POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione. Recensioni stilate da me e da altri autori. Editoriali vari. Pubblico poesie, racconti e dialoghi di vari autori.Vi si possono trovare gallerie d'arte, fotografie, e quant'altro l'estro del momento mi suggerisce di pubblicare. Sulla banda destra della home page, appaiono i miei e-book poetici ed altre sillogi di alcuni autori. Così come le riviste online de L'Approdo e de La Barba di Diogene, tutto si può sfogliare, è sufficiente cliccare sulla copertina. Aggiungo che , sempre nella barra a destra della home page ci sono mie video poesie, con sottofondo musicale. E' sufficiente cliccare sull'immagine per ascoltare testo e musica, direttamente da YouTube. Tutte realizzate dalla eclettica Anna Montella., Ci sono poi i miei libri scritti nel corso di circa 10 anni. Buona lettura e buon ascolto!
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sabato, luglio 11

UN RICORDO DI PADRE NICOLA GALENO OCD, di ALESSANDRA GIUSTI

Mi chiamo Alessandra Giusti, sposata Leveque

ho sessantasette anni; milanese, abito da tanti anni in Valle d’Aosta nel paese di mio marito. Mia mamma conobbe Padre Nicola nel 1981, quando egli insegnava religione nella stessa scuola elementare milanese dove ella era maestra. Tra lui e i miei genitori scattò un’immediata simpatia e comunione di idee; nel 1984 mio marito e io avemmo la possibilità di conoscerlo anche di persona, dopo averne tanto sentito parlare. Si instaurò anche con noi un ottimo rapporto e successivamente, dopo la nascita di nostra figlia, anche con lei. Rapporto che è continuato fino alla scomparsa del nostro Amico, e che continuerà fino a quando ci ritroveremo di Là. Avrei da raccontare tanto in merito a Padre Nicola, a partire dal momento in cui ebbi la fortuna di conoscere la sua amata mamma Concetta, che, quando il figlio andava a trovare, non mancava mai di portare in visita da noi. Ho potuto conoscere, anche se solo telefonicamente, anche la cara sorella Nicoletta, nonché, negli ultimi anni, di persona il fratello Beppe. Conobbi anche l’amico di sempre, Padre Vincenzo Prandoni ed altri Confratelli. Avrei tanto, ripeto, da raccontare. La corrispondenza, dapprima cartacea poi tramite email, tra Giappone, terra di Missione del Padre, e Italia, nonché quella dai vari monasteri e conventi dove visse Padre Nicola in Italia. Ho tanti suoi scritti, sia in prosa che in poesia; di lui mi ha sempre colpito il desiderio di essere partecipe delle sofferenze e dei lutti di amici, familiari e Confratelli tramite scritti poetici a corredo di opere d’arte sacra. Una forma di preghiera per quelli che ne sono stati destinatari e che hanno apprezzato. Tra di essi il ricordo commosso delle Suore della Congregazione delle Missionarie del Lieto Messaggio di Pontremoli (MS) e delle Monache Benedettine di Milano. Per quanto riguarda me e la mia famiglia, desidero narrare un solo, ma splendido, episodio. Nel 2023 mia figlia perse, alla fine del nono mese di gravidanza, la bambina che aspettava. Era sana e bella; sconosciute le cause. Padre Nicola ci fu vicino con delicatezza e seppe dirci parole di profonda fede e conforto. La nostra bambina divenne la sua; mi confidò che si rivolgeva a lei nei momenti di maggior difficoltà a causa della salute e la invocava affinché intercedesse per lui presso la Madonna, quale piccolo Angelo. Penso che basti questo a testimoniare la profonda fede del Padre e la sua sensibilità, se ce ne fosse bisogno. Adesso siamo noi a chiedere a lui di intercedere per noi, ancora pellegrini in terra. A Dio, Padre Nicola!

Alessandra e famiglia


domenica, luglio 5

A ricordo del Funerale di Padre NICOLA GALENO OCD



Carissima Dani,
la Signora Marta mi ha inviato il 1° luglio il racconto del funerale di Padre Nicola. Sicuramente l'ha inviato anche a te, ma lo deve avere messo in Bozze. La Signora è come me, non è molto pratica di computer; ieri mi ha scritto per scusarsi di non aver risposto a una mia email, che era convinta di avere spedito e che invece era rimasta in Bozze. 
Ti invio io il resoconto, lo trovi qui sotto. Penso di poterlo fare senza problemi visto che aveva detto anche a te che te l'avrebbe inviato.
Anche a me è dispiaciuto non prendere parte alle esequie, ma si fa come si può, cara Dani.

Tua Alessandra

Carissima Alessandra, ti ringrazio, come sono grata anche a Marta per l'invio così dettagliato dei funerali di Padre Nicola, che riporto qui sotto. 

Cara Alessandra e famiglia,
è incredibile il senso di pace che ha pervaso il mio cuore e quello degli amici presenti al funerale, anche di quelli che conoscevano il Padre solo attraverso di me.

Sono sicura che per la santità del nostro amatissimo Padre Nicola, seppure egli si sia presentato appena alla soglia del Cielo, ci vengono già elargite copiose Grazie!
Il viaggio in macchina mi ha permesso di conoscere meglio il signor Bianconcini, carissimo amico di Padre Nicola, (e che Padre Nicola desiderava vedere come mi ha detto venerdì 26 GIUGNO quando ero andata a trovarlo a Legnano).
Ho anche scoperto che il Signor Giancarlo Bianconcini conosceva molto bene i miei genitori! 

Giancarlo mi ha raccontato del Padre che conosceva dal 1975, quando Padre Nicola era appena arrivato a Bologna con Padre Vincenzo e un altro frate al Corpus Domini.

Il viaggio è andato benissimo fino a che siamo arrivati con mezz'ora di anticipo dalla chiusura della cassa, a 12 km circa da Legnano, poi c'era confusione nelle indicazioni stradali e così abbiamo girato in tondo per un po' di tempo ma siamo riusciti ad arrivare quando la cassa purtroppo era già stata chiusa, tuttavia al 2° Mistero doloroso del Rosario.

Francamente io avrei preferito il Misteri Gloriosi, comunque al 4° Mistero ci siamo interrotti perché erano le 10 ed è iniziata la S. Messa.  Tutta la funzione è durata fino alle 11:30.
Forse però il Padre ha apprezzato i Misteri dolorosi per quella "Scientia Crucis" che appartiene ai carmelitani e moltissimo al suo cuore.

La chiesa di S. Teresa del Bambino Gesù si è gremita pian piano perché era giorno lavorativo e, a fine Messa, quando ci sono state tre testimonianze c'erano persone fino in fondo alla chiesa.

Il funerale è stato concelebrato da numerosi frati, presieduto credo (?) dal Padre Provinciale (quello con la casula nelle foto che ti manderò) che ha fatto anche l'omelia, e il Priore che ha condotto le altre parti importanti della Messa. 
Nel presbiterio c'erano anche vecchi frati seduti.
Tra i concelebranti come si vede dalle foto, erano presenti alcuni frati direi indiani.
(Il Padre mi disse che i carmelitani indiani costituiscono il 50% dell'attuale ordine dei Carmelitani Scalzi)

Sulla bara del nostro amatissimo Padre è stata posta dal sacrestano la cappa bianca carmelitana (qui mi sono davvero commossa) e la stola bianca con un ricamo in oro che credo stesse a simboleggiare come il confine di un territorio (io ho pensato che rappresentasse la terra di Missione).

Il Vangelo è stato bellissimo: la proclamazione integrale fatta dal Priore di Legnano del Vangelo di Luca dell'episodio dei due discepoli di Emmaus.
Ecco, durante questa lettura mi sono proprio commossa perché pensavo che anche il nostro Padre diventerà partecipe della conoscenza dei Misteri "insondabili" del dolce Signore (così amava ripetere spesso nelle sue liriche) ...posso solo "lontanissimamente" immaginare quale Gioia sublime custodirà nel suo cuore ardente...

L'omelia è stata fatta a braccio, senza fretta e lunga. Il Padre provinciale ha dedicato una parte cospicua per parlare della Salvezza a cui siamo destinati e a spiegare il testo di S. Luca, inserendo qua e là riferimenti al nostro Padre Nicola.
Poi via via si è concentrato di più sul Padre Nicola stesso.

Sinceramente conoscendo Padre Nicola, la mia impressione (e di Cristina Berselli figlia della Signora Alma di Bologna a cui il Padre era molto legato) è stata che chi parlava conoscesse un po' superficialmente il nostro Padre, tuttavia, ha esordito subito, penso proprio ispirato dal Cielo, dicendo che Padre Nicola aveva 
un'impronta mistica e che preparando la Messa, i Padri Carmelitani avevano proprio voluto scegliere quel brano del Vangelo per le esequie.
Sono state ricordate anche le liriche del Padre (ma gli è anche scappato detto che potevano sembrare un po' come un divertimento). È stato fatto riferimento anche al cuore poetico di S. Giovanni della Croce.

Hanno ricordato come il Padre scattasse foto degli eventi che accadevano (però nessun riferimento alle opere d'arte cristiane...)
È comunque stato ricordato, (dal Priore a fine Messa quando sono state fatte le testimonianze) con un misto di ammirazione e stupore, il suo modo di mettersi in relazione con un numero imprecisato di persone di tutti i tipi, anche molto e imprevedibilmente dilatato, tramite il computer, portando a esiti anche incredibili!

Tutta la Messa e le esequie sono state accompagnate dai canti del bel coro numeroso, collocato dietro l'altare e da un grande organo dal bellissimo suono.
Alla fine il Priore ha introdotto le testimonianze, ricordando come ho accennato, tratti più precisi della vita di Padre Nicola. 

Il rito dei funerali che vengono fatti in Lombardia è bellissimo perché poco dopo l'inizio della Messa vengono invocati per nome tutti i santi maggiori e in questo caso si è concluso con l'invocazione a tutti i santi carmelitani a cui da ora si aggiunge anche il nostro amatissimo Padre Nicola.
(Questo mi riempie di immensa gioia e mi commuove moltissimo)

Alla fine sono state fatte le testimonianze.
Un carissimo confratello più o meno coetaneo di Concesa, Padre Giuseppe Pozzobon (poi vedi foto) dal sorriso bello e un modo di parlare con il cuore in mano e con il quale Padre Nicola si sentiva quotidianamente, (dall'impressione che mi ha fatto penso proprio vi fosse tra loro molta sintonia) ha detto che Padre Nicola per S. Giuseppe gli aveva mandato una lirica su San Giuseppe in cui ripercorre tutti i testi del Vangelo che parlano del Patriarca, raccomandandoli di tenerla da conto perché voleva che fosse letta al suo funerale. Così è stato, dopo questa introduzione, il Priore ha dato lettura di questa bellissima lirica e testamento spirituale del Padre Nicola.



Santuario di Santa Teresa del Bambino Gesù e affresco sulla cuspide dell'altare rappresentante tutti i santi Carmelitani, dipinto dall'artista rumeno Emilian Nicula giusto in tempo poco prima che morisse.

Dopo sono andata io.
Le tante preghiere degli amici e il dolce imperativo di Sr. M. Rosa
(" fatti forza") mi hanno dato davvero una gran forza ...incredibile. 
L'assemblea ha ascoltato in silenzio assoluto e con grandissima attenzione quanto dicevo, compresi i Padri carmelitani (e percepivo che per alcuni di loro fosse una scoperta.

 Questa sensazione l'ho percepita distintamente, ma mi è stata confermata da Bianconcini e poi da Cristina Berselli (figlia di Alma Boldrini Berselli, che il Padre amava come una seconda mamma, e viceversa la Signora Alma lo amava con un così grande rispetto che dopo la sua morte ha saputo dai figli che la Signora vedeva in Padre Nicola quel figlio sacerdote che avrebbe voluto tanto avere).
Mi hanno detto che mentre parlavo sono riuscita a trasmettere dei sentimenti che hanno toccato il cuore.
L'ultima testimonianza, breve e bellissima, è stata dei fratelli del Padre. Nicoletta ha detto che vuole ricordare Nicola, quando erano bambini e allora, ancora di nome Antonio, caricava i fratelli su una sedia e li scarriolava mentre tutti cantavano una allegra canzone.

Finita la Messa, la bara è stata benedetta dal Padre Provinciale (? quindi) è stata caricata sull'auto e poi tutti i frati presenti hanno cantato in gregoriano a Maria: Flos Carmeli.
Bianconcini, io e poi Cristina Berselli (che si è presentata e ci ha chiesto un passaggio per il ritorno…
Infatti. nella mattina aveva perso delle coincidenze così da Rho aveva preferito prendere un taxi per Legnano...) abbiamo deciso di andare al Cimitero Monumentale per aspettare le 15:00- 15:30 quando sarebbero tornati tutti per l'inumazione.
Cristina, essendo arrivata in tempo per vedere la bara aperta, ci ha girato nel frattempo la bellissima foto del Padre che qualcuno aveva scattato.

Al cimitero ne abbiamo approfittato per cercare la tomba dei Carmelitani, ma il luogo, che sembrava abbastanza piccolo, sotto il sole delle 12:30 era decisamente troppo grande!

Il camposanto è molto bello perché ci sono alcune tombe di famiglia vere e proprie piccole chiese, o piccoli mausolei, statue, ma tutte le altre tombe hanno le lapidi a terra e camera sotterranea.
Più tardi sono arrivati gli addetti del cimitero e non sapendo quando sarebbero giunti i famigliari e il Priore, hanno pensato bene di portare sotto il portico d'ingresso, dove incredibilmente soffiava una bella arietta, la bara del Padre e appoggiarla già sul carrellino.
Io sono stata felice perché mi sono posta vicino alla bara fino alle 15:30, tenendo appoggiata una mano sul coperchio parzialmente rivestito da una bella e profumata composizione di gigli e di altri fiori bianchi che certamente sono piaciuti molto al Padre.



Non ho potuto assistere nella mattina alla chiusura della bara, ma ora recuperavo, ringraziando il Signore e benedicendolo a nome di tutti gli Amici di Padre Nicola che non poterono essere fisicamente presenti, dunque anche per la famiglia Leveque.

Pensa che in passato più volte il Padre mi ripeteva: "chissà quando muoio se qualcuno ti avviserà" e invece   la Mamma Celeste ha predisposto tutto con dolcezza di madre.
I Carmelitani scalzi hanno uno spazio sotterraneo molto grande, tanto che è denominato: Campo carmelitani.
In realtà è facilissimo arrivarci.

Si percorre il viale centrale (praticamente senza alberi) di fronte al cancello di ingresso al cimitero, si va oltre una costruzione alta che è al centro del vialetto e che in parte si ispira al Mausoleo di Teodorico, e pochi metri dopo si gira a sinistra dove c'è scritto Campo M. Lì è facile individuare le tante piccole lapidi dei Carmelitani.
Abbiamo aspettato il Priore che ha definitivamente benedetto la bara che è stata calata nel sepolcro sottostante.
Cara Alessandra più tardi o domani ti mando le foto.
Tieni presente che non amo fotografare durante la Messa né spostarmi in Chiesa per avere la migliore inquadratura.
Serena notte.
Marta

Attendo le foto che spero la Prof. Marta si sia ricordata di inviarti. Lei è la vedova del pittore Angelo Titonel, ottimo artista che dipinse tante immagini di Padre Pio, e che si possono vedere a questo link, sotto titolate dal liriche di Padre Nicola, così l'arte cammina a braccetto. 


Bisogna ringraziare Padre Nicola per aver messo in contatto le sue amicizie femminili, ovvero Alessandra Giusti Leveque, Marta Montanari Titonel e la sottoscritta Danila Oppio. Così ricordandolo tra noi, lo teniamo in vita nei nostri cuori e pensieri, e nelle preghiere. 
Vorrei aggiungere alcune informazioni: 
Padre Nicola ora riposa nello stesso luogo dove è stato deposto Padre Vincenzo Prandoni, suo carissimo confratello e amico. 


Questo Padre è il fratello della mamma del notaio Vittorio Zambon il quale  dirige anche il coro parrocchiale e suona l'organo in chiesa. Lo conosco bene perché si è occupato di pratiche per la mia famiglia.
 
Il titolare delle Onoranze Funebri Luoni, che un tempo erano gestite dai    nonni di Marco Cera, ora se ne occupa il nipote con grande attenzione, infatti si è preso cura anche delle esequie di mia madre, avvenute 5 anni fa, perché Marco era un ragazzino che frequentava il catechismo dell'iniziazione durante il quale ero la sua catechista, e l'ho sempre seguito con affetto sincero. 
Un altro appunto: dietro lo spazio Carmelitano nel cimitero monumentale di Legnano, ce n'è un altro dedicato ai bambini deceduti piccolissimi, magari anche appena nati. E lì riposa anche il mio nipotino Jacopo, tornato al cielo solo un'ora dopo essere venuto alla luce. 
 A Legnano non c'è solo il cimitero Monumentale, ma anche un altro molto più grande, ai limiti della città che si è ingrandita e quindi il Camposanto antico non può più accogliere altri abitanti del luogo. 
Non ho ancora ricevuto le foto relative al funerale di P. Nicola, per cui aggiornerò questo articolo non appena le mie amiche Alessandra o Marta me le invieranno.
Intanto vorrei ricordare un altro amico di di Padre Nicola, Cosimo Canuto, detto anche Imo White, che ha creato e curato due siti online, che sono i seguenti: 
Una preghiera vola ora in Cielo dedicata al nostro amico Carmelitano Padre Nicola Galeno. 

Alessandra Giusti Leveque, Marta Montanari Titonel e Danila Oppio 

domenica, giugno 28

solo 6 giorni fa, la goliardia di Padre Nicola OCD gli ha permesso di inviare....

Questa foto accompagnata da lui con una battuta, perché da giovane viaggiava in moto e poi, più tardi, in bicicletta, per finire ultimamente sulla sedia a rotelle. Insomma, l'angelo della morte lo ha colto nel giro di pochi giorni. Buon viaggio nel Regno dei Cieli che te lo meriti.

Danila, Alessandra, Marta e tutti i tuoi corrispondenti senza dimenticare i tuoi fratelli sia religiosi che familiari.







 

martedì, giugno 2

GIGLI FIORITI NEL GIARDINO DEL CONVENTO DEI FRATI CARMELITANI SCALZI DI LEGNANO e Pensieri di ELENA ROCCA




DALLE LETTERE DI ELENA ROCCA

Oh il buon Gesù, se lo conoscessimo, quanto di più lo ameremmo! E' un abisso di amore, di tenerezza e di gioia. Tutte le perfezioni, in modo infinito, si racchiudono in questo amabile Cuore. Vorrei io pure amarlo infinitamente, come Lui ama noi.


Vorrei morire per amore, così dar tutto a Gesù; vorrei vivere per morire tutti i giorni, per dargli delle anime e così soddisfare all'ardente sua sete.

....................

Non bisogna avvilirsi sai, mai, mai, perché la nostra Mamma celeste desidera più di noi che siamo tutti del suo amabile Gesù; e non risparmia niente. E tu sai meglio di me quanto può la Madonna presso il Signore.

...................

II mio desiderio di far conoscere e amare Gesù cresce tutti i giorni. Vorrei che tutti fossero infiammati di amore per questo Bene infinito; che tutti i buoni si adoprassero per il vero bene delle anime.                  -


Desidero potermi offrire presto vittima a Gesù per il vero bene delle anime. Desidero potermi offrire presto vittima a Gesù per il bene dei sacerdoti che ne hanno bisogno grande; vorrei essere veramente buona a fatti per essere accetta al Cuore di Gesù.

  



Foto dei gigli sbocciati nel convento di Legnano dei Carmelitani Scalzi, inviati da Padre Nicola Galeno OCD


martedì, gennaio 20

PER ESSERE VICINI A COLORO CHE HANNO SUBITO LA TRAGEDIA DELLO SCONTRO DEI TRENI IN SPAGNA

Padre Nicola Galeno OCD desidera ricordare la tragedia avvenuta ieri in Spagna, con una immagine e relativa didascalia poetica e mi unisco anch'io con la preghiera.

venerdì, giugno 13

LUNA DI FRAGOLA, OLEANDRO E FOTO DI PADRE NICOLA GALENO OCD DA BAMBINO - Poesie di PADRE NICOLA E FOTO




LUNA PIENA DELLE FRAGOLE . GIUGNO 2O25

commento di una corrispondente di Padre Nicola Galeno OCD

Deliziosi e tenerissimi questi versi ispirati da una materna luna che veglia solitaria sul nostro sonno che ci priva di un luminoso spettacolo. Grazie per aver generosamente colto il plenilunio con le sfumature di un’intimità preziosissima. NP



E non può mancare una foto di Padre Nicola quando era un bambino che indossava un saio legato a Sant'Antonio di Padova, che i suoi genitori avevano confezionato per ringraziare il Santo che lo aveva guarito dalla malattia. E infatti gli avevano anche dato come nome di Battesimo quello del Santo: Antonio!



martedì, aprile 29

Santa Caterina da Siena, oggi ricorrenza della sua morte - liriche di Padre NICOLA GALENO OCD


Caterina di Jacopo di Benincasa, conosciuta come Caterina da Siena (Siena, 25 marzo 1347 – Roma, 29 aprile 1380), è stata una religiosa, teologa, filosofa e mistica italiana.

È stata proclamata santa da papa Pio II nel 1461 e dottore della Chiesa da papa Paolo VI nel 1970. È stata dichiarata patrona di Roma nel 1866 da papa Pio IX, patrona d'Italia insieme a san Francesco d'Assisi da papa Pio XII nel 1939 e compatrona d'Europa da papa Giovanni Paolo II nel 1999.
Caterina nacque a Siena, nel rione di Fontebranda, nella contrada dell'Oca, nel 1347, figlia del tintore di panni Jacopo di Benincasa e di sua moglie Lapa di Puccio di Piagente, ventitreesima di venticinque figli. Assieme a lei nacque una sorella gemella, battezzata con il nome di Giovanna, che morì a poche settimane di vita.[3]

A differenza dei fratelli, fu lungamente allattata dalla madre, come testimoniano le opere di Raimondo da Capua, suo grande estimatore, assiduo frequentatore della madre di lei a seguito della sua morte. Fece voto di verginità a sei anni, quando iniziò ad avere visioni.

Quando Caterina raggiunse l'età di dodici anni, i genitori iniziarono varie trattative per concludere un matrimonio vantaggioso per la figlia. Caterina, totalmente in disaccordo in quanto promessa a Dio, si scontrò con le aspettative dei genitori. A seguito di un dialogo con la sorella Bonaventura, Caterina sembrò accettare il suo destino, ma poi, a quindici anni, a seguito della morte della sorella di parto, dichiarò espressamente che si era votata al Signore e che non intendeva ritirare la parola data. Bisogna tuttavia tenere presente che, nel Medioevo, se una donna voleva consacrarsi a Dio con i voti religiosi, l'unica strada che poteva percorrere era quella di entrare in un monastero e versare a esso una dote; Caterina non aveva questa possibilità perché non possedeva una dote nei termini richiesti. Però non cedette, pur non sapendo come avrebbe realizzato il suo desiderio
Caterina scese così nel concreto pensando di entrare fra le Terziarie domenicane, che a Siena erano note con il nome di "mantellate" a causa del mantello nero che copriva la loro veste bianca. La giovane senese aveva da poco passato i sedici anni ed era quindi troppo giovane per garantire la perseveranza sotto la regola dell'Ordine, quindi monna Lapa, spinta dalle insistenze della figlia, si decise ad andare a parlare alla priora delle Sorelle della penitenza di San Domenico, ma ne ebbe un rifiuto perché esse non erano solite ammettere le vergini all'abito, bensì solo vedove o donne in età matura e di buona fama.

Caterina da Siena fu poco dopo colpita da una malattia: altissime febbri e penosissime pustole ne sfigurarono il volto, facendola sembrare più anziana e meno aggraziata di quello che era. Allora Caterina pregò la madre di recarsi nuovamente dalla priora per dirle che lei sarebbe morta se non l'avessero ammessa nella loro confraternita. La priora, a sentire quella accorata implorazione, mandò alcune consorelle anziane a sincerarsi della situazione e della costanza dei sentimenti di Caterina. Le suore furono impressionate dai lineamenti sfigurati dell'ammalata e dall'ardore del suo desiderio di ricevere l'abito domenicano e riferirono tutto fedelmente. L'ammissione di Caterina fu accettata a pieni voti. La buona notizia fu accolta con lacrime di gioia dall'ammalata a e ciò contribuì a farla guarire dalla malattia e nell'anno 1363 (il suo sedicesimo anno di vita), nella basilica di San Domenico, le fu dato l'abito dell'Ordine. Entrata a fare parte delle Mantellate, Caterina non aveva esperienza di preghiere, adunanze e pratiche penitenziali. Ma era soprattutto la preghiera comune la cosa più difficile per lei. Infatti le preghiere erano per lo più in latino, come la Messa, ma Caterina, salvo il Paternoster e l'Ave, non sapeva né capiva altro. Non sapendo né leggere né scrivere, chiese a una consorella più istruita di insegnarle quel tanto che bastava, ma non ne ricavò nulla. Per tre anni si isolò dalle altre suore.
Per continuare la lettura dell'intera biografia di Santa Caterina, cliccate su questo link:


Ciclo su Seicento lombardo a Brera (Milano)



L’ESTASI DI S. CATERINA DA SIENA   80189

(Cairo)

Sei, Caterina, immersa nell’immenso
dramma di questa nostra Redenzione, 
che vuol l’annientamento del Maestro.

Contempli inorridita tanto scempio 
del Corpo suo santissimo. Vorresti
potergli almen lenire qualche pena,
facendoti tu stessa trapassare
il capo dalle spine sì pungenti! 

(Milano 20-7-2017), Padre Nicola Galeno
 
Ciclo sulle Vetrate di S. Maria Segreta a Milano


S. CATERINA DA SIENA     80415

Caterina, pur povera, ti senti
ancor fin troppo ricca quando incontri
un mendicante: doni largamente,
vedendo in lui l’amato Salvatore!

(Milano 4-8-2017), Padre Nicola Galeno

Ciclo su S. Caterina da Siena






lunedì, aprile 28

I DIPINTI ATTRIBUITI A SAN LUCA - ricerca nata da uno scambio di scritti con Padre Nicola Galeno OCD

Ho scritto a Padre Nicola, dicendogli questo:

Molto bella quella tua poesia per Carol!! Mia figlia, come premio per aver ottenuto la licenza liceale, chiese di poter partire per Varsavia, dove alla Madonna Nera avrebbe potuto incontrare, con tanti altri giovani, Papa Wojtyla.  Ha percorso tantissimi Km da Varsavia alla Vergine Nera di Czestochowa (nota anche come Madonna nera) che è un'icona di tradizione medievale Bizantina della Madonna col bambino. La tradizione vuole che sia stata dipinta, su un asse di legno proveniente dal tavolo della Sacra Famiglia, da san Luca, che essendo contemporaneo alla Madonna ne avrebbe dipinto il vero volto. Nel 1382 l'icona venne portata al santuario di Częstochowa, a Jasna Góra dal Principe Ladislao II di Opole. Nel 1430, durante le guerre degli Ussiti, l'icona venne profanata a colpi d'ascia che le avrebbero provocato un sanguinamento miracoloso, e ancora oggi sono visibili gli sfregi. Per i polacchi Częstochowa si identifica con la storia delle lotte per l'indipendenza nazionale polacca. 

Quel che mi ha colpito il cuore, è che sia Papa Francesco che Papa Karol avevano presenti, come immagine della Madonna, due quadri che in qualche modo si somigliano.

Di entrambi i dipinti, si dice che sia stato San Luca stesso a ritrarre la Vergine col Bambino, perché erano contemporanei.

Non so che dire, so solo che sono due icone venerate da due Papi che abbiamo avuto e amato.

Tra le reliquie legate alla Vergine, l’icona della Salus Populi Romani segna un legame indissolubile con i cittadini, con i pontefici e con la storia. Un’immagine che è diventata familiare in tutto il mondo e nel tempo profondamente legata alla devozione di Papa Francesco che nel testamento ha chiesto di essere sepolto proprio nella basilica di Santa Maria Maggiore, accanto alla cappella Paolina che custodisce il dipinto della Vergine.

Secondo la tradizione, l’icona, dipinta dall'Evangelista Luca, sarebbe giunta a Roma da Gerusalemme e posta al Laterano, nell'oratorio pontificio. Fu donata da Papa Sisto III, tra il 432 e il 440, alla basilica di Santa Maria Maggiore dove da allora risiede, all’inizio sull’altare maggiore per poi essere spostata nella cappella Paolina o Borghesiana, dove si trova dal 1613. 

Pare che san Luca abbia dipinto diversi quadri che rappresentano la Madonna con il Bambino Gesù: 

Salus Populi Romani

E’ la più famosa di tutte, ed è custodita nella cappella Paolina della basilica di Santa Maria Maggiore. E’ una tavola restaurata verso il secolo XII di un originale molto più antico. E’ un’immagine sulla quale si sono scritte molte leggende circa la sua origine ed i molti prodigi compiuti dalla stessa. Uno dei suoi più famosi miracoli fu quello di liberare Roma dall’epidemia di peste, nel 590. Papa Gregorio Magno la portava in processione a San Pietro, proprio con questo proposito. Poco prima di arrivare, tutto il popolo vide l’Arcangelo Michele sopra la Mole Adriana nell’atto di rinfilare la spada nel fodero. Era il segnale che la peste sarebbe finita, e così fu. La Mole Adriana fu chiamata, da allora, Castel Sant’Angelo.

La Vergine Nera di Czestochowa dipinta da San Luca


L' icona della Madonna di San Luca - Bologna - Vergine Odighitria

L’immagine dell’Odigitria ( fonte http://www.iconedelveneto.it/le-icone-della-madre-di-dio/odigitria) occupa un posto privilegiato nell’iconografia della Madre di Dio, perché è comune all’Oriente e all’Occidente, anche se la sua origine è specificatamente orientale. E’ tra le icone più celebri della Madre di Dio. Il nome deriva dal greco οδηγός (odegós) che si traduce in “guida, condottiero”, da cui il significato attuale di “Colei che mostra la via”; e la via è appunto Cristo indicato da Maria con la mano destra.

Il nome gli viene dal santuario mariano di Costantinopoli dove l’immagine era custodita, quello detto “degli odigoi” o “delle guide” , dal nome dei monaci custodi del santuario che facevano da guide ai frequentatori del santuario (in maggioranza ciechi) venuti a chiedere la guarigione della Madonna. Col tempo il nome fu dato alla stessa Madre di Dio e alla sua icona che, usato nella forma femminile di “Odigitria”, le divenne un nome proprio. Ciò che aggiungeva lustro all’immagine era la sua fama di essere un ritratto fatto dal vivo a Gerusalemme dall’evangelista Luca mentre la Madonna era ancora in vita.

Luca, probabilmente l’abbreviazione di Lucano, era pagano ed era medico. Ai tempi della predicazione e morte di Gesù lui era lontano dalla Palestina. Infatti Luca era di Antiochia, l’attuale Antakia, nella Turchia Sud-orientale. Si convertì al cristianesimo verso l’anno 40, grazie alla predicazione dei primi cristiani in quella città. Dagli Atti degli Apostoli, attribuiti a lui stesso, e dalle lettere di San Paolo oltre che, come sempre, dalla tradizione, abbiamo molte informazioni della sua vita insieme con Paolo. E’ presente anche quando Paolo viene arrestato a Gerusalemme e durante la prigionia romana.

Luca è reputato una persona di grande cultura, come conseguenza di aver ricevuto una robusta formazione greco-ellenistica, in accordo con l’elevato stato sociale corrispondente alla professione esercitata. Coltivava anche l’arte e la letteratura. Pare molto probabile che conobbe personalmente la Madonna della quale poi, secondo la tradizione, fece diversi ritratti, dato che la pittura era una delle sue attività preferite. Il Vangelo di Luca è l’unico dei quattro che dà molti particolari e si dilunga sull’infanzia e l’adolescenza di Gesù, ed è l’unico che ci parla della Madonna prima della nascita di Cristo, dell’annunciazione, la visita ad Elisabetta e la nascita di Giovanni Battista. Quindi pare logico pensare che tutte queste notizie siano frutto di conversazioni con Maria, unico testimone ancora vivente. Come conseguenza di questa sua passione per la pittura e che la tradizione vuole che abbia fatto molti ritratti di Maria, viene anche considerato l’iniziatore dell’iconografia cristiana. Ci sono molte immagini della Vergine che gli furono attribuite, circa una ventina, quasi tutte in Italia, di cui sei a Roma. Alcune sono immagini bizantine giunte durante il periodo iconoclastico (730-843) per metterle al riparo da una possibile distruzione. La più antica di queste immagini non risale oltre il  V secolo.

Per maggiori informazioni, visitate questo sito di cui al sottostante link! Di dipinti di Luca ce ne sono sparsi ovunque in Italia e forse anche all'estero, qui sotto ho inserito solo quelli che si trovano a Roma.