POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione. Recensioni stilate da me e da altri autori. Editoriali vari. Pubblico poesie, racconti e dialoghi di vari autori.Vi si possono trovare gallerie d'arte, fotografie, e quant'altro l'estro del momento mi suggerisce di pubblicare. Sulla banda destra della home page, appaiono i miei e-book poetici ed altre sillogi di alcuni autori. Così come le riviste online de L'Approdo e de La Barba di Diogene, tutto si può sfogliare, è sufficiente cliccare sulla copertina. Aggiungo che , sempre nella barra a destra della home page ci sono mie video poesie, con sottofondo musicale. E' sufficiente cliccare sull'immagine per ascoltare testo e musica, direttamente da YouTube. Tutte realizzate dalla eclettica Anna Montella., Ci sono poi i miei libri scritti nel corso di circa 10 anni. Buona lettura e buon ascolto!

sabato, giugno 5

COME TRADRE IL DUE GIUGNO. ISTRUZIONI PER L'USO di P. MAURO ARMANINO

Come tradire il Due Giugno. Istruzioni per l’uso

Potresti dirmi come fare per emigrare in Italia? Questo messaggio mail di un giovane militante della società civile è arrivato di sorpresa nella mia posta. Quasi come risposta a un recente articolo, inviatogli perché parte dell’indirizzario, che commentava la morte per malattia di una migrante. Non è comune e neppure raro, ricevere messaggi e domande di questo tipo. Anche volendo, da uno che ha scelto di stare dalla parte del Sud, dovrei dirgli subito che la sua legittima aspirazione avrebbe scarse possibilità di realizzazione. Perlomeno non nei termini da lui auspicati ed espressi con innocente e giovanile spontaneità. Sarei stato costretto a confessargli che, malgrado l’epico e spesso doloroso passato migratorio del popolo italiano, oggi non è più così. Una Repubblica fondata sul lavoro (in buona parte fornito dagli immigrati), che ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali e che si tradisce. Fabbrichiamo ed esportiamo armi, istruiamo gli altri sull’arte della guerra e soprattutto vietiamo loro ciò che, prima di loro, abbiamo ampiamente praticato e cioè la mobilità delle persone. 24 milioni, il più grande esodo moderno!

Per onestà dovrei dirgli che, proprio in questi giorni, festa della Repubblica Italiana, il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’onorevole Luigi di Maio, era di passaggio in Niger. Un Paese che è stato ancora recentemente confermato buon ultimo nell’Indice delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Umano. Il ministro Di Maio ha naturalmente incontrato le autorità nigerine. Nella dichiarazione finale si è confermata la fattiva cooperazione economica dell’Italia, il rafforzamento dell’impegno per la lotta contro la tratta dei migranti e per ridurre ‘il flusso’ degli irregolari in transito. Allo stesso tempo si continua la protezione degli stessi e dei rifugiati. Si conferma altresì il possibile inizio della costruzione di una base militare italiana nel Niger, previo il presunto accordo del parlamento italiano. Nelle poche ore passate nel Paese, il ministro ha portato il suo saluto al contingente italiano della Missione Bilaterale di Supporto in Niger, ‘fiore all’occhiello’ della cooperazione in materia di sicurezza nel Sahel e tutta l’Africa.

Di Maio, nella sua visita, ha ricordato che il Niger rappresenta per l’Italia un ‘partner prioritario’ nella regione saheliana, diventandone ‘la frontiera meridionale’. Un’area cruciale per la stabilità regionale, per il contrasto al terrorismo jihadista e per la gestione dei ‘flussi’ migratori verso il Mediterraneo. Il Ministro trova il tempo per salutare i militari e non quello per incontrare e ascoltare coloro che cercano di mettere in pratica il senso della festa del 2 giugno. Tra questi si annoverano le persone impegnate con i migranti, la gente dedita a lenire le sofferenze del rifugiati e i pochi missionari che rimangono come ‘ambasciatori’ di gratuita solidarietà. Giusto e doveroso accogliere padre Pierluigi Maccalli a Roma, ciò che Di Maio e Giuseppe Conte hanno fatto dopo la sua liberazione dalla cattività di due anni nel Sahel. Sembra invece molto meno ‘mediatico’ e poco ‘redditizio’ ascoltare gli operatori umanitari nel perduto Niger. 

Devo dire all’amico che mi chiede come migrare in Italia che, la Repubblica da cui provengo e che nostro padre partigiano ha contribuito a edificare nella libertà, gli impedisce (nel suo Paese) di cercare altrove ciò che pensa di non trovare qui. Che andrebbe in un Paese che ha tradito ciò per cui tanti hanno dato la vita e i loro anni migliori. Che i campi militari sembrano più importanti ed efficaci delle scuole, dei dispensari e della dignità che il neocolonialismo tradisce ancora. Devo dirgli di perdonarci, se vorrà farlo, un giorno.

         Mauro Armanino, Niamey, 6 giugno 2021

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