POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

lunedì, settembre 30

La ballata di un fiore



Era ancora in boccio
L’amore mio
Cresciuto spontaneo
Tra rocce calcaree

L’ho trapiantato
In un vaso di coccio
Le sue radici
Affondate nell’humus

In fertile terra
L’amore mio
L’azzurra corolla
Al caldo sole aprì

A te lo donai
Ma ben poco durò
D’irrorarlo scordasti
La corolla reclinò

Era un fiore
L’amore mio
    All’ombra lasciato
Il sole non lo baciò

Fu così che, chinato
Il capo, le foglie ingiallite
Privo di luce e d’acqua
Lentamente appassì

Era un fiore
L’amore mio
Non l’hai curato
E triste languì.

Danila Oppio

30 settembre 2013 Inedita





domenica, settembre 29

sabato, settembre 28

Smemoria e memoria poetica




Ora questo mio libro è entrato nel Consorzio Sistema Bibliotecario Nord-Ovest (csbno) ovvero del circuito bibliotecario nord-ovest di Milano. Questo significa che si potrà prenderlo in prestito nelle biblioteche civiche di cui all'elenco qui sotto riportato. Se volete prenotarlo, lo potete fare presso la biblioteca più vicina a casa vostra.
Mo’ questa ve la devo proprio raccontare!
Una moglie chiede al marito:

- Scusa, ma se dovesse suonare il telefono, o il campanello di casa, tu andresti a rispondere o ad aprire, se sei seduto sul water?

- Ma certo che no! Lascio suonare il telefono o il campanello, fin a che non ho finito! Non esco certo con le brache in mano!

- E allora perché, quando stai facendo all’amore con me, se suona il telefono tu neppure mi dici “scusa, ti devo lasciare un attimo” e mi pianti lì senza un perché, e te ne stai a parlare a lungo? Non potresti dire a chi ha chiamato: mi perdoni un secondo, arrivo subito, sono un attimo impegnato”?

“Eh no, non è certo la stessa cosa!”

“Chiaro amore mio, che non è la stessa cosa, ma secondo il tuo parametro di giudizio, è più importante espletare i propri bisogni che amarmi, e allora sai che ti dico? 
Quando mi dirai che vuoi fare all’amore con me, ti risponderò francamente:
Ma va a cagare, che è più allettante!


Quelle leggi retroattive e quelle altre no di Angela Fabbri

 LEGGE 22 dicembre 2011, n. 214

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, recante disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubblici. (11G0256) (GU n.300 del 27-12-2011 - Suppl. Ordinario n. 276 )
note:Entrata in vigore del provvedimento: 28/12/2011


Quello che ho notato ultimamente con un semplice confronto è che le leggi retroattive riguardano i molti e quelle che non lo sono riguardano un singolo dal nome e dagli interessi importanti.

 Come faccio sempre, paragono il lontano con quello che mi è vicino. E in questo caso lo conosco bene, è proprio vicino a me.
La legge 214 del 2011 ha sancito la sua retroattività bloccando la ricongiunzione di 10 anni di contributi da lavoro autonomo, versati dal 1999 al 2008, alla pensione appena attivata.
Non li perderò, ma avrò il piacere di goderne i frutti solo a metà del 2017.
Ora, io ho versato quei denari nelle casse dello Stato, sulla fiducia.
E’ stata una forma legale di investimento. Che hanno fatto tanti altri come me, costretti dal datore di lavoro o dalla crisi (che è cominciata ben prima degli anni 2000), a commutare un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato in uno a Partita Iva.

Ho esposto questo piccolo e povero caso solo per confronto, come ho detto all’inizio, con il grande e ricco caso del signore di cui tutti parlano: Silvio Berlusconi.

Angela Fabbri


(Ferrara, notte fra 9 e 10 settembre 2013) 

venerdì, settembre 27

ITALIANS FOR DARFUR: basta silenzio sulla crisi in Sudan




 Cari amici, 
Siamo rimasti in pochi a voler parlare di Darfur e Sudan, da quando la crisi in Siria e le logore vicende politiche nazionali colmano i video e le edicole ogni giorno. Eppure ci proviamo, ancora una volta, a richiamare l'attenzione su una crisi umanitaria immane, che non accenna a migliorare da dieci anni.
Vi invitiamo a leggere gli articoli segnalati nella nuova edizione in PDF della newsletter, certi della vostra attenzione, e a condividerne i contenuti con i vostri amici e conoscenti.
Vi invitiamo inoltre al prossimo importante evento, a Londra, organizzato da Italians for Darfur Onlus e Voice for Nyala, la campagna inglese promossa da Elena Ghizzo che ci supporta con grande impegno e sensibilità.
Vi aspettiamo martedì 8 ottobre alle ore 19.30 al Nolias 11, 56 Stamford Street, SE1 9LX Londra, dove si esibiranno molteplici artisti per la raccolta fondi da destinare alla ricostruzione dell'ospedale di Nyala.



Immersa nel verde

Luigi Scarfiotti: Bosco e ulivi

In questo scampolo
di terra

incuneato
tra il bosco e olivi
si stempera
il dolore
in acquerello
di foglie giada.
Evapora
il disagio dell’essere
nel calore
del meriggio
e il cuore leggero
danza
con tre farfalle
nero – avorio
sui gerani.
Nuova linfa
m’irrora
le vene
mentre
gli occhi
sono granai
d’erbe e polline
riserva
per un incerto
domani…



- Graziella Cappelli - 

I capricci del tempo



Magari
Tra poco scroscerà
Un grande acquazzone
O magari
 Il cielo resta imbronciato
 Pur senza versar lacrima!

Il tempo, beato lui
Ha sempre fatto
Tutto ciò che gli pare!
Io invece no, vorrei
Avere lo spirito del tempo
Ma sono incapace
Di ribellarmi, così soccombo
Ai capricci
Di chi mi sta intorno.

Danila Oppio
Inedita

giovedì, settembre 26

Maschere





Finzione
Conta l’apparenza
Scompare
L’umana essenza
Discorsi
Senza nulla dire
Parole
Come nebbia
Il vuoto effimero
Dell’apparire
E chi non è
Si maschera

Danila Oppio
Da Danzando in punta di penna
da oggi anche su Cantiere Poesia

Galleria d'arte: Un caffé alla Pasticceria Russo di Vietri

Splendidi scatti fotografici di Padre Nicola Galeno, effettuati durante una pausa caffè presso una caratteristica pasticceria della Costiera Amalfitana, che lui ha condiviso con me, ed io con voi!






Maristella Angeli - Mostra Personale Virtuale in 3D



MOSTRA PERSONALE VIRTUALE DI MARISTELLA ANGELI

Comunicato stampa: MARISTELLA ANGELI

Carissimi,
ho il piacere di comunicarvi la mia partecipazione ad un importante evento. Anche se non potrete essere presenti sarete sicuramente interessati ad un evento che affronta una tematica importante. Centoquindici artisti esprimono il proprio “sentire” in Arte.

COMUNICATO STAMPA

La Fondazione Opera Campana dei Caduti e Spazio-Tempo Arte presentano


'HUMAN RIGHTS?'#MIGRANTES – L'IMMIGRAZIONE E L'ACCOGLIENZA
L'EVENTO ARTISTICO INTERNAZIONALE CHE PARLA DEI DIRITTI UMANI – Edizione speciale
a cura di Roberto Ronca

115 ARTISTI | 25 NAZIONI

dal 28 settembre 2013 al 6 gennaio 2014
Fondazione Opera Campana dei Caduti
Rovereto (Trento)

Con il patrocinio di: Consiglio d'Europa, Settimana Europea delle Democrazie Locali, Provincia Autonoma di Trento, Comune di Rovereto, Comune di Lampedusa e Linosa.

Vernissage inaugurale
28 settembre 2013, ore 18.00

HUMAN RIGHTS?#MIGRANTES – L'IMMIGRAZIONE E L'ACCOGLIENZA

Il Concept
Il 10 dicembre 1948, viene proclamata la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: per la prima volta nella storia dell’umanità, era stato prodotto un documento che riguardava tutte le persone del mondo.
Ognuno di noi, per il solo fatto di essere nato, gode dei diritti sanciti nella Dichiarazione.
Ognuno di noi, indipendentemente dal luogo nel quale è nato e vive, gode di questi diritti.
Ognuno di noi ha diritti civili, politici, sociali, economici, culturali.
Ognuno di noi è uguale agli altri.
È sempre così?
In HUMAN RIGHTS? gli artisti parlano dei diritti umani. Il titolo semplice e diretto, senza giri di parole, esprime il concetto fondamentale che deve accompagnare l’esistenza di tutti.
In questo evento vengono toccati argomenti scomodi, complessi e di denuncia, che vadano a pungolare la coscienza di tutti coloro che, godendo appieno dei propri diritti, non pensano a tutte le persone che vedono i loro calpestati ogni giorno.
La logica di HUMAN RIGHTS? si fonda sul concetto fondamentale di arte come forma espressiva  universale, comprensibile a tutti indipendentemente dalla lingua e dalla cultura di provenienza,  indipendentemente dal genere, dall’argomento trattato e dai linguaggi utilizzati.
Come la Campana dei Caduti viene considerata il massimo simbolo storico e morale della più grande tragedia del 20° secolo, Lampedusa è da considerarsi luogo simbolo della guerra nell’era della globalizzazione: la violazione dei diritti umani e il non rispetto della dignità dell’uomo. La Campana che è a Rovereto è il più importante simbolo di pace di una città che si fregia del titolo di “Città della Pace”, una città nata sulle macerie della prima guerra mondiale, una città dilaniata dal conflitto è riuscita a rinascere anche come simbolo di pace duratura. Il concetto di globalizzazione, non deve essere concepito solo da un punto di vista economico, o peggio, economicistico, ma da un punto vista sociale, il termine globalizzazione deve essere riassunto con quello di migrante.
Il migrante infatti esprime un concetto internazionale come la stessa Maria Dolens.
Il tema centrale del 21 secolo è proprio quello della globalizzazione e quindi quello della migrazione e del migrante.
In quest’ottica, HUMAN RIGHTS? #MIGRANTES è il tema centrale di questa edizione speciale, con l’obiettivo di osservare più da vicino i problemi correlati a realtà apparentemente lontane ma che invece fanno parte del nostro quotidiano. Gli artisti offrono ancora una volta un punto di vista creativo sulla denuncia del disagio attraverso le tante forme artistiche e i tanti linguaggi che questo evento ospiterà.

GLI ARTISTI
Carla Abbondi, Arash Alipour, Maristella Angeli, Attinia, Alfredo Avagliano, Claudio Bandini, Luca Baseggio, Tiziano Bellomi, Berki, Marilena Bordin, Cecilia Bossi, Antonella Botticelli, Brizzo, Annamaria Cacciapaglia, Massimo Cappellani, Alessandra Carloni, Norma Carminati, Pablo Caviedes, Viviana Cazzato, Michele Ciardulli, Luigi Cioli, Lilliana Comes, Luigi Corvaglia, Suzanne Cristofoletto, Mercedes Cuman, Dario de Cristofaro, Emanuela de Franceschi, Giulia R. De Pinto, Alketa Delishai, Marzia Dottarelli, Tonia Erbino, Fabrizio Fabbroni, Paolo Facchinetti, Franca Filippini, Ignazio Fresu, Titti Gaeta, Roberta Gagliardini, Jimmy Galvin, Giovanna Garofalo, Roberta Garzillo, Tiziana 'Tirtha' Giammetta, Sergio Giannotta, Fabrizio Giusti, Lucio Greco, Natalia Gromicho, Lidia Hoffnungsthal, Theo Hues, Giuliana Iannotti, Gerardo Iorio, Antonella Iiurilli Duhamel, Gloria Keller, Daliborka Kordic Bajrovic, Luigi Latino, Josef Leitner, Annalisa Lenzi, Anita Lepera & Enrico Menis, Paolo Lo Giudice, Livio Lopedote, Jeanette Luchese, Salvatore Lucisano, Lughia, Antonella Maggi, Paolo Mancini, Tomaso Marcolla, Mascàpo, Gabriele Mazzara, Claudia Mazzitelli, Paolo Meloni, Clara Menerella, Pàl Mezei, Aranka Mezősi, Constantin Migliorini, Marcello Minnia, Sudipta Modi, Daniela Montrasi, Luca Morselli, Piero Motta, Romano Nannini, Patrizia Nicolini, Arvin Ombika, Giulio Orioli, Giuseppe Pagano, Froso Papadimitriou, Rosella Passeri, Alvaro Peña Saez, Paola Piatti, Luca Piccini, Claudia Piccolo, Bruno Pierozzi, Alessandro Piras, Germana Ponti, Ana Rakanovic, Elisabeth Rass, Gualtiero Redivo, Flavio Risi, Dora Romano, Marco Romoli, Rudargia Reef, Seham Salem, Yanick Sasseville, Rocco Sciaudone, Antonella Soria, Gemma Spada, Herwing Maria Stark, Fatbardha Sulaj, Angelica Tovar-Settle, Fiorella Vandi, Susanna Viale, Angela Viora, Petr Vlach, Massimo Volponi, Johan Wahlstrom, Rajesh Yadav Kumar

Special Guests
Sud Sound System
Mino De Santis

Musiche di Giacomo Sferlazzo

STRUTTURA ORGANIZZATIVA E ARTISTICA
DIREZIONE ARTISTICA                                                                       Roberto Ronca
COORDINAMENTO PROGETTO                                                        Roberto Ronca e Debora Salardi
IDEAZIONE                                                                                          Roberto Ronca e Debora Salardi
COMUNICAZIONE                                                                               Debora Salardi
SEDE                                                                                                    Fondazione Opera Campana dei Caduti - Rovereto (TN)
UFFICIO STAMPA                                                                                Spazio-Tempo Arte
RELAZIONI ESTERNE                                                                         Debora Salardi
RESPONSABILE SEDE ROVERETO                                                   Morena Berti
AMMINISTRAZIONE                                                                            Marco Miccio
WEBDESIGNER                                                                                   Romano Nannini
ASSISTENZA LEGALE                                                                         Maria Antonietta Maggi
SPAZIO-TEMPO ARTE FACEBOOK-GROUP MANAGER                   Alfredo Avagliano
                                                                                                              https://www.facebook.com/groups/spaziotempoarte
MUSICHE DI                                                                                        Giacomo Sferlazzo

Periodo                                                                                                 28 SETTEMBRE 2013 - 6 GENNAIO 2014

WEB                                                                                                     

HUMAN RIGHTS?#MIGRANTES – L'IMMIGRAZIONE E L'ACCOGLIENZA
FONDAZIONE OPERA CAMPANA DEI CADUTI
ROVERETO – TRENTO - ITALIA
DAL 28 SETTEMBRE 2013 AL 6 GENNAIO 2014
Orario continuato tutti i giorni:
Settembre: dalle ore 9.00 alle ore 19.00
Ottobre dalle ore 9.00 alle ore 18.00
Novembre, Dicembre, Gennaio: dalle ore 9.00 alle ore 16.30
NB: ultimo biglietto d’entrata mezz’ora prima della chiusura

Quando s'incontra lo sguardo dell'altro....

Quando s’incontra lo sguardo dell’altro, cosa accade nell’intimo umano?L’Uomo cosa scopre?


Tra gli psicologi che si sono occupati dello sviluppo psico-emotivo dell’individuo possiamo trovare nomi quali Lacan, Winnicott, C. Olievenstein, S. Freud. Tra di loro c’è chi ha sottolineato l’importanza dello sguardo materno per il proprio bambino per uno sviluppo sano della personalità.
Winnicott ad esempio sostiene che la madre, guardando il proprio bambino e scorgendo in esso una persona intera, rimanda al bambino stesso questa immagine producendo nel piccolo la sensazione e la percezione di un “rispecchiamento”. Con il passar del tempo e maturata tale esperienza, il “rispecchiamento” diventa interiorizzato.

La madre consapevole della fragilità del proprio bambino e con la sua capacità di accudimento (holding), sa che suo figlio deve essere protetto, guidato, rassicurato, permettendogli così di sviluppare la fiducia nella propria madre e in chi se ne prende cura e di conseguenza nel mondo esterno.
 
Lo sguardo donato dalla madre, diventa l’ancora della propria vita che se offerto con amorevole tenerezza diviene fonte di vitalità, di forza, che a sua volta nutre l’amore che è in lui e che porta in sé, forse prima del concepimento, e tale contribuirà poi ad un’armoniosa crescita.

Quando la madre ed il bambino si scambiano gli sguardi, c’è un incontro, avviene un “ rispecchiamento”, il bambino si sente amato, identificato, in poche parole si sente riconosciuto, certo di esistere e di avere un preciso significato, di essere importante per lei, sua madre e viceversa accade per lei.

Lo sguardo diventa così una ricerca e una certezza per l’individuo. Egli ogni volta che si trova in qualunque situazione cerca lo sguardo dell’altro, per avere conferma, per avere delle sicurezze e per sentirsi riconosciuto e individuato, percependosi separato dagli altri.

La gioia suscitata da questo sguardo, dà certezza all’individuo, infonde fiducia e sollecita in lui tutte le sue risorse, e le capacità che con la vita sono state donate e delle quali è portatore.
La madre che ama il proprio bambino, lo guarda, gli sorride, incitandolo così ad avere fiducia in sé ed egli si sente portatore di capacità, di potenzialità e soprattutto di amore.
L’individuo che si sente amato per quello che è, si sente capace di affrontare qualunque situazione, non solo individualmente ma quando è necessario, insieme al suo gruppo sociale di appartenenza e/o alla sua comunità.

Quando si incontra un individuo che ha potuto fare di questo amore un tesoro, lo vedremo capace di guardar l’altro negli occhi  senza timore, aprire il proprio cuore per far entrare l’altro, diventando così il cuore una finestra dell’anima. Questo amore trasmesso dallo sguardo, prima dalla madre, e poi da chi lo circonda, diventa linfa vitale per la sopravvivenza emotiva e fisica di ciascuno.
Invece, quando non è avvenuto questo riconoscimento, questo “rispecchiamento”, questo amore non è percepito come certezza, lo sguardo non viene posato sull’altro, e l’individuo corre il rischio di sentirsi indifferenziato, confuso in mezzo agli altri, inadeguato. L’indifferenza diventa tristezza. L’uomo, così, vive un’esperienza di vuoto, di smarrimento, di perdita del vero valore di sé, per se stesso e per l’altro finché non scoprirà come superare questo empasse e  non scoprirà un amore più grande .

Oggi come oggi, la quotidianità induce costantemente l’individuo ad agire per “stare a tempo”, lo costringe a trascorrere le giornate fuori di casa, ad affidare i propri figli ad altri, anche se persone di fiducia. Capita così che pur essendo presente insieme ai figli o ai propri cari, a volte lo sguardo viene proiettato su altre cose che diventano almeno apparentemente sempre più urgenti ed importanti.
Il perseverare di questo comportamento è rischioso perché spinge inconsapevolmente, a sentire tutti travolti da quella quotidianità che ricade sull’altro immergendolo e catapultandolo nella confusività e nell’indifferenza. Tutto per non saper dare delle priorità e quindi per paura che manchi del tempo.
Questo già lo si sperimenta, ad esempio: capita che non si conosca chi abita alla porta affianco, si saluta l’altro che sale in ascensore con distacco o succede che non ci si accorge con quali vestiti esce di casa qualche componente della propria famiglia perché si è presi dall’affanno.

L’importanza dello sguardo non lo sottolineano però solo gli psicologi o studiosi del comportamento del singolo individuo o di massa, lo sguardo, è un’esperienza che per tutti diventa rilevante e sostanziale.
L’incontro di Papa Francesco con la folla, è emblematico. Il suo sguardo e il suo saluto: “Buon giorno”, rivolto dal suo balcone è come un saluto a ciascuno di noi che lo stiamo guardando.
Egli con la sua semplicità rivolge il Suo sguardo a ciascun individuo. Egli cerca “te” con lo sguardo,  sia tu credente o non credente.
Pur essendo il Capo della Chiesa, si rivolge ad ogni persona con il suo sguardo che diviene subito una dolce carezza rivolta con umiltà ed amore. Sembra che cerchi proprio “te” e chieda “a te”: “Dove sei?”, per poi con il suo sguardo sorridente, rassicurarsi e dirsi: “ Eccoti qua, ci sei!”
L’effetto che questo incontro ha sulle persone, ha la stessa valenza di quello della madre che guarda con amore negli occhi il proprio bambino, cioè di “rispecchiamento”. Anche il Papa guarda l’altro comunicando con la certezza che egli esiste, che é importante e che in lui come persona e nel profondo del suo animo c’è una grande ricchezza, un tesoro, Gesù.
Il Papa, anche quando saluta soltanto con il suo sguardo, scuote l’anima. Egli si affaccia ed entra in ogni cuore, permettendo a ciascuno di uscire dall’anonimato e dall’indifferenza. Come a Lampedusa dove ha trasmesso a ciascuno abitante di quel piccolo lembo di terra di sentirsi riconosciuta per l’amore che porta dentro di sé, un amore pieno di carità e di accoglienza verso i profughi che per mille ragioni fuggono dalla propria terra, in cerca di una vita di speranza e dignità.
Sua Santità, con i suoi gesti, ha dato un volto a ciascuno di questi isolani e un volto a ciascuno di questi profughi. Un volto umano a tutti coloro che purtroppo, non ce l’hanno fatta a raggiungere vivi l’isola. Li ha valorizzati tutti, riconoscendo loro ciò che nessuno fino ad allora aveva mai fatto con tanta fermezza. É come se avesse detto a ciascuno di loro e alla luce del sole: “Io so che tu ci sei ed esisti”, “ Io so che sei esistito, e adesso non ci sei più, e so che hai lasciato un vuoto”. È come se avesse detto a tutti gli isolani: “Le cose che voi abitanti di Lampedusa avete fatto e state facendo, hanno un  valore morale, civile e soprattutto cristiano”, “ voi che avete ascoltato il vostro cuore di cristiani, avete servito e servite Cristo”.
Il Papa con questo suo riconoscimento, invita, incita ancora quegli isolani e non solo loro, a fare un gesto che è naturale nell’uomo, guardare l’altro, incontrare l’altro, soprattutto chi ha bisogno ed agire sentendosi più forti e convinti della propria umanità perché l’altro è un essere umano che ha un suo valore, perché  egli é Cristo.
Tale consapevolezza la viviamo ogni giorno con Papa Francesco. Ogni volta che il Pontefice si incontra con le persone si mostra attento e pieno d’amore per i suoi simili, amore che Egli traduce in gesti che strabiliano l’altro. Anche chi non é presente lo saprà, perché tutto si ripercuote con un’ eco senza fine.
In questi giorni lo abbiamo visto e toccato quasi con mano come si è comportato genuinamente nei confronti dei giovani e soprattutto di coloro che hanno partecipato alle giornate mondiali della gioventù, adulti, ragazzi, credenti, non credenti, ricchi, poveri.
Egli, ha permesso ad ogni partecipanti che si é recato in Brasile, a tutto il mondo telematicamente, a gli  abitanti di quel meraviglioso paese, di sentirsi guardato negli occhi e sentirsi abitato nel proprio cuore perché il suo gesto è amore, è “rispecchiamento”. Egli si è presentato anche dove la povertà non è solo economica ma anche morale, civile, per far rivivere con il suo sguardo la certezza di un riconoscimento, innanzitutto come esseri amorevoli quali sono portatori nel loro cuore dello stesso amore che Sua Santità vive nel proprio, insomma un “rispecchiamento” del Suo amore per Cristo, che è in loro.

L’amore del Papa non è un amore perché egli è il Papa, ma perché è l’amore di Gesù, perché Egli porta Gesù nel suo cuore. Egli fa divenire questi suoi gesti e la sua presenza un grande amore. Papa Francesco, addirittura sembra che conosca personalmente ogni fedele che saluta, e sembra di essere così felice di rivederlo che tutti gli vanno incontro per avere la certezza di essere stato visto e riconosciuto, considerato, valorizzato.
Tenendo in considerazione quanto detto sopra sull’importanza dello sguardo per gli studiosi di psicologia e sfogliando il libro più antico del mondo, la Bibbia, possiamo trovare delle affinità tra alcuni pensieri espressi da questa scienza, le parole scritte nei Vangeli e  il modo d’essere di Papa Francesco. L’importanza che l’essere umano ha per Dio, anche già prima del suo concepimento. La conoscenza inequivocabile che l’Onnipotente ha su ciascuno di noi ed il suo amore immisurabile vengono testimoniati nelle antiche scritture. Il valorizzare ciascuno di noi in quanto esseri umani, la conoscenza del cuore di ciascuno che si infiamma d’amore perché sente la presenza dell’amore trinitario, l’importanza che il prossimo ha per ogni individuo, sentirsi rispecchiati nello sguardo amorevole del prossimo.
Riflettendo sullo sguardo di Papa Francesco, sul suo modo di donarsi, i  suoi gesti, sono tutti ritracciabili ed annunciati dagli evangelisti. Egli stesso  diviene coerenza tra ciò che Egli è, e ciò che Egli rappresenta. È il suo modo di essere, Gesù, il  suo modo di comprendere la psicologia dell’essere umano. 

Aprendo il vangelo di Luca 12,7, leggiamo: “ … Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!”.
Papa Francesco, è così. Egli si rivolge a noi come se conoscesse fino al più profondo dell’anima e quello Suo sguardo di “riconoscimento” come figli di Dio, che ci dà brio, energia ci dovrebbe rendere consapevoli e farci diventare uomini più veri che guardano all’essenziale.
Sempre in Luca, nella parabola del Sammaritano, possiamo leggere come il nostro sguardo nei confronti del bisognoso sia importante. Egli, Gesù come Papa Francesco, conta su ciascuno di noi per portare avanti una missione, quella che Egli stesso ci ha dato e che noi dobbiamo saper leggere nel nostro cuore se ci fermassimo ad ascoltarlo senza perderci nell’affanno. Papa Francesco, così ha chiesto a ciascuno di quei tre milioni di giovani in Brasile di essere servitori di Cristo.
Sempre nel vangelo secondo Luca, si legge: "Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna di nome Marta, lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti. Ma Gesù le rispose: Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta" (Lc 10,38-42).
Il Santo Padre, come allora Gesù, ci sta invitando con il suo Pontificato a comportarci anche come Maria, ad ascoltare e comprendere le cose importanti, i veri valori della vita quotidiana che Gesù come figlio di Dio ci ha donato. Invece che essere solo presi dalla quotidianità e dagli affanni che ci portano tendenzialmente ad agire, ad essere immersi nello stress che confonde e non da tempo di distinguere anche le altre cose importanti da fare. Noi possiamo invece fermarci, vedere l’altro con gli occhi del cuore ed ascoltarlo dando valore a ciascuno dei propri fratelli, cristiani o non cristiani.

Bello sarebbe che questi Suoi gesti, questo Suo sguardo si traducessero nell’intimo di ciascuno di noi in consapevolezza e appropriazione di questo “rispecchiamento” , di questo amore insito nel cuore umano e che ciascuno si sentisse autorizzato ad assumere un maggiore discernimento della propria vita civile, morale, spirituale. Sarebbe importante saper valorizzare quest’opportunità di crescita, diventando più attivi e protagonisti consci della propria vita per poterla poi  testimoniare.

Nelly Irene Zita Garcia
Canegrate, 19 agosto 2013

(Irene è psicologa, che segue principalmente le problematiche infantili)
Le foto le ho scelte io, mi sembrano una sequenza logica che parte dallo sguardo materno di una madre verso il proprio figlio, a quello della Madonna verso Gesù, a quello del Papa che addirittura bacia un piccolino, alla stretta di mano ai profughi di Lampedusa, fino ad indossare, in Brasile, un copricapo indios. Direi che in tutti i casi, Papa Francesco si dimostra VICINO ad ogni persona che incontra, senza alcuna distinzione. E senza preoccuparsi se i suoi comportamenti siano aderenti alle procedure dell'etichetta di corte. Infatti, il Vaticano non è una corte reale, è, o almeno dovrebbe essere, la Casa di Dio, dove il Papa è  tenuto a svolgere il suo ruolo di Vicario di Cristo. A me non risulta - dai Vangeli canonici - che Gesù abbia mai abitato in una reggia, o che si sia comportato da regnante. Francesco rappresenta molto bene Gesù in Terra, aderendo, per quanto gli è concesso, al modo di essere del Messia. Ed è per questo che è molto amato, perfino da quelli che si dichiarano non credenti, se non addirittura atei e comunque lontani dalla Chiesa cattolica.
E se un Papa piace a tutti, indistintamente, qualcosa dovrà pur significare, vero?
Lui sta dando quell'esempio che Irene sottolinea con sapienza. Grazie Irene, per quanto hai scritto, e grazie soprattutto a Papa Francesco, per essere quel Papa che tutto il mondo attendeva!
Danila Oppio