POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione. Recensioni stilate da me e da altri autori. Editoriali vari. Pubblico poesie, racconti e dialoghi di vari autori.Vi si possono trovare gallerie d'arte, fotografie, e quant'altro l'estro del momento mi suggerisce di pubblicare. Sulla banda destra della home page, appaiono i miei e-book poetici ed altre sillogi di alcuni autori. Così come le riviste online de L'Approdo e de La Barba di Diogene, tutto si può sfogliare, è sufficiente cliccare sulla copertina. Aggiungo che , sempre nella barra a destra della home page ci sono mie video poesie, con sottofondo musicale. E' sufficiente cliccare sull'immagine per ascoltare testo e musica, direttamente da YouTube. Tutte realizzate dalla eclettica Anna Montella., Ci sono poi i miei libri scritti nel corso di circa 10 anni. Buona lettura e buon ascolto!
Visualizzazione post con etichetta Spazio Angela Fabbri. Mostra tutti i post
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giovedì, dicembre 7

LA SCRITTRICE ANGELA FABBRI IERI 6 DICEMBRE 2023 CI HA LASCIATI

 




L'amica comune RENATA RUSCA ZARGAR, che è rimasta in contatto con il fratello di Angela, Stefano Fabbri, mi ha informata ieri della dipartita della scrittrice, della quale ho pubblicato nel corso di diversi anni, sue opere, che trovate qui: 

Insieme abbiamo scritto il libro del quale potete leggere una recensione a questo link

Le mie più sentite condoglianze ai fratelli  Stefano e Daniele, alle cognate e nipoti e a tutte le persone che le hanno voluto bene
Danila Oppio

giovedì, febbraio 24

GIORNO dopo GIORNO - Due vecchie signore sul Web di ANGELA FABBRI E DANILA OPPIO - RECENSIONE DI LUCIANO NANNI

Angela e Danila

Due vecchie signore sul web. Giorno dopo giorno

 Giorno dopo giorno

narrativa  arte 

Autori

Angela Fabbri

Danila Oppio

Edizione: Amazon

Legnano 2021

pp. 393

Recensione a cura di

Luciano Nanni

Pubblicata su: Literary nr. 2/2022


Epistolografia. Queste due simpatiche signore presentano quel che si sono raccontate durante la pandemia nel corso del 2020. Angela è single, informatico in pensione, è nata a Ferrara. Danila, sposata e con tre figli, è nata a Fonzaso (Belluno) e vive a Legnano. Scrivono e disegnano tutt’e due, grandi cuoche e, da quel che si comprende, grandi amiche. L’età la lasciamo a chi leggerà il libro; possiamo solo dire che è divisa equamente. Potrebbe sembrare che un epistolario a distanza attraverso il web si limiti a fatti personali. Certo, ci sono, ma il discorso si amplia a un punto tale che ne scaturiscono diverse osservazioni. Ci viene da chiamarlo quasi un vademecum, non proprio tascabile, sui problemi e le riflessioni che la pandemia fa emergere. Già dall’inizio ci si pone la domanda: chi è poeta. Diciamo da subito: le due autrici. Ci sono versioni contrapposte. Difficile sostenere, per esempio, che il Foscolo non sia un poeta, basti leggere i sonetti, tra gli esiti più elevati della poesia dell’Ottocento. Seguiamo allora le due pantere grigie nel loro percorso letterario, poiché anche le missive fanno parte della letteratura, e, guarda caso, del Foscolo. Uno spunto interessante ci viene dalla globalizzazione che, a quanto si riferisce, comincia a stancare. Perché? Chi cerca l’equilibrio dovrebbe dimostrare il pro e il contro. Ma, come ci insegnano le personalità di Angela e Danila, è assai difficile ridurre tutto a un livello onnicomprensivo, considerando la grande varietà delle cose umane, varietà che rappresenta una ricchezza, in primis in senso spirituale. La correlazione tra materia e pensiero ci soccorre da una poesia (p. 84) che dimostra un’attinenza tradotta sul piano interiore. Tale, infatti, è la scrittura, comunque venga definita. Fra le curiosità che queste lettere mettono in luce non si può sottacere di quella vena fantastica, poi utilizzata nel fantasy, che rende più appetibili le missive. Ci riferiamo ai draghi, che col tempo, e le modificazioni che l’immaginazione realizza, finiscono per diventare amabili, e persino affettuosi. Un altro interrogativo è: qual è oggi il ruolo della Chiesa? La morale è una sola e fissa o cambia secondo tempi e luoghi? Naturalmente molto dipende da tradizioni che cercano di stabilire regole inamovibili, di fronte al flusso della Storia. Non mancano spunti di grammatica. Considerando la quantità di forestierismi, soprattutto anglicismi, che quotidianamente incontriamo, e non solo sul web, la norma è che una parola straniera sia indeclinabile. Invece la formazione del femminile nella nostra stessa lingua pone qualche indecisione. Prendendo le mosse dall’italiano, quindi, pensiamo al futuro: forse i dialetti spariranno. E alla fine spariranno le varie lingue, un mondo che significa la nostra civiltà? Qui torna l’idea di globalizzazione, al fine di valutarne ogni aspetto. Potremmo continuare segnalando il sogno, e le varie implicazioni. Dall’antichità questa forma mentale, si fa per dire, ha sollevato una incredibile quantità di interpretazioni. A nostro parere esiste indubbiamente un sostrato che rinasce quando si liberano i freni inibitori. Perciò una identità più profonda. Altri argomenti potrebbero interessare il lettore, come gli insetti. Per ora accontentiamoci di questo epistolario, in attesa del prossimo che dovrebbe riguardare il 2021.   


venerdì, maggio 28

Cena completa a casa di ANGELA FABBRI, i suoi biglietti d'invito!




 



 Cuoca fantasiosa, Angela Fabbri, ci presenta i suoi manicaretti, ma gelosa delle proprie creazioni, non ci racconta né ingredienti né preparazione. Chissà se un giorno ci rivelerà le sue ricette? A vederle appaiono invitanti. Resteremo con l'acquolina in bocca! Bella l'idea di creare dei bigliettoni con le sue preparazioni culinarie!

mercoledì, aprile 21

GIORNO dopo GIORNO - Due VECCHIE SIGNORE sul WEB - Quel che ci siamo raccontate a TEMPO di COVID - di ANGELA FABBRI e DANILA OPPIO


VIDEO REALIZZATO DA MIA FIGLIA CON MIE INDICAZIONI 
che presenta il testo della copertina (e il lavoro delle due autrici in modo divertente)  per poterlo vedere a tutto schermo cliccate sul quadratino in basso del video a destra. Danila


Finalmente ci siamo riuscite! Il nostro libro è pubblicato su Amazon.
La versione in cartaceo la potrete acquistare al link qui sotto.
Mentre la versione e.book Kindle la potrete ottenere qui:

Vi presentiamo la copertina, tutta composta da noi.
Angela ha scritto il testo, Danila l'ha illustrata. In realtà questo libro era uscito 
pochi giorni fa in una prima edizione, con la copertina marrone scuro, ma dovendo
modificare alcune parti, abbiamo cambiato colore. Per il resto non è stato variato
niente altro. Anzi no! Abbiano ritoccato il prezzo, abbassandolo un poco.


Così come Angela ha scritto la seguente sinossi o presentazione:

                              GIORNO  dopo  GIORNO 

                                             Sinossi
  La storia qui narrata è molto semplice: 2 vecchie amiche che si erano perdute, si ritrovano in tempo di Covid e ne percorrono insieme l’interminabile stagione attraverso le  email che si scambiano. 
Insieme, a distanza, dove poi sono sempre state, dato che non si sono mai viste di persona e nemmeno su Skype.

Ci siamo raccontate le nostre giornate di donne di casa che diventavano sempre + lunghe e sempre + uguali…
Ci siamo dette di tutto. E spesso ci siamo anche dette su.
Ci siamo raccontate le creature di terra del cielo e dei mari, gli alberi ci hanno circondato con la forza rinnovata delle foglie, narrandoci anche loro la loro storia.
Le creature dell’Immaginario sono venute a farci compagnia, come i DRAGHI e UROBOUROS il Gran Serpente del Mondo che se ne sta raggomitolato nella terra come il verme in una mela…

Ma non ci siamo dimenticate del Mondo Umano Reale e neanche lui si è dimenticato di noi. Tre volte si è alzato il Vento Africano a portarci la vicenda di posti lontani, messi in un cantone, e, soprattutto, fatti dimenticare dai ‘potenti della Terra’ per continuare a perseguire il proprio PROFITTO silenzioso senza costi aggiuntivi...
Angela (pomeriggio del 2 aprile 2021)

<< La verità su questo nostro libro, quella che dovrebbe essere la sua VERA  SINOSSI è che:

Mi sono innamorata di quei tuoi 2 quadri, scorrendo Versi in Volo, quando ci eravamo perdute. Da soli dicevano tutto quello che ci stava succedendo durante questa Grande Pandemia che ci faceva rammentare il nostro passato (non solo il tuo e il mio, ma quello di tutte le persone della nostra età...) mentre ci era proibito vivere il presente: parlo dell'aprile 2020.
Quando, di lì a poco, e non certo per merito nostro, ma di Padre Federico dal Centrafrica, ci siamo incredibilmente ritrovate, mi venne spontanea l'idea di creare un libro che riuscisse a esprimere quel che TU eri già riuscita a dire con 2 quadri pitturati con i pennarelli che avevi in casa.
E spontaneo è anche stato trovargli un Titolo, che adesso, da qualche mese, anche i TG usano: GIORNO dopo GIORNO...
Dare un nome a chi l'avrebbe scritto, perché ancora non esisteva: 2 Vecchie Signore sul Web.
E anticipare il suo tema, appena incominciato: Quel che ci siamo raccontate a Tempo di Covid...

QUESTA è la VERA storia di questo nostro libro.

Grazie, Danila, per tutto il lavoro che hai fatto e arrivare alla pubblicazione sul WEB, dove il libro è nato.
Angela  >>
I due disegni scelti da Angela per le copertine fronte e retro sono questi, ma  per
ragioni di spazio, abbiamo dovuto ridurli. 



Che dire? Speriamo di avervi incuriositi e che decidiate di ordinare questo nostro lavoro, il quale, ne siamo certe, incontrerà il vostro interesse.
Buona lettura!
Angela e Danila


                                          

giovedì, aprile 15

GIORNO dopo GIORNO - Due VECCHIE SIGNORE sul WEB - Quel che ci siamo raccontate a TEMPO di COVID - di ANGELA FABBRI e DANILA OPPIO


VIDEO REALIZZATO DA MIA FIGLIA CON MIE INDICAZIONI 
che presenta il testo della copertina (e il lavoro delle due autrici in modo divertente)  per poterlo vedere a tutto schermo cliccate sul quadratino in basso del video a destra. Danila


Finalmente ci siamo riuscite! Il nostro libro è pubblicato su Amazon.

La versione in cartaceo la potrete acquistare al link qui sotto.
Mentre la versione E-book Kindle la potrete ottenere qui:

Vi presentiamo la copertina, tutta composta da noi.
Angela ha scritto il testo, Danila l'ha illustrata. In realtà questo libro era uscito 
pochi giorni fa in una prima edizione, con la copertina marrone scuro, ma dovendo
modificare alcune parti, abbiamo cambiato colore. Per il resto non è stato variato
niente altro. Anzi no! Abbiano ritoccato il prezzo, abbassandolo un poco.


Così come Angela ha scritto la seguente sinossi o presentazione:

                              GIORNO  dopo  GIORNO 

                                             Sinossi
  La storia qui narrata è molto semplice: 2 vecchie amiche che si erano perdute, si ritrovano in tempo di Covid e ne percorrono insieme l’interminabile stagione attraverso le  email che si scambiano. 
Insieme, a distanza, dove poi sono sempre state, dato che non si sono mai viste di persona e nemmeno su Skype.

Ci siamo raccontate le nostre giornate di donne di casa che diventavano sempre + lunghe e sempre + uguali…
Ci siamo dette di tutto. E spesso ci siamo anche dette su.
Ci siamo raccontate le creature di terra del cielo e dei mari, gli alberi ci hanno circondato con la forza rinnovata delle foglie, narrandoci anche loro la loro storia.
Le creature dell’Immaginario sono venute a farci compagnia, come i DRAGHI e UROBOUROS il Gran Serpente del Mondo che se ne sta raggomitolato nella terra come il verme in una mela…

Ma non ci siamo dimenticate del Mondo Umano Reale e neanche lui si è dimenticato di noi. Tre volte si è alzato il Vento Africano a portarci la vicenda di posti lontani, messi in un cantone, e, soprattutto, fatti dimenticare dai ‘potenti della Terra’ per continuare a perseguire il proprio PROFITTO silenzioso senza costi aggiuntivi...
Angela (pomeriggio del 2 aprile 2021)

<< La verità su questo nostro libro, quella che dovrebbe essere la sua VERA  SINOSSI è che:

Mi sono innamorata di quei tuoi 2 quadri, scorrendo Versi in Volo, quando ci eravamo perdute. Da soli dicevano tutto quello che ci stava succedendo durante questa Grande Pandemia che ci faceva rammentare il nostro passato (non solo il tuo e il mio, ma quello di tutte le persone della nostra età...) mentre ci era proibito vivere il presente: parlo dell'aprile 2020.
Quando, di lì a poco, e non certo per merito nostro, ma di Padre Federico dal Centrafrica, ci siamo incredibilmente ritrovate, mi venne spontanea l'idea di creare un libro che riuscisse a esprimere quel che TU eri già riuscita a dire con 2 quadri pitturati con i pennarelli che avevi in casa.
E spontaneo è anche stato trovargli un Titolo, che adesso, da qualche mese, anche i TG usano: GIORNO dopo GIORNO...
Dare un nome a chi l'avrebbe scritto, perché ancora non esisteva: 2 Vecchie Signore sul Web.
E anticipare il suo tema, appena incominciato: Quel che ci siamo raccontate a Tempo di Covid...

QUESTA è la VERA storia di questo nostro libro.

Grazie, Danila, per tutto il lavoro che hai fatto e arrivare alla pubblicazione sul WEB, dove il libro è nato.
Angela  >>
I due disegni scelti da Angela per le copertine fronte e retro sono questi, ma  per
ragioni di spazio, abbiamo dovuto ridurli. 



Che dire? Speriamo di avervi incuriositi e che decidiate di ordinare questo nostro lavoro, il quale, ne siamo certe, incontrerà il vostro interesse.
Buona lettura!
Angela e Danila


giovedì, aprile 8

Ma, noi VECCHI rimasti, vogliamo farci TROMBARE anche da UN Vaccino? di ANGELA FABBRI


Ma, noi VECCHI rimasti, vogliamo farci TROMBARE anche da UN Vaccino? 

Dopo il COVID che ci ha decimati, anzi centimati, anzi di +, insomma ci ha ben ben sfoltiti, abbiamo tanta voglia, noi VECCHI rimasti, di farci TROMBARE da UN vaccino? 

Oltretutto da fare in 2 DOSI: così, se non ci TROMBA la prima, magari ci riesce la seconda…?

Quasi due anni fa il chirurgo che mi seguiva mi spiegò bene perché era meglio intervenire con un’operazione di TAGLIO per togliere dalla mia carotide destra il grumo di calcio che la ostruiva quasi all’80 %. E la sua frase finale fu:

<< Sarebbe un peccato non operare. Lei è ancora giovane >>

Avevo 67 anni.

Adesso ne ho 69. Improvvisamente non sono + così giovane da aver tempo per fare ancora cose, in buona sostanza vivere...

Come tutto è relativo!

Adesso, nella mia improvvisa vecchiezza, posso affrontare a testa alta (altrimenti sarei una sconsiderata) quella eventuale TROMBOSI che allora ho evitato operandomi… 

Naturalmente mi riferisco solo al VACCINO  TROMBOTICO, quello che costa meno, che si conserva e si trasporta facile, che ha cioè tutte le caratteristiche per essere POPOLARE: speriamo solo che NON  SPOPOLI.

Del resto, chi si farebbe volentieri un vaccino con tante CONTROINDICAZIONI CONTRADDITTORIE ? :

- all’inizio era ASSOLUTAMENTE  SCONSIGLIATO agli Anziani

- fu consigliato per i Giovani ma venne lo STOP dopo diversi casi di TROMBOSI CEREBRALE 

- allora saltò fuori che era PARTICOLARMENTE adatto agli Anziani perché + leggero da assimilare: infatti è TALMENTE leggero che copre da infezione COVID solo al 65 %

E finisco con una domanda da ignorante pecorona:

Ma il SISTEMA  VASCOLARE di un ANZIANO non è + fragile di quello di un GIOVANE?  

Non ho mai fatto il nome di QUEL vaccino (tanto siamo così bene informati dai Mass Media che sappiamo qual è) perché nel frattempo ha già cambiato nome. E chissà quanti altri nomi cambierà…

                                           (3 e 4  aprile 2021)

 NOTA  Ho una domanda dell’ultim’ora: Come mai QUEL vaccino in Francia lo fanno solo agli over 55 e in Germania solo agli over 70? Che notizie hanno in + Francia e Germania? sono ancora nell’Unione Europea?

Angela (notte fra 6 e 7 aprile 2021)


martedì, aprile 6

DIRETTAMENTE DALLE RICETTE PER VIVERE di ANGELA FABBRI e DANILA OPPIO

abbraccio di parole, vietati gli abbracci fisici! 

DIRETTAMENTE DALLE RICETTE PER VIVERE

Email dal 28 marzo al 3 aprile 2021

Quella di guardar fuori il mondo esterno e di smettere di guardare l'intrigo che abbiamo dentro, è diventata una RICETTA che posso suggerire agli altri solo perché l'ho sperimentata su di me.

So che quando mia madre era triste io riuscivo, quasi sempre, a trovare la frase o la cosa da fare o da vedere o da mangiare che la tirava fuori dalle sue STRETTAMENTE personali Paludi di Tristezza. Per me è QUESTO che vuol dire AMARE.

Se tu hai bisogno di un abbraccio, il Dottor Angela ha pronto anche quello! A me non basta. Ciao.

Angela

Grazie Angela per questa tua bellissima lettera, così voglio chiamare l'email cui sto rispondendo. È vero, guardare fuori il mondo, e vorrei cominciare a farlo, nella speranza che le cure che ho iniziato ieri, mi permettano di camminare senza fatica e dolore. Mi spaventa uscire, se zoppico in maniera vistosa, a causa dei piedi che non vogliono saperne di portarmi in giro! Però è vero che vedere gli uccelli, che non hanno questo mio problema avendo ali che li portano dove vogliono, fa bene al cuore e mette allegria. Sono al mondo per questo: per donare la loro presenza a noi esseri umani. E ora, oltre ai volatili, da qualche giorno un paio di scoiattoli curiosano nel mio piccolo giardino, e poi c'è Siam, il mio gatto adottivo che ogni giorno e più volte viene a reclamare la sua razione di cibo e, quando gli scoiattoli lo vedono, gridano e scappano via! 

È uno spettacolo da osservare con interesse.

Angela mia, almeno in qualcosa ci somigliamo: il nostro amore per le creature a partire da quelle piccole come gli insetti, fino a quelle grandi come i nostri simili! 

Niente coccole? E invece sì, ne abbiamo tutti bisogno, soprattutto degli abbracci, sprigionano serotonina e che sono il miglior farmaco per migliorare l'umore  e donare un po' di quella felicità che sempre più spesso viene a mancare. E quindi io ti abbraccio.

Danila

Un altro grande dolore, un'altra grande rabbia perché non hai potuto far niente, non contro la morte ma contro la sofferenza lunga e inutile. Cerca di star su, Danila, anzi, tirati su, adesso, con la tazzina di caffè caldo fra le mani e vai alla finestra e guarda fuori il mondo, non lasciarlo fuori, Danila, il mondo è la nostra salvezza. Ci hanno messo qui e non sappiamo perché, ma sappiamo bene quanto è bello se guardiamo fuori gli alberi con le gemme e le prime foglie, gli uccelli e uccellini che ci volano in mezzo e cominciano a cantare alle 5 del mattino... I primi moscerini ci nascono in casa dalle uova deposte tempo prima nelle fessure dei vetri. Ho un ragnetto TOSTO che non vuol sapere di allontanarsi dal secchiaio.

Fra un po' vedremo quali insetti molesti ANDRANNO di MODA quest'anno e dovremo escogitare stratagemmi per disattivarli...

Ormai, quando mi alzo e spalanco le finestre, gli uccelli sanno che di lì a poco butterò la ciambella.

La mia ghiandaia è volata subito sul tiglio, davanti alla camera da letto. appena ho aperto e l'ho guardata ancora con gli occhi del sonno, ma non così tanto da non accorgermi che È BELLISSIMA !

Adesso trascriverò per te le due paginette che ho scritto oggi mentre aspettavo l'amico caldaiolo...Ciao e stai bene. A domani.

Angela 

Quando si hanno vicine-vicine le persone a noi care, Angela, è senz'altro più facile distoglierle dalle loro amarezze o nebbie interiori. Se sono distanti fisicamente, neppure un abbraccio virtuale più dare il giusto conforto. Le parole sono parole, diceva quella canzone di Memo Remigi, e proseguiva con "e tu puoi anche non credere". Talvolta non si vuol credere a quelle parole che ascoltiamo, e le rifiutiamo. In effetti, ci vogliono fatti, gesti, non parole. Ma, come fa un'amica lontana a sostituire con le sole parole un gesto? Non può cucinare qualcosa di buono per dividerlo insieme, non può uscire a braccetto o mano nella mano per una passeggiata all'aperto, e fermarsi insieme a osservare un fiore, un uccellino che becchetta sul prato.  Così è come avere le ali tarpate e non poter volare.

Un abbraccio, per quanto virtuale, si riesce a sentirlo eccome! Grazie dottoressa, per il tuo!

Danila

Io dico invece che proprio quando si è lontani (e quando una persona è nelle Paludi della Tristezza, anche se l'hai al fianco, è lontana anni luce da te) le parole servono. Certo vanno SCOVOLATE dentro, non solo dentro di te ma anche dentro l'altro, fino a SCOVOLARE quelle giuste per quel momento. Non è facile, ma se si desidera il bene dell'altro che poi ci restituisce gioia, riesce...

Angela 

È che penso che se si è vicini ad una persona che ci è particolarmente  cara, Angela, si può fare quello che le sole parole non arrivano fino in fondo.  Se puoi raggiungerla con pochi passi, puoi fare per lei cose concrete: la compagnia soprattutto, una passeggiata insieme, la spesa insieme, sfogliare scritti e disegni e guardarli insieme, discuterne. E poi prendere un caffè in due. E recarsi al Leon d'Oro per gustare dei pasticcini. Eh, ce ne sarebbero cose da fare per farsi reciproca compagnia. Però la lontananza non lo permette, e le parole, se la persona cara, ad esempio, non sta bene, non bastano, perché non puoi assisterla nel momento del bisogno. Angela, questo dolore della lontananza l'ho provato con mia madre, ed è stato straziante, perché l'avevo a poche centinaia di metri da me, ma mi era impedito di abbracciarla, di parlarle nell'orecchio perché al telefono non percepiva che poche parole, essendo quasi del tutto sorda, ma con un gesto, una carezza, tenerla per mano, avrei potuto trasmetterle il mio amore. Lo vedi che le parole a volte non servono: possono non essere sentite, né con l'orecchio né con il cuore. Lo stesso vale per noi, tu sai che non sempre riesco a dirti quel che il cuore mi detta, ma se potessi affondare il mio sguardo nei tuoi occhi, potrei trasmetterti tante cose senza parlare e senza scrivere. Boh, non so se mi sono spiegata, ma spero che tu abbia capito. Ciao buona giornata.

Danila

Be', la frase giusta sei riuscita a SCOVOLARLA dentro di te, invece che continuare a togliere la polvere di casa:

<< ma se potessi affondare il mio sguardo nei tuoi occhi >>

Guardo sempre tutti negli occhi ecco perché difficilmente mi dimenticano e ecco perché mi riconoscono tutti anche con la mascherina. Ciao.

Angela

Giusto! Uno sguardo a volte dice molto di più delle parole! Ma se ci impediscono questo contatto visivo, non solo tattile, non rende le cose facili. Per questo spero che non tardi molto un necessario cambiamento di direzione, da parte dei governanti e comprendano che difenderci dal contagio è necessario, ma negare del tutto la libertà, è qualcosa di surreale.

Ciao e buon caffè, che vado a farmi anch’io tra poco. Buona giornata

Danila

Ma, in effetti, questa che stiamo vivendo è un’esistenza FUORI dalla realtà. I problemi di uno si sommano a quelli degli altri, i nostri ai loro. Per fortuna esco. Ma, se fossi stata molto vecchia? Se avessi avuto acciacchi così forti da non riuscirci? Qualche giorno mi capita di essere davvero insofferente. Poi le cose da fare mi calmano e aspetto la piena primavera per ripulire lo studio con Naoures. I libri si sono ricoperti di polvere, colpa di tutti i miei accidenti che mi hanno portato via da sotto, letteralmente, tutto il 2019 e poi, finito lo strascico dei denti trasformati quasi completamente in dentiere il 28 febbraio 2020, ecco che il COVID è stato UFFICIALMENTE annunciato...

E' venuto il LOCK DOWN e ho dovuto cavarmela completamente da sola per la spesa, tutta la primavera.

Ho vissuto sola con la mia inventiva, che nacque (proprio così, NACQUE) nell'estate del 1960 quando ci siamo trasferiti a Ferrara dal paese. Non conoscevo nessuno. E un SOGNO venne a farmi compagnia. Da allora, la mia inventiva mi ha salvato la vita. Ringrazio ancora il SOGNO.

Spero che il tuo caffè di oggi sia PARTICOLARMENTE buono. 

Angela

Come ti capisco! Angela! A proposito di sogni, dipende da quali ci facciamo coinvolgere. Per quanto mi riguarda, il Covid mi ha distrutto psicologicamente soprattutto per mamma, poiché mi ha impedito di starle accanto nei suoi ultimi tempi, non per avermi cambiato lo stile di vita. A questo ci si adegua sempre, ma ad altre cose no. E da allora ho incubi notturni davvero devastanti: mi alzo la mattina che non so neppure dove sono. Poi durante il giorno, nel fare, come tu stessa dici, non ci penso. Ti posso solo dire che vivo in casa da tanto tempo.

Prima per accudire mamma e poi per questo Covid del menga! Un esempio: sono uscita da casa, per la prima volta, dopo tanto tempo, il 5 febbraio, giorno del funerale di mamma, e il 27 marzo, per quello di Padre Gabriele, mio ex parroco. Due uscite per due addii. Per il resto, al massimo esco in giardino per occuparmi di lui, così prendo aria.

Non m’interessa andare fuori se non posso entrare liberamente in un bar a prendere un caffè in tutta tranquillità, o raggiungere qualche centro commerciale gironzolando con calma per cercare qualcosa che mi manca. E aggiungo: uscire e respirare senza mascherina, stringere la mano o abbracciare le persone care che incontro. Riconoscere ed essere riconosciuta. Al funerale di mamma si è avvicinata la mia consuocera, stavo per darle la mano e lei con uno scatto fulmineo si è allontanata dicendo: "Non si può".  Sono rimasta malissimo. Allora, se non si può vivere normalmente, essere spontanei, me ne sto a casa mia, dove non devo indossare mascherine, dove posso abbracciare e baciare o per lo meno, stringere una mano, ma non dover tenere le distanze, con i miei familiari. Mia figlia viene a trovarmi quasi tutti i giorni così pure i nipoti, e le distanze non le teniamo. Se mi privano di un’esistenza nomale, che vita sarebbe mai?

Non esco bardata come un bandito mascherato! Grazie a Dio ho chi fa la spesa per me, anche se mi manca farla personalmente. Ma quel gesto che dice: "Stai lontana" come se fossi appestata, non mi è andato giù. L'unico che mi ha abbracciato, il giorno dei funerali di mamma, è stato un Padre, che come me se ne frega delle restrizioni. E quell'abbraccio mi ha fatto bene come se ne avessi ricevuti mille.  Ci vorranno anni prima che il virus finisca la sua dannata corsa? Bene, la cosa non mi tocca. Cambieranno le mie abitudini, pazienza! Cancellerò programmi? Pazienza. Vivo lo stesso. Mi basta mantenere il dialogo virtuale con chi amo, per non tagliarmi fuori da tutto. Ma non mi parlar di vaccini, di tamponi e…di rotture di coglioni! E ora ci vuole un buonissimo caffè!

Danila

Devo ricordarmi di abbracciare Naoures quando verrà questa fine settimana (non so ancora in che giorno), così ricambio l'abbraccio che mi ha proposto lei dopo la quarantena che hanno dovuto fare causa, appunto come dicevo in altra email, per un falso tampone positivo...

E il caffè ce lo prendiamo sempre alla grande!

Ricapitoliamo: lunedì mi ha telefonato Claudio, martedì mia cugina Daniela che è andata a prenotarsi in farmacia e farà il vaccino il 23 aprile alle 8 di sera! (le avevo già detto di venire a dormire da me, dopo, poi farà come si sente...), e oggi, mercoledì, mi ha telefonato la mia amica Susanna da Roma e mi ritelefonerà perché è stata interrotta... Susanna accarezzava da anni l'idea di venirmi a trovare appena andata in pensione (il che è accaduto in settembre 2019), ma adesso si occupa contemporaneamente di sua mamma (95 anni) e di sua suocera (92 anni), vabbe' che lei è medico, ma ha fatto in tempo a dirmi che nell'ultimo anno è uscita solo per andare in farmacia e ai supermercati per la spesa...

Sono molto felice delle tre telefonate perché voglio un bene dell'anima a tutti e 3, ma...

E noi due, Danila, quando ci vediamo?

Angela

E sono molto felice anch'io per le tre telefonate che hai ricevuto, Angela, sono una benedizione!

Noi due? Fintanto che siamo in zona rossa, non possiamo viaggiare, e pare che la faccenda vada avanti ad libitum. Ma se Dio vorrà, e il virus sparirà, il primo spostamento che farò è di venirti a trovare. A tutti i costi! Vorrei portare le ceneri di mia madre, dove voleva che posassero, e questa situazione me lo impedisce.  Anche questo è un altro viaggio che devo assolutamente fare. Per ora resta qui con me. 

Ma credimi, avrei davvero bisogno di fare qualcosa di diverso di questa solita vita che si presenta uguale tutti i santi giorni. E abbracciarti, anche se tu non vuoi! Per ora abbraccia Naoures, lei ha la fortuna di esserti vicina, e tu di avere lei! Jamila non la vedi più?

Ciao e buon caffè! Ho appena cambiato le lenzuola del letto, così sabato quando viene Lily le potrà stirare, visto che il bucato lo faccio oggi. E tra poco arriva Silvana a pulire la mansarda di mio figlio. Noi non teniamo nessun distanziamento. Nel senso che non sono appiccicate a me, ma non le obbligo a tenere in casa la mascherina. Stanno bene, sto bene, e anche se non faccio il tampone, so di essere positiva solo all'amore!

Ciao ti abbraccio

Danila

Ah! All'amore sono positiva anch'io! Lo respiro dagli Alberi, dai voli della mia Ghiandaia, dalla sorpresa della Nicoletta che oggi quando le ho fatto gli auguri sa che ci rivedremo solo dopo Pasqua, dal tono delle parole di Filippo quando lo chiamo dentro la sua 'officina' piena di bici per salutarlo... È strano, lo sento molto di + nelle persone NUOVE che nelle ANTICHE... Forse perché continuo a essere sempre un passo avanti nel futuro? Questo attenua la mia completa solitudine e, quando me ne lamento, mi dò i pugni in testa e mi dico: 

" E quando tu sarai MAI pronta ad avere UNA PERSONA TUA qui per casa?” Va bene così.

Ciao, un abbraccio.

Angela 

Potrebbe essere che le persone ANTICHE, come definisci le vecchie amicizie, sono ormai collaudate, e non provocano più forti emozioni. E poi le novità rappresentano il presente e, come tu dici, il futuro.

E ancor meglio, forse cambiamo noi, imparando a interessarci di chi ci sta vicino, a cominciare dai volatili agli alberi, ma anche a chi quasi quotidianamente incontriamo e che ci apprezza così come siamo, anche se non più giovani.

E allora tutto cambia aspetto, e da un senso vero all'esistenza.

Ti racconto un piccolo aneddoto per dirti l'effetto negativo delle mascherine nei rapporti umani.

Al funerale di P. Gabriele, ho visto e riconosciuto nonostante la mascherina, una coppia di vecchi amici. In mezzo alla gente, non tanta, sul sagrato della chiesa, vedo e mi avvicino per un saluto a Paolo, che mi guarda con aria assente, come a dire: “Ma chi ti conosce?”. E poco dopo, in un altro gruppetto, vedo Francesca, sua moglie. Faccio la stessa cosa, e anche lei m’ignora. Ieri mia figlia, che è passata a trovarmi, mi porta i saluti di Francesca, che ha appena incontrato, che le dice: 

"È tanto che non vedo la tua mamma, portale i miei saluti!". Al che rispondo a mia figlia. "ma se l'ho vista in quell’occasione, così come suo marito, mi sono avvicinata per salutarli e hanno guardato oltre, come se fossi trasparente”.

E lei mi risponde: “Forse con la mascherina non ti hanno riconosciuto!". “Senti – rimbecco – “se li ho riconosciuti io pur se indossavano la mascherina, perché mai non avrebbero potuto riconoscermi loro?” 

In ogni caso, se mi si avvicina qualcuno per salutarmi, e non dovessi riconoscerlo, direi: abbi pazienza, ma fatico a riconoscere la gente che porta la mascherina, chi sei?” 

E una volta capito chi ho davanti, ricambio il saluto. E che cavoli! Si possono anche non riconoscerei volti di chi li ha coperti con la mascherina, ma se c'è chi ti saluta, mi pare giusto rispondere al saluto, una volta individuata la persona, che magari è una cara amica da tempo immemore! Vabbè, mi sono fatta una risata con mia figlia, e non ci ho pensato più, si fa per dire. Perché una domandina te la poni: “Questa mascherata è davvero controproducente nei rapporti umani?” E la risposta in automatico: “Sì”. 

Ricambio l’abbraccio, Angela, e ti ringrazio del tuo.

Danila

Questa tua email, Danila, cominciata con un problemino filosofico molto interessante fra le conoscenze ANTICHE e le NUOVE...diventa BELLISSIMA nel tuo racconto improvvisato con quei due vecchi amici. Mi sembrava di ESSERCI anch'io! Forse hai ragione.  È ora di pubblicare qualcosa di nostro. Perché non metti sul tuo blog questa serie di email? E ancora grazie per la tua rappresentazione. Anche un abbraccio? E se invece ti dò un bacio?

Angela

La mia rappresentazione è veritiera, Angela, ho solo cambiato i nomi per rispetto alla loro privacy, poiché davvero è accaduto. E non sarebbe la prima volta. Un giorno sono andata a spasso con figlia e nipote per fare due passi, tanto tempo fa. Mi avevano obbligato. Per strada ho incontrato la mia dirimpettaia. L'ho salutata e lei mi ha guardato stranita. E mi ha detto: “Non ti riconosco, chi sei?". Ed è quello che mi sarei aspettata anche dai due coniugi. Invece niente. Quando ho detto a Marilù chi ero, si è scusata dicendo che la mascherina le impedisce di riconoscere di primo acchito le persone. Strano! L'indossava anche lei, e l'avevo riconosciuta. Così è accaduto anche con la mia consuocera e con un amico che transitava in bici, che si è fermato per un saluto a mia figlia, e guardava me come fossi un'estranea. Sono così irriconoscibile con la mascherina?

Sono giorni che non trovo il tempo per niente. La mattina ho le mie solite faccende di casa e il pomeriggio arriva sempre qualcuno che m’interrompe magari appena mi sono seduta al PC. Ma adesso eccomi qui.

Danila


venerdì, marzo 5

AL DI d'INQUO e AUJOURD'HUI di ANGELA FABBRI e DANILA OPPIO



AL DI' d'INQUO e AUJOURD’HUI

Email dal 1 al 4 marzo 2021

Angela ed io parlavano dei film di Charlie Chaplin e a me è uscita l’espressione sui film d’antan.  Da qui si è dipanato questo scambio d'opinioni attraverso email. 

E allora prendimi in giro tu per questo: non so cosa sono i film D'ANTAN, anche se posso capirlo, non so da dove deriva e quando non so da dove deriva qualcosa, non mi sento a posto.

Di Charlie ti ho detto quel che ho ricordato così, EX ABRUPTO (ricambio con quest'espressione la tua)...

A domani.

Angela

D'antan: d'altri tempi, di una volta (con sfumatura di nostalgia, di rimpianto), questo il significato dell'espressione francese (che tu non ami) ormai entrata in uso nel nostro linguaggio italiano, poiché con una sola parola si esprimono tante emozioni. Infatti, se avessi scritto: film di tanti anni fa, non solo si sarebbero usate tante parole ma avrebbero definito solo il tempo passato, mentre d'antan significa molto di più, tempo passato sì, ma nostalgico, che si rimpiange. Talvolta anche un vocabolo in lingua non nostra, aiuta a esprimere più significati. 

Mi hai ricambiato con un'espressione latina che non conoscevo e che ho immediatamente cercato: all'improvviso. Grazie, qualcosa di nuovo per me!

Buon caffè, Angela

Danila

Grazie, ma l'avevo capito lo stesso, mi sembrava + milanese, non sapevo che era francese, lingua che non amo proprio perché la capisco.

Io avrei tradotto, con semplicità: DEI TEMPI  ANDATI che non è molto + lungo di D'ANTAN e esprime chiaramente anche la nostalgia, tutti abbiamo dei tempi che sono già andati, che non ci sono +. L'espressione, l'avrai capito, non mi piace, assomiglia + a un'etichetta a una pubblicità... qualcosa in me la rifiuta. Bisogna che ci giochi:

D'antan

et de Danton

nous parlerons?

Mais oui!

De Danton

et d'antan

parlerons nous.

Et de la vie et de la morte

des les adieux

de qui retourne

et des les soirs d'amour et des sourires.

Nous.

Angela

Lo so, Angela, che schifi il francese come il milanese. Per quanto mi riguarda, l'ho studiato a scuola per 6 anni. Ma l'ho praticato in Francia diverse volte, due viaggi a Parigi, due lunghe vacanze in Provenza sul mare, e visite al Palazzo dei Papi ad Avignone, poi Tolone e Marsiglia, quindi tutto un giro in Normandia e lungo i castelli della Loira. Occasione per dialogare con i francesi ne ho avute molte. Ho letto testi in questa lingua, come per esempio Madame Bovary e altri. Però dai tempi scolastici in cui il francese era trattato in modo formale, alla lingua parlata normalmente dai francesi, ne corre! I modi di dire, l'argot dialettale dei parigini...insomma, non è del tutto la stessa lingua che ho imparato a scuola, ma quando si deve scrivere, non cambia molto.

La tua poesia, che mi è piaciuta molto, contiene qualche errore: Morte non si scrive come in italiano, ma semplicemente mort. Sere: non si scrive soirs ma soirées. Delle...non des les, ma semplicemente DES che da solo fa plurale delle.Te la riporto come la vedo io, se vuoi puoi sentire Daniela e ti dirà meglio di me o ti confermerà.

D'antan

et de Danton

nous parlerons?

Mais oui!

De Danton

et d'antan

parlerons nous.

Et de la vie et de la mort

des adieux

de ceux qui reviennent

et des soirées d'amour et des sourires.

Nous.

e mi piace così tanto che quasi quasi la pubblicherei sul blog...Grazie per questo dono. anche se d'antan non ti piace, ti piacerà Danton!

Buon risveglio, Angela

Danila

Allora. Prima di tutto ci ho messo degli errori voluti per licenza poetica:

Nell'interrogativo ho scritto nous parlerons? (invece di parlerons nous?)  

E nell'affermativo ho usato l'inversione del soggetto che avrei dovuto usare nell'interrogativo.

Des LES ADIEUX: l'ho separato perché "LES  ADIEUX" è il titolo di una sinfonia (non ricordo di chi) tradotta in italiano come "L'ADDIO" o "DEGLI ADDII" di cui ho letto una cinquantina di anni fa nel libro "UNA PASSIONE CONIUGALE" di Riccardo Bacchelli.

Il mio 'de qui retourne' lo preferisco alla tua traduzione: parlavo di COLUI che RITORNA, Non di QUELLI che ritornano...

In quanto alle tue SERATE, sono pubbliche e importanti. Io parlavo delle piccole sere vissute passando insieme per la casa, tenendosi per mano, aprendo librerie e sfogliando quel che è passato per trovarci lì anche noi... Quindi 'SOIRS' e dilungarsi su quel nome con 'DES LES'  rappresenta il tempo di due persone che si amano, non stanno dicendosi niente a parole, ma stanno vivendo insieme quelle sere... quando improvvisi arrivano i sorrisi ('et des sourires').

Ecco, ti ho fatto la chiosa alla poesia che ho scritto partendo da un'espressione che avevi usato e che non mi piaceva e vedi come tutto quel che non va può stemperarsi quando lo si rimette in gioco... in modo da giocarci in due. 

HO ESEGUITO  NEL  MODO  MIGLIORE  QUEL  CHE CREDO  SIA:  FARE  A  PEZZI  UNA  POESIA.  

NOTA   Il francese (per dirla col linguaggio finanziario oggi in voga) è solo un DERIVATO  SCADUTO del Dialetto FERRARESE.

           Riprendendo il tuo D'ANTAN...

           Esempio: TANT  AN (ferrarese puro). Usato in espressioni come 'TANT  AN  FA', 'TANT  AN iè passà' ... 

Angela

Il francese è PRIMA di TUTTO una lingua NEOLATINA, così come il tedesco e l'inglese sono lingue di ceppo ANGLOSASSONE. Quel che poi si è aggiunto ad ognuna è tutta un'altra storia. So bene che farai le tue belle ricerche sul web, io dico quel che ricordo da studi fatti in prima liceo scientifico e che ho, naturalmente, rielaborato e accresciuto nel corso degli anni. Oggi come oggi posso solo voler ridere dei vari linguaggi, sicuramente non mi metto a studiare le origini del francese... avrei altro da fare in questi anni che passano via così svelti.

Ma devo aggiungere un appunto al D'ANTAN. Sempre dal mio amato ferrarese:                                               

 'DA TANT AN' o 'AD TANT AN'.

Anagrammando ognuna di quelle 2 espressioni e con le dovute SINCOPI (cioè sparizione di lettere interne a una parola) si trova la tua espressione cosiddetta 'francese'. Diciamo meglio, sgradevole etichetta, come tante che vengono usate "AL  DI' D'INQUO" (per dirla in volgare ferrarese) o "AUJOURD’HUI" (per dirla nel tuo prezioso francese): entrambe vogliono dire "AL GIORNO D'OGGI".  

Angela

Grazie per le spiegazioni sulla tua poesia francese.  Lasciami dubitare che il francese derivi dal ferrarese, anche se le due espressioni si somigliano molto. Come di certo sai, il francese deriva dalle lingue D'OC E D'OIL. Ma con i viaggi dei popoli, con le invasioni che hanno fatto dell'Italia schiavitù e preda, è naturale che abbiamo importato anche espressioni linguistiche di altri popoli. Per dirla ancora in francese, un vero fricandeau, italianizzato in fricandò, ovvero un miscuglio di verdure in cucina e un guazzabuglio di idiomi stranieri, a parer mio, che si è formato nella lingua italiana. Buona giornata

Danila

Mi è piaciuto il tuo affiancamento del ferrarese al francese, ma se permetti, vorrei dirti che non ignoro la derivazione delle lingue europee. La conosco a memoria, perché per anni mi ha martellato sull'argomento, Ecco cosa so:

In Europa si parlano lingue diverse ma la maggioranza viene da un ceppo comune, detto indoeuropeo.

 E sono le lingue neolatine, quelle germaniche e le slave.

 Le lingue neolatine, è chiaro che derivano dal latino che si impose in larga parte d’Europa all’epoca dell’Impero Romano; frequenti soprattutto nel bacino del Mediterraneo, sono: l’italiano, il francese, lo spagnolo, il portoghese, il rumeno. Ma prima che il francese diventasse lingua nazionale, ebbe origine dalle lingue d’oc e d’oil che erano comunque neolatine. Le lingue germaniche hanno origine negli idiomi introdotti in Europa dai popoli germanici, che abitavano un tempo la pianura tedesca e che poi migrarono verso est e verso sud, penetrando anche all’interno dell’Impero Romano. Oggi sono diffuse principalmente nel Centro e nel Nord d’Europa. E sono: l’inglese, il tedesco, l’olandese, il fiammingo, il danese, il norvegese, lo svedese, l’islandese. Le lingue slave vengono dagli idiomi delle tribù che abitavano anticamente il territorio oggi corrispondente alla Polonia sono: il polacco, il ceco, lo slovacco, il russo, l’ucraino, il bielorusso, lo sloveno, il croato, il serbo, il bulgaro, il macedone. Vi sono poi diverse lingue di origine indoeuropea ma non appartenenti alle famiglie appena descritte. Tra esse abbiamo: 

il greco, l’albanese e il turco, nella penisola balcanica; le lingue celtiche, parlate in Gran Bretagna, Irlanda e Francia, dove sono in uso rispettivamente scozzese e gallese, gaelico e bretone; il lituano e il lettone , lingue baltiche. 

In Europa ci sono lingue non indoeuropee come il finlandese, l’estone e l’ungherese, lingue del ceppo ugro-finnico; il maltese, parlato a Malta; il basco, diffuso in Spagna.

Queste informazioni non le ho prese da internet, ma da quanto mi ha insegnato mio figlio, e di norma non si definiscono anglo-sassoni, ma di ceppo germanico.

Per quanto mi riguarda, trovo più facile comprendere le lingue neolatine, molto simili all’italiano.

 Ma se andiamo a guardare la grammatica tedesca, si nota che la costruzione delle frasi è molto simile al latino e al greco antico.

Mentre l’inglese, pur inserito nel gruppo delle lingue germaniche, ha una costruzione molto più semplice.

Con mio figlio ne abbiamo parlato così a lungo, che queste nozioni semplici le ho imparate a memoria.

Buon risveglio Angela!

Danila

Se è per questo, poiché furono i SASSONI a invadere con successo la BRITANNIA (ai Romani andò buca), buona parte dell'inglese deriva dal SASSONE. Poi però arrivarono i NORMANNI e, assieme alla vittoria sui Sassoni, portarono il loro idioma che si aggiunse al precedente.

WALTER  SCOTT fa un interessante discorso sull'argomento quando comincia il suo IVANHOE: per spiegare ai lettori qual era la potenza della dominazione normanna sul popolo sassone dice come venne conservato il vocabolo SASSONE a definire il MAIALE e come invece imposero il proprio vocabolo NORMANNO per definire il CINGHIALE, animale considerato + nobile del maiale. Lo stesso fecero con altri animali considerati + o meno nobili. Adesso non ricordo + e non voglio dire sciocchezze. Ho letto IVANHOE solo mezzo secolo fa!

 I Tedeschi han solo voluto complicarsi la vita assumendo le declinazioni latine dei sostantivi e aggettivi (anche se hanno tolto alcuni casi) e inserendo gli articoli (determinativi e indeterminativi) anch'essi declinati per 3: maschile, femminile e neutro. Se la son cavata meglio i Russi che gli articoli non li usano. Poi, sulla struttura delle frasi, il discorso diventa troppo lungo, almeno per stanotte...

Angela

Sì, si sono complicati la vita. Tutte quelle declinazioni e parole unite insieme a due a due.  Per il momento mi viene in mente una per tutte: Weihnachtsbaum (albero di Natale). Noi usiamo tre parole, i tedeschi le hanno legate tra loro creando un unico sostantivo. Neppure gli arabi usano gli articoli. Se per esempio prendiamo in esame la parola Taleban, che significa studente e non ribelle  o sobillatore come è stato interpretato quando i giornali scrivevano dei talebani, quell'an finale ha la valenza di "uno studente" perché se volessimo dire "lo studente" è sufficiente taleb. Molto semplice. Quel che non è semplice nella lingua araba è la coniugazione dei verbi: sono ben 13 e per questa ragione non ho più continuato i corsi. Troppo complicata!

Per quanto riguarda le lingue, e su come si sono diffuse, sarebbe necessario studiare l'etimologia. Per esempio ARANCIA in arabo si dice burtuqal, che significa Portogallo. E perché le arance vengono chiamate Portogallo? Perché gli arabi, quando hanno conquistato la penisola Iberica, hanno scoperto che quel frutto cresceva in quel Paese. E come è in napoletano? "Purtuallo".Perché l'hanno imparato durante l'invasione dei Mori! Così per la camicia, che deriva dall'arabo Qamis e in francese tradotta in chemise. 

Angela, sono solo tre esempi, giusto per dire che le varie lingue, magari leggermente modificate, sono state assorbite dai popoli durante le invasioni, o nei viaggi d'esplorazione. Da noi, quante parole straniere sono entrate a far parte della nostra parlata? Se andiamo a spulciare, pure nei dialetti, ce ne sono a iosa! 

Anche nel tuo amato ferrarese...e non è il contrario, ovvero che i francesi hanno appreso dai ferraresi alcune espressioni. Semplicemente essendo: francese, spagnolo, portoghese, rumeno, lingue neolatine, tutte hanno radici comuni.

A me piace, quando posso, scoprire l'origine delle parole. Per esempio, nel dialetto del mio paese d'origine, ai tempi di mia nonna, per dire valigia, dicevano maleta, che è l'esatto corrispondente in spagnolo. E così tante altre parole. Per me scoprire l'origine di alcune espressioni o vocaboli, è quasi come scavare e mettere in luce un vero tesoro.

Ciao e scusa se t’ho annoiato. 

Danila

Qualche appunto a parte:

Rileggendo questi scambi sulle lingue, e tornando al francese, comprendo che tu, Angela, abbia voluto scherzare con quella tua poesia in français macaronique, e sono certa che si possa dire indifferentemente soirs o soirées. 

Noi italiani pensiamo che quest’ultimo vocabolo si riferisca solo alle serate pubbliche e importanti, sinonimo di  gran galà, ma non è così.  Atteggiandoci a snobettini,   si è creduto che questo vocabolo si riferisca alle serate pubbliche e importanti, sinonimo di  gran galà, ma non è così. Si può usare anche per una seratina intima, quella che descrivi nella tua poesia, durante la quale, anche senza parlare, si vivono momenti importanti, condivisioni profonde. Ed è quello che si respira nei tuoi versi. Ecco uno dei motivi per cui nella mia rivisitazione ho preferito sostituire soirs in soirées. Appunto perché importante. L’altro motivo è che soirs (pronuncia suars) mi ricorda Sars quindi Covid.. Un altro piccolo appunto: a me piacerebbe di più tradurre colui che ritorna, in celui qui revient piuttosto che  de qui retourne.

 Ma è solo questione di gusti : per citare un po’ di latino anch’io: de gustibus non est disputandum !

Grazie Angela per questo scambio di corrispondenza che ha toccato tanti temi linguistici in forma serio-scherzosa!

Danila