POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione. Recensioni stilate da me e da altri autori. Editoriali vari. Pubblico poesie, racconti e dialoghi di vari autori.Vi si possono trovare gallerie d'arte, fotografie, e quant'altro l'estro del momento mi suggerisce di pubblicare. Sulla banda destra della home page, appaiono i miei e-book poetici ed altre sillogi di alcuni autori. Così come le riviste online de L'Approdo e de La Barba di Diogene, tutto si può sfogliare, è sufficiente cliccare sulla copertina. Aggiungo che , sempre nella barra a destra della home page ci sono mie video poesie, con sottofondo musicale. E' sufficiente cliccare sull'immagine per ascoltare testo e musica, direttamente da YouTube. Tutte realizzate dalla eclettica Anna Montella., Ci sono poi i miei libri scritti nel corso di circa 10 anni. Buona lettura e buon ascolto!
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mercoledì, dicembre 18

IL SALE FA MALE di LORENZO POGGI


IL SALE FA MALE

Il sale fa male
lo zucchero fa male
i grassi fanno male
gli amidi fanno male
la carne fa male
il pesce ancora non si sa ma è pieno di piombo
l’alcool fa male
anche l’acqua gassata.
Mi chiedo come abbiamo fatto a sopravvivere fino ad oggi.
Per fortuna che adesso c’è la pasta senza amidi, il caffè senza caffeina, il latte senza lattosio, l’uovo senza tuorlo e senza chiara, la soia al profumo di cioccolata, lo zucchero edulcorato, la birra senza alcool, il vino annacquato, la voglia di vivere sbiadita.
Non resta che l’insalata dell’orto. Maramao perché sei morto?

Lorenzo Poggi

domenica, dicembre 18

Lettera a Gesù Bambino di Danila Oppio e Natale di Lorenzo Poggi

LETTERA A GESU’ BAMBINO

Un tempo, non so se avviene tuttora, i bambini scrivevano la letterina a Gesù Bambino, promettendo che, in cambio dei doni, sarebbero stati  buoni e bravi. (Fino al momento di averli ricevuti, poi tornavano i monelli di sempre!)
Forse oggi la lettera è ancora  più asciutta: una semplice lista dei regali che vorrebbero per Natale. Un po’ perentoria, e pretenziosa: “ desidero avere… portami…” oppure mi sbaglio, e dicono ancora: “caro Bambino Gesù, ti voglio bene”?
Accade anche che scrivano a Babbo Natale, forse perché sanno che Gesù è nato povero, in una stalla, e che invece Santa Claus, con la sua lunga barba bianca, vive a Rovaniemi, in una bella casa in Finlandia, e quindi è molto ricco, se può accontentare i bimbi di tutto il mondo. Sempre più spesso il Natale lo identificano in quel simpatico vecchietto, relegando il Bambino Gesù in un angolino del loro cuore.
Non scriverò certo a Babbo Natale, perché quanto desidero, non potrà mai metterlo dentro quel suo grande sacco con cui porta i doni. Quest’anno, perciò, come sempre, scriverò una letterina al Bambino Gesù, pur se sono una bambina di tanto, tanto tempo fa.
“Caro Gesù Bambino,
non ti chiedo doni materiali, non so che farmene. Ho invece un gran desiderio di non leggere più sui giornali, o ascoltare ai telegiornali, notizie terribili. Brutte, ma proprio brutte, dove si parla di guerre, di bambini che muoiono o che restano orfani, di piccoli che non hanno da mangiare e abiti nuovi da indossare e talvolta, neppure un tetto dove ripararsi dal freddo.
Si apprende di persone senza lavoro o una casa, e questo forte disagio toglie loro serenità. Di persone che fuggono da situazioni terribili, e arrivano da noi su barconi insicuri e, molto spesso, annegano in mare.
Di famiglie che si sgretolano, di violenze perpetrate in nome di che cosa?
Caro Gesù, ti chiedo di spargere fiori di Pace, di far nascere nei cuori il desiderio di un mondo migliore, per tutti indistintamente.
Mi dirai che è pura utopia, ma sappiamo che, senza il Tuo aiuto, siamo alla deriva, che senza la preghiera, cadiamo nella disperazione più cupa. Ti prego, Gesù, porta in questo tuo Natale, quell’Amore che si sta poco a poco dissolvendo.
Fa che tu non sia per molti solo una bella favola, ma la  concreta realtà di Figlio di Dio, fatto uomo per noi.
Benvenuto Gesù Bambino, nella nostra vita così fragile, e desiderosa di affidare nelle tue dolci manine i nostri cuori colmi di Speranza in Te.
Danila Oppio 
Aggiungo una bella poesia di Lorenzo Poggi


Natale

Ho visto la luce
tra la paglia e il fieno
del tetto che manca
col freddo che entra
dal cielo stellato.

Nel vapore dei fiati
ascolto pareti
di mattoni di fango 
che raccontano storie
di lacrime e fame.

Arriva gente nella capanna
s’è sparsa la voce
di questo miracolo
d’un Dio neonato
che assaggia la vita
dalla parte dei poveri.

sabato, aprile 23

Il giorno della Terra di Lorenzo Poggi

Il giorno della Terra

E venne il giorno di Madre Terra.
Tossendo e sputando catrame,
le guance flosce da troppi prelievi,
gli occhi annebbiati da tanto smog,
la pelle sfruttata e riarsa da concimi e Ogm,
sollevò lo sguardo a stento e pianse
come mucca senza latte.

Pianse il furto dei boschi, l’acqua inquinata
i rattoppi del cielo, i ghiacci che si sciolgono,
gli animali spariti, i monti seviziati,
i deserti trapanati, le coste cementate,
i torrenti senza freni, i fiumi di fango.

E si chiese perché.
E si chiese per chi.
<Sconto la prepotenza del tutto e subito,
l’arroganza del denaro,
l’intelligenza di chi sa sfruttare,
la pochezza della mente umana
che gingillandosi con la motosega
fa a pezzi la sua sopravvivenza>.

Un moto di stizza le arrossò il viso.
<Mi state uccidendo
omuncoli fessi, ma non sapete
quanti ne posso uccidere
prima di morire>.

Per la rabbia dimenticò
che tutti, in ogni caso,
sarebbero morti insieme a lei.

(Lorenzo Poggi 22 aprile 2013)
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venerdì, dicembre 5

Ho raccolto anime perse


Ho raccolto anime perse 
sulla strada del disonore,
riempito cassette d’elemosine
sporche di fango e di chi se ne frega.


Anime elette si vedono a cena
ubriache di denaro 
con linguaggi da guappi 
ed ermetismi del cazzo.


Arraffare la roba per sentirsi importanti,
sfoggiare visoni e Ferrari, la villa e la barca
l’amante e le corna, tutto il corredo
dei poveri cristi.


Povere anime belle sulla pelle del nero,
povero paese di merda.
Perché qui chi non ruba è coglione
e la locandina del miglior offerente
è sempre in piazza sul cartellone.

Lorenzo Poggi

sabato, novembre 29

Infinito di Lorenzo Poggi



E resto ammutolita anch'io! Davvero una toccante poesia! Grazie Lorenzo, per averla condivisa con noi!

Danila Oppio

mercoledì, ottobre 8

La vita che sanguina


Ho la vita che mi sanguina tra le mani,
non conosce cespugli di rose
né cotogne dorate al tramonto del sole
né fari abbaglianti nel vuoto del cielo
né raggi sbagliati su schermi giganti.

(Ho ancora nel cuore quel ramo
del lago di Como inutilmente operoso
per scalzi scalini e preghiere nell’acqua).

Ma non c’entra il singhiozzo
per tutti i morti del giorno,
non c’entra sapere che cosa succede
se non ciuffi feroci di lacrime
e palme sbadate lungo oasi
di desideri.

(C’è chi invoca il medioevo
lungo sentieri di legno
già disegnati dagli avi).

Siamo al bivio del mondo,
il mondo lo sa,
ma gli uomini insistono
a morire di odio.
Lorenzo Poggi