POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione. Recensioni stilate da me e da altri autori. Editoriali vari. Pubblico poesie, racconti e dialoghi di vari autori.Vi si possono trovare gallerie d'arte, fotografie, e quant'altro l'estro del momento mi suggerisce di pubblicare. Sulla banda destra della home page, appaiono i miei e-book poetici ed altre sillogi di alcuni autori. Così come le riviste online de L'Approdo e de La Barba di Diogene, tutto si può sfogliare, è sufficiente cliccare sulla copertina. Aggiungo che , sempre nella barra a destra della home page ci sono mie video poesie, con sottofondo musicale. E' sufficiente cliccare sull'immagine per ascoltare testo e musica, direttamente da YouTube. Tutte realizzate dalla eclettica Anna Montella., Ci sono poi i miei libri scritti nel corso di circa 10 anni. Buona lettura e buon ascolto!
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martedì, ottobre 15

DILAPIDATA - IN MEMORIA DI HEVRIN KHALAF - Donato Di Poce


Siria, funerali di Hevrin Khalaf
 l'attivista per le donne
(askanews) - In tanti hanno reso omaggio a Hevrin Khalaf, una delle più conosciute attiviste curde per i diritti delle donne e segretaria generale del partito Futuro siriano, uccisa in Siria insieme all'autista in un'autostrada nella zona sotto il controllo di gruppi ex al Qaeda alleati dei turchi nella loro offensiva anti-curda. Li hanno prelevati dalle auto dopo averli colpiti con colpi d'arma da fuoco e secondo le forze curde li hanno trucidati a sangue freddo insieme ad altri civili. Un massacro filmato dagli stessi miliziani che hanno diffuso in rete i video: sarebbero nove i civili giustiziati in diversi momenti a sud della città di Tel Abyad secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani. La Khalaf, 35 anni, sarebbe forse anche stata violentata prima di essere uccisa per strada, come emerso da dettagli agghiaccianti circolati sui social. Era nel mirino degli integralisti per il suo impegno nella pacificazione fra curdi, cristiano-siriani e arabi nella regione. Intanto, i curdi siriani hanno confermato di avere raggiunto un accordo con Damasco per il dispiegamento dell'esercito siriano vicino al confine turco. "Per affrontare l'aggressione turca e impedirne il proseguimento - ha annunciato l'amministrazione curda - abbiamo raggiunto un accordo con il governo siriano per schierare l'esercito lungo il confine turco-siriano al fine di sostenere Forze democratiche siriane".
E mentre l'Europa condanna fermamente l'offensiva della Turchia, il Pentagono ha annunciato il ritiro di un massimo di 1.000 soldati statunitensi dal Nord della Siria, per ordine del presidente Donald Trump.


DILAPIDATA

PER HERVIN KHALAF

Come la Storia, 
come la bellezza,
come la vita
ti hanno dilapidata,
violentata
e lasciata a terra
tra le pietre
insanguinate
della tua dolcezza.

Come un fiore invisibile
ti hanno calpestata
perché sbocciavi
tra i rovi della violenza
e portavi la parola
alle tue sorelle
dilapidate nel silenzio
dei media.
Eri un esempio
troppo fulgido
 e troppo bello
per la loro grettezza
e cultura da banco.
Per questo
hanno scelto te.

Le tue parole di pace
che hai seminato
rinasceranno
in ogni pozza
di silenzio
che la Storia
impone ai vinti.

Gli Eurocrati tacciono
sulla tua morte
per vergogna, per codardia,
per interessi economici
per non contraddire
i Galli impazziti
che governano il mondo
e costruiscono
nuovi muri.

Le tigri dell’Eurasia
che seminano complotti,
gli stronzetti
che galleggiano
qua e là in Europa
al calduccio dei loro egoismi
e delle loro certezze
Nazionaliste.

Solo il cuore del mondo
batte con il tuo
e scuote nel profondo
le coscienze degli ultimi,
dei popoli invisibili
che muoiono
nel Mediterraneo
In cerca di una vita
oltre l’inferno
o nelle madri costrette
Nel deserto
a nidificare figli
per nuove guerre.

Noi costruiremo
un mondo futuro
dove i popoli
non avranno confini.
Le Donne saranno libere
di sognare e tu sarai
la nostra Regina
per sempre.

Donato Di Poce
Milano, 14 ottobre 2019

domenica, ottobre 13

STORIE DIFFICILI DI DONNE CURDE E PALESTINESI di DANILA OPPIO

Avevo già pubblicato questo mio articolo su questo blog, che oggi è apparso anche su ROSEBUD di Dublino. Ringrazio il suo Amministratore Rina Brundu per aver scelto di pubblicarlo anche sul suo prestigioso sito culturale. L'articolo lo troverete a questo link:





giovedì, ottobre 10

Le donne curde e palestinesi, e altre storie tremende! di Danila Oppio

Non posso ignorare - mai - quanto scrive Luisa Bolleri. Mi riferisco ad una scrittrice e poetessa di grande valore, che non cade mai nell'ovvietà, che usa le parole giuste al giusto momento, con il cuore e la mente.
Oggi dialogavo con lei su FB, aveva scritto questo:


A chi si riferiva? Alle donne curde, al popolo curdo che sta subendo da anni una lenta e inesorabile agonia, perché c'è chi vuole cancellarlo dalla Terra.


Ricordavo di aver letto una poesia di Abdulla Goran, e l'ho trovata. Qui dice tutto quello che io non saprei dire con le mie povere parole.

Abdulla Goran (Poeta curdo 1904 -1962)
Dedicato alle donne curde
Io vado, madre.
Se non torno,
sarò fiore di questa montagna,
frammento di terra per un mondo
più grande di questo.
Io vado, madre.
Se non torno,
il corpo esploderà là dove si tortura
e lo spirito flagellerà,
come l’uragano,
tutte le porte.
Io vado… madre…
Se non torno,
la mia anima sarà parola…
per tutti i poeti.
Le donne curde combattono eroicamente per impedire che Kobane finisca definitivamente nelle mani dei terroristi islamici dell’Isis. Mentre la vicina Turchia li tradisce e il mondo intero volta le spalle, i curdi ci danno una storica lezione di eroismo vero.

Le ragazze di Kobane.
Sono donne, sono curde, sono le partigiane del terzo millennio.
Oggi sono ancora più sole.



A Luisa risponde il poeta Donato di Poce con una sua lirica:

LE CICATRICI DELLA TERRA

Dalle cicatrici del dolore
sbocciano i segni della bellezza
Dalle pozzanghere del cuore
nascono le labbra della terra
per baciare il dolore con un sorriso
ed accogliere in un abbraccio ferito
la solitudine del mondo.

Nella mia pochezza, mi accodo a quanto ha scritto il succitato poeta.
Sono d'accordo con Donato...talvolta è meglio passare dalla parte degli ultimi, dei perdenti e far credere agli altri che siamo in torto, mentre è il mondo intero uscito di senno. Sto leggendo due libri della scrittrice palestinese che scrisse "Ogni mattina a Jenin" Susan Abulhawa. Il secondo è "Nel blu tra il cielo e il mare". Naturalizzata americana e medico, i suoi libri raccontano di quanto accadde in Palestina dopo l'arrivo degli israeliti che hanno depredato le terre e gli averi del popolo palestinese, non solo con le armi, ma anche con inaudita violenza sulle donne e i bambini. Raccontato con tratti di tenerezza infinita ma anche con espressioni estremamente crude.  Si sono rifatti di quanto loro accaduto nei lager nazisti e invece di capire che non sono certo stati i musulmani a trattarli peggio delle bestie, hanno riversato la loro rabbia su un popolo tranquillo. Questo è sempre stato il mio pensiero, ma ora che leggo questi libri, che paiono romanzi, ma che in realtà raccontano fatti realmente avvenuti, ho conferma di quanto gli uomini di qualsiasi religione ed etnia possano trasformarsi nei peggiori criminali usando una violenza che neppure un animale metterebbe in atto. Quando ero ragazza, pur non partecipando a manifestazioni studentesche, applaudivo ai miei amici che indossavano la Kefiah, detta appunto sciarpa palestinese. Erano dalla parte della Palestina e lo sono anch'io, mi spiace per Israele, ma ha commesso delitti efferati, usurpando terre d'altri. L'antico popolo ebraico non ha mai avuto una propria terra, o Nazione, erano pastori e agricoltori erranti. Quindi con quale diritto hanno affermato che quella terra palestinese un tempo era appartenuta a loro? Non avrebbero potuto convivere pacificamente con il popolo palestinese? Per questo inorridisco davanti ai soprusi armati, a quello che sta succedendo al popolo curdo, ai siriani, e a quella parte di umanità schiacciata dalla prepotenza di altri. E sono scandalizzata dal silenzio e dal mancato intervento di quelle Nazioni che si definiscono occidentali e democratiche, che invece di cercare di mediare, con accordi pacifici, fanno gli struzzi e se ne infischiano se tanta gente civile venga ignobilmente trucidata.
E con il cuore gonfio di amarezza, lascio a chi vuol leggere queste mie riflessioni.
Danila Oppio