POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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giovedì, marzo 13

Maria medita nel suo cuore

Maria medita nel suo cuore

Il mio Gesù? Lo ricordo come fosse ieri, quand’era piccolo, mentre lo stringevo al petto, questo dono di Dio alla Sua umile ancella! Com’era buono, ubbidiente, disponibile ad ascoltarmi, quando gli leggevo le Sacre Scritture! E come aiutava volentieri Giuseppe, nel suo laboratorio di falegnameria! Non mancava di andarmi a prendere l’acqua al pozzo, per evitarmi la fatica di portare secchi pesanti! A parte quella volta, che mi ha tanto spaventato quando non lo abbiamo visto con noi, tornando da Gerusalemme.  Lo abbiamo poi ritrovato al Tempio, in mezzo ai dottori. Certo, mi pareva forse un po’ troppo giovane, per occuparsi delle cose del Padre suo, però aveva compiuto i 12 anni, e per la nostra legge si era fatto adulto. Noi mamme non vorremmo mai pensare che i nostri bimbi diventino uomini, ma Gesù è cresciuto in sapienza e grazia, nell’ubbidienza a Dio e a noi.
Ora proprio non riesco a comprendere perché il mio Emmanuel sia stato tanto odiato! Gesù ha tramutato l’acqua in vino, per quegli sposi al loro pranzo. Me ne ero accorta, che non c’era più vino, e quando l’ho detto a Gesù, lui mi ha dolcemente rimproverato, dicendomi che non era ancora giunto il suo tempo, ma poi ha accolto la mia supplica.
Ha molti amici, discepoli che l’hanno seguito nelle sue predicazioni in tanti luoghi della Galilea, perfino lungo il lago di Tiberiade. In questi giorni, pur avendo compiuto incessantemente molti miracoli, ridando la vista ai ciechi, guarendo paralitici e lebbrosi, risuscitando i morti, nessuno gli sta vicino e lo difende. Quando piangeva gravato da molte pene, nel Getsemani, anche i suoi amici più fidati non sono stati capaci di restare svegli a consolarlo e pregare con lui. Pietro l’ha rinnegato per ben tre volte, eppure so bene quanto lo abbia amato e perdonato, tanto da affidargli la sua Chiesa! Non si separava mai da tutti loro, con me erano la sua famiglia.
Mi tornano alla mente tanti ricordi, per esempio quel che disse Simeone, quel giorno che portai mio Figlio al tempio: “Egli è qui per la rovina e la resurrezione di molti in Israele, di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima”.
Quest’ultima frase di Simeone mi fece emettere un gemito, perché sapevo, comprendevo che se Gesù era venuto sulla terra per la Salvezza dell’umanità, avrebbe dovuto compiere un sacrificio. Ma non potevo sapere, quasi trentatre anni prima, come sarebbe morto mio figlio. Ero però sicura che alla fine lo avrei perduto. Perché se lo Spirito Santo parlava a un uomo come Simeone, giusto e timorato di Dio, questo significava che aveva avuto pietà di me, e non riuscendo a dirmi nel cuore la verità, me la fece dire per mezzo di Simeone: “ E anche a te una spada trafiggerà l’anima”. Non solo a me, anche a me! Questo era il segnale, che mio Figlio sarebbe stato colpito di spada al cuore, ma prima ancora a soffrirne sarebbe stata la sua anima ferita. Per questo avvertii da subito che un dardo infuocato mi penetrava nel cuore. Anche a me…significava che prima di tutto sarebbe stato mio figlio a esserne trafitto. Povero figlio mio, cosa gli stanno facendo di così tremendo! Fosse stato un assassino, un ladro, un farabutto, come madre avrei in ogni caso sofferto nel vederlo perseguitato, oltraggiato e condannato, ma se lo sarebbe meritato. Mio figlio però è la bontà personificata, ha distribuito grazie, ha perdonato. Ha solo amato e tanto. Mi chiedo: è una colpa tanto grande amare? Una colpa offrire la guarigione del corpo e dell’anima?
A ben pensarci, fin da quando era piccino, qualcuno l’ha odiato tanto, da volerlo uccidere. Non c’è riuscito con mio figlio, poiché siamo fuggiti, ma ha ucciso un grande numero d’innocenti. Per quale ragione? Erode temeva che mio figlio diventasse Re di Giudea? Ma come avrebbe potuto, il figlio di gente modesta quale siamo noi, sostituirsi a un re terreno? Il Suo Regno non è di questo mondo, e l’ha ben detto chiaro in tutte le sue predicazioni. Lui, che è figlio di Dio Padre, ha solo voluto indicare la natura del Regno, che è spirituale e non in concorrenza con i potenti di questa Terra. Non l’hanno capito! L’hanno perfino accusato di agire per conto del demonio! Ma come potrebbe il demonio volere il bene delle creature, quando appartiene al regno del male? Il Bene viene solo da Dio, non dal suo antagonista! Il mio Gesù rappresenta il bene nel suo assoluto, poiché è Figlio di Dio e tutt’uno con il Padre.
Così, dopo tanto predicare di bene e di giustizia, di amore e di pace, moltiplicando pani e pesci per la folla che aveva fame, ora si trova solo con qualche amico che ancora gli è fedele. Dove sono tutti gli altri, quelli che hanno visto la sua bontà, che hanno mangiato di quel pane e di quei pesci? Erano a migliaia, e si sono dileguati! Siamo qui sotto la croce a piangere, impotenti contro la malvagità delle creature, tre donne e il piccolo Giovanni, che lui amava tanto. Perfino i discepoli si sono allontanati scuotendo il capo e mettendo in dubbio tutto quando Gesù aveva loro insegnato!(Emmaus). Si ricrederanno, ma intanto Gesù è rimasto solo, nessuno è stato disposto a difenderlo!
Ed io, nel vederlo così, il suo corpo devastato dai colpi del flagello, e poi inchiodato sulla croce dalla quale vorrei strapparlo, e non posso, sono sopraffatta dal dolore, un dolore tanto più atroce, quando perché ingiusto per lui e per me.
Il mio cuore è lacerato in mille briciole, ho pianto tutte le mie lacrime, a nessuna madre auguro tanto dolore! Ma ho accettato il suo destino perché come dal salmo 22,16 si apprende: “Poiché cani mi hanno circondato: uno stuolo di malfattori mi ha attorniato, mi hanno forato le mani e i piedi”, tutto questo doveva accadere perché si potessero compiere le profezie.
(Adempimento:(Luca, 23,33 E quando giunsero al luogo, detto del Teschio, là crocifissero lui e i malfattori, l’uno a destra, e l’altro a sinistra”).
Non posso oppormi al volere del Padre, così come non si è opposto mio Figlio. Il Messia avrebbe dovuto sopportare tutto questo, fino alla fine, come olocausto per ottenere dal Padre la salvezza dell’umanità. E ogni schiaffo, frustata, sputo, insulto e alla fine, quel colpo di spada al costato, ricevuti da Gesù, li ho sentiti nella mia stessa carne. Anche oggi l’umanità continua a ferire mio Figlio, e indirettamente anche me. Non ha ancora compreso che Lui è solo Amore, e ciò che ha predicato, ogni sua azione e soprattutto il suo sacrificio, è stato per il bene di ogni uomo della Storia?

Danila Oppio 
pubblicato sul bollettino Parrocchiale Quaresima 2014 del Santuario Santa Teresa del Bambino Gesù

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