L’orribile destino di Niscemi, mezzo paese inghiottito dalla frana: “Rischia di crollare tutta la collina”
Decine di case sul precipizio, l’allarme della protezione civile: oltre 1.500 sfollati. I geologi: “Evoluzione del dissesto del 1997”, il ciclone Harry ha dato l’ultima spallata. Il procuratore di Gela e l’allerta per l’ordine pubblico: “Pericolo disordini”. E la gente urla ai politici: “Vergogna”
La frattura che attraversa la collina si è allargata di un chilometro in una sola notte mentre l’altezza del costone è passata rapidamente da 7-15 metri a 30-45 metri. Ormai si aspetta e ci si prepara al peggio, ovvero il crollo di mezzo paese, inghiottito dall’argilla. Non bisogna però pensare che sia tutta colpa del ciclone Harry. Quello è stata solo la spallata finale. “Il dissesto, riattivato il 16 gennaio, riguarda la sostanziale evoluzione di quello che nel 1997 causò ingenti danni”, spiega Michele Orifici, vicepresidente nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale. La previsione è fosca: “L’evento potrebbe evolversi e ampliarsi verso sud ovest, con una seconda porzione di frana. Questa seconda attivazione coinvolge direttamente il margine del centro abitato e si sovrappone a quello del 1997 e addirittura a quello del 1790”.
Nei post precedenti ho pubblicato quanto accaduto in Norvegia 5 anni fa
Scusate la franchezza, la mia non è ironia né indifferenza, ma sono convinta che i responsabili di questi disastri siano i costruttori che non hanno messo sull'avviso i sindaci dei luoghi soggetti a frane o mareggiate. Per favore, costruite nell'entroterra, come facevano i signorotti di un tempo, lontano da fiumi, laghi e coste e analizzando i terreni prima di innalzare case e ponti. A questo proposito, spero che i governatori, che sognano di costruire un ponte che colleghi Calabria e Sicilia, ci pensino molto bene, prima che accadano ancora tragedie!
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