POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione. Recensioni stilate da me e da altri autori. Editoriali vari. Pubblico poesie, racconti e dialoghi di vari autori.Vi si possono trovare gallerie d'arte, fotografie, e quant'altro l'estro del momento mi suggerisce di pubblicare. Sulla banda destra della home page, appaiono i miei e-book poetici ed altre sillogi di alcuni autori. Così come le riviste online de L'Approdo e de La Barba di Diogene, tutto si può sfogliare, è sufficiente cliccare sulla copertina. Aggiungo che , sempre nella barra a destra della home page ci sono mie video poesie, con sottofondo musicale. E' sufficiente cliccare sull'immagine per ascoltare testo e musica, direttamente da YouTube. Tutte realizzate dalla eclettica Anna Montella., Ci sono poi i miei libri scritti nel corso di circa 10 anni. Buona lettura e buon ascolto!
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martedì, settembre 21

LIBRI DI DANILA OPPIO PUBBLICATI E DISTRIBUITI DA AMAZON

 Con Amazon ho pubblicato di recente tre libri:
GIORNO DOPO GIORNO scritto insieme ad Angela Fabbri

STORIA DI VERA, ripubblicata  in versione originale, la precedente era edita da Ipazia Book di Dublino, ma sempre stampata e distribuita su Amazon.

APOCALYPSE NOW? Qualche giorno fa è uscito il mio saggio. 

Potete accedere a questi due siti:

https://author.amazon.com/home (Author Central)

https://www.amazon.com/-/e/B093BKVHLV?ref_=pe_1724030_132998070

I RACCONTI DI LA E DO 

https://www.amazon.it/I-RACCONTI-DO-Danila-Oppio/dp/B09HG6HV9C

I RACCONTI DI LA E DO versione in B/N

https://www.amazon.it/RACCONTI-DO-Versione-bianco-nero/dp/B09HL3TJDY/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&keywords=I+Racconti+di+LA+E+DO+VERSIONE+IN+BIANCO+E+NERO&qid=1637667929&qsid=259-4333501-3774302&s=books&sr=1-1&sres=B09HL3TJDY&srpt=ABIS_BOOK



I miei libri sono in vendita sia in Italia che negli Stati Uniti. 


giovedì, maggio 25

ONEIRIKOS: anteprima del nuovo romanzo di DANILA OPPIO




Appena uscito, il mio nuovo romanzo ONEIRIKOS, edito da LargoLibro. 
In attesa che la Casa Editrice lo presenti sul suo sito, ve ne offro un assaggio.


In quarta di copertina potrete leggere una breve mia nota. 


Qui sotto, riporto la prefazione del dottor Salvo Figura - medico anestesista e rianimatore,  nonché scrittore, e la postfazione del Dott. Cav. Tommaso Mondelli, poeta e scrittore.


Ringrazio entrambi per avermi affiancato e sostenuto in questo mio lavoro, e spero che chi desidera leggerlo, lo passa apprezzare.
Per chi lo vuole, è sufficiente che scriva al mio indirizzo email: danilaoppio@gmail.com, e provvederò a spedirlo con dedica personalizzata. 
Il costo del libro è di 12 euro, comprese le spese postali.
Chi invece desiderasse acquistarlo direttamente dall'editore, potrà farlo non appena lo stesso ne avrà pubblicato le coordinate.

***

Prefazione


Gli autori di narrativa hanno una naturale diffidenza verso i poeti e le prosatrici perché abbondano con “d” eufoniche, con i “che”, le assonanze e, se si accostano alla narrativa, di qualunque genere, si trascinano dietro le loro regole-non regole.
Recalcitranti nell’accettarle e ribelli fino all’ammutinamento se si cerca di correggerli.
La narrativa è tecnica e “pancia”, la poesia e la prosa sono un insieme di cuore e pancia che scorrazzano sul foglio bianco, come su una prateria, liberi o quasi dalle briglie della tecnica. Tant’è che si dice “licenza poetica”.
E anch’io, come loro, quando mi proposi come editor del romanzo di Danila fui sul punto di… pentirmi, conoscendo lei già come una poetessa, un’ottima poetessa, ma proprio per questo, legata a doppio filo con quelle non regole.
Poi lessi l’incipit, le prime quattro cartelle, la sinossi completa, e la curiosità si fece materia viva, scacciando lo scetticismo. Così l’attrazione divenne una fune che mi ancorò alla sedia; una gomena alla sua bitta. E di pagina in pagina mi sono ritrovato alla fine indenne dal “Moloch ribelle”. Nel romanzo di Danila Oppio ho trovato un’idea, un “dinosauro” (così si definisce in gergo, l’idea forte che regge storia e trama) che non immaginavo di rinvenire.
Ottimi fraseggi. Bei dialoghi, calati in ambienti bucolici, Kafkiani o in zone sperdute del Pianeta distrutto dalla follia dell’uomo.
Danila mi ha fatto vivere nell’Eden, poi in via Panisperna, nel deserto del Nevada, tra le macerie di Hiroshima, ma anche nell’Empireo, nei cieli di Dio e in quelli di Dante.
      Ha applicato alla lettera lo show, don’t tell. La trama si dipana in un fitto dialogo fatto di telepatia e parole vere tra due esseri sopravvissuti a una catastrofe nucleare. Tracce di Romance e di SciFi ben intrecciate, dove Danila, anzi i suoi personaggi sono vivi, e con maestria, ammoniscono, rimpiangono, maledicono, sperano… e con loro i lettori, presi in un vortice di smarrimento: quello che li prende quando sono sospesi nel sogno del sogno, nella sospensione dell’incredulità. Il lettore vive quel mondo in un continuo cambio di PdV giostrato con maestria, fino al finale che giunge inaspettato, come nei migliori thriller, o nei migliori “Timeless”.
Poche le correzioni da fare in questo bel romanzo, e anche le citazioni, ricorrenti e precise, aiutano i meno “attrezzati”.
Un’ottima performance, insomma, e sarebbe facile, oltre che banale, affermare che in Danila Oppio, si avveri il: IN NOMEN OMEN. Ovvero che “Oppio provochi dipendenza nel lettore!”
Questa è una “prova d’autore” ben riuscita, e so che ne seguiranno molte altre ancora.

Salvo Figura

 ***
Postfazione

C'è proprio da meravigliarsi se da un'aulica penna, come quella che danza tra le dita della brillante scrittrice Danila Oppio, intinta nel mare azzurro della fantasia, sia nato un poema?
L’autrice non è alla sua prima esperienza, ha già pubblicato in cartaceo un romanzo breve, una fiaba moderna, una silloge poetica, in tandem con il sottoscritto e, per ogni altra sua produzione, vi rinvio alla sua breve biografia. Torno alla recensione.

Romanzo fantastico che raccoglie memorie storiche, letterarie e scientifiche in cui il lettore si trova coinvolto in un’avventura che si svolge In un clima surreale, dove l’autrice sfiora alcuni tasti degli umani sentimenti e situazioni di vita vissuta.

Il racconto si basa su un dialogo, nato da un ideale incontro tra due scrittori,  alla ricerca di una memoria storica su ciò che è andato perduto. Per sempre?
Ho avuto il piacere e la fortuna di leggere il racconto in bozza. La storia è avvincente e scorrevole. La fine del mondo è in attesa, sempre rievocata.  E' una promessa o una minaccia? Siamo preparati, dobbiamo crederci?
Le cose che dovranno accadere non potranno essere evitate dall’uomo, ma quelle che potrebbero accadere per sua colpa, sì. E' ammissibile che una riflessione possa dare all’umanità un volto più dignitoso e un futuro migliore?
Il romanzo evoca l’insensatezza umana, a causa della quale il sole non riesce più a illuminare la Terra. Che ne resta dell'uomo, se di una possibile apocalisse ne fosse il diretto responsabile?
Il romanzo, che scorre in una coinvolgente lettura, conduce a meditare sull’attuale società. Studiosi di diverse discipline (antropologi, sociologi, biologi) stimano che i mutamenti in atto stiano modificando, in modo irreversibile, il nostro sistema di vita quotidiano, il modo di pensare e di percepire il mondo e la convivenza umana. E’ innegabile che vi siano oggi grandi vantaggi rispetto al passato, ma l’autrice desidera anche metterci in guardia, allertandoci su aspetti meno positivi. 
Tommaso Mondelli 


venerdì, giugno 24

BRONTEANA V

Premio letterario De Leo . Bronte 2016  -  Edizione speciale per il bicentenario della nascita di Charlotte Bronte
Ho letto con somma curiosità ed attenzione, lo splendido libro della Prof. Maddalena De Leo, docente di inglese e socia della Bronte Society sin dal 1975 e rappresentante della Sezione Italiana della stessa Bronte Society, oltre che consulente editoriale per l'Italia della rivista letteraria Bronte Studies. Mi riferisco a Storie di Geni e di Fate, scritto in età adolescenziale da Charlotte Bronte, e tradotto per noi da Maddalena.  Edito da LargoLibro, in elegante veste.
Oggi invece ho ricevuto l'antologia del premio in oggetto, organizzato e curato dalla stessa Prof. De Leo, nella quale è pubblicato un mio racconto, edizione relativa al premio letterario di cui sopra, e che comprende i migliori contributi letterari partecipanti al concorso stesso. L'intero volume è stato dedicato esclusivamente a Charlotte, nel suo bicentenario.


Ed ecco il mio racconto.
Haworth, Yorkshire, Inghilterra

Passeggiando con Charlotte nella brughiera

Carissima Charlotte,

Si è trattato di un sogno, o che altro? Anch’io, come te, sono in eterno conflitto tra un mondo di sogni e la vita di tutti i giorni, e tale dicotomia ha causato in te grande sofferenza, lo so bene! La tua vita era esteriormente calma, ma hai vissuto le stesse lotte dei tuoi personaggi romanzeschi. Trascorrevi un’esistenza isolata, nella brughiera di Yorkshire, luogo aspro e selvaggio che ha fatto da sfondo ai romanzi tuoi e delle tue sorelle, dove le eroine s’innamorano, attraversano momenti di gioie, avventure e sofferenze e, in qualche modo, ti sei immedesimata in loro.

Passeggiando nella brughiera, ti ho incontrato e, prendendoti a braccetto, abbiamo iniziato a discorrere su vari argomenti, tra cui proprio la natura della terra tanto amata da te.

Avevo cercato, la sera prima di coricarmi, la definizione di brughiera, e ho imparato che ha un tipo di habitat caratterizzato dalla presenza di suolo acido e da una vegetazione a crescita bassa. Povero di humus, frequentemente argilloso, ferroso o arenoso, inadatto alla vegetazione arborea e alla coltivazione, è spesso di dominanza collinare. In origine la brughiera era di formazione boschiva, ma lo sfruttamento dell’uomo, che ne traeva materiale utile, nel tempo ha esaurito terreno e vegetali, portando alla distruzione del bosco. Da molto tempo non si utilizzano più materie prime provenienti da questi luoghi, e la vegetazione originaria sta ora riconquistando i suoi spazi.

La brughiera per le sue amene peculiarità vegetative appare come un luogo misterioso e selvaggio e si trova spesso al centro di romanzi e leggende. Di sicuro nel tuo romanzo Jane Eyre la protagonista vi s’immerge totalmente. Se volessi ricreare nel mio giardino a tendenza acida un ambiente che s’ispira ai paesaggi cari a voi sorelle Brontë, questa è la situazione ideale.
La brughiera è una vegetazione formata in prevalenza da erbe e cespugli, il cui nome è legato alla pianta più diffusa e caratteristica: il brugo (Calluna vulgaris), piccolo cespuglio sempreverde, di solito non più alto di 50 cm. 
Questa pianta ha avuto, sino a oggi, un destino curioso: è conosciuta da molte persone con il nome sbagliato! Moltissime, infatti, la chiamano erica. In realtà l'erica (Erica carnea) è un altro arbusto. Diversi caratteri permettono di distinguere le due specie. Tra i tanti basta ricordare la fioritura: l'erica fiorisce in primavera mentre il brugo lo fa dalla tarda estate sino all'autunno. Entrambe le specie appartengono alla famiglia delle Ericacee e producono fiori di colore roseo dalle tonalità differenti.
Nelle aree dove questi cespugli riescono a formare delle estese coperture, l'effetto delle loro fioriture è a dir poco spettacolare! Non a caso oggi sono piantati a scopo ornamentale. Le api si perdono nei meandri dei loro colori e producono così un miele squisito. Le odi, Charlotte, come ronzano felici? E non avverti il frusciare del vento che pare pettinare una chioma di giovane donna, mentre soffia sulla brughiera?
Detta “scopina”, tra i tipi di fiori , l’Erica è il più simile alla Calluna e come la Calluna cresce in Brughiera. Le sue radici sono utilizzate per fabbricare pipe. Forse anche tuo padre ne possedeva una? Delicata, bella e anche un po’ magica. Che cosa potremmo desiderare di più da una pianta? Tu ne sei innamorata, e hai fatto innamorare anche me, di questa tua brughiera alle porte di Haworth.
Continuiamo a passeggiare?
Quando la brughiera è in fiore, sembra che i pendii arrotondati siano rivestiti 
da una vasta coltre purpurea, su cui spiccano fasci multicolori di fiori selvatici.
Come adesso, Charlotte, guarda che mare d’erica!  Oh, ho appena finito una lunga disquisizione sul fatto che non si tratta di erica, ma di bruga Calluna!  La forza dell’abitudine, sono caduta nel comune errore. Mi perdoni?

Spero di non averti annoiata, Charlotte, con le mie disquisizioni relative alla tua amata terra. E’ stato bello passeggiare con te, sentire il vento sferzare il viso, odorare il profumo della terra ed della vegetazione. Ora dobbiamo avvicinarci a casa tua, la Bronte Parsonage in Church Street. E’ l’imbrunire e cade una leggera pioggia, che potrebbe rovinare l’orlo del tuo splendido abito, nello sfiorare i cespugli in fiore.

“Cara amica – mi rispondi - nella mia lingua la brughiera viene definita in diversi modi: heath – moorland – heathland e la nostra è sicuramente bleak moor, ovvero una brughiera desolata. Quanto mi hai spiegato finora, lo reputo “very interesting”, Non mi hai annoiato, credimi”.
Cara Charlotte, troppo buona! Per me è facile eseguire ricerche nel web, che ai tuoi tempi non esisteva, ma mi è difficile, per quanto riguarda la scrittura. La tua fervida immaginazione e il perfetto stile letterario, sono inimitabili. E’ piacevole, però, gironzolare nella brughiera, chiacchierando con te.

“ Anche mia sorella Emily era innamorata di questo luogo. Ai suoi occhi, negli angoli più cupi della landa, sbocciavano i più vividi fiori, la sua mente sapeva trasformare in un Eden la più tetra valletta, affossata sul livido fianco di una collina. Nello squallore della solitudine, trovava le più rare delizie; e certamente, non ultima, anzi, la più amata, la libertà. La libertà era l’aria che Emily respirava. Ad attrarre la sua attenzione era in particolare la china scoscesa di Penistone Craggs, soprattutto quando, con le cime più alte, era illuminata dal sole al tramonto, mentre il resto del paesaggio giaceva nell’ombra. Le spiegai che erano blocchi di nuda pietra, e che il terriccio nelle fenditure non bastava nemmeno a nutrire un alberello striminzito.
Noi abbiamo vissuto gran parte della nostra vita qui ad Haworth. Come vedi, è un piccolo paese immerso nelle brughiere dell’Inghilterra settentrionale, vicino alle cittadine di Halifax e Bradford, a circa 30 chilometri da Leeds. In questo paesaggio selvaggio, noi sorelle siamo cresciute quasi isolate dal resto del mondo, riempiendo le nostre giornate leggendo e scrivendo, respirando la suggestiva atmosfera che traspira tra le pagine dei nostri libri”.
Lentamente la tua immagine, Charlotte, si dissolse.
E una fitta nebbia calò sulla brughiera.
Mentre io mi destai. O forse mi sei apparsa davvero, ma anche questo è un mistero.
Grazie per quel che ci hai lasciato a ricordo di te. 

Una delle tue innumerevoli ammiratrici
Danila Oppio