Smisurata preghiera nella vetrina
Piazza Banchi si trova adiacente a Caricamento. Nata come scalo commerciale accanto al porto di Genova, prese questo nome per la presenza dei banchi di legno dei cambiavalute e dei notai sistemati sotto i portici dei palazzi. Dal fallimento di questi banchi e dalla rottura fisica del tavolo, il banco rotto, deriva il termine bancarotta, parola che bene esprime lo spirito del nostro tempo inquieto.
Alta sui naufragi
dai belvedere delle torri
china e distante sugli elementi del disastro
dalle cose che accadono al di sopra delle parole
celebrative del nulla
Dietro la chiesa di san Pietro in Banchi che poggia, forse non casualmente, su negozi e chiosco dei fiori, si trova uno dei centri di ascolto della Caritas. Ogni mattina passano un centinaio di persone per consumare una sobria colazione offerta dal servizio. Accanto alla porta d’ingresso della sala di accoglienza e di incontri, aperti a tutti, ha sede uno spazio espositivo. ‘Impronta D‘acciuga’, c’è scritto.
Sullo scandalo metallico
di armi in uso e in disuso
a guidare la colonna
di dolore e di fumo
che lascia le infinite battaglie
al calar della sera
la maggioranza sta
Sulla vetrina ci sono due dipinti che rappresentano acciughe. Quello di sinistra cita una strofa di poesia scritta a due mani con Ivano Fossati e cantata da Fabrizio de André nel 1996. ‘Smisurata preghiera’ si legge sul dipinto nel quale un’acciuga naviga in senso contrario rispetto alle altre. Tutto si rigenera e prende altre direzioni, fondali che si trasformano in arredi.
Per chi viaggia in direzione
ostinata e contraria
col suo marchio speciale
di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti
muove gli ultimi passi
L’acciuga posta in una direzione ostinata e contraria insinua le innumerevoli e spesso nascoste, quotidiane resistenze al sistema imperante. I’ No’ feriali ed eretici che sfidano le narrazioni dominanti e nuotano, coscientemente, controcorrente. L’editoriale di ‘Volere la luna’ afferma che la democrazia non è stata inventata per essere democratica… Bisogna costringerla. Ecco perché domani, a Genova, ci sarà un’assemblea per dire ai guerrafondai della logistica che ‘non di sole armi vivono i porti’ ma di parole che dissentono e disertano.
Coltivando tranquilla
l'orribile varietà
delle proprie superbie
la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un'anestesia
come un'abitudine
Mauro Armanino, Genova, ottobre 2026
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