserire al termine di ogni favola, una breve morale che aiuti il bambino a comprendere che quel racconto può avere un significato anche nella sua vita.
Se nel nucleo familiare ‘è la necessità che il bambino trascorra gran parte del proprio tempo nella scuola dell’infanzia; il ruolo dell’adulto che instaura una relazione comunicativa con piccolo è delegato agli insegnanti.
L’insegnante che racconta la fiaba, vive con bambino minuti immersi nel sogno, nella paura, nel riscatto, importanti sia per il rapporto di fiducia e familiarità che s’instaura sia perché  diventa un viaggio nella scoperta dei veri valori della vita: la speranza, la condivisione, la difesa dei più deboli, il rispetto della natura, la forza dei vincoli familiari, l’amore per la verità e la giustizia.
Una scelta importante anche per riportare il bambino a un linguaggio meno omologato che ritroviamo nelle pubblicità, a un ruolo meno passivo al quale è abituato dai videogiochi, meno violento di quello proposto da alcuni cartoni o film di animazione che oggi vanno di moda.
Non si tratta di demonizzare quelli, ma di aiutare il bambino a essere più critico, abituarlo a leggere altro, a scegliere, a condividere. Ed è la sfida educativa che la scuola dell’infanzia e elementare può raccogliere e rilanciare con originalità.


Hvit overalt..fiocca la neve...

lenta lenta lenta.....
In tema con questo blog, sul quale nevica da alcuni giorni, oggi mio figlio Matteo si è svegliato con questo spettacolo, in Norvegia


giovedì, novembre 28

Le amiche....bene insostituibile!



E dopo questa spettacolare fotografia di Anna Carloni, dove una luna accesa come  luminaria, si appende all'angolo destro del cielo, su un panorama da presepe... ricevo parole che mi allargano il cuore:


Vedo che quello che non riesco a fare di sera, viene molto bene verso le 6 del mattino. Leggerti è una gioia e un'emozione dolcissima....con uno degli improbabili segnalibro che ritaglia e dipinge ad "orecchio" il mio maritino ho fissato il secondo appuntamento a domattina, quando ancora tutto tace e il mondo sembra che sia in pace!!! :) ♥ Grazie ancora Danila!
 Anna Carloni



 Rispondo ad Anna, che quel segnalibro dipinto dal marito è davvero molto particolare, originale nella forma e nei colori! Mi ha fatto piacere vederlo tra le pagine di Smemoria!
Grazie Anna!

LEGGENDA DI NATALE



Si tratta di una antica leggenda, che lo scrittore Paulo Coelho ha ripreso, nel suo lungo romanzo L'Alchimista. 


La Madonna, con il Bambino Gesù fra le braccia, aveva deciso di scendere in Terra per visitare un monastero. Orgogliosi, tutti i monaci si misero in lunga fila, presentandosi ciascuno davanti alla Vergine per renderle omaggio.
Uno declamò alcune poesie, un altro le mostrò le miniature che aveva preparato per la Bibbia e un terzo recitò i nomi di tutti i santi. E così via, un monaco dopo l’altro, tutti resero omaggio alla Madonna e al Bambino.


All’ultimo posto della fila ne rimase uno, il monaco più umile del convento, che non aveva mai studiato i sacri testi dell’epoca. I suoi genitori erano persone semplici, che lavoravano in un vecchio circo dei dintorni, e gli avevano insegnato soltanto a far volteggiare le palline in aria.
Quando giunse il suo turno, gli altri monaci desideravano concludere l’omaggio perché il povero acrobata non aveva nulla di importante da dire e avrebbe potuto sminuire l’immagine del convento. Ma anche lui, nel profondo del proprio cuore, sentiva il bisogno immenso di offrire qualcosa a Gesù e alla Vergine.
Pieno di vergogna, sentendosi oggetto degli sguardi di riprovazione dei confratelli, tirò fuori dalla tasca alcune arance e cominciò a farle volteggiare, perché era l’unica cosa che egli sapesse fare.
Fu solo in quell’istante che Gesù Bambino sorrise e cominciò a battere le manine, in braccio alla Madonna. E fu verso quel monaco che la Vergine tese le braccia, lasciandoli tenere per un po’ il Bambinello.

Dalla Postfazione de L’Alchimista di Paulo Coehlo
Dedicata a Rina Brundu


mercoledì, novembre 27

Aretè

Aristotele e Platone


Non sei un uomo, se non hai pietà
Di chi soffre e d’ogni cosa manca
Non sei saggio, se non tendi la mano
A soccorrere chi aiuto ti chiede
Non sei forte, se non hai il coraggio
Di difendere la tua morale integrità

Non sei giusto, se trascuri l’ordine
Se non sai discernere
E non ti apri al dialogo
Nella continua ricerca
Del pensiero umano e la ragione
E raggiungere con coerenza
Il fine della perfezione

Se il tuo animo non è disposto
Nel modo perfetto d’essere – aretè
Manchi di virtù, che è l’eccelso modo
Per fare di te un uomo vero
Poiché il pensiero filosofico
Cerca assoluta verità
Risveglia la coscienza
E conduce alla virtù.

La ricchezza dell’uomo non contempla
Casseforti blindate colme di tesori
E’ custodita nel sol luogo
Dove si sviluppa quel bene
Assoluto che è il pensiero
E la virtù, che conduce l’uomo
Alla creazione di una società civile
Di cui il singolo la compone
Con ogni pur piccolo mattone

Danila Oppio



Qualche altro scatto di Anna Carloni












martedì, novembre 26

5 margherite


5 margherite
nel prato nascoste
mostravano il loro abito colorato
di piccole comete cadute
e quando il vento
fece il suo giro di valzer
s’innamorò di loro
ma il suo abbraccio fu troppo forte:
di 4 perle
infranse il sorriso 
e il fragile corpo
cullò l’ultima con dolcezza
ma
una mano amante
gliela rubò.

Giovanni De Simone

(da "Numeri")




lunedì, novembre 25

Il riso che ride!


Può capitare anche questo: mettere il riso in pentola, e quando va in ebollizione, durante la cottura, se la ride di gusto! Credevo fosse uno scherzo di mia figlia, invece è capitato davvero che la schiuma abbia creato un viso, con tanto d'occhi e un gran sorriso!

Cavalli....



Emanuel Bejarano Lira,  peruviano e veterinario specializzato nella riproduzione equina, con un cavallino bisognoso delle sue cure.



Kinder, un cavallino nano, e Fuxo, il cavallo con cui cavalca mio figlio Thomas, si scambiano dolci effusioni.

venerdì, novembre 22

Buona serata da Cologno Monzese.....pardon! dalla Norvegia!



Straordinario tramonto, appena ricevuto da Matteo, Flekkefjord - Norvegia!
Un incanto!

Triskell 2009 - Gens d'Ys



L'amica Maria Angela Petroni alle prese con una danza celtico-irlandese Bravissima!

Quando l'amore vince



Stavamo riprendendo
I fili della nostra storia
Dopo un grigio periodo

 Tu li hai recisi all'istante.
 Riannodarli è fatica immane
Non si può rendere integro
Un vaso di coccio infranto.

Eppure…

Ho un mondo intero
Da donarti e del quale
Devo presto liberarmi

E’ peso troppo grave
Nella piccola bisaccia
Della mia stanca vita

Continuerò ad amarti

Danila Oppio



Un augurio per la Sardegna



Splenda ancora
un arcobaleno di sole
su quest'isola
colpita dal ciclone

Un volo di gabbiani
riporti la consolazione
di giorni sorridenti
capaci di cancellare
terribili frangenti

E che l'uomo comprenda
che le ferite della Terra
spesso sono conseguenza
della nostra indifferenza

Danila Oppio







giovedì, novembre 21

Galleria d'arte: MOEBIUS



Galleria d'arte: MOEBIUS (Jean Giraud)

Leggendo il libro di Paulo Coelho, L'Alchimista, sono rimasta colpita dalle sue illustrazioni, firmate Moebius. Era un nome che avevo già sentito, ma non essendo una lettrice di fumetti, non sapevo quali fossero le opere di Jean Giraud. E soprattutto non sapevo bene chi fosse. Una lacuna che dovevo colmare. Così ho scoperto che questo versatile disegnatore è scomparso il 10 marzo 2012, a 74 anni di età.

Moebius
Intervista
Biografia
Moebius, ovvero Jean Giraud, nasce l'8 marzo 1938 a Fontenay-sous-Bois, vicino a Parigi. Quando nel 1941 i genitori divorziano, Jean viene affidato alle cure dei nonni materni, presso Fontenay. E' in questo periodo che guardando i fascicoli di Les Tours du monde scopre le incisioni dell'Ottocento, che avranno molta influenza nei suoi lavori successivi. Dopo essere stato rifiutato alla scuola superiore di arte, Jean Giraud nel '54 si iscrive ad un corso di disegno per corrispondenza. 
Viene successivamente accettato alla Scuola Tecnica d'Arti Applicate di Parigi, dove frequenta un biennio. Nel 1954 pubblica la sua prima storia a fumetti Les Aventures de Franck et Jeremie sulla rivista di fumetti per ragazzi Far West. 
In seguito collabora con il periodico cattolico Coeurs Vaillants per il quale scrive e disegna alcune storie a carattere umoristico. Con i soldi guadagnati se ne va in Messico a trovare sua madre che si è appena risposata. 
Resterà in questo paese per otto mesi. Nel 1961, dopo il periodo di ferma militare, comincia a collaborare con Spirou dove aiuta Jije nella realizzazione delle avventure di Jerry Spring. Per la casa editrice Hachette realizza alcune illustrazioni, e nel 1963 inizia a collaborare al settimanalePilote con Charlier. Il settimanale vuole dar vita ad una nuova serie Western e avrà dai due autori la creazione del 'tenente Blueberry' (Fort Navajo). In questa occasione Jean Giraud comincia a firmarsi con lo pseudonimo 'Gir'. Sempre nel '63 sulla rivista Hara Kiri incomincia a pubblicare alcune storie con lo pseudonimo 'Moebius', che si allontanano notevolmente dallo stile classico delle storie firmate 'Gir'.
Nel '65 compie un secondo viaggio in Messico dove sperimenta i funghi allucinogeni e realizza degli schizzi destinati ad illustrare le poesie di Alexandro Jodorowsky, esule cileno, autore e attore teatrale, che conoscerà diversi anni dopo. Le sue storie sviluppano parallelamente temi più classici, e altri assolutamente fantastici. Nel '73 pubblica La deviazione su Pilote, un manifesto per una nuova generazione di fumetti. Un fumetto che non è più legato ad un riscontro esclusivamente commerciale o ad una lettura per ragazzi, ma che con valenze artistiche e culturali si rivolge ad un pubblico adulto,. 
Nel '74 insieme a Mandryka, Bretcher e Gotlib pubblica sul n.8 de l'Echo des Savanes, Incubo Bianco che è una denuncia del razzismo xenofobo dei francesi, totalmente al di fuori degli schemi del fumetto tradizionale. Nel '75 è contattato da Jodorowsky per la progettazione del film "Dune", tratto dal romanzo di Frank Herbert. Grazie a questa collaborazione conoscerà lo sceneggiatore Dan O'Bannon che scriverà per lui "The long Tomorrow" Sempre nel '75, assieme a Druillet, Dionnet e Farkas, fonda la rivista "Metal Hurlant", che rivoluzionerà il fumetto internazionale.
E' su "Metal Hurlant" che Moebius realizzerà i suoi migliori capolavori: "Arzach" e il "Garage ermetico di Jerry Cornelius". Moebius progetta i costumi per Alien, lo storyboard di Tron e partecipa alla creazione del cartone animato Le maitres du temp, diretto da Rene Laloux. Nel 1980 inizia la saga dell'Incal su testi di Jodorowsky. In questo stesso anno conosce Appel-Guerry guida spirituale del gruppo Iso-Zen, cui Moebius si unisce trasferendosi a Tahiti. Tornato a Los Angeles fonda con la moglie Claudine e i coniugi Jean Marc e Randy Lofficier la Starwatcher Graphic, una società che cura i suoi diritti negli U.S.A. Su testi del mitico Stan Lee, Moebius disegna per la Marvel una miniserie di due episodi su Silver Surfer.
Sono di Moebius e di Merzier i disegni preparatori da cui sono state tratte le scenografie del film Quinto Elemento. Recentemente (maggio-giugno '99) opere di Mobius, assieme a quelle di Giger e Bilal, sono state esposte nella mostra 1999: Ritorno alla terra. Il fumetto e la grafica di fantascienza come anticipatori di visioni.
 Nato Jean Giraud.

Studente dell’Ecole des Arts appliqués, a soli 18 anni Jean Giraud inizia a disegnare la sua prima striscia a fumetti. Il titolo è Frank e Jeremie, e compare sul magazine Far West.
Il genere western, in auge durante quel decennio, permette al giovane disegnatore di sperimentare un tratto dinamico, realista, preciso.
Assieme allo scrittore belga Jean-Michel Charlier è autore delle avventure del tenente Blueberry, personaggio che resterà nel pantheon delle creazioni di Moebius e che non abbandonerà mai completamente, nel corso di una carriera lunga cinquant'anni.
Giraud adotta lo pseudonimo Moebius nel 1963, nel momento in cui comincia a collaborare con il settimanale di satira Hara-Kiri.
Quando, dopo dieci anni di silenzio, Giraud torna a firmarsi Moebius, quel nome diventa presto il marchio inconfondibile e proverbiale di un autore senza più limiti, capace di frequentare e innovare generi diversi col suo segno elegante e icastico, e sempre filtrando stereotipi e convenzioni narrative al passino sottile del suo stile personalissimo e originale.
Quella che comincia con la sua collaborazione alla rivista Metal Hurlant è una stagione nella quale Moebius si coprirà di allori.
Epitome di questa new wave della fantascienza sarà la storia intitolata Il garage ermetico, da subito considerata dalla critica un oggetto alieno nel panorama sci-fi: sequenze apparentemente incoerenti, dialoghi rarissimi o assenti, approccio postmoderno alla grammatica del medium.
Moebius diventa un maestro, ma di quelli che non hanno epigoni: nel corso degli anni successivi sarà soprattutto il cinema a beneficiare delle atmosfere descritte dalla matita del grande disegnatore.
Nel frattempo nasce e si consolida il sodalizio con uno sceneggiatore altrettanto sui generis: le storie di John Difool e dell'Incal sono il frutto della collaborazione con l'argentino (ma cosmopolita per vocazione) Alejandro Jodorowski.
La saga, di grande successo commerciale, anticipa temi e suggestioni che - ancora una volta - daranno forma all'estetica di un'intero decennio.
Da un articolo dedicato a Moebius l'indomani della sua morte: "[...] dobbiamo in gran parte anche a Moebius il colpo d’occhio che ancora ci condiziona sulle città del futuro, in cui la tecnologia si veste di forme arcaiche [...]". E in effetti nelle bellissime tavole delle storie a fumetti di Jean Giraud troviamo metropoli verticali, strutturate come pozzi profondissimi, automobili volanti che incrociano tra grattacieli altissimi...
Sono spesso visioni di sogno, impregnate di riferimenti esoterici che sono accessibili solo ad un secondo, più attento livello di lettura.
Gli ultimi anni della produzione di Moebius sono segnati da una rarefazione ulteriore del segno, che apre a immagini di grande respiro e marca un nuovo ambito espressivo per questo maestro del fumetto.
 È morto Moebius, genio della matita il 10 marzo 2012

Jean Giraud aveva 74 anni: era uno dei più grandi disegnatori di sempre. Lo pseudonimo nacque nel 1963
MILANO - Jean Giraud, morto all'età di 74 anni dopo una lunga malattia, è stato tra i disegnatori e sceneggiatori di fumetti più noti, conosciuto con lo pseudonimo di Moebius. Era nato a Nogent sur Marne, alle porte di Parigi, nel 1938. Studente dell'Ecole des Art appliquees, a soli 18 anni aveva iniziato a disegnare la sua prima striscia a fumetti, 'Frank e Jeremiè, per il magazine Far West. 



Il tema western rimase tra i suoi favoriti per tutti gli anni Sessanta, quando insieme allo scrittore belga Jean Michel Charlier diede vita a uno dei suoi personaggi più noti, il tenente Blueberry. Lo pseudonimo 'Moebius' nacque nel 1963, quando Giraud iniziò a disegnare per il magazine satirico Hara-Kiri. Dopo un decennio di silenzio, nel 1975, lo utilizzerà per i lavori con tema fantascientifico e fantasy che gli daranno nuova fama internazionale, pubblicati dalla rivista Metal Hurlant, che lui stesso aveva creato.