POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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martedì, giugno 21

Disquisizioni sull'arte: Rouault e dintorni

Disquisizioni sull’arte (su Rouault per il quale non pubblicherò mai una galleria d'arte)




Nell’inviare al caro amico Tommaso Mondelli  l’immagine di un mio quadretto, un dipinto ad olio del lontano 1971, lo definii un quadro brutto e maleducato. Ecco la risposta:

Buon giorno a te e a “quel quadretto brutto e maleducato” del paesaggio ... 22 anni! Ma perché brutto e perché maleducato? Non è un disegno espresso o riportato ora in varie coloriture? Sarà un diverso e il diverso non è brutto. In un certo senso per me esprime certi aspetti del mare salernitano. La natura viva dice qualcosa da sé mentre la natura morta o  la fantasia, esprime l’anima e il desiderio dell’artista che lo ha posto in essere.    
    E’ quel che sento in me verso un’espressione artistica naturale o artificiale, il  farmi sentire qualcosa come una poesia tacente. Tu sei una bravissima artista pittorica, nei tuoi quadri c’è talento, anima e senso dell’amore.

Tommaso Mondelli

Volevo precisare il brutto e maleducato, riferito al mio dipinto di quando avevo 22 anni: l'ho scritto apposta, in contrapposizione a chi si incensa.
A mio avviso, devono essere gli altri a decidere se le opere siano belle o meno. E' uno dei difetti principali di molti artisti o pseudo-tali, quello di una esagerata autostima riguardo alle proprie creazioni.
Quindi, per contrapposizione, ho detto che il mio quadro è brutto e maleducato e ne sono persuasa, perché all'epoca non sapevo creare i giochi di luci e ombre, come invece avrai notato nel quadro che ti ho inviato, dopo un'adeguata scuola. La prospettiva, la luminosità che va a finire in una sfocatura finale, sono tecniche che da ragazza non conoscevo. 
Ora è chiaro perché ho detto quelle cose, riguardo al mio quadretto? Lo noti come sia privo di profondità, ovvero decisamente piatto? Osserva la differenza in quest'altro quadro, che ha lo stesso soggetto, ovvero il mare, dopo adeguati studi perseguiti in un'età più matura.

Dani





Se facciamo qualcosa che ci piace, è legittimo provare soddisfazione a titolo di premio. Quando partecipiamo a un concorso per posto di impiego o letterario, portiamo qualcosa che è sapere e creazione e ci auto-promoviamo. E l’eventuale sconfitta è uno schiaffo a viso aperto da parte di altri che non vedono la stessa cosa, cioè la nostra anima che è lì dentro. Dove è l’errore? C’è la visione di due persone che guardano la stessa cosa  e non sono dello stesso avviso. Ma nel concorso c’è il primato del secondo sul primo ed è una regola che esiste anche nel campo giudiziario senza limiti di  tempo e i concorsi hanno una  scadenza fissa altrimenti non avrebbero senso. 
    Siamo esseri umani invidiosi e malfatti. A pochi km da Pinerolo c’è un paese che si chiama Cavour (il paese dei mangioni) i cui abitanti si esprimono così: se non mi vanti tu mi vanto io. Simpatico, no? Ma è solo a Cavour. La pigrizia e l’insicurezza delle persone in genere, forse un po’ tutte, chi più e chi meno, è la chiave sbagliata di tutto questo.
    Siamo diversi ed è naturale che siamo portati a fare, pensare e dire cose diverse, come anche amare oppure odiare.
    A volte mi viene da dire che siamo dei gusci vuoti e invece di riempirli vuotiamo quelli degli altri. Le relazioni umane sono per migliorarci a vicenda.

Tommaso Mondelli

Sono persuasa che, prima di ogni altro, dobbiamo essere noi stessi ad essere soddisfatti di qualcosa che abbiamo fatto. Questo è indubbio! Vantarsene con altri, non lo ritengo elegante. Non è giusta neppure l’eccessiva modestia, perché ritengo che spesso sia una forma di snobismo. Una cosa certa è poter dire: ho fatto qualcosa che mi soddisfa, ma saranno altri a dire se ha suscitato in loro una qualche emozione. Che sia un quadro, un disegno, una poesia o un racconto in prosa, ma anche un oggetto artigianale, poco importa. Chi l'ha prodotto, deve essere il primo a sentirsi appagato del suo lavoro. E' bello fare qualcosa per se stessi, ma se poi quel qualcosa si può condividere con altri, è ancor meglio. Prendi per esempio un musicista: se scrivesse le proprie opere solo per sé, che giovamento potrebbe ottenerne? Io ringrazio sempre coloro creano buona musica, che mi dona il piacere dell'ascolto. Così lo stesso piacere nasce nel leggere gli scritti altrui. O guardare dei bei dipinti. Oggi l'arte, in tutte le sue forme, è decadente. Tutto si riduce a livello di esperimento, e si dimentica il BELLO! 
Qualche anno fa a Legnano, hanno allestito la mostra dei dipinti di Rouault, denominata Miserere. Materialmente il Miserere si presenta come una serie di 58 incisioni realizzate da Rouault tra il 1917 e il 1927. La tiratura è stata conclusa nel 1927. Solo nel 1948 tuttavia l'opera è stata diffusa. Quadri in bianco e nero, con tratti marcati, figure deformi, di una tristezza inaudita. Dalla visita alla mostra me ne sono uscita con una sensazione deprimente...eppure l’artista è osannato dalla critica.

Questo è un suo dipinto e tutti gli altri hanno lo stesso impatto visivo. 
Se questa è arte… ti prego,  lasciami avere dei dubbi in proposito.
Non si trova più l'impegno di Caravaggio, di Raffaello, e neppure quello di altri pittori più recenti, come i macchiaioli o gli impressionisti. A mio parere, certi quadri si realizzano in meno di un'ora, esattamente come gli scarabocchi dei bambini delle elementari. Se dovessi esprimere il mio parere a un critico d'arte, scandalizzato mi risponderebbe che non ne capisco un cavolo, per non dir di peggio. Nessuno però mi toglie dalla mente che questo dipinto è una "cagata pazzesca", come direbbe Fantozzi,  e che trasmette solo un'infinita tristezza. 

Danila Oppio


1 commento:

  1. bisogna anche imparare ed esprimere il proprio parere, anche se contrario al giudizio della critica, perché talvolta i critici hanno tutto l'interesse a parlar bene di un artista, per poi poter allestire mostre che renderanno loro un certo guadagno. O pubblicarne degli articoli - ben pagati - sui giornali nazionali ed esteri. Ricordo quando si osannava a Pietro Manzoni, con i suoi escrementi chiusi in un vaso...permettete vero se dico senza timore di sbagliare, che si trattava di una cagata pazzesca? Tale era realmente! E
    mentre Manzoni (Pietro e non Alessandro) se la rideva di gusto, i vari critici e estimatori (di merde) si sdilinquivano in iperboliche lodi. Danila

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