POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione. Recensioni stilate da me e da altri autori. Editoriali vari. Pubblico poesie, racconti e dialoghi di vari autori.Vi si possono trovare gallerie d'arte, fotografie, e quant'altro l'estro del momento mi suggerisce di pubblicare. Sulla banda destra della home page, appaiono i miei e-book poetici ed altre sillogi di alcuni autori. Così come le riviste online de L'Approdo e de La Barba di Diogene, tutto si può sfogliare, è sufficiente cliccare sulla copertina. Aggiungo che , sempre nella barra a destra della home page ci sono mie video poesie, con sottofondo musicale. E' sufficiente cliccare sull'immagine per ascoltare testo e musica, direttamente da YouTube. Tutte realizzate dalla eclettica Anna Montella., Ci sono poi i miei libri scritti nel corso di circa 10 anni. Buona lettura e buon ascolto!

domenica, febbraio 23

PER UN ISTANTE VOGLO FERMARE IL TEMPO di MARIELLA OPPIO



Per un istante voglio fermare il tempo


Per un'istante
voglio fermare il tempo,
lasciare uno spiraglio
perché si dissolva l'ansia.
Sono sola,
l'orologio zittisce.
Vivo questo pizzico di vita
come prezioso dono.
Rallento il respiro e
mi immergo nel silenzio.
Tutto svanisce all'istante.
Sono sola con me stessa,
sento la pace
nel profondo dell'essere.
ESSERE è vita.
ESSERE è vivere il presente.
Ogni passo fatto
è già decorso.
Lascio le orme,
proseguo nel mio sentiero

Non voglio pensare
quanti passi dovrò ancora fare.
Il pensiero corre,
vorrei fermarlo,
ma nella solitudine del mio
intimo
è pura utopia.
Colgo l'attimo rubato al tempo
e vado..impronta su impronta
Lungo il sentiero definito.

ECCO.. riattivo il tempo e penso..
È TRASCORSO SOLO UN MINUTO.

LA VITA È... UN'ATTIMO!!!
 Mariella Oppio
22 febbraio 2020

sabato, febbraio 22

ALCUNI ESEMPI DI ATTENTATI LINGUISTICI di SILVIO COCCARO

Alcuni esempi di attentati linguistici

Primo attentato: ricorso alla doppia congiunzione e/o.
Luca e Marco andranno al mare e/o in montagna.
Questo modo di costruire una frase è un vezzo particolarmente antipatico perché si vuole congiungere e disgiungere contemporaneamente due entità od espressioni cercando di apparire esaustivi nella sostanza e sintetici nella forma. Non si può accettare una frase siffatta, invece ne esiste una forma più logica e più corretta che soddisfa questa necessità.
La congiunzione e, paragonabile all’operatore logico AND  ubbidisce alla seguente tabella di verità. Se l’espressione A è vera e [AND] l’espressione B è vera, sarà vera anche la loro congiunzione, altrimenti la loro congiunzione è sempre falsa.
La congiunzione o ha due significati, può essere inclusiva od esclusiva. La congiunzione inclusiva o ci permette di affermare che se almeno un’espressione [A o B] è vera, è vera anche la loro disgiunzione, ma, punto importante, che sfugge ai signori dell’e/o, è che la disgiunzione inclusiva è vera anche quando sono vere congiuntamente entrambe le espressioni ed è falsa soltanto quando A e B sono entrambe false! Invece, la congiunzione o esclusiva o disgiunzione esclusiva, paragonabile all’operatore logico XOR [od OR esclusivo o AUT del latino] risulta vera solo se delle due espressioni ne è vera soltanto una mentre l’altra è falsa: cioè in A o [XOR] B le espressioni non possono essere congiuntamente vere né congiuntamente false. 
«O Roma o Morte!» È un’incitazione contenente un o esclusivo: o Cesare conquista Roma o muore, non è possibile che avvengano o non avvengano entrambe le condizioni congiuntamente.
Perciò se si vuole congiungere e insieme disgiungere la possibilità per Marco e Luca di andare in montagna, in alternativa o in concomitanza ad andare al mare, la congiunzione da adoperare è la o [OR o VEL] che include tutte le possibilità: che vanno solo al mare, solo in montagna o congiuntamente al mare ed in montagna.
1.     Luca e Marco andranno al mare o in montagna.
2.     Luca e Marco andranno o al mare o in montagna.
3.     Luca e Marco andranno al mare e in montagna.
Nel primo esempio sono possibili tre casi: andranno al mare e non in montagna, non andranno al mare ma andranno in montagna, andranno sia al mare che in montagna. [o inclusivo]
Nel secondo esempio potranno andare o solo al mare o solo in montagna. Non è possibile né al mare e nè in montagna congiuntamente né tantomeno sia al mare che in montagna congiuntamente. [o esclusivo o XOR logico]. Nel terzo esempio Luca e Marco andranno sia al mare che in montagna, non vi sono altre alternative. Quindi se sono possibili congiuntamente tutti e due i casi va usata la congiunzione e [A e B, AND logico ], se i casi sono esclusivamente congiungibili va usato il doppio o [o A o B], se sono possibili tutti e tre i casi va usata la semplice o [A o B, OR logico].
La doppia congiunzione e/o non ha senso ed è un grossolano errore di grammatica.
Per i romani antichi tali concetti erano impliciti nelle congiunzioni VEL [o inclusivo] ed AUT AUT[o esclusivo], noi abbiamo la congiunzione o per entrambi gli usi, sta al nostro buon senso capirne la differenza, che si può evincere dalla morfologia: o semplice, inclusivo [A o B], doppio o, esclusivo [o A o B]. Per completezza e chiarezza rappresento in forma tabellare le tavole di verità dei tre operatori logici su esposti. In queste tabelle di verità V significa Vero e F Falso.

A
B
A AND B
A
B
A OR B
A
B
A XOR B
V
V
V
V
V
V
V
V
F
F
V
F
F
V
V
F
V
V
V
F
F
V
F
V
V
F
V
F
F
F
F
F
F
F
F
F
Concludendo, per la congiunzione o inclusiva è vero anche il solo caso previsto come vero dalla congiunzione e, che perciò non è proprio il caso di specificare come invece è stato fatto nel nostro esempio di partenza.
Secondo attentato: l’uso generalizzato del partitivo, un tempo quasi sconosciuto in italiano.
Uno dei miei amici, l’ultimo dei miei desideri, molti degli scrittori… e così via. Per indicare lo stesso concetto basterebbe scrivere: un mio amico, l’ultimo mio desiderio, molti scrittori. L’articolo indeterminativo è stato sempre usato per esprimere una parte, indeterminata, di un tutto. Questo uso del genitivo partitivo è pleonastico e di derivazione anglosassone.
Terzo attentato, da cui discendono tutti gli altri: i neologismi inutili.
Questi orrendi neologismi: chattare, cliccare, loggare, taggare, postare, processare... [to chat = chiacchierare, to click = scattare, premere, to log = registrarsi, connettersi, to tag = marcare, contrassegnare, to post = pubblicare, to process = elaborare (in informatica)... e chi più ne ha più ne metta] sarebbero evitabili se li si volessero tradurre ricorrendo semplicemente ad un vocabolario. Ne esistono tantissimi, cartacei, elettronici [residenti sul computer o su Internet], di ottima qualità, strumenti indispensabili per una buona comprensione e traduzione dei termini stranieri. Questa operazione arricchirebbe la nostra lingua di significati e concetti nuovi, secondari all’odierno progresso tumultuoso delle conoscenze. Essa, invece, è deturpata da questi adattamenti maccheronici, evitabili con un po’ di buona volontà.
Quarto attentato: le traduzioni automatiche.
Chi non ha letto su un sito Internet: «Questa pagina è in inglese, la vuoi tradurre?» Se si risponde sì, in pochi secondi la pagina viene tradotta automaticamente, rapidamente ma in modo generalmente obbrobrioso. La traduzione non ha né capo né coda.
Si dice che l’abbazia di Montecassino, nella seconda guerra mondiale, sia stata bombardata dagli aerei alleati per un errore di traduzione! Oggi, con le traduzioni automatiche, fatte da macchine che non capiscono né la semantica né la sintassi del testo ma solo l’ortografia, con la pigrizia che ci allontana dai vocabolari, se scoppiasse una guerra di vasta portata, allora i vari aerei bombarderebbero tutte le città e non solo un’abbazia!
Silvio dr Coccaro
Medico chirurgo
Ex allievo 1972-73

Se Sgarbi mi dà della capra lo considererò un complimento! di Danila Oppio

Le caprette di mia sorella, Gegé la mamma e Fiocco di neve (questo nome glielo ho dato io perché non ricordo quello che le ha scelto Mariella) sono così tenere e belle, che dare della capra a qualcuno pare un complimento. Inoltre si nota il senso di protezione che mamma capra ha per la sua piccola.








Il pelame di mamma capra è veramente bello, e il biancore della capretta qualcosa che fa sognare. Soprattutto il suo musetto dolce.
E allora, guardando queste foto, mi sono ricordata di una filastrocca che conoscevo in due versioni quando ero piccola.


E questa:

Capra capretta,
che bruchi tra l’erbetta,
vuoi una manciatina
di sale da cucina?
Il sale è salato,
il bimbo è nel prato,
la mamma è alla fonte,
il sole è sul monte,
sul monte c'è l’erbetta,
capra capretta!


SEI di MARIELLA OPPIO



SEI
Sei la mia gioia
e la mia malinconia
Sei la presenza
e l'assenza
Sei la musica
e il silenzio
Sei in me
e fuori di me
Sei la vicinanza
e la lontananza.

SEI... SEI. TU
Ed è quanto mi basta!


Mariella Oppio
21 febbraio 2020

venerdì, febbraio 21

BELLISSIME PAROLE DIMENTICATE - da BABBEL


Illustrazione di Elena Lombardi

Bellissime parole italiane dimenticate

Ci sono molte meravigliose parole italiane che, purtroppo, sono cadute in disuso. Scopriamone alcune grazie a questo divertente racconto!

Un giorno, un galante sagittabondo decise di tentare un esperimento: si vestì come il peggiore degli sciamannati e uscì di casa, ben deciso a conquistare una bella sgarzigliona.
Non appena intravide la predestinata, tuttavia, la mente del gaglioffo si obnubilò e lui commise un errore lapalissiano: le si avvicinò meditabondo, le girandolò intorno e e la stordì con un discorso talmente pleonastico da sembrare artefatto.
La fanciulla, trasecolata dall’aspetto bislacco dello smargiasso, dapprima si spaventò, poi lo apostrofò con una bella ramanzina.
“Signorina, qui ci troviamo di fronte a un grosso granciporro! Non si lasci ingannare dai miei abiti frusti e venga a cena con me.”
La donzella, ammaliata da quel lessico forbito, accettò un pasto luculliano, al termine del quale il nostro amico –solipsista solo in apparenza- lasciò addirittura una generosa buonamano.
Come finì? Vattelapesca!
Dalla rivista di Babbel

Dizionarietto delle parole “vintage”

sagittabondo: che scocca sguardi che fanno innamorare
fonte: “Il libro delle parole altrimenti smarrite”, Sabrina D’Alessandro (Rizzoli)
sciamannato: disordinato, trasandato
fonte: Dizionario della Lingua Italiana Sabatini Coletti
sgarzigliona: fanciulla prosperosa
fonte: “Il libro delle parole altrimenti smarrite”, Sabrina D’Alessandro (Rizzoli)
gaglioffo: ribaldo, briccone
fonte: Dizionario della Lingua Italiana Sabatini Coletti
obnubilarsi: offuscare/indebolire la capacità di vedere o di comprendere
fonte: Dizionario della Lingua Italiana Sabatini Coletti
lapalissiano: di cosa o fatto, del tutto evidente, scontato
fonte: Dizionario della Lingua Italiana Sabatini Coletti
meditabondo: assorto, immerso in meditazione
fonte: Dizionario della Lingua Italiana Sabatini Coletti
girandolare: girare qua e là senza un fine determinato, girellare, aggirarsi
fonte: Vocabolario della lingua italiana Treccani
pleonastico: ridondante
fonte: Dizionario della Lingua Italiana Sabatini Coletti
artefatto: artificioso, affettato
fonte: Dizionario della Lingua Italiana Sabatini Coletti
trasecolare: rimanere sbalordito e sconcertato, allibire
fonte: Dizionario della Lingua Italiana Sabatini Coletti
bislacco: di chi si comporta in modo strambo
fonte: Dizionario della Lingua Italiana Sabatini Coletti
smargiasso: persona che si vanta di capacità o imprese inventate o ingigantisce le proprie qualità
fonte: Dizionario della Lingua Italiana Sabatini Coletti
apostrofare: assalire qualcuno con discorsi concitati, con tono deciso e brusco
fonte: Dizionario della Lingua Italiana Sabatini Coletti
ramanzina: lungo rimprovero, paternale
fonte: Dizionario della Lingua Italiana Sabatini Coletti
granciporro: errore madornale
fonte: Grande dizionario italiano Garzanti
frusto: logoro, liso, consunto
fonte: Dizionario della Lingua Italiana Sabatini Coletti
ammaliare: affascinare, sedurre, incantare
fonte: Dizionario della Lingua Italiana Sabatini Coletti
forbito: elegante, accurato; anche eccessivamente lezioso
fonte: Dizionario della Lingua Italiana Sabatini Coletti
luculliano: abbondante e raffinato
fonte: Dizionario della Lingua Italiana Sabatini Coletti
solipsista: chi ha un atteggiamento di soggettivismo estremo, o chi non vede che il proprio mondo, ignorando o trascurando quello degli altri.
fonte: Vocabolario della lingua italiana Treccani
buonamano: mancia, compenso
fonte: Dizionario della Lingua Italiana Sabatini Coletti
vattelapesca: chi lo sa, vallo a sapere
fonte: Dizionario della Lingua Italiana Sabatini Coletti

IN TERRA/IN CIELO di Coucou, Sèlavy!


IN TERRA/IN CIELO
Corpi presi in prestito per secolari esiti:
Impalchino palafitte i nervi a croce
E non raccolga l’occhio in bitume scempi a latere
Purché lo spiritismo duri ancora un po’.
Ahimè, come le case son crepati
“Qualche giorno in più affittiamole”, si dissero
E allora “In giardino!
Le crepe non potranno che adagiarsi
Per noi saranno piante”
Ci accomodammo, si accomodarono
L’orticello nostro era tutto lì.
Quali nembi restavano ai germogli di noi stessi?
Il giorno dopo sarebbe piovuto comunque
In terra si dice: dal cielo. In cielo: non si sa.


Coucou, Sèlavy!

giovedì, febbraio 20

L'INCANTO DI UNA NOTTE STELLATA di MARIELLA OPPIO

L'incanto di una notte stellata
La notte è frizzante,
l'aria stuzzica il viso,
il silenzio è solenne.
Mi fermo... ascolto.
La mia mente elabora
la bellezza del cielo.
Dal buio si accendono
mille stelle vibranti,
una cupola immensa
pizzicata da punte dorate.
Un planetario infinito
che effonde in me
una pace indescrivibile.
Fa stordire il presente,
mentre l'infinito
rapisce la mia anima.
Ecco,  mi sento parte di esso
fra Sirio, la Via Lattea
e tutte le stelle che incontro
andando...
È estasi, è libertà, è realtà?
È solo l'immersione
in un mondo fantastico
che la notte scura e limpida
offre a chi sa ammirare,
ebbro di tanta bellezza,
l'incanto di una notte stellata!

Mariella Oppio
18 febbraio 2020 - ore 23