POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione. Recensioni stilate da me e da altri autori. Editoriali vari. Pubblico poesie, racconti e dialoghi di vari autori.Vi si possono trovare gallerie d'arte, fotografie, e quant'altro l'estro del momento mi suggerisce di pubblicare. Sulla banda destra della home page, appaiono i miei e-book poetici ed altre sillogi di alcuni autori. Così come le riviste online de L'Approdo e de La Barba di Diogene, tutto si può sfogliare, è sufficiente cliccare sulla copertina. Aggiungo che , sempre nella barra a destra della home page ci sono mie video poesie, con sottofondo musicale. E' sufficiente cliccare sull'immagine per ascoltare testo e musica, direttamente da YouTube. Tutte realizzate dalla eclettica Anna Montella., Ci sono poi i miei libri scritti nel corso di circa 10 anni. Buona lettura e buon ascolto!

venerdì, maggio 12

DUE FUNGHETTI NEL BOSCO - lavoretti a maglia o all'uncinetto - di Danila Oppio

 Qualche giorno fa, navigando su internet, ho ammirato questi due bimbi che indossano abiti lavorati a maglia, in lana. L'idea di realizzarli con effetto fungo l'ho trovata divertente, così ho ripreso l'immagine per farla vedere anche alle mie amiche virtuali e non. Qui noto abitini lavorati a maglia, e ognuno può realizzarli come gli pare, o come abito intero, che noto sulla prima bimba, o a due pezzi, composto da calzoncini lunghi, scalda muscoli rossi a pois bianchi, come i cappelli. E' possibile anche acquistare tutine bianche, o collant in lana e un golfino sempre bianco, quel che conta è creare il cappello rosso e magari anche rivestire un cestino con lana bianca per la base e coprirlo con un cappuccio rosso a pois bianchi.  Chi ha avuto questa inventiva, merita applausi!

Sono andata a cercare altri lavori per abitini di piccole donnine appena nate o di pochi anni, e ho trovato questi altri:




Non ho trovato le spiegazioni di come realizzare questo completino, ma sono certa che chi si diletta a tricottare per passione, riesca a copiare il modello " a occhio" e rifare il completino. Magari preparare anche le muffole e le scarpine rosse. Che dovrebbero riprendere il colore della cuffia. 

Nel vedere le piccole modelle tipo funghetti, mi è rimbalzato nella mente questa storiella e ve la racconto.

Ricordo un libretto dalla copertina rigida e lucida, quadrato, che mi piaceva moltissimo. Non so le volte che l'ho letto, anche se avevo solo 6 anni e frequentavo la prima elementare. Un dono di mia sorella, che mi ha fatto brillare gli occhi dalla gioia.

 



Stamattina due funghetti col capino rosso e tondo
 hanno aperto i loro occhietti alla luce del gran mondo.
Guardan lieti gli ovolini le bellezze del creato,
fili d’erba fiorellini cielo azzurro sol dorato.

I due funghetti, appena spuntati, vengono festeggiati
 dalle creature del bosco, finché Salamandra, dotto esperto, 
da’ un’occhiata indagatrice:
– Uno è matto, ne son certo! – con sussiego altero dice

 Il funghetto così definito si mette a piangere, tutti lo sfuggono e a nulla valgono le parole di conforto del fratello.

Il giorno successivo passa da quelle parti una lumaca:
– O lumaca, per piacere, lei che cosa ci consiglia?
– Di sentire un po’ il parere del dottore di famiglia!

Così vanno dal dottore raffigurato come un corvo con gli occhiali che sentenzia:

– Perché un ovolo sia sano, dice il libro delle scienze,
 deve aver cappello sano senza macchie né escrescenze.
 Oggi il cielo grigio e scuro ci prepara un acquazzone:
con la pioggia, di sicuro, noi sapremo chi ha ragione.

L’acquazzone fa crescere i due funghetti che da ovoli chiusi 
diventano entrambi ovoli buoni con un bel cappello rosso-arancio:
 nessuno dei due è, quindi matto!

Non son matto! Trallallà! Ciao formica! Ciao farfalla!
Dalla gran felicità ride il fungo e canta e balla.

Danila Oppio

A OSLO visita del nostro Presidente MATTARELLA - 12 maggio 2023

 


Il Capo dello Stato sarà nel Paese scandinavo dal 10 al 12 maggio: visiterà Oslo e Trondheim


Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà in visita in Norvegia a maggio. Stando a quanto riferito dall’ANSA, il capo dello Stato arriverà ad Oslo il 10 maggio insieme alla figlia Laura; la visita proseguirà l’11 e il 12 a Trondheim.
Mattarella si recherà nella Capitale norvegese su invito del Re Harald V e della Regina Sonja. Il programma prevede, l’11 maggio, la cerimonia di benvenuto nel piazzale di Palazzo Reale, seguita dalla deposizione di una corona di fiori alla fortezza di Akershus e dalla visita al Parlamento. È previsto, poi, un pranzo di lavoro con il primo ministro Jonas Gahr Store. In serata si terrà la cena di gala al Palazzo Reale.
Il 12 maggio il Principe ereditario Haakon accompagnerà Mattarella a Trondheim. Il programma, stando alle prime indiscrezioni, sarebbe focalizzato sulle opportunità di cooperazione nell’ambito della transizione energetica, con particolare attenzione all’idrogeno, all’energia eolica e alla cattura e stoccaggio del carbonio. 
"Sua Maestà il Re è malato ed è stato ricoverato all'ospedale nazionale", si legge in una dichiarazione. Ha "un'infezione che deve essere curata, e resterà dunque in ospedale per alcuni giorni", continua la Casa reale, aggiungendo che le sue condizioni sono "stabili".
Ecco il motivo per cui Mattarella è accompagnato dal Principe Ereditario Haakon. 
Sergio Mattarella è a Oslo, accompagnato dalla figlia Laura e dal vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, per una visita di Stato che si concluderà venerdì, cioè oggi, nella città di Trondheim, al nord del Paese. 
Mattarella è arrivato in Norvegia per una visita di Stato in un Paese che è membro attivo della Nato, ma è ancora lontano dal voler aderire all'Unione europea. Un Paese che spinge forte sulle rinnovabili, ma le finanzia con il petrolio del quale si è scoperto ricchissimo tanto da essere il primo esportatore dell'Unione. Si tratta, però, di un "Paese alleato e soprattutto amico", come ha sottolineato Mattarella al suo arrivo. Un Paese con il quale c'è "piena convergenza sull'agenda internazionale". 
Roma ed Oslo sono legati da una comune visione su come debba essere affrontata la crisi ucraina, cioè con il massimo della risolutezza. Su queste basi si svolgeranno i colloqui del presidente della Repubblica, con l'obiettivo di capire come si sta evolvendo il pensiero scandinavo e su quali basi Italia e Norvegia possono intensificare la cooperazione bilaterale. Mancherà il colloquio con il re al quale Mattarella ha inviato i suoi "più fervidi auguri" di guarigione. 
 Chi è il Re di Norvegia?


Harald V di Norvegia (Skaugum, 21 febbraio 1937) è il re di Norvegia dal 1991, terzo figlio di Olav V e della principessa Marta di Svezia.
È il primo re di Norvegia ad essere nato nel paese dai tempi di re Olav IV Haakonsson (1370 - 1387). Alla nascita era secondo nella linea di successione dopo suo padre. Nel 1940, a seguito dell'occupazione tedesca durante la seconda guerra mondiale, la famiglia reale andò in esilio. Harald trascorse parte della sua infanzia in Svezia e negli Stati Uniti. Tornò in Norvegia nel 1945 e successivamente studiò presso l'Università di Oslo, l'Accademia militare di Norvegia e al Balliol College dell'Università di Oxford. Nel 1957, alla morte del nonno, re Haakon VII, Harald divenne principe ereditario. Appassionato sportivo, rappresentò il suo paese nelle competizioni di vela alle Olimpiadi di Tokyo 1964, Città del Messico 1968 e Monaco di Baviera 1972 e più tardi divenne patrono della Federazione Internazionale della Vela. Nel 1968 sposò la borghese Sonja Haraldsen. Inizialmente tale matrimonio fu contrastato a causa dello status di comune cittadina (persona normale) della Haraldsen. La coppia ebbe due figli, Martha Louise e Haakon, l'erede al trono.
Data l'assenza di Harald V, che negli ultimi giorni è stato ricoverato per un'infezione, il Capo dello Stato è stato ricevuto dal principe ereditario Haakon Magnus, accompagnato dalla Regina Sonja e la principessa ereditaria, Mette-Marit.


Haakon Magnus e Mette-Marit 

Ovviamente mi è stata inviata da mio figlio questa foto della Karl Johan Gate, che porta a Palazzo Reale, dal parco Studenterlunden e Kvadraturen, la parte della città fondata dal re Cristiano IV. A Kvadraturen e alla Fortezza di Akeshus si trovano alcuni degli edifici più antichi di Oslo.



Palazzo Reale, (Det kongelige slott, normalmente abbreviato in Slottet)


Come potete vedere, dalla foto, lungo la Karl Johan Gate, sventolano le bandiere italiane, esposte per accogliere il nostro Presidente della Repubblica.

Ps: quando l'ho percorsa io, più volte, italiana come il nostro Presidente, non hanno sventolato alcuna bandiera tricolore...forse non sono importante come Mattarella! 😂😜
Danila Oppio

mercoledì, maggio 10

VELA LATINA - LATEEN SAIL di DANILA OPPIO - poesia in cartolina



Questa poesia è datata, scritta e pubblicata nel 2014 su Lune dì Poesia, antologia di autori vari, titolo giocato su Lunedì Poesia, che poi separando la sillaba finale si trasforma. Molto apprezzata questa idea! Ieri, la mia cara amica poetessa e scrittrice LAURA VARGIU, mi ha inviato un messaggio nel quale ha registrato la lettura di questa mia poesia, un dono davvero molto prezioso e gradito. Ho pensato di riproporla come Poesia in cartolina e, con la supervisione di mio figlio insegnante e traduttore in lingua inglese, l'ho scritta anche in questa versione. 


E qui la breve ma intensa e gradita recensione dell'editore de LargoLibro Francesco Sicilia.
"La solitudine, il possibile amore: questi i temi scandagliati con leggerezza e densità da Danila Oppio, che concentra l’attenzione soprattutto sulla bella immagine di una vela, inevitabilmente sensibile, quando è issata, alla variabilità dei venti. L’amore chiama ma in esso non c’è spazio solo per la passione e la luminosità, l’ambiguità e la rabbia ne fanno ugualmente parte.
Il “tu” che potrebbe esserci ma (ancora) non c’è è figura dominante, in questi versi di Danila Oppio. La “ricerca del non so” è la reazione alla solitudine ormai avversata: un complesso tragitto interiore fa da preambolo ad essa, e l’autrice è bravissima a mostrarcelo, tra l’altro con un’invidiabile musicalità dei versi.
La vela è stata issata, il viaggio intrapreso. La poesia, ancora, sarà certamente diario di bordo."

E' bello gettare la lenza nel passato, per pescare ricordi e rielaborarli. 
Danila Oppio


sabato, maggio 6

NOI, NEL NOSTRO PICCOLO, DAL SAHEL di P. MAURO ARMANINO



Noi, nel nostro piccolo, dal Sahel

Ce la caviamo malgrado tutto quello che accade nel mondo. Abbiamo i militari stranieri che formano i nostri soldati alla guerra asimmetrica contro i Gruppi Armati Terroristi sostenuti da variegate ideologie religioso-economiche nel mercato dell’oro e altri metalli preziosi. Tra questi ultimi si annoverano le armi che, come il denaro, non hanno odore. In più assistiamo alle banali e quotidiane menzogne dei comunicati degli Stati Maggiori delle Armate. Nel nostro piccolo accogliamo militari francesi (2.400 dell’operazione Barkhane, ‘duna mobile del deserto’), l’insieme della forza europea Takouba (900 militari per la ‘spada tuareg’), americani, tedeschi, italiani e quant’altro. Tutti al servizio del Paese e del popolo, nella formazione e, naturalmente, sotto comando dello stato nigerino. Abbiamo persino una nuova cappella, dedicata al santo papa Giovanni Paolo secondo, inaugurata in pompa qualche giorno fa nella base militare italiana di Niamey, presso l’aeroporto civile Internazionale. Avere Dio dalla propria parte è una garanzia di successo finale.

Abbiamo milioni di persone che soffrono di endemiche carestie che gli attacchi ‘jihadisti’ non fanno che rendere più gravi e acute. Sul nostro patrio suolo accogliamo mezzo milione di persone tra rifugiati e sfollati interni e, da Paese economicamente tra i più poveri del mondo, siamo terra di passaggio e di sperimentazione politica per le frontiere esterne dell’Europa. Il risultato non si è fatto attendere perché, tra espulsione dei migranti dall’Algeria, campi di detenzione in Libia, guardie costiere formate e finanziate dall’Europa, il razzismo dei Paesi maghrebini e la congiuntura economica, migliaia di migranti sono ‘parcheggiati’ o liberamente detenuti in attesa del ritorno assistito al Paese d’origine. Nel frattempo, si muore nel mare, nel deserto, nei campi di sterminio e soprattutto nell’indifferenza delle coscienze e nell’invisibilità dei volti e dei nomi. Le agenzie delle Nazioni Unite per i rifugiati, i migranti, le donne, i bambini, i traffici illeciti di beni e persone fanno a volte il possibile e sono spesso più parte del problema che della soluzione. Ambulanze del sistema che perpetua se stesso nell’iniquo ‘apartheid’ del mondo.
Abbiamo festeggiato col consueto rito propiziatorio il primo maggio dei lavoratori che sopravvivono al quotidiano e coi mendicanti, dei quali il Paese è diventato uno dei principali esportatori nella regione senza colpo ferire e nell’assoluta complicità delle autorità costituite. Tramite il nostro Presidente della Repubblica partecipiamo all’incoronazione del nuovo monarca del Regno Unito perché non ci facciamo scippare nulla di importante nella diplomazia globale. Perché, nel nostro piccolo, siamo il più giovane Paese del mondo e, in fondo, non ci priviamo di nulla di ciò che oggi può rendere felice un popolo. Manca l’acqua corrente per buona parte dei cittadini, durante la stagione torrida si assiste alle consuete interruzioni nell’erogazione dell’elettricità, i cavi del net sono volentieri tagliati da una nave, un camion o un traliccio che cade. Meglio non ammalarsi che avventurarsi negli ospedali pubblici dove è raro che funzionino gli strumenti o le cliniche private troppo onerose per il cittadino comune. Nel nostro piccolo non ci manca quasi nulla per vivere con dignità. Sfilano in città migliaia di taxi che sostituiscono i mezzi pubblici inesistenti, arricchiti da nuovi tricicli che sfidano quotidianamente le leggi della strada e dell’equilibrio tra passeggeri e carichi di mercanzie. 
Soprattutto ci accompagna nostra signora la sabbia che, assieme al vento, generano la polvere che tutto avvolge e poi carezza i sogni di un Paese differente.

          Mauro Armanino, Niamey, 7 maggio 2023