POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

sabato, ottobre 18

Il canto diurno della pastorella errante siciliana di Domenica Luise


Che fai tu sole in ciel, dimmi, che fai
o tempestoso sole? Arrabbiatissimo
dall’alto guardi le prodezze umane
sempre le stesse, noi fin da paleolitici
inventammo l’obolo e le tasse. Trasformammo
i frutti della terra in soldi
così mangiammo l’oro come Mida
e a Messina arrivano le arance straniere
insapori, enormi e lucidate a specchio. Tu, sole
vecchio saggio, che cosa fai per questi
vermi di terra brulicanti
alla conquista dello spazio con una fionda?

 Davide e Golia, Ulisse e il ciclope
utente contro sfruttatori. Sorrisi tatuati
fissi e buchi neri accumulatori
del dio denaro gestiscono il gregge
imbecille addormentato con televisione e internet, ma
il giorno è inoltrato
ormai,la luce entra in tutti gli angoli
in qualche cosa il gregge deve pur credere
per continuare a pagare. Intanto
mangiamo di meno, i prezzi crollano
i negozi chiudono, le offerte speciali
aumentano e il fisco incalza
gridano tutti uno sull’altro. Ci siamo svenduti
al migliore offerente
e tu, sole, che diavolo combini
imperterrito nel cielo inquinato
sul mare dei fuggitivi affogati
morti di stenti per ingiustizia?

 Si sono spartiti i soldi della beneficenza
e hanno mandato gli altri a fare la guerra
hanno tosato a sangue tutte le mie pecore
che non ragionano più né hanno gioia d’erba
e di agnellini saltellanti sulle poppe.

 E tremano i piccoli morendo per imbandire
banchetti ed abiti e ville di bagordi.

 Abbiamo questo respiro così fragile
e compriamo le medicine anche se siamo esenti
paghiamo la visita privata o se ne parla fra due anni
e nel frattempo moriamo, tanto non importa a nessuno
che una professoressa in pensione
sempre aspirante poetessa
liberi il posto.

 Eppure
la vita è bellissima.



Domenica Luise

Immagine creata dall'autrice 

4 commenti:

  1. Grazie, Danila, per avere riportato questa mia parodia amara e profondamente sentita. E adesso debbo lasciarti perché è arrivata Enza, la signora che si prende cura di me, ed è già andata a pulire in giardino, sono ore serene quando ci dedichiamo alle piante, io da seduta e lei zappa, taglia, estirpa, raccoglie. Mah. Tornerò sul tuo blog appena possibile, per il momento un bacio e un augurio di felice giornata.

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  2. Era troppo intensa e intelligente, per non riprenderla e pubblicarla anche qui! L'ho letta e apprezzata moltissimo. E buon giardinaggio! Qui oramai, più che foglie secche e rametti rattrappiti non si coglie, nel giardino, e mi sono cimentata anch'io, stamattina, in questa attività! Un abbraccio stretta al cuore, anima bella!

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  3. Invece qui stamattina abbiamo raccolto tre rose bianche bellissime, ci vuole un altro mesetto perché sia autunno. Ed è venuto un caldo afoso. Come stai bene in queste fotografie che hai pubblicato. Alle 14 mi ha svegliata la telefonata del solito gestore telefonico che già mi aveva svegliata ieri, non so se siano loro che mi hanno anche seccata bussando al cancello, c'era il tecnico del computer con me e ci ha parlato lui. Non desistono, dovrò staccare il telefono quando riposo, lascerò il telefonino agli amici e terrò quello finché non incominciano anche lì. Ho detto che sto un po' meglio, no che sono guarita né ringiovanita, ma questi non vogliono capire le parole chiare. Non possiamo vivere così sempre sotto pressione, io ho bisogno di silenzio. Uffa, e sono diventata anche noiosa. Un abbraccio, cara, sto andando a sistemare l'armadio, ahimè.

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  4. Lo so che da voi il tempo è ancora estivo! Per quanto riguarda i gestori telefonici, mi stanno subissando di telefonate, ovviamente sempre all'ora di pranzo o di cena, o del pisolo pomeridiano...oramai ho capito che chiamano da vari call-center e quindi riattacco senza neppure ascoltarli. Ma quando si ha bisogno di riposare, occorrerebbe staccare il ricevitore così trovano occupato! Come quei cartelli fuori dai servizi pubblici o nelle stanze degli hotel: don't disturb! Bacione tesoro!

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