POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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giovedì, aprile 24

In vino litteras: sommelier astemio


E' in uscita l'antologia IN VINO LITTERAS per la quale ho partecipato con la poesia

SOMMELIER ASTEMIO

La bottiglia va presentata per l’ispezione
Cerimonia di apertura eseguita dal sommelier
Come un poeta orgoglioso mostrerebbe
Una poesia di forte ispirazione

La capsula superiore va tagliata
E il lungo aristocratico tappo annusato
Il liquido color rubino con cura versato
In una caraffa e da lì con parsimonia
In un bicchiere con grande cerimonia.

Ci sono cinque fasi che distinguono
 L’arte della degustazione
Dal semplice assaggio del bevuto
Alla mentale preparazione
Il bicchiere ammirando, attraversato da luce
Il suo prezioso aromatico contenuto.

 In seconda istanza, attraverso la vista, il piacere
Per rendere visibili le sfumature di colore
Inclinando appena appena il bicchiere
Rosso scuro alla base, che sbiadisce
In un porpora  per poi sfociare nel cremore.

Terzo, l’olfatto, agitando gentilmente il vino
Offrendolo all’aria, affondare il naso
Nel bicchiere e inalarlo come nettare divino
Così come un voyeur intento a spiare
 Un momento d’intimità senz’esserne dissuaso.

Ed ora il gusto: labbra, lingua e palato
Un sorso di vino in bocca, aspirando un po’ di fiato
E producendo un discreto risucchio, quasi masticando
Come farebbe un cervo, l’erba ruminando.

Ultima fase, quella del godimento
Ora lasciamogli recuperare il suo contegno
Il vino ha naso, un corpo, delle gambe, un degno
Bouquet, una personalità, un’essenza, un accento.

Non si contano gli aggettivi per quel brioso
Che gli girano intorno di frequente
Vino vigoroso e ben strutturato
Ruvido sui bordi, eccessivamente prosperoso
O un po’ troppo esuberante, o equilibrato.

Profuma di tartufo, di giacinto, di tweed bagnato
Di cuoio umido e di fieno, di panpepato
Di tappeto vecchio, di legno, di zagare
La bevanda più elegante del creato
E’ il vino invecchiato in botti di rovere


E per me che sono astemia, è uno strano alieno
Ne amo il colore, l’odore e l’aspetto
Ma non lo bevo, pur girandoci in tondo
E condividendo il piacere degli amanti del vino
Brindo idealmente con loro, con sommo rispetto.


Danila Oppio

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