POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

sabato, aprile 26

Preikestolen - Stavanger - Norvegia

Questo luogo si chiama Preikestolten, ovvero Pulpito di roccia, e per raggiungerlo occorrono oltre due ore di cammino, su un percorso piuttosto duro e anche pericoloso.
Ma lo spettacolo che vi si può scorgere è davvero straordinario.










giovedì, aprile 24

In vino litteras: sommelier astemio


E' in uscita l'antologia IN VINO LITTERAS per la quale ho partecipato con la poesia

SOMMELIER ASTEMIO

La bottiglia va presentata per l’ispezione
Cerimonia di apertura eseguita dal sommelier
Come un poeta orgoglioso mostrerebbe
Una poesia di forte ispirazione

La capsula superiore va tagliata
E il lungo aristocratico tappo annusato
Il liquido color rubino con cura versato
In una caraffa e da lì con parsimonia
In un bicchiere con grande cerimonia.

Ci sono cinque fasi che distinguono
 L’arte della degustazione
Dal semplice assaggio del bevuto
Alla mentale preparazione
Il bicchiere ammirando, attraversato da luce
Il suo prezioso aromatico contenuto.

 In seconda istanza, attraverso la vista, il piacere
Per rendere visibili le sfumature di colore
Inclinando appena appena il bicchiere
Rosso scuro alla base, che sbiadisce
In un porpora  per poi sfociare nel cremore.

Terzo, l’olfatto, agitando gentilmente il vino
Offrendolo all’aria, affondare il naso
Nel bicchiere e inalarlo come nettare divino
Così come un voyeur intento a spiare
 Un momento d’intimità senz’esserne dissuaso.

Ed ora il gusto: labbra, lingua e palato
Un sorso di vino in bocca, aspirando un po’ di fiato
E producendo un discreto risucchio, quasi masticando
Come farebbe un cervo, l’erba ruminando.

Ultima fase, quella del godimento
Ora lasciamogli recuperare il suo contegno
Il vino ha naso, un corpo, delle gambe, un degno
Bouquet, una personalità, un’essenza, un accento.

Non si contano gli aggettivi per quel brioso
Che gli girano intorno di frequente
Vino vigoroso e ben strutturato
Ruvido sui bordi, eccessivamente prosperoso
O un po’ troppo esuberante, o equilibrato.

Profuma di tartufo, di giacinto, di tweed bagnato
Di cuoio umido e di fieno, di panpepato
Di tappeto vecchio, di legno, di zagare
La bevanda più elegante del creato
E’ il vino invecchiato in botti di rovere


E per me che sono astemia, è uno strano alieno
Ne amo il colore, l’odore e l’aspetto
Ma non lo bevo, pur girandoci in tondo
E condividendo il piacere degli amanti del vino
Brindo idealmente con loro, con sommo rispetto.


Danila Oppio

Udienza del mercoledì di Papa Francesco

Ieri mio nipote Simone era a Roma, per la sua Professione di Fede. E per incontrare il Papa.
Ha scattato dal suo cellulare queste due belle foto, e considerata la gran folla, è stato fortunato ad avvicinarsi tanto al Vicario di Cristo. Ho seguito alla TV l'intera mattinata, condividendo l'emozione di Simone. Danila



mercoledì, aprile 23

Sentori d'estate


Ho poggiato le labbra su un fiore,
sapeva di notte d’estate
quando salgono gli odori
delle pietre spaccate dal sole.

Ho lasciato carezze
come foglie
su tronchi d’autunno
e incisioni di cuori
lacrimosi di resina.

Ho camminato su scogli
col profilo nel mare
per ascoltare sirene
raccontare leggende.

Ho sentito profumi
di erbe impregnate
di sale e di iodio
tra residui sputati d’inverno.

Ho ascoltato la brezza
arrivare da luoghi lontani
parlando la lingua del sole.

Lorenzo Poggi


martedì, aprile 22

Fa riflettere!

"Un psicólogo en una sesión grupal levantó un vaso de agua, todo el mundo esperaba la típica pregunta: ¿Está medio lleno o medio vacío? Sin embargo, preguntó:
- ¿Cuánto pesa este vaso?

Las respuestas variaron entre 200 y 250 gramos.
El psicólogo respondió: "El peso absoluto no es importante, depende de cuánto tiempo lo sostengo. Si lo sostengo 1 minuto, no es problema, si lo sostengo una hora, me dolerá el brazo, si lo sostengo 1 día, mi brazo se entumecerá y paralizará. El peso del vaso no cambia, pero cuanto más tiempo lo sujeto, más pesado, más difícil de soportar se vuelve."

Y continuó: "Las preocupaciones son como el vaso de agua. Si piensas en ellas un rato, no pasa nada. Si piensas un poco más empiezan a doler y si piensas en ellas todo el día, acabas sintiéndote paralizado, incapaz de hacer nada."

Uno psicologo, in una sessione di gruppo, alzò un bicchiere d'acqua. Tutti si aspettavano la tipica domanda: "E' mezzo pieno o mezzo vuoto?". Ciò nonostante, domandò:
- Quanto pesa questo bicchiere?
Le risposte variarono tra i 200 e i 250 grammi.
Lo psicologo rispose: "Il peso assoluto non è importante, dipende da quanto tempo lo sorreggo. Se lo sostengo 1 minuto, non è un problema, se lo sollevo un'ora, mi farà male il braccio, se lo sollevo per un giorno, il mio braccio si bloccherò e paralizzerà. Il peso del vaso non cambia, però quanto più tempo lo sopporto, più pesa e più resta difficile da sopportare. E continuò: "le preoccupazioni sono come il bicchiere d'acqua. Se pensi al loro un attimo, non succede nulla. Se ci pensi un poco di più, cominciano a far male, e se pensi a loro tutto il giorno, accade che ti senti paralizzato, incapace di far nulla":



venerdì, aprile 18

Antologia I MIGLIORI ANNI


Ho partecipato al concorso nazionale indetto dal Caffè Letterario La Luna e il Drago, un mio breve racconto ha conseguito il Primo Premio, ed è stato pubblicato nella relativa antologia.
Nella stessa edizione appare anche la poesia dell'amico, scrittore e poeta, dott. Tommaso Mondelli.
Sono lieta di condividere con voi le nostre opere.

All’ombra dei migliori anni

Quanta biancheria da stirare! Accendo la radio perché mi faccia compagnia. Ne sgorga una ballata di De André ed è subito flashback! Vedo Franco e Anna, seduti su di una panchina di Piazza Mirabello. Suonano la chitarra e stanno eseguendo proprio questa canzone. La voce del ragazzo è profonda e, in barba ai suoi soli diciassette anni – gli stessi di Anna – ricorda quella di Fabrizio.

All’ombra dell’ultimo sole
S’ era assopito un pescatore…

La memoria torna indietro come un boomerang, di decine d’anni. Era il ’68, tempo di contestazioni giovanili, e non solo. I miei amici suonavano bene, avevano una bella voce, un vero piacere ascoltarli.

E aveva un solco lungo il viso
Come una specie di sorriso

Molti rimpiangono la gioventù passata, come avessero perso qualcosa che non si può recuperare, con nostalgica malinconia. Io no. Sono felice di avere gli anni che ho, e una vita vissuta pienamente. A quell’età post-adolescenziale si hanno idee fumose, progetti a volte assurdi e tanta, tanta paura del futuro.
Ci si chiede: come sarà? Sarò felice? Si sbobinano film mentali a volte cupi, oppure surreali. Ipotizziamo la vita che si dipanerà davanti a noi, simile a una strada che ci condurrà in nessun posto o colma di sogni irrealizzabili.

Venne alla spiaggia un assassino
Due occhi grandi da bambino

Il futuro potrebbe anche rivelarsi un assassino che uccide i nostri sogni giovanili. Quegli occhi grandi da bambino si potrebbero spalancare su un orizzonte sereno, su panorami di straordinaria bellezza…perché no?

Due occhi enormi di paura
Erano gli specchi di un’avventura

Giusto, la vita è un’avventura, dalla nascita, ciascun giorno della nostra esistenza potrebbe essere vissuto passivamente, oppure affrontato con grinta ed entusiasmo. Basta volerlo! Resta comunque un’affascinante incognita.

E chiese al vecchio dammi il pane
Ho poco tempo e troppa fame
E chiese al vecchio dammi il vino
Ho sete e sono un assassino

Anche noi ci trasformiamo in assassini, se sciupiamo il nostro tempo in gesti parole e pensieri che non hanno un fine utile né a noi, né agli altri. Non occorre uccidere qualcuno per macchiarsi di gravi pecche, è sufficiente gettare alle ortiche i giorni. Giorni che rendiamo vuoti, come una lattina di birra bevuta d’un fiato e lanciata tra i rifiuti. A volte penso di aver buttato via troppo tempo, da giovane. E allora perché una canzone non mi porta a ricordare, come i migliori anni, quelli della mia giovinezza, ma mi fa riflettere sul presente? Perché si deve forzatamente credere che gli anni migliori fossero quelli in cui avevamo pochi anni e poca esperienza? De Andrè continua:

Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno
Non si guardò neppure intorno
Ma versò il vino e spezzò il pane
Per chi diceva ho sete e ho fame

E brava Anna! Ha scelto una canzone che, pur in tempi di rivoluzione culturale, contiene un ottimo insegnamento. Non fermiamoci in superficie, scaviamo ne profondo: qual è la primaria necessità dell’uomo? Vivere!

E fu il calore di un momento
Poi via di nuovo verso il vento
Davanti agli occhi ancora il sole
Dietro alle spalle un pescatore

Ho vissuto, il pescatore rappresenta la mia vita trascorsa, il sole deve ancora tramontare davanti ai miei occhi. Gli anni migliori della mia vita sono questi che sto vivendo. Ma se lo avessi dovuto dichiarare decine d’anni fa, avrei asserito lo stesso concetto. E’ l’attimo presente la parte migliore della nostra vita.
Dietro alle spalle un pescatore

E la memoria è già dolore
E’ già il rimpianto d’un aprile
Giocato all’ombra di un cortile.*

E all’ombra dei ricordi, cavolini di Bruxelles, sono riuscita a bruciacchiare la camicia che stavo stirando!

* O di Piazza Mirabello a Milano. So che Anna vive a Roma, e ha raccolto consensi nella sua vita artistica. Il suo cognome è Melato, come la sorella Mariangela, splendida e indimenticata attrice, scomparsa l’11 gennaio dello scorso anno. Questo racconto è a loro dedicato, con grande affetto.

Danila Oppio     
                               
Motivazione del premio

La vitalità tonificante di un ricordo che, una volta tanto, non è rimpianto ma motivo di riflessione che trascina e coinvolge il lettore. Sulle note di una melodia senza tempo, mescolando la quotidianità con un passato in cui molti si possono riconoscere (il '68 e le contestazioni giovanili) si guarda comunque al futuro.   

    
                                                        Piemontesina

Oggi son più di novanta
Torino resta il mio cuore
La Piemontesina lì canta
A ricordo di quell'amore

Quel tempo del Valentino
Con lo studente e l'amore
Il ricordo stregato vicino
Divenne presto un dottore

Ora sono vecchio e stanco
E del Valentino il ricordo
Cura quel cuore che manco
Ad altro io resto già sordo

Sono stato a curare la gente
Senza scordar quell'amore
Altro non testa per niente
Estraneo a quel fatuo colore

Da Via Po a Piazza Castello
Sotto i Portici e le vetrine
Lasciato il sogno più bello
E il cuore tra quelle manine

La vita s'è chiusa nel sogno
A Torino l'allegro studente
Nel cuore rimane il bisogno
Cui resto un fedele credente

Nel sogno tuo ultimo bacio
Segnato al sospiro che suole
Eternare al cuore poi taccio
Immortale l'amore che vuole

Tommaso Mondelli

Tommaso Mondelli nato a Monteforte Cilento (SA) nel 1919, vive con la famiglia a Pinerolo. Una volta in pensione, ha deciso di conseguire lauree in giurisprudenza, in lettere e filosofia.
Quest'ultima, dieci anni fa, all'età di 85 anni. Autore dalla vena poetica particolarmente fertile, ha pubblicato diverse sillogi poetiche e due libri in prosa. Insignito dal Presidente della Repubblica Italiana del titolo di Cavaliere della Repubblica.

martedì, aprile 15

i cieli dentro

La mia "PRIMA VOLTA" ad un concorso letterario.
Credo fosse il 1998*.



I CIELI DENTRO

Figlia affettuosa sposa radiosa
Mamma amica amante sorella
Tutta qui la tua fulgida stella?
Soltanto donna quando sei stata
…un po’ strega… un po’ fata…
Tenera ribelle tempestosa
Pigra sorniona furiosa gelosa
Perfida civetta misteriosa…
Donna meravigliosa…
Tanti doveri dove sono i piaceri?
Venti trenta quaranta cinquanta…
Il tempo vola e la vita ti stanca
Ti prende ti batte e ti mette la voglia
Di andare… partire finire dormire
Forse anche morire
E come una foglia nel vento sparire…
Ma un treno che parte
Un mandorlo in fiore
Ti fanno tornare la voglia d’amore
Un raggio di sole un tramonto una stella
Ti fanno capire quanto la vita sia bella…
L’azzurro del mare il verde d’aprile
La pioggia che cade danzando sui fiori
Ti fa ripensare ai tuoi giovani amori…
….lontana magia….
Cristalli splendenti di nostalgia…
Ai tuoi quindici anni di figlia affettuosa
e…RIECCOLA LI LA SPOSA RADIOSA!
La casa la spesa i figli i doveri
E pensi di urlare: “DOVE SONO I PIACERI?????”
Ti sei spaventata? Ma questo era ieri…
Oggi hai trovato la tua dimensione
E dentro ti canta una nuova canzone…
Sei sempre amica amante sorella
Ma adesso sai anche che non è la tua stella…
Ti parlano ora i tuoi mille colori
Di cieli azzurri e di fasci di fiori
Di libri, di treni sempre in partenza
Di fantasia e di grande innocenza…
Gli spazi immensi una stella cadente
La luna i gatti e i profumi d’oriente…
La pioggia di marzo con i suoi arcobaleni
Cascate lucenti e pensieri sereni
La nonna Speranza di Guido Gozzano
E gli infiniti di pensiero leopardiano
I ninnoli i pizzi di gusto retrò
La luna nel pozzo in un grande rondò…
La vita gelosa ti sciupa la piega?
Ma tu resti sempre un po’ fata e un po’ strega…
Figlia amante mamma affettuosa?
…..SI…….
Ma sempre donna meravigliosa!



* Di certo all'epoca avrò avuto 40 anni o ero in prossimità di arrivarci perché la poesia era una riflessione al riguardo. Vinsi un terzo premio ma non ricordo più dove e con chi. Non ho l'abitudine di conservare gli attestati - o meglio - li conservo talmente bene che non li trovo più. Per fortuna conservo le cose che ho scritto, non tutte ma buona parte si 

Anna Montella 

Marisella Angeli vi augura Buona Pasqua


Il giorno di Pasqua

Cade, scroscia
la pioggia dal cielo plumbeo
rende il paesaggio
lucidato a nuovo

nuvole basse si adagiano
coprendo le alte cime
come a nasconderle
ad occhi indiscreti

vociare frammisto al vento
acute voci di bambini
chiesa immota nel tempo
silenzio sommesso

uovo di cioccolato a ricordare
la Pasqua
il suono di campane
che si espande
come eco nella valle

Maristella Angeli
Pittrice, Poetessa e Scrittrice Fantasy
(Da “Il mondo sottosopra” Rupe mutevole Edizioni)



Giovanni De Simone augura buona Pasqua!

Becco stretto
Un ramoscello di ulivo
Oblazione d'amore quale
Nunzio di pace
Aleggia nell'azzurro

Prepara uomo il credo
Alla risurrezione
Silenziosamente
Quando il suono delle campane               Ugualmente scioglie nel cuore        
Amore infinito

2014




Giovanni De Simone

lunedì, aprile 14

Metamorphosis - Aphorism

@Aphorism.it ha pubblicato oggi 14 – 04 – 2014 questa mia poesia:

 Metamorphosis
Di giorno
Dentro un’irreale nebbia
Nascondo
Ogni doloroso tormento
Svicolo regole mi ribello
Affilo le unghie
le affondo
Nel grigiore del mondo

Ma di notte,
Quando le infinite stelle
Ci piovono addosso
E cadono nel paradosso
Di un mondo splendente
Trasformo, confondo,
Divento un’anima imbelle
E precipito nel… niente

Danila Oppio
Inedita
16 settembre 2012

Dalla silloge poetica e-book ILLUSIONI 2013
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Commenti
·       http://www.aphorism.it/img/users/330_90621531844c76c02498o.jpg?%7b%22Size%22%3a%220%2c+0%22%2c%22CropRect%22%3a%220%2c+0%2c+470%2c+470%22%2c%22SizeBoundLimits%22%3a%2232%2c+32%22%2c%22Quality%22%3a90%7d 
Katia Guido Le due facce del mondo, le due facce di noi, una piena di luce e una oscura. Ciò non vuol dire che l'oscura sia negativa, ma anzi, è quella più misteriosa, a volte la parte più vera di noi. Quella che nascondiamo facilmente tra le ombre della notte. O almeno così l'ho interpretata io... :-) Molto bella questa poesia.
17 settembre 2012 alle ore 17:13

·       http://www.aphorism.it/img/users/2443_riding_with_mom_copia.jpg?%7b%22Size%22%3a%220%2c+0%22%2c%22CropRect%22%3a%220%2c+5%2c+460%2c+460%22%2c%22SizeBoundLimits%22%3a%2232%2c+32%22%2c%22Quality%22%3a90%7d 
Danila Oppio Si, cara Katia, è quanto intendevo dire nella mia poesia! Grazie per il commento
0 secondi fa


domenica, aprile 13

La Risurrezione di Cristo e nostra

Nei Vangeli, Gesù si presenta come il “consacrato” dello Spirito, come suo “unto”. L’Oriente cristiano scopre in questo senso una “Cristologia pneumatologica” dominata dal mistero della “pneumatizzazione” compiuto nella carne, vale a dire nell’umanità di Gesù. Cristo è “esistenza nello Spirito” (Jean Zizioulas) L’incarnazione è opera dello Spirito ed è nello Spirito, attraverso la sua potenza, che Gesù realizza i “segni”: guarisce malati, caccia i demoni, annuncia la buona novella...”.
Qui sopra ho riportato quanto preso dal sito Vaticano. Mi rendo conto che risulta di difficile comprensione, trattandosi di moderna interpretazione teologica, ma era necessario che citassi il teologo Olivier Clement, per poter ampliare l’argomento.
Mi preme però spiegare cosa significhi pneuma: In greco antico πνεύμα) è un termine che significa "respiro", "aria", "soffio vitale".Nel Cristianesimo il pneuma traduce il termine ebraico spirito רוח ("ruah"), nome di genere femminile che significa anche vento, respiro.
La teologia cristiana userà il termine pneuma per indicare lo "Spirito Santo” che in ebraico è nominato רוח הקודש, "ruah hakodesh".
Il Catechismo della CEI, da cui estrapolo alcuni brani, dice più semplicemente:
Se lo Spirito di Colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi” (Rm 8,11).
In altre parole, possiamo dire che il nostro corpo risorto, sarà un corpo spirituale, glorificato, così è avvenuto per il Signore. Come possa accadere, resta comunque un grande mistero.
E’ Pasqua, Cristo è Risorto…e con la sua risurrezione fa risorgere anche noi.
Molti chiedono: “Nel Credo recitiamo “Credo nella resurrezione della carne”, ma cosa realmente significa?”. Penso che un tempo non fosse facile definire il senso dell’aspetto glorificato di un corpo umano, ed era più facile spiegarlo con la resurrezione del nostro corpo che ha avuto un’esistenza mortale. In realtà, se guardiamo al Cristo come Primizia dei Risorti, possiamo avere un’idea più concreta sul significato di resurrezione. Nel Vangelo leggiamo alcune testimonianze:
Quando Maria di Magdala si trova davanti al sepolcro di Cristo è in lacrime vicino alla tomba. Non sente nulla dell’esultanza pasquale, né della risurrezione. Gli angeli seduti, uno al posto della testa e l’altro al posto dei piedi di Gesù, li nota appena. Essa non vede che lo spazio vuoto tra i messaggeri di Dio: “Hanno portato via il mio Signore...”, ecco la sua pena. Vuole sapere dove lo hanno riposto, assicurarsene. Mentre sta per allontanarsi, qualcosa accade: i suoi occhi si aprono. Sente il timbro di quella voce familiare: lo riconosce vivo. Egli non le parla del loro passato comune, ma del suo avvenire, che sarà lo stesso dei discepoli che hanno fede: riunirsi al Padre. Ma sappiamo anche che subito non lo riconobbe…lo confuse con il giardiniere.
Accadono altri episodi, come quello dei discepoli di Emmaus: anche loro lo riconobbero dal gesto dello spezzare del pane, e dalle sue parole, poiché i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo.
  La sera di quello stesso giorno mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: “Pace a voi!”.  Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse ancora “Pace a voi – Shalom!” anche quando, in una volta successiva, incontrò Tommaso.
Teniamo presente questi tre episodi evangelici: Gesù non fu riconosciuto in quelle che erano le sue sembianze umane, e solo dalla sua voce o dai suoi gesti, rivelò la sua vera identità. Passò attraverso porte chiuse: un corpo umano non potrebbe mai farlo, ma mangiò con gli Apostoli, quindi il corpo del Signore manteneva ancora la sua umanità. Come possiamo ben comprendere, un corpo tornato cenere, non può ricomporsi, poiché disperso nella materia. Ma la grazia di Dio può donargli un aspetto umano, glorificato. Un corpo visibile ma, poiché votato all’eternità, indistruttibile, quindi spirituale.
Guardiamo quindi alla Resurrezione di Cristo come alla Speranza di una vita che non avrà fine, priva di dolore fisico e psichico, poiché queste sono sofferenze insite in un corpo materiale e destinato alla dissoluzione.
Ora stiamo camminando in questa vita, e la resurrezione non va pensata solo in riferimento all’eternità. Noi possiamo risorgere anche su questa terra! Ovviamente si tratta di una risurrezione interiore che, a mio avviso, consiste nell’abbandonare il piangersi addosso, il rimuginare su quel che avremmo desiderato vivere ma che non è stato, al rimpiangere ciò che si è perso, e al rincorrere alee irraggiungibili. E’ consigliabile, invece, accettare con serenità ciò che l’esistenza ci offre, e vivere pienamente il presente, senza guardare alle pecche grandi o piccine, che riteniamo intralcino la nostra vita. Mirare al positivo, alla Bellezza che indubbiamente c’è nelle creature e nel creato, è già vivere qui e subito, il senso dell’Eterno. Ogni volta che un pensiero negativo si presenta alla nostra mente, proviamo ad immaginare che Gesù venga a noi, con quel suo saluto: “Shalom, la pace sia con voi”: ci eviterà di lamentarci e di parlare in continuazione di quanto non funziona come dovrebbe, di criticare le azioni o i pensieri altrui, e vivremmo quella “povertà” di cui Papa Francesco ha trattato nel suo discorso quaresimale:
“In cosa consiste lo stile di Dio? Dio non si rivela con i mezzi della potenza e della ricchezza del mondo, ma con quelli della debolezza e della povertà: “Da ricco che era, si è fatto povero per voi…”. Cristo, il Figlio eterno di Dio, uguale in potenza e gloria con il Padre, si è fatto povero; è sceso in mezzo a noi, si è fatto vicino ad ognuno di noi; si è spogliato, “svuotato”, per rendersi in tutto simile a noi (cfr Fil 2,7; Eb 4,15). È un grande mistero l’incarnazione di Dio! Ma la ragione di tutto questo è l’amore divino, un amore che è grazia, generosità, desiderio di prossimità, e non esita a donarsi e sacrificarsi per le creature amate. La carità, l’amore, è condividere in tutto la sorte dell’amato. L’amore rende simili, crea uguaglianza, abbatte i muri e le distanze. E Dio ha fatto questo con noi. Gesù, infatti: “ha lavorato con mani d’uomo, ha pensato con intelligenza d’uomo, ha agito con volontà d’uomo, ha amato con cuore d’uomo. Nascendo da Maria Vergine, egli si è fatto veramente uno di noi, in tutto simile a noi, fuorché nel peccato”. (Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. Gaudium e Spes 22).
 Lo Spirito Santo, grazie al quale siamo come poveri, ma capaci di arricchire molti; come gente che non ha nulla e invece possediamo tutto» (2 Cor 6,10), sostenga questi nostri propositi e rafforzi in noi l’attenzione e la responsabilità verso la miseria umana, per diventare misericordiosi e operatori di misericordia”.  Papa Francesco.

Buona Risurrezione a tutti, in Cristo nostro Signore!

Danila Oppio
 Pubblicato sul Bollettino Parrocchiale - INSIEME - della Parrocchia di S. Teresa B. Gesù - Legnano