POETANDO

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Buona lettura!

venerdì, agosto 3

GENERAZIONE PEDUTA - sunto di Danila Oppio



Di cosa parla Generazione perduta di Vera Brittain
Leggere Generazione perduta di Vera Brittain significa penetrare nel vivo di vicende che hanno fatto la Storia e comprendere da dentro ciò che accadde durante quei tremendi anni della guerra.
E’ un classico della letteratura inglese pubblicato nel 1933 e ambientato durante la Prima Guerra Mondiale. In questa storia autobiografica Vera Brittain ci racconta, dal suo punto di vista, ciò che stava cambiando le sorti di molti Paesi europei a causa di una guerra senza paragoni.
Lei era giovane, proveniva da una famiglia benestante, era anticonformista e con una mente pervasa da sentimenti immaturi verso l’argomento, tanto che inizialmente la ragazza vede nella guerra un ostacolo che limita la sua quotidianità e ciò che desidera fare.
Solo con il tempo Vera capirà l’importanza e la portata di ciò che sta accadendo a causa della guerra, che con le sue vittime, il terrore che infonde negli animi, la distruzione e l’impossibilità di fare qualcosa per fermarla, stava rivoluzionando milioni di vite.


Vera Brittain infermiera
La guerra stava portando devastazioni che andavano oltre quella materiale, perché era anche mentale e s’insinuava sotto pelle fino all’anima.
La giovane lascerà gli studi per dedicarsi al volontariato come infermiera spostandosi da un Paese all’altro, mentre le vite si consumano e molte delle persone che lei conosce muoiono in trincea: il fidanzato, il fratello e alcuni amici.
Vera assisterà allo scempio provocato dalle battaglie, dovrà stare al fianco di persone che hanno perso arti, che sono in bilico tra la vita e la morte, mentre i bombardamenti non cessano.
Quando tutto questo sarà concluso, lascerà strascichi dentro di lei, così come nel cuore di chiunque abbia visto con i propri occhi cosa significa avere un Paese in lotta. E non sarà semplice per lei tornare a ciò che fino a prima della guerra era la normalità, ma la scrittura sarà la sua salvezza.
Anche dove c’è dolore, frustrazione, perdita e conflitto può esistere, dopo aver attraversato mondi oscuri, un nuovo inizio: questo ciò che il lettore comprenderà grazie al racconto autobiografico di Vera.
Da questo romanzo è stato tratto uno straordinario film, diretto da James Kent, racconta la storia della giovane Vera, impersonata dalla splendida attrice Alicia Vikander.
In breve, la storia, ma ora entriamo nel dettaglio.
Siamo nella primavera del 1914, Vera, ragazza dallo spirito ribelle e convinta degli ideali femministi, è decisa a sostenere gli esami di ammissione a Oxford, nonostante l'ostilità dei suoi genitori tradizionalisti, Il suo sogno è di diventare una scrittrice. Nella sua ambizione è sostenuta dal fratello Edward  e dalla sua banda di amici, tra i quali c'è Roland Leighton , un giovane brillante di cui si è innamorata.
I sogni di Vera s'infrangono con l'entrata in guerra della Gran Bretagna e con l'arruolamento nell'esercito di tutti i giovani uomini. La ragazza decide così di abbandonare la scrittura per diventare infermiera. Mentre si avvicina sempre più al fronte, la giovane donna assiste disperata al crollo del suo mondo. Il titolo originale del libro è Testament of Youth.
Vera Brittain nacque in Inghilterra a Newcastle-under-Lyme nella contea dello Staffordshire, il 29 dicembre del 1893. Secondogenita di una famiglia benestante della borghesia inglese, poco dopo la nascita insieme ai genitori e al fratello lasciò la casa di Atherstone per trasferirsi a Macclesfield. Quando Vera raggiunse gli undici anni di età la famiglia si trasferì a Buxton nella Contea del Derbyshire , a tredici anni Vera iniziò a frequentare il collegio di S. Monica a Kingswood nel Surrey.
Vera dimostrò fin da subito impegno e grande passione per lo studio, il suo desiderio più grande era quello di poter frequentare l’università seguendo suo fratello Edward a Oxford ma trovò l’opposizione dei genitori e in particolare quella del padre, rigidamente fedele alle convenzioni sociali del tempo che la volevano avviata al matrimonio. Vera sognava l’università e l’indipendenza dalla famiglia, nel 1912 decise di seguire un corso tenuto dallo storico John Marriott all’Università di Oxford e nel 1913 grazie alla sua caparbietà riuscì a convincere il padre ottenendo il permesso di iscriversi al Somerville College di Oxford per poter studiare letteratura e seguire così la sua grande passione.
A Oxford Vera intrecciò numerose amicizie, la più importante di tutte quella con Ronald Leighton, il migliore amico di suo fratello con il quale strinse immediatamente un forte legame, tutto sembrava andare per il meglio, ma quando 


Edward Brittain, Roland Leighton e Victor Richardson

scoppiò la Prima Guerra Mondiale la vita di Vera cambiò per sempre.
Edward e Roland sentendo il dovere di servire la propria nazione decisero di arruolarsi nell’esercito, Vera nonostante fosse contraria per principio alla guerra trasportata dalle emozioni del momento e dall’ondata di patriottismo che si diffuse rapidamente in Inghilterra, appoggiò e sostenne la decisione del fratello di voler combattere.
Anche Vera volle fare la sua parte ma l’unico modo per poter servire il suo Paese fu quello di diventare infermiera volontaria.
Nell’estate del 1915 lasciò gli studi e si arruolò nel V.A.D. (Voluntary Aid Detachment), un corpo sanitario creato per supportare l’azione della Croce Rossa.

A novembre dello stesso anno Vera fu inviata al London General Hospital di Camberwell dove iniziò la sua attività di infermiera volontaria, l’esperienza la lasciò particolarmente traumatizzata, qui tra la sofferenza dei soldati feriti comprese realmente cosa fosse la guerra, non quella enfaticamente sostenuta dalla propaganda ma quella vera che manda a morire gli uomini come fossero bestie, chi sopravviveva alla furia dei combattimenti spesso si portava dietro non solo ferite fisiche ma anche psicologiche.
Il dolore per la sofferenza di quegli uomini, alcuni poco più che ragazzi portò Vera a considerare la guerra un crimine contro l’umanità.
In una lettera al fidanzato Roland Leighton nel novembre del 1915, confidò che ormai il suo unico desiderio fosse la fine della guerra e si chiedeva quali orrori i soldati vedessero e provassero al fronte, lei trovandosi quotidianamente davanti a tanto dolore capì di non essere più la stessa persona e temeva che a guerra finita non avrebbe ritrovato la forza di sorridere.

Vera scrittrice

Vera attraverso la sua corrispondenza e il suo diario annotò particolari drammatici del suo lavoro, come il caso di un’amputazione particolarmente difficile dove dopo l’operazione si ritrovò ricoperta di sangue e piena di rabbia davanti a tanta sofferenza.
Altrettanto difficile per lei fu relazionarsi con i genitori dei ragazzi feriti al fronte che venivano a trovarli per la prima volta da quanto partirono per la guerra e ora li avrebbero ritrovati devastati dalle ferite.
Vera si fidanzò con Roland Leighton, nell’agosto del 1915 mentre era in congedo dopo essere stato impegnato nelle trincee vicino a Hebuterne, a nord di Albert in Francia. Il 26 novembre del 1915 Roland scrisse una lettera a Vera in cui esprimeva tutta la disillusione nei confronti della guerra e il pensiero che tutto ciò fosse una profanazione della gioventù e un insensato spreco di vite.
La notte del 22 dicembre 1915, mentre Roland si apprestava a riparare il filo spinato davanti alla sua trincea venne colpito da un cecchino nemico.Morì per le ferite riportate il 23 dicembre del 1915.
La morte di Roland Leighton fu un duro colpo per Vera, nella sua autobiografia ricorda la difficile visita alla famiglia del fidanzato dopo il tragico accadimento e in particolare il dolore della madre e della sorella davanti alla restituzione degli effetti personali del figlio.
Edward Brittain arrivò sul fronte occidentale all’inizio del 1916, anche per lui l’esperienza della guerra fu drammatica, in una lettera del 27 febbraio 1916 scrisse alla sorella dei numerosi rischi che ogni giorno era costretto a correre.

La corrispondenza tra i due fratelli era fitta, Vera raccontava al fratello tutto 
ciò che avveniva nella sua quotidianità, come l’incontro con Victor Richardson amico di Edward e Roland con cui parlò della tragica scomparsa del fidanzato o le altre visite in ospedale agli amici feriti in guerra.
 Il 1° luglio del 1916 Edward prese parte alla Battaglia della Somme, durante un’azione venne ferito a una gamba, riuscì a rifugiarsi in una buca nel terreno, esposta al fuoco delle mitragliatici nemiche, una scheggia lo colpì al braccio sinistro ma strisciando tra i morti e feriti riuscì a ritornare nelle trincee britanniche. Edward venne rimpatriato e ricoverato al London General Hospital di Camberwell, lo stesso ospedale dove lavorava la sorella, qui Vera lo accudì amorevolmente fino al suo trasferimento a Malta.
Poco dopo la sua partenza, il fratello le inviò una lettera raccontandole che la notte in cui lasciò Londra gli Zeppelins tedeschi bombardarono Purley, ma la fortuna volle che non ci  fossero conseguenze gravi.
Nonostante la lontananza Vera continuò nei mesi successivi a scrivere al fratello Edward, agli amici Victor Richardson e Geoffrey Thurlow.
Nel settembre del 1917 dopo un lungo periodo di convalescenza Edward Brittain venne inviato di nuovo al fronte, dopo un periodo di permanenza a Ypres dove prese parte all’offensiva di Passchendaele, fu poi trasferito sul fronte italiano per combattere sulle montagne dell’Altopiano di Asiago, al seguito di un contingente della British Expeditionary Force concesso in aiuto all’Italia dopo la disfatta di Caporetto.
Mentre Vera era impegnata in Francia le scrisse il padre per informala dei problemi di salute della madre, nell’aprile del 1918 ritornò in Inghilterra per occuparsi della famiglia ma il ritorno alla normalità e alla vita civile le risultò piuttosto difficile. Il 15 giugno del 1918 l’esercito austriaco lanciò una pesante offensiva sulla prima linea del fronte italiano che costrinse gli inglesi ad arretrare, Edward condusse i suoi uomini in una controffensiva che consentì ai britannici di riprendere il controllo di alcune posizioni perse in precedenza, ma durante i combattimenti venne colpito alla testa da un cecchino e morì quasi subito.
Il suo corpo venne sepolto insieme a quelli di altri quattro ufficiali nel cimitero britannico di Granezza tra Asiago e Lusiana.
Finita la Prima Guerra Mondiale Vera ritornò al Somerville College di Oxford per terminare gli studi, in questo periodo conobbe Winifred Holtby con la quale sviluppò una stretta amicizia.
Entrambe si laurearono nel 1921 e ottenuto il diploma si trasferirono a Londra nella speranza di trovare maggiori opportunità di lavoro. Vera Brittain pubblicò due libri The Dark Tide nel 1923 e Not Without Honour nel 1925 quasi ignorati dalla critica, ma ben presto Vera diventò una giornalista di successo per la rivista femminista Time and Tide.


Vera al lavoro
Nel giugno del 1925 sposò George Edward Catlin con il quale avrà due figli: John Brittain-Catlin e Shirley Williams.
L’interesse per le tematiche femminili e i diritti delle donne portarono alla pubblicazione di due nuovi libri: Women’s Work in Modern Britain nel 1928 e Halcyon or the Future of Monogamy nel 1929.
Nel 1933 Vera pubblicò il romanzo autobiografico Testament of Youth nel quale racconta la sua vita e le esperienze legate alla Prima Guerra Mondiale, seguirono nel 1940, Testament of Friendship e Testament of Experience nel 1957.
Vera fu segnata drammaticamente dalla Prima Guerra Mondiale e si impegnò profondamente per promuovere la pace e il rispetto della vita umana, il suo pacifismo venne alla ribalta durante la Seconda Guerra Mondiale, in particolare nel 1944 quando scrisse Massacre by Bombing, un atto di accusa verso i bombardamenti a tappeto sulle città tedesche.
Vera non dimenticò mai gli amici e i cari caduti durante la guerra, visitò il cimitero militare di Louvencourt in Francia dove venne sepolto il fidanzato Ronald Leighton e il cimitero di Granezza sull’Altopiano dei Sette Comuni dove c’era la tomba del fratello Edward, di cui non superò mai la morte.
“Che strano, com’è strano ho pensato, quando ho guardato con un lancinante dolore al petto, il nome di Edward tra i filari di pietre oblunghe, che tutti i miei anni passati (l’infanzia della quale io non ho nessuno, ora, con cui condividere il ricordo: i campi luminosi a Uppingham, i mesi inquieti a Buxton, le speranze e le ambizioni di Oxford, le perdite e la prolungata agonia della guerra) possano essere sepolti in questa tomba sulla cima di una montagna” — Vera Brittain

Dopo una caduta nel novembre del 1966 Vera non riuscì a riprendersi completamente, le lesioni riportate ne debilitarono il fisico e non ebbe più la forza per continuare a scrivere.
Quando morì il 29 marzo del 1970 a Wimbledon la sua volontà fu che le sue ceneri fossero disperse sulla tomba del fratello Edward sull’Altopiano di Asiago, in Italia.
“Per quasi cinquant’anni gran parte del mio cuore è rimasto in quel cimitero di quel paese italiano[…] Oh, Edward, sei così solo qui, perché non posso rimanere a far compagnia alla tua tomba per sempre, su questo altopiano dove solo vi è pace e dignità, lontano dal mondo e dagli sforzi inutili di ricostruire la civiltà” -Vera Brittain
La figlia di Vera onorò la richiesta della madre nel settembre del 1970.

Nel corso degli anni sono stati prodotti film e serie televisive che raccontano la storia della scrittrice britannica, nel 1979 esce la miniserie Testament of Youth con Cheryl Campbell nel ruolo di Vera mentre nel novembre del 2008 BBC manda in onda un documentario a lei dedicato.
Penso sia bene conoscere il punto di vista di chi sta dall’altra parte del fronte. Tutti soffrono a causa delle guerre, sia chi le vuole sia chi le subisce. E a combattere sono i giovani, che spesso hanno le loro vite troncate lasciando a chi resta, atroce dolore e disperazione. Avevo appena finito di leggere un libro che raccontava della disfatta di Caporetto, ovviamente scritto dal punto di vista degli italiani. Ecco, ritengo che sia bene conoscere anche quello degli inglesi, che sono morti per una guerra crudele quanto assurda, come lo sono tutte.
Danila Oppio

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