POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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sabato, aprile 22

Dico quel che penso...sulla poesia!


Dico quel che penso, a volte non penso a ciò che dico!
Sono così spontanea, che quel che mi passa per la mente, non mi pongo problemi a tradurlo in parole.
In quanto agli amori passati, ne avessi avuti d’importanti, li ho scordati. Maurizio Picariello, un colto cantastorie del quale ho pubblicato qualcosa su questo blog, afferma:

 il primo bacio te lo diedi quando ti vidi la prima volta e non quando ci baciammo. Eri piccola e tenera. T​ornai a casa e parlavo da solo. 
​C​hiuso in camera, mi guardai allo specchio e lì capii che tutto quello che avevo chiamato amore prima di te, erano solo vuote parole.
Direi ​che è questa la sostanza. Non è vero che il primo amore non si scorda mai. Io non so chi sia stato il primo ragazzo di cui mi sono innamorata (che non vuol dire avere avuto una storia con lui, semplicemente il primo che mi ha fatto battere il cuore). Forse avevo 10 anni? 
Quel che credo, ne sono fortemente persuasa, e che di norma è l'ultimo amore:
Quello che rimane impresso nella mente e nel cuore. 
Quello che per un'ultima volta ti fa sentire vivo, il cuore che batte forte, le emozioni che crescono nell'anima.
Quello con cui puoi parlare di tutto senza essere criticata, che non ti chiuda la bocca, con un secco "taci!", ma con baci. 
Quello è l'amore che non si scorda. 
Quello che non ti fa soffrire, che ti regala gioia e sorrisi, che ti accompagna per mano lunga la via della vita.
 Quelli del passato, se sono rimasti indietro, nel passato, appunto, non erano amori, ma fuochi di paglia, emozioni momentanee senza futuro. 
Quegli amori fugaci,  quelle "cotte" che arrivano come un colpo di fulmine, ma se ne vanno via come nubi spazzate dal vento...e non esistono più.


 Quindi ha ragione il cantastorie: "Tutto quello che avevo chiamato amore, prima di te, erano solo vuote parole".  Niente di più vero.

E questa è prosa. Solo prosa. Ma le stesse parole, sistemate in altro modo, potrebbero  diventare poesia? Certo, ma prosastica!

Non è vero
 che il primo amore non si scorda mai.
Quel che credo, 
ne sono fortemente persuasa, 
quel che non si scorda
 di norma è l'ultimo amore.
Quello che rimane impresso 
nella mente e nel cuore. 
Quello che per un'ultima volta
 ti fa sentire vivo, il cuore che batte forte, 
le emozioni che crescono nell'anima.
Quello con cui puoi parlare 
di tutto senza essere criticata,
 che non ti chiuda la bocca, con un secco "taci!", 
ma con  una serie di baci. 
Quello è l'amore che non si scorda. 
Quello che non ti fa soffrire,
 che ti regala gioia e sorrisi, 
che ti accompagna per mano 
lunga la via della vita.
 Quelli del passato, se sono rimasti indietro, 
nel passato, appunto, non erano amori, 
ma fuochi di paglia, 
emozioni momentanee senza futuro. 
Quegli amori fugaci,  quelle "cotte" 
che arrivano come un colpo di fulmine, 
ma se ne vanno via come nubi 
spazzate dal vento...e non esistono più.


 Quindi ha ragione il cantastorie:
 "Tutto quello che avevo chiamato amore, 
prima di te, erano solo vuote parole".  

Più o meno sono le stesse parole più sopra, scritte in prosa, ma incolonnate con gli accapo, come fosse una poesia. Ma non lo è. Per diventare tale, servirebbe trovare le giuste rime, misurare le sillabe con la vera metrica, suddividere in terzine, quartine, senari, settenari, novenari, endecasillabi...quel che vi pare, purché abbia la forma che la poesia richiede. 
Mi sono spiegata? 

Danila Oppio

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