POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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giovedì, giugno 2

Epitaffio funebre per Marco Pannella


Dopo la scomparsa di Pannella, un caro amico ha pubblicato uno sperticato elogio funebre sul suo blog. Trattandosi di un medico, obiettore di coscienza riguardo all'aborto, mi sono stupita e gli ho risposto:
"Chissà perché finché è in vita, si dicono peste e corna di un personaggio del quale non condividiamo le scelte, perché discordi dalle nostre, e poi quando muore, improvvisamente diventa un "santo"! La coerenza dove sta di casa?

Alla fine, mi ha fatto sentire quasi avessi sproloquiato, come fossi un'eretica.
Pannella mi era simpatico, ma le sue  scelte politiche non le ho mai condivise.
Oggi l'amico poeta e scrittore Tommaso Mondelli, mi ha inviato qualcosa che mi ha strappato un sorriso. Questo simpatico epitaffio.

Scrive Mondelli:

La morte di Pannella non mi ha sorpreso (era vivente e tutti i vivi muoiono, forse anche noi) Altro che un necrologio! Letto sulla rivista Panorama del 1 Giugno, è in poesia e lo trascrivo nel caso volessi  glob-alizzarlo:


   Agli uomini abbassò la gonna.
   Alle donne alzò i pantaloni.
   Annunciò l’aborto alle mamme.
    Partorì il divorzio per i figli.
    Con il suo fumo l’Italia ha respirato.
   Coi suoi digiuni la repubblica si è irrobustita.
   Ha spalancato le carceri a chi era libero.
   Ha mostrato le stelle a chi era detenuto.
   Voleva morire di sonno.
   Non sapeva dormire da vivo.
   Cambiò sempre opinioni.
   Ne aveva troppe.
   Si è sciolto, ci ha sciolto.

       (Carmelo Caruso)


Carmelo Caruso è un giornalista di Panorama, e in occasione della dipartita di Pannella, si è anche lui sperticato in elogi. Questo suo articolo, pubblicato su Panorama il 19 maggio scorso, dà un'idea chiara, sul personaggio politico. Pare fosse concorde con l'amico medico. Tutto però, dipende dal pensiero di ognuno. Se sono antiabortista, non posso applaudire chi si è battuto per una legge che approva l'aborto. Lo ha potuto fare colui che, per sua fortuna, non è stato con leggerezza abortito dalla propria madre! 
Questo epitaffio, scritto dallo stesso giornalista, mi pare un libello, una pasquinata, a smentire l'articolo dello stesso autore, che potrete leggere al link qui sotto.

http://www.panorama.it/news/politica/morto-marco-pannella-il-radicale-paladino-dei-diritti/


Prosegue Mondelli:

   Ne hai mai visto uno simile in poesia? Non è offensivo, ma singolare e carino, come poesia, rende meglio. Non credo ci siano problemi a farlo conoscere, e come uomo pubblico non si deve chiedere l’autorizzazione, anche a parlarne male, e non se ne a parla male ed è pur sempre elogio.

Neppure io ne parlo male, come ho detto all'amico medico e ribadisco, Marco Pannella mi era simpatico, un affabulatore di prima grandezza. Ma non ho mai condiviso le sue idee, e non certo per i motivi addotti nell'articolo di Caruso. Il mio pensiero non appartiene a quanto si legge qui:


Come la psicanalisi ha liberato l’uomo dalle nevrosi, Marco Pannella ha liberato l’Italia dall’aria irrespirabile satura d’incenso e sporca di borotalco. Pannella è stato infatti il Sigmund Freud del Bel Paese che rimaneva fermamente reazionario, misantropo, gretto e clericale: un intreccio di tabù e stelle fisse che il suo Partito Radicale è riuscito a stendere e distendere sul lettino della polemica e smascherare con il malcontento e la protesta fantasiosa. 

Non credo di aver respirato aria satura d'incenso, sono credente, ma anche critica.  Meglio abortire per non dover usare il borotalco sui neonati?  Penso che la vita inizi fin dal concepimento. Così come un seme, appena interrato, comincia a radicare e poi a germogliare. Quella è già una pianta, e l'embrione è un essere umano. Questo concetto non l'ho respirato dall'incenso clericale, ma dalla Natura stessa. 
La famiglia dovrebbe essere il primo nucleo sociale, dove i suoi membri debbono restare uniti. Solo in casi limite, è preferibile il divorzio. Ma con l'approvazione della legge, basta un nonnulla perché i coniugi chiedano la separazione, infischiandosene della sofferenza inflitta ai figli. Sono tutte leggi basate su una buona dose di egoismo.

Sempre nello stesso articolo di Caruso:

Ebbene, si deve sempre a Pannella la teorizzazione della doppia o tripla tessera politica. Ma anche la tabula rasa da qualsiasi prigione ideologica: politica, sessuale, religiosa perché, e lo disse proprio su Panorama nel 1975, "io sono un cornuto divorzista, un assassino abortista, un infame traditore della patria con gli obiettori, un drogato, un perverso pasoliniano, un mezzo ebreo, mezzo-fascista, un liberal-borghese esibizionista, un non violento impotente. Faccio politica sui marciapiedi".

 Pannella si era dipinto da solo, come un Pellerossa coi segni colorati di guerra sul volto!
 E la sua guerra l'ha fatta contro l'immobilismo mentale, ma anche contro le tradizioni, il buon senso. Avevo espresso il mio parere su di lui, all'amico medico, dicendogli che per me è sempre stato un "esibizionista della parola", un accentratore (basti pensare ai suoi digiuni, da appurare se fossero reali o millantatori). In ogni caso, lui stesso si è descritto molto bene, in quell'intervista rilasciata a Panorama. Gli aggettivi che ha anteposto a divorzista, abortista ecc, sono fin troppo espliciti. Lui era tutto questo, onesto almeno nel dichiararsi perverso.

Per concludere, penso che sia un tantino ipocrita, innalzare agli altari chi è stato causa di critiche feroci quand'era in vita. Non fu un eroe, ma solo un uomo che voleva rivoltare il mondo, come fosse un calzino. Anche Napoleone fece le rivoluzioni,  a causa sua caddero molte teste sotto la ghigliottina..ma poi...morì in esilio.

Non ho glob-alizzato, ma blog-alizzato, carissimo Tommaso, e grazie per avermi dato l'occasione di esprimere il mio pensiero. 

Danila Oppio


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