POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

domenica, marzo 26

LETTERA ALL'AMICO-POETA PROF. ROBERTO VITTORIO DI PIETRO - di Danila Oppio

Lettera all’amico - poeta Prof. Roberto Vittorio Di Pietro (con qualche riferimento al grande Totò!)





Oggi ho pubblicato Madonna Psiche e Frate Naso...un bel dilemma psicologico, quell'autoinganno! A volte si desidera auto convincersi di qualcosa che è palesemente dannoso o traditore, forse per innata ingenuità, forse perché non si vuol credere alla realtà. Facilmente ci si può procurare una sofferenza immeritata e anche, se vogliamo, un poco stupida.
Le dico questo perché ho picchiato la testa contro un muro costruito da cattiveria gratuita e cementato con ipocrisia sfacciata.
Le racconto una storiella del tutto vera dove, forse troppo disposta a perdonare, a comprendere a sperare che le cose possano cambiare, ci sono di nuovo cascata. 
Avevo creato un blog per un amico poeta (amico? poeta?). Ho pubblicato per lui tutto ciò che m’indicava: roba sua e di altri autori, famosi o ignoti. In seguito mi ha mandato al diavolo in modo inatteso e feroce, un po' come fece una nostra comune amica. Amen. Qualche mese fa, il tal poeta, dopo lungo silenzio, mi ha scritto dicendomi che stava per uscire una sua nuova silloge. Mi sono felicitata con lui. Una decina di giorni fa, mi conferma di attendere i libri stampati e che me ne avrebbe inviato uno.
Stupidamente, cosa ho pensato? Che avrebbe gradito ne parlassi sul "suo" blog! Chiunque altro avrebbe accolto l’iniziativa con piacere, almeno secondo logica. E l'ho fatto, chiedendo all’amica che ne aveva scritta la prefazione, di inviarmi il file della stessa, in modo da poter presentare la silloge, preceduta dalla sua prefazione. 
Scritto l'articolo, ho inviato il link al "poeta", il quale mi ha risposto: "Non intendo dare ulteriore pubblicità alla silloge, per cui ti pregherei di rimuovere l'articolo dal blog. E non intendo neppure mantenere o proseguire alcun rapporto con te.". Alla faccia del bicarbonato di sodio!
Scusi, ma che ne pensa? Questa persona ha il cervello bacato o cos’altro? Gli faccio un favore, direi una sorpresa, mi dimostro disponibile a dare maggior visibilità alla sua silloge, la stessa che aveva promesso di inviarmi come dono e alla fine, senza una ragione plausibile, mi chiude la porta in faccia. Sono rimasta senza parole. La colpa è mia, sicuramente! Io sono quella psiche che non sa dare ascolto a ciò che Messer Naso le consiglia! 



Però ci casco sempre. Tendo a sperare che la gente sia disposta al dialogo, almeno civile. Che le persone conservino un briciolo di gratitudine nel loro cuore o, almeno, rispetto verso gli altri. Ma mi faccia il piacere! Stupidamente tendo a farmi calpestare, prendere a calci, e alla fine mi ritrovo anche a dover ringraziare per le bastonate subite. Non sono masochista, mi creda, il problema è che nutro e concedo fiducia alle persone, anche quando non vi sarebbe motivo per farlo. 


Quisquilie e pinzillacchere!
Per questo oggi ho scelto quella sua lirica, tra quelle altre che mi aveva indicato per la pubblicazione. Mi ha dato molto da pensare, e credo che, a causa di questa mia irriducibile ingenuità, dovrei prendermi a schiaffi.

Perdoni questa confessione, ma mi creda, in tante sue liriche, io mi ci ritrovo come in uno specchio! 
Le dirò di più: attraverso i suoi insegnamenti, dai quali molto ho imparato, sull’arte poetica, sto analizzando le mie poesie, per vedere quanto possono distanziarsi dalla metrica, ma soprattutto dalla musicalità. Attraverso questa lente che mi ha offerto, mi sono resa conto che anche le poesie dei moderni poeti appaiano prive di ogni attributo, per poter essere definite tali. Certo, oggi sono considerate “versi liberi”, senza costrizioni, ma se fossero poesie originali, se trasmettessero messaggi intelligenti se…
allora rientrerebbero di forza nella poetica vera, con o senza rima, o prive di metrica.
Ho pubblicato dei brevissimi ma intensi versi  di Alessia D’Errigo. Ricercatrice in campo teatrale e cinematografico. Scrittrice, poetessa, interprete, regista e performer in Cine Teatro Roma.
Vorrei che la conoscesse: non si aspetti rime, né metrica, ma il contenuto è svelamento di una pazienza tale, che mi ha colpita nel profondo. Certo criptica, ma per cui vuol intendere, chiara come il sole.
Il bottone era piccolo e cucito alla buona
in qualche modo restava sulla pelle
purché tu te ne accorgessi 
e ne fossi asola
ma il tuo paltò era di peltro
e i tuoi abbracci di lega e broccato.
Dovetti cucire di notte
dovetti cucire di giorno
finché m'addormentai
perdendo il ditale.
Alessia D’Errigo
Vorrei dire che ho cercato anch’io, di ricucire il bottone che si staccò da quel paltò di peltro, o forse anche di cemento,(figura retorica, allusiva, considerata la ruvidezza dell’elemento) non certo di broccato, appartenente al presunto amico poeta, ma per quanto cucissi, quel bottone veniva da lui regolarmente strappato e, alla fine, anche il ditale rappresenta la pazienza perduta definitivamente. Non si può pretendere che funzionino cuore e cervello, in chi di norma non li sa usare nel modo corretto! 
Un caro saluto, prezioso e sincero amico
Danila


 Mi fa piacere che abbia trovato interessante MADONNA PSICHE E FRATE NASO, una sorta di tenzone ("contrasto", in termini letterari) che non a caso avevo voluto impostare come modesto omaggio al poeta Cielo D'Alcamo. Ci vorrebbe una coscienza più lucida e sgombra, forza nella vita, ogni volta che, come la mia Madonna Psiche, cadiamo ingenuamente nella trappola di un'istintiva, troppo fiduciosa idealizzazione nei confronti di alcune persone. E' un dato di fatto che, finché ci siamo dentro,  non siamo proprio capaci di vedere la realtà per quella che è -- per non dire che, molto spesso, ce la prendiamo a morte con quei veri amici che tentano di aprirci gli occhi prima che sia troppo tardi, prima che l'inevitabile successiva delusione diventi per noi più amara e cocente. Il guaio è che le esperienze negative di questo genere, per quanto numerose possano essere state, non ci insegnano mai abbastanza. Crediamo di avere imparato, ma, se per natura siamo degli idealisti dal cuore semplice, finiamo sempre per ricaderci senza via di scampo.

Roberto Vittorio Di Pietro


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