POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

lunedì, dicembre 9

TEMPO SCADUTO





Quanto tempo ho?-

-Ancora dieci minuti  e sette secondi-

-Dieci minuti?-
-Nove e 59 secondi-
-Cazzo, come siete fiscali!-
-Ti conviene darti da fare, se ci tieni così tanto. Dopo scorderai tutto-
-Ma che senso ha, porcatroia?-
-E' la regola!-

Mi rendo conto di non avere alternative.
Decido velocemente di pensare solo all'essenziale..

E allora vado a rivedermi, dal mio quinto piano , il sole che disegna ombre fresche sui muri delle case che circondano il grande cortile,  nel mattino di una delle mie prime cinque o sei primavere. Le rondini che volteggiano vicinissime a me facendo un gran rumore,  per poi andare ad infilarsi in quei buchi ricavati apposta per loro nel muro di fianco al mio pianerottolo  , dove mamma mi ha detto che i loro piccoli le aspettano


 Mamma....


 Il suo vestito di cotone turchese, coi piccoli fiori bianchi.

 Mamma, bella donna dal grande seno,  solo leggermente appesantita dal tempo e dal quarto figlio avuto così avanti negli anni  e del tutto  inaspettatamente.
Mamma, sempre stanca perché con quattro figli c'è sempre da fare
Dal pianerottolo la sento cantare, mentre lava a terra. E sento il profumo di pulito.
Vado a rivedere anche papà. I pantaloni tirati su, molto oltre la vita. La camicia sempre immacolata. E vedo i suoi colori ed il suo cavalletto, in camera da letto. I suoi dipinti.
La sua bocca bellissima dal sorriso largo e sincero ed i suoi occhi sorridenti,  verdiazzurrigialli, le sue sopraciglia folte. Le sue mani forti
Sento cantare anche lui, un'aria d'opera.
 Oggi è domenica.
Ci stiamo preparando, io e papà, per andare in Duomo, a cantare nel coro. Papà è felice. Mamma è felice.
Io pure, sono felice.
E sono felice quando vedo Adele, Tina e Sergio, ridere intorno al tavolo con noi, stretti per forza dalla piccola cucina  che fa anche da soggiorno
.Li vedo benissimo.
 Benissimo

Non ho tantissimo tempo, devo darmi da fare.

Vedo  Pierangelo  infilarsi le mani nella tasca dei pantaloni della festa per estrarne alcune banconote da contare, sperando siano sufficienti per pagare il cinema, oltre che  a me, anche a Giuliana e Marisa, una domenica sera d'autunno, sotto  il tabellone dei risultati di calcio, davanti  alla pasticceria Montalbetti
Ecco Anna, arrivata da pochi anni da giù,  avanguardia, insieme al papà ed al fratello maggiore, di una famiglia numerosa.
E' molto bella e mi sorride da sotto il velo dell'abito bianco da sposa, mentre mi si avvicina, sottobraccio a suo padre, rigido come un pinocchio.

Sara e Serena hanno più o meno undici ed otto anni.
Siamo al mare, a Deiva.
Sara, seduta di fianco a Serena,le sta mostrando qualcosa . Non so che sia, perché mi danno le spalle, ma certo si rendono conto che le sto osservando e si girano a guardarmi quasi all'unisono. Mi sorridono. Mi chiedono qualcosa. Sento, ovattato,  il rumore delle onde  e dei giochi dei bambini

Le ragazze sono donne. Stiamo ridendo come pazzi, bagnati fradici di pioggia, sotto un portone dalle parti di Via Brera. Abbiamo tutti in mano un pezzo di focaccia

La donna che amo si stringe forte a me.
Stiamo assistendo ad uno spettacolo di musiche, suoni, colori e straordinari giochi da circo. Gli spettatori applaudono un eccezionale mimo. Ci raggiungono grossi, leggeri coriandoli sollevati e sparsi per tutto il teatro tenda da un enorme ventola, al ritmo lento di una musica dolcissima.

Giuseppe ha sei anni. Lo tengo per mano camminando per Lecco. Guardo la sua testolina, i suoi capelli castano biondi molto mossi. 
E' bello che Serena lo abbia chiamato Giuseppe. Come papà, E come il bisnonno.
 Per fortuna non assomiglia a Tommaso

Ora è Sara ad essere in attesa. 
 Guardo la sua espressione ostinata ed i suoi occhi dolci.
Mi sento bene
Proprio bene

- Tempo scaduto, Bruno-
- Dio, ma quanto siete rompicoglioni, cazzo!- 
- E' la regola!-
- La regola...- gli faccio il verso - Vabbè, Che si fa, ora?-
- Partenza-

Si parte

Non avrei mai immaginato così presto
Mi sento leggero, tranquillo.
Libero.

Mi sollevo lentamente e letteralmente da lì. 
Ridacchio tra me. 
Non credevo potesse essere così.

"Sollevato" mi pare perfino la parola più adatta

E' bellissimo..

bellissimo

Bruno Oscar Munari


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