POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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mercoledì, aprile 29

L'ALBERO DI CUORI DI ANGELA FABBRI



Il 18 febbraio 2012 ho ricevuto un pacco di libri di Angela Fabbri, tra questi, L'albero di cuori, dove l'autrice ha inserito una dedica, che dice: "Cara Dani, questo libro è prezioso: è una delle poche copie che mi sono rimaste. Angela".
Certo, l'avermelo inviato, mi ha fatto capire che desiderava entrasse in mio possesso. Però l'avevo letto insieme a tutti gli altri suoi libri, e se si mettono nel calderone troppi ingredienti, alla fine non vengono a galla i sapori. Allora mi sono ripromessa di rileggerlo con molta calma e, come tutte le favole, questa rispecchia una storia vera.
Intanto è illustrata dall'autrice, a partire dalla copertina come negli schizzi al suo interno, dai quali si nota una mano sicura, pochi tratti per rendere l'idea di quel che Angela voleva illustrare. 
L'albero di cuori è simbolico, allegorico. Rappresenta qualcuno, una donna, una principessa, che si è mutata in albero, al quale sono appesi tutti i cuori che a lei sono ricorsi, per essere amati, consolati, protetti. Chiedo scusa ad Angela, se interpreto a modo mio quanto la lettura della fiaba mi ha trasmesso. Ma quest'albero, che tanti cuori ha appeso ai suoi rami, in definitiva aveva rinunciato al suo, di cuore. Forse per paura di amare? O di non essere amato come si meritava? E allora ha accolto surrogati di amore, avventure senza un progetto futuro, una specie di mordi e fuggi, perché se poi resti, o sarai tu a spezzarmi il cuore, oppure lo farò io. Il terrore atavico di perdere l'amore, alla fine ha portato la Principessa - Albero, ad allontanare da sé qualcuno di importante. Il Cavaliere? Il Principe Azzurro? - che amava davvero e dal quale era ricambiata. 
Ci vuole coraggio, per amare, anche se spesso l'amore causa sofferenza, e allora ci si sente forti, se si prende tutto alla leggera. Ma si, condividiamo l'alcova per un po' di sesso, ma che non ti venga in mente che questo sia amore. Se arriva il baldo giovane, tu fai il favore di andartene, perché non ti appartengo, e voglio trascorrere il mio tempo con chi mi pare. Non desidero legami di sorta. Abbiamo avuto i nostri momenti di piacere, qualche discorso magari anche interessante, ma non tentare di legarmi a te, perché ho paura di amare. Tanta paura di rischiare poi di perderti, e di soffrire. Se invece ti considero un piacevole passatempo, un gioco simile a quello di infrangere cuori, beh, allora non rischio nulla..a parte finire trasformata in un grande albero, così ben descritto dall'autrice:

"Era una pianta davvero speciale
La sua cima si perdeva nel cielo,
mentre le enormi radici nodose 
affondavano come una piovra
nella terra."

I pensieri, la cima dell'albero, salivano alti, ma quelle radici tanto ben piantate nella terra, erano il vincolo saldo per non lasciarsi smuovere dai propri propositi: l'amore è qualcosa di impossibile? Un pericolo da evitare? E allora me ne sto ben radicata alla realtà, così che il suo vento sottile e ingannevole o, peggio,  un uragano impetuoso, non mi sradichi da me stessa, e non mi porti via in un'avventura di cui temo le conseguenze. 
Eppure, l'autrice fa dire all'albero:

"Non voglio che i cuori cadano 
come pioggia nel vento, come
tristi foglie staccate dall'autunno."

Per quanto si cerchino di creare barriere, alla fine il cuore non diventa mai un pezzo di legno,  neppure se fa parte di un albero. E' sempre tenero, come burro fuso e pulsa dentro il petto.

E, alla fine, c'è comunque qualcuno disposto a trasformarsi in un albero di cuori, pronto ad accogliere quei cuori solitari, che non hanno dove andare.

Danila Oppio



2 commenti:

  1. Ognuno, prima di ogni altra cosa, trova in un libro ciò che conosce e gli appartiene.
    Così Danila vi ha trovato la paura di amare e essere amata. Perchè era molto ansiosa di trovarci questo, per gemellarsi con l'autore e provare sollievo nella solitudine del suo dolore personale.
    Ma ogni buon libro offre molto di più.
    Angela Fabbri

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  2. Certo che ogni libro, ogni racconto, ogni storia offre tanto di più di quel che un lettore possa percepire. Angie,mi fai venire in mente quel che insegnano i sacerdoti. Puoi leggere mille volte una pagina della Bibbia e non sentire che ti comunichi niente di niente, poi un giorno, all'improvviso, sembra che voglia parlare proprio a te, che sia stata scritta per te. Forse la tua favola mi ha parlato in questo modo, Quell'albero sui cui rami sono appesi dei cuori, che lì si sentono in un sicuro rifugio, mi ha illustrato la sensazione di solitudine, che si cerca di ovviare aggrappandosi a qualcosa o a qualcuno che ci dia sicurezza ma, in fondo, chi mai può garantirci amore eterno? E' illusione, come molte di ciò che accade nella vita. Non ho inteso gemellarmi con l'autore, né provare sollievo nel mio personale dolore poiché ognuno è un mondo a sé stante. Io non ho mai avuto paura di amare, ho sempre amato con tutta me stessa, ma forse non mi sono mai sentita amata come avrei voluto. Ed è la mia grande insicurezza. Ho sempre pensato di non essere così importante per qualcuno, da esserne profondamente amata. Magari desiderata, (quando ero giovane) ma non è quel che intendo per amore. In ogni caso, il libro, proprio perché contiene molte storie in una, e diverse angolazioni da cui prendere spunti, varrebbe la pena di essere letto e sentire cosa ne hanno colto altri lettori. Il bello di una storia consiste proprio nel fatto che ognuno la fa sua, secondo quanto ha suscitato nel cuore di chi ha letto.
    Danila

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