POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione. Recensioni stilate da me e da altri autori. Editoriali vari. Pubblico poesie, racconti e dialoghi di vari autori.Vi si possono trovare gallerie d'arte, fotografie, e quant'altro l'estro del momento mi suggerisce di pubblicare. Sulla banda destra della home page, appaiono i miei e-book poetici ed altre sillogi di alcuni autori. Così come le riviste online de L'Approdo e de La Barba di Diogene, tutto si può sfogliare, è sufficiente cliccare sulla copertina. Aggiungo che , sempre nella barra a destra della home page ci sono mie video poesie, con sottofondo musicale. E' sufficiente cliccare sull'immagine per ascoltare testo e musica, direttamente da YouTube. Tutte realizzate dalla eclettica Anna Montella., Ci sono poi i miei libri scritti nel corso di circa 10 anni. Buona lettura e buon ascolto!

domenica, gennaio 18

Cantico per le persone che lottano di Padre MAURO ARMANINO

Cantico per le persone che lottano 


Quelle persone. Così piccole. Così distinte. Così diverse. Così minoritarie. Così necessarie. Quelle persone sono lì. Anche se non sono nominate, anche se lo sguardo del potere non le prende in considerazione, anche se quelli di sopra non le ascoltano, anche se non appaiono nei sondaggi e nelle statistiche. Quelle persone… Per loro è il nostro cuore.

Scriveva così il ‘Capitano’ già sub-comandante Marcos, dalle montagne del sud-est messicano. Siamo nell’ottobre del 2024. 30 anni dopo l’insurrezione degli zapatisti. Data non casuale perché coincideva con l’entrata in vigore del Trattato di Libero Commercio dell’America del Nord, Nafta, in inglese. L’obiettivo dichiarato non era tanto la presa del potere quando qualcosa di ...’appena più difficile, un mondo nuovo’, nelle parole di Marcos, porta parola dal volto coperto da un passamontagna.

L’abbiamo cercato in tanti, a seconda delle stagioni, il mondo nuovo. Chi con le armi, chi con le ideologie, i partiti, le preghiere, i digiuni e le marce sulle strade. Poi, apparentemente, non cambia proprio nulla. Solo rimangono le macerie di quel poco di mondo che sta in piedi di quanto sognato. E allora si lascia perdere, delusi e sconfitti. Poi si maledice il potere, troppo forte, oppure ci si rifugia nel famoso privato. Ci si trasforma da protagonisti in spettatori della storia e dunque tristi perdenti.

Riappare, mai del tutto andata via, la ‘legge delle giungla’ in cui la forza, intesa qui come violenza, sembra prevalere o comunque porsi come legittima forma di dominio. Dalla forza della legge alla legge della forza (bellica) il transito si compie e si evidenzia in alcune contingenze storiche inclusa quella attuale. Tanto non cambierà nulla, ci dicono. Che cosa proporre che non sia già stato tentato ed ha totalmente fallito l’obiettivo del cambiamento per cui tanti hanno dato la vita.

A monte delle precedenti affermazioni si trovano alcune ambiguità radicali che ne falsificano o mistificano le conclusioni. La prima consiste a voler misurare, conteggiare, pesare e dunque giudicare la realtà, operazione del tutto arbitraria e alla quale nessuno è stato delegato. Inoltre, com’è noto, c’è nella storia umana una componente essenziale che sfugge allo sguardo dei più e che si potrebbe chiamare ‘mistero’. Quella parte carsica, sotterranea, invisibile attraverso la quale passa la vita. 

La prima e fondamentale cosa del cambiare nella vita è infatti lo sguardo. A questo ci invitano le parole del ‘cantico degli insorti’ di ogni epoca, latitudine che dovremmo fare nostro, soprattutto oggi. Perché ci sono persone ...’ Che dicono “No”, quando la maggioranza annuisce con rassegnato disinteresse… Che alzano la fronte, quando la maggioranza la inclina… Che smettono di credere, quando il credo ufficiale si impone sulla maggioranza…Che hanno dei principi, quando la maggioranza inventa alibi… 

Che cercano la verità e la giustizia, mentre la maggioranza si perde. Che camminano per trovare, quando la maggioranza siede ad aspettare…Che lottano, quando la maggior parte si arrende. 

Che dicono quando parlano, anche se la maggior parte ripete. Che, guardandosi allo specchio, si trovano, mentre le maggioranze gli chiedono di perdersi in esse… Che vegliano, anche se la maggior parte dormono… Che si sacrificano, mentre la maggior parte viene amministrata… 

Che si ribellano, quando la maggioranza obbedisce… Che si trasformano, mentre la maggior parte si rassegnano… Che aprono gli occhi, anche se la maggior parte li chiudono… Che lottano perché è il loro dovere, e non per essere parte della maggioranza… Che sono solo una crepa, quando la maggior parte si fanno muro. Proprio da queste fenditure, come da un grembo, passa il mondo nuovo.

             Mauro Armanino, Genova, gennaio 2026

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