POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione. Recensioni stilate da me e da altri autori. Editoriali vari. Pubblico poesie, racconti e dialoghi di vari autori.Vi si possono trovare gallerie d'arte, fotografie, e quant'altro l'estro del momento mi suggerisce di pubblicare. Sulla banda destra della home page, appaiono i miei e-book poetici ed altre sillogi di alcuni autori. Così come le riviste online de L'Approdo e de La Barba di Diogene, tutto si può sfogliare, è sufficiente cliccare sulla copertina. Aggiungo che , sempre nella barra a destra della home page ci sono mie video poesie, con sottofondo musicale. E' sufficiente cliccare sull'immagine per ascoltare testo e musica, direttamente da YouTube. Tutte realizzate dalla eclettica Anna Montella., Ci sono poi i miei libri scritti nel corso di circa 10 anni. Buona lettura e buon ascolto!

lunedì, gennaio 5

LA LIBERTA' NON E' UNO SPAZIO LIBERO di Padre MAURO ARMANINO



La libertà non è uno spazio libero

Siamo nel millennio scorso, esattamente negli anni ’70, quando il cantautore Giorgio Gaber ricordava che la libertà è partecipazione. La politica è sporca, la politica non mi interessa, perché è la politica degli affaristi e quella dei riti elettorali. O tu fai la politica o la politica ti fa, dicevamo coi giovani in Costa d’Avorio alla fine degli anni ’80. C’era un partito unico perché unica sembrava la via per uscire dalla colonizzazione. Bastava unire gli sforzi e non perdere tempo con discorsi, dibattiti e ideologie peregrine imprestate altrove. Bastava il liberalismo capitalista e la promessa dello sviluppo agognato dalla banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. La democrazia del Capitale arrivò coi Piani di Aggiustamento Strutturale, contrabbandati come democrazia occidentale vincente. Anche se tu non ti occupi di politica non temere perché lei si occuperà, senz’altro, di te.
Che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà. 
Continua così la canzone di Gaber degli anni ’70 che ha tradotto e anticipato la deriva nella quale si è impantanata la democrazia, svenduta per la circostanza ai facoltosi ‘parvenu’ del momento. Chi scrive era in quegli anni operaio metalmeccanico e le assemblee dei lavoratori erano incentrate, appunto, sulla partecipazione. Si ambiva al controllo dei ritmi di produzione e a quello della salute sul lavoro con la partecipazione degli operai nel progettare vie alternative e più compatibili con un lavoro sicuro e degno. Tutto spazzato via in pochi anni quando anche i sindacati, divisi da ideologie, collusioni col potere e scollamento dai lavoratori, sono diventati parte del sistema. La delega si è trasformata in graduale ripiego nel privato e il nome ‘riflusso’ ben dipingeva l’accaduto.


Ecco perché ci troviamo, qui come altrove, con una classe politica frutto ed espressione di assenze partecipative, Avvoltoi, affaristi, commercianti, imbroglioni, venditori di parole, pedine e vittime di un sistema basato sull’esclusione dei poveri e della loro parola per cambiare il mondo. Abbiamo permesso che la ‘casta gelatinosa terminale’ possa amministrare il continente europeo, come ricorda Slobodan Despot, direttore di ‘Antipresse’, nell’editoriale di questa settimana. Casta Gelatinosa Terminale, dice Despot. Nulla di più vero per un continente senza ‘qualità’, disse nel 2024 il filosofo tedesco Peter Sloterdijk, alla lezione inaugurale pronunciata al ‘Collège de France’. Non va meglio altrove. In Africa Occidentale tra illusori colpi di stato militare nel Sahel centrale e presidenti a vita altrove. In Russia con la malattia imperiale intesa come rivincita all’esproprio capitalista post era sovietica.


PETER SLOTERDIJK

Nella Cina della ‘Via della seta’ che traccia l’autostrada commerciale dell’Impero di Mezzo che poggia sull’Africa molte delle sue velleità di potere anche militare senza darlo troppo a vedere. In Israele retto da guerrafondai e i paesi Arabi dai soldi del petrolio che affoga ogni tentativo di partecipazione. Quanto agli Stati Uniti si potrebbe dire che anche le ultime maschere del diritto che dovrebbe orientare e dirimere i rapporti diplomatici tra nazioni, sono cadute. La politica delle cannoniere, come opportunamente ricorda il New York Times di oggi, 5 gennaio del nuovo anno, non fa che riprodurre un vecchio mondo, quello della legge della giungla. Eppure, lo sappiamo quanto Gaber aveva ragione..

“La libertà non è star sopra un albero/non è neanche avere un’opinione/ la libertà non è uno spazio libero libertà è partecipazione.”
                                                           
Mauro Armanino, Genova, gennaio 2026


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