Il 3 novembre del 1968 veniva ordinato sacerdote da Mons. Stella nella Chiesetta del Monastero di Cascine Vica (TO) Padre Nicola Galeno, mentre infuriava l'alluvione del Piemonte.
POETANDO
domenica, novembre 3
lunedì, dicembre 11
Emily Dickinson illustrata con l'opera di Maxim Polyvanyl
Opera di Maxim Polyvanyl
A tutti è dovuto il Mattino,
ad alcuni la Notte.
A solo pochi eletti
la luce dell'Aurora.
Emily Dickinson, Poesie (1850-86)
Ringrazio l'artista NORMA TROGU per aver postato questa bellissima opera e la poesia di Emily Dickinson.
domenica, settembre 24
AUTUNNO! di DANILA OPPIO
Ho ricevuto ieri quanto pubblicato da RENZO MONTAGNOLI sul suo blog:
venerdì, agosto 18
domenica, luglio 30
LA NONNA di GIOVANNI PASCOLI
“La nonna” di Giovanni Pascoli
Tra tutti quei riccioli al vento,
tra tutti quei biondi corimbi,
sembrava, quel capo d’argento,
dicesse col tremito, bimbi,
sì… piccoli, sì…
E i bimbi cercavano in festa,
talora, con grido giulivo,
le tremule mani e la testa
che avevano solo di vivo
quel povero sì.
Sì, solo; sì, sempre, dal canto
del fuoco, dall’umile trono;
sì, per ogni scoppio di pianto,
per ogni preghiera: perdono,
sì… voglio, sì… sì!
Sì, pure al lettino del bimbo
malato… La Morte guardava,
la Morte presente in un nimbo…
La tremula testa dell’ava
diceva sì! sì!
Sì, sempre; sì, solo; le notti
lunghissime, altissime! Nera
moveva, ai lamenti interrotti,
la Morte da un angolo… C’era
quel tremulo sì,
quel sì, presso il letto… E sì, prese
la nonna, la prese, lasciandole
vivere il bimbo. Si tese
quel capo in un brivido blando,
nell’ultimo sì.
Giovanni Pascoli
mercoledì, luglio 26
AUGURI A TUTTE LE PERSONE CHE SI CHIAMANO ANNA E GIOCCHINO
In particolare a Anna Laura Attanasio, a Anna Montella, a Anna Limido, a Anna Carloni, a Anna Chiara Macina e se ne ho scordate altre con questo bellissimo nome, auguri anche a loro!
Danila vi abbraccia!
martedì, aprile 11
MAMMA MIA! Un po' di STORIA con SALVATORE QUASIMODO di DANILA OPPIO
In questi giorni di festa, ho preso in mano un volume che non avevo mai sfogliato, di Franco Marcoaldi e Tomaso Montanari edito da Treccani. Si tratta di una raccolta di poesie varie, illustrate da stampe di quadri o di foto.
Verso la fine, ho incontrato la poesia MILANO, AGOSTO 1943 di Salvatore Quasimodo, che mi ha molto colpito.
Nel fare una ricerca più approfondita nel Web, ho "scoperto" il sito di Danilo Ruocco dedicato al Premio Nobel Quasimodo, e mi sono permessa di riprendere una parte del testo e alcune fotografie.
Questo il risultato della mia lettura e relative ricerche:
La Basilica di Sant'Ambrogio colpita dai bombardamenti
venerdì, ottobre 14
L’ultimo viaggio di Yūsuf - testo di FRANCESCO FERRANTE musica di LUCA DI MARTINO
domenica, settembre 18
POESIA SBAGLIATA di DANILA OPPIO e versione corretta da PADRE NICOLA GALENO OCD
Anni fa, forse era il 2017, scrissi questa poesia. L'altro giorno, per far ridere un poco, l'ho inviata a Padre Nicola Galeno OCD, il quale si è divertito a trasformala in decasillabi. Non curo molto la metrica, e secondo lui non l'avevo rispettata. Quindi qui le due versioni, prima la mia e poi la sua.
sabato, agosto 13
FERRAGOSTO DI GIANNI RODARI e i miei più sentiti auguri!
Ferragosto
di Gianni Rodari
Filastrocca vola e va
dal bambino rimasto in città.
Chi va al mare ha vita serena
e fa i castelli con la rena,
chi va ai monti fa le scalate
e prende la doccia alle cascate…
E chi quattrini non ne ha?
Solo, solo resta in città:
si sdraia al sole sul marciapiede,
se non c’è un vigile che lo vede,
e i suoi battelli sottomarini
fanno vela nei tombini.
Quando divento Presidente
faccio un decreto a tutta la gente;
“Ordinanza numero uno:
in città non resta nessuno;
ordinanza che viene poi,
tutti al mare, paghiamo noi,
inoltre le Alpi e gli Appennini
sono donati a tutti i bambini.
Chi non rispetta il decretato
va in prigione difilato”.
martedì, agosto 9
SAN LORENZO MARTIRE - 10 AGOSTO
Quale fu il martirio di San Lorenzo?
San Lorenzo venne giustiziato dall'editto dell'imperatore Valeriano, che emise un editto che condannava a morte vescovi, presbiteri e diaconi. Secondo Ambrogio, San Lorenzo venne messo a morte sulla graticola. Mentre moriva, urlò spiritosamente al suo giustiziere: "Assum est... versa et manduca".
Qual è il significato del nome Lorenzo?
Lorenzo deriva dal cognome latino “Laurentius”, che denotava inizialmente un abitante di Laurentum, antica città del Lazio. Secondo la tradizione, questa città era stata edificata in un luogo ricco di piante di alloro (in latino “laurus”), da cui il nome.
Il 10 agosto è il giorno dedicato a San Lorenzo, patrono di bibliotecari, cuochi, librai, pasticcieri, vermicellai, pompieri, rosticcieri e lavoratori del vetro.
Nella notte tra il 10 e l'11 agosto, ogni anno, gli occhi degli italiani e dei paesi nella nostra latitudine si rivolgono speranzosi al cielo, per cogliere al volo una stella cadente. Se scientificamente la caduta delle stelle è da imputarsi al passaggio, all'interno dell'orbita visiva terrestre, degli asteroidi della costellazione Perseo (detti appunto Perseidi), culturalmente la pioggia di stelle è stata elaborata in modo più poetico.
Questa notte è infatti, da tempi immemori, dedicata al martirio di San Lorenzo, dal III secolo sepolto nell'omonima basilica a Roma, e le stelle cadenti sono le lacrime versate dal santo durante il suo supplizio, che vagano eternamente nei cieli, e scendono sulla terra solo il giorno in cui Lorenzo morì, creando un'atmosfera magica e carica di speranza. In questa notte, infatti, si crede si possano avverare i desideri di tutti coloro che si soffermino a ricordare il dolore di San Lorenzo, e si aspetta l'evento desiderato durante l'anno.
Nella tradizione popolare, le stelle del 10 agosto sono anche chiamate fuochi di San Lorenzo, poiché ricordano le scintille provenienti dalla graticola infuocata su cui fu ucciso il martire, poi volate in cielo. Anche se in realtà San Lorenzo non morì bruciato, ma decapitato, nell'immaginario popolare ha preso piede l'idea dei lapilli volati in cielo. Questa tradizione è così radicata e evocativa che anche il grande poeta Giovanni Pascoli vi dedicò un canto, chiamato X agosto, in cui rievocò la morte del padre ucciso in un'imboscata proprio quel giorno.
È importante sapere che la pioggia di meteore non è limitata alle notti intorno al San Lorenzo, ma comincia alla fine di luglio e termina oltre il 20 agosto, anche se solo durante il picco massimo del 10-13 agosto si possono scorgere fino a un centinaio di meteore all'ora: negli altri giorni il numero è decisamente minore, ma comunque superiore alle 5-10 meteore l'ora che si vedono nelle notti "normali".
La poesia del Pascoli
La morte del padre, ucciso in circostanze mai chiarite segna profondamente la vita del poeta. In questa, che è la più famosa delle poesie ispirate a questo tragico evento, Giovanni Pascoli vede nelle stelle cadenti della notte di San Lorenzo (10 agosto) il pianto del cielo sulla malvagità degli uomini. Fu pubblicata sul “Marzocco” il 9 agosto 1896 e poi inclusa nella quarta edizione (1897) di Myricae, nella sezione Elegie.
Frasi simpatiche
Se esprimi un desiderio è perché hai visto una stella cadente,
se hai visto una stella cadente è perché stai guardando il cielo,
se stai guardando il cielo è perché credi ancora in qualcosa.
(Bob Marley)
Le stelle cadono in silenzio per non svegliare la notte. (Roberto Gervaso)
Le stelle cadono inciampando nel buio. (Roberto Gervaso)
Siamo tutti immersi nel fango, ma alcuni di noi guardano alle stelle. (Oscar Wilde)
Le stelle cadenti ci ricordano ogni anno che c’è sempre qualcosa in cui sperare, c’è sempre qualcosa da desiderare. Ama, sogna, desidera e le stelle faranno da contorno alla tua luce. (Stephen Littleword)
10 AGOSTO di GIOVANNI PASCOLI
San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de' suoi rondinini.
Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.
Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono...
Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.
E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh!, d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!
La sera del 10 agosto 1887, festa di San Lorenzo, il padre del poeta, Ruggero Pascoli, fu ucciso con una fucilata mentre tornava a casa dal mercato in un “biroccio": portava in dono due bambole per le sue bambine.
Scrissi anch’io, anni fa, una poesia dedicata a questo giorno:
San Lorenzo
10 agosto
L'incandescenza
Della notte di San Lorenzo
Di pascoliana memoria
Inesistente, la scia
Di un meteorite lontano
Elevato al rango
Di stella cadente
Appare come lo strofinio
Di zolfanello
Su nero bitume
Cielo d'agosto
Bucato di stelle
- Capocchie di spilli -
D’algido chiarore
E anni-luce lontane
Ancora e sempre
Apparenza
D’immensi infuocati
Corpi celesti
Brucianti ribollenti
10 agosto
S'incendia un pensiero
Se ciò che inganna
Uno dei cinque sensi
Abbaglia l’uomo
In modo tanto clamoroso
Di cosa dovremmo mai stupirci?
Danila Oppio
Auguri a tutti coloro che portano questo meraviglioso nome, in particolare a Lorenzo Leveque e a Lorenzo Limido.
giovedì, giugno 30
"ALI D'UN SOGNO" l'ultimo libro di ANNALENA CIMINO, la poetessa di Capri e dell'Amore - recensione di RENATA RUSCA ZARGAR
“Ali d’un sogno” l’ultimo libro di Annalena Cimino,
la poetessa di Capri e dell’Amore
Vivere a Capri significa trattenere negli occhi il fascino impetuoso del mare che circonda l’isola con un anello di tinte e di salmastro. Come significa respirare profumi intensi di fiori che si abbarbicano in ogni strada, vicolo o poggiolo.
Passeggiare per Capri è curiosare le tante piastrelle di ceramica colorate che indicano le abitazioni e celebrano eventi e persone.
Vivere a Capri, pertanto, è già di per sé una vita straordinaria.
Poi, c'è “l'Amor che move il sole e l'altre stelle”. Dante, nell’ultimo verso del Paradiso, rappresenta Dio come Amore perché l’Amore è il sentimento che solo giustifica il senso della vita umana, che la rende degna di essere vissuta, che permette di trovare un pensiero traboccante di emozioni la sera, prima di dormire, e la mattina al risveglio.
Dunque, Annalena Cimino è la poetessa di Capri.
A Capri vive la sua esistenza e si ammalia di irresistibile bellezza. Infine, è la poetessa dell'Amore perché è l’energia dell'Amore che la ispira.
Infatti, le figurazioni che nutrono la sua poesia hanno la sorprendente intensità dell’unione di due amanti misti alla natura, ai giardini abbandonati, alla danza del vento, al pianto del mare, in una ricerca incessante dell’essere amato.
“Salsedine sulle labbra, / aulica sensazione di te,” scrive, ad esempio la Poetessa “[…] Poesia… volava tra i nostri corpi / intrecciati indissolubilmente / e salsedine fra noi nelle notti d’amore.” Oppure: “Balleremo ancora / tra le noti struggenti della vita, / tra le tumultuose acque / della cascata che annegherà / ogni dolore e solitudine, / tra le crepe delle rocce eterne, / a piedi nudi, / scansando rovi e serpi senza timore.”
La poesia di Annalena Cimino è un intreccio di musicalità e di visioni immaginifiche, di moti incessanti e inarrestabili dell’anima.
Leggendo, si rimane stupiti, sconvolti, davanti all’incanto totalizzante che si rivela nei versi, per la forza titanica dei sentimenti in cui si esprime “l’immensità” del percorso della vita “tenendoci per mano”.
Sfogliare le pagine di questo libro ( ALI D'UN SOGNO Poesie di Annalena Cimino (intermediaedizioni.it) significa sapere che qualcosa di meravigliosamente travolgente esista davvero per il quale si possa lottare e sognare, significa riconoscere che “l’Amor che move il sole e l’altre stelle” è dentro di noi e gonfia le vele di un’esistenza doviziosa e stracolma di passione.
Renata Rusca Zargar
venerdì, maggio 6
sabato, febbraio 26
I DUE FANCIULLI dI GIOVANNI PASCOLI
giovedì, novembre 11
martedì, novembre 9
FOLIAGE NEL MONDO di DANILA OPPIO e la poesia AUTUNNO di VINCENZO CARDARELLI
Accanto a casa mia, dei vicini e del residence subito più in là, un tripudio di colori autunnali, da togliere il respiro per tanta bellezza.
AUTUNNO
di VINCENZO CARDARELLI





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