POETANDO

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domenica, luglio 3

SULLE ORME, LIQUIDE, DI GEORGE WEAH di P. MAURO ARMANINO (con commento di Danila Oppio)



Sulle orme, liquide, di George Weah

George Weah è l’attuale Presidente di uno stato inventato dal caso e dai sogni messianici di filantropi americani in cerca di una terra promessa credibile. Fu così che nacque la Liberia, ritagliata sulla costa del Golfo di Guinea che la tratta degli schiavi renderà oltremodo frequentata. Cambiano le stagioni della storia e cambiano i negrieri e forse anche le modalità della schiavitù ma gli schiavi rimangono i medesimi. Da che mondo è mondo, verrebbe da dire, le catene assumono nuovi profili e schiavi si nasce o si diventa per le circostanze della vita. William si ritrova con un pugno di anni stretti in mano e il ricordo del suo passaggio in una delle squadre di calcio della Liberia, il Fassell Football Club, fondato a Monrovia nel 2009. Attualmente in seconda divisione nell’improbabile campionato liberiano, tra guerra civile, Ebola, corruzioni, Corte Penale Internazionale e il rinomato dittatore (d.o.c.) Charles Taylor in carcere a vita… ‘Di professione calciatore’, risponde William alla domanda intorno alla sua attuale professione. Avrebbe voluto raggiungere l’Italia.
George Tawlon Manneh Oppong Ousman Weak vinse il pallone d’oro nel 1995, il FIFA giocatore del mondo e il premio del migliore calciatore africano dell’anno. William sa che il suo Presidente, eletto nel 2018, ha, tra l’altro, giocato nel Milan realizzando 58 reti. Ha vissuto parte della sua giovinezza nella baraccopoli di West Point a Monrovia, una quasi isola che vive di pesca e di rivendita il giorno di quanto rubato in città la notte. William ha tentato per sette volte di prender il mare in Libia, pagando dai 200 ai 300 dollari per ogni tentativo. A pochi minuti di distanza dalla riva è sempre stato arrestato dalla guardia costiera libica e riportato sulla terra ferma per una lezione correttiva della libertà che il nome del suo Paese gli ricordava. Altri non sono stati altrettanto fortunati di lui e dall’inizio di quest’anno, sono stati 800 i giocatori col destino che hanno perso la vita e hanno raggiunto ‘l’isola delle speranze rubate’. Proprio come a Melilla, l’enclave spagnola in territorio marocchino, dove almeno 27 altri ‘attaccanti’ come lui sono stati calpestati.
George Weah ha naturalmente deluso i giovani come William che a lui si ispiravano. Nella campagna presidenziale aveva promesso di lottare contro l’endemica corruzione, di offrire la scuola gratuita a tutti e di sanare la bidonville nella quale è cresciuto. Nessuna di queste promesse è stata mantenuta perché la politica e il calcio hanno terreni di gioco differenti, Come tra mare e deserto c’è differenza e di questo Willam, che ha conosciuto i due, si è reso conto l’altro giorno. Nel deserto dove era passato un paio di giorni prima, al confine con la Libia, hanno scoperto i corpi di dieci migranti in una fossa comune. William, che ha seguito le orme del suo Capitano, tornerà in Liberia. Dopo aver tentato per sette volte di attraversare il mare, spera finalmente di trovare un posto da titolare nel campionato della vita.
      
        Mauro Armanino, Niamey, 3 luglio 2022

Ndr: Aggiungo un mio ricordo. Ho conosciuto di persona l'ex calciatore del Milan, e mai avrei immaginato che diventasse Presidente della Liberia, anche perché la sua prima candidatura è stata una fumata nera, e solo al secondo mandato, ha ottenuto la carica. Sono Juventina, ma l'allora Parroco della mia Parrocchia era un milanista sfegatato. Ho incontrato Weah presso lo studio della mia dentista, che all'epoca curava un po' tutti i calciatori della squadra rosso-nera. Ho colto l'occasione per chiedergli un autografo con dedica per il Parroco, e lui scrisse: "con simpatia a Padre Terresio, sì, scrisse il nome proprio con due erre, anziché con una sola. Lo misi in cornice, assieme ad una foto del calciatore, e il quadretto lo donai al Parroco. Lui espresse dei dubbi sull'autenticità della dedica, e non ne ho compreso il motivo. Incontravo spesso i calciatori del Milan presso lo studio dentistico, ma non mi è mai venuto in mente di chiedere prima qualche loro autografo. E' successo con Weah, perché entrambi eravamo lì, nello studio medico di Castellanza (VA) per saldare il conto alla dottoressa Fiorenza Sala. Lei era presente, poiché mi ha offerto un foglietto del suo promemoria, perché non avevo con me neanche un piccolo pezzo di carta.
Certo avrei sperato che, una volta Presidente del suo popolo, si fosse attivato a mantenere le promesse fatte durante la sua candidatura. Apprendere che invece i giovani liberiani sono rimasti delusi, ha deluso non poco anche me.
Danila

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