POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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venerdì, dicembre 18

PARIS MON AMOUR

Non voglio dimenticare quanto è successo nel 2015 nella Ville Lumière, ma se ne è parlato tanto, e io desidero ricordarla come l'ho vista, in alcune occasioni.



Paris mon amour

Quella notte salimmo sul TGV Milano-Parigi notturno, con cuccetta. Era la prima volta che visitavo Parigi, ma il fascino della Ville Lumiere fu irresistibile, e vi tornai ancora.
Ciò che cercavo, era la città degli artisti, in quello stile bohémien che risvegliava in me letture appassionanti, mi riferisco a quel periodo, magistralmente descritto da Woody Allen nel film del 2011 “Midnight in Paris”, ambientato nella mitica Parigi degli anni “20. Trattava di quella “generazione perduta” che mi affascinava da sempre. Qui, per una notte, il protagonista incontra gli scrittori e gli artisti che a quell'epoca soggiornavano a Parigi: Francis Scott Fitzgerald, con la moglie Zelda, il compositore Cole Porter, che prova la sua Let's Do It al pianoforte, Ernest Hemingway. che gli offre lezioni di scrittura e di vita; e poi Salvador Dalì, Luis Bunuel, Pablo Picasso, Man Ray e molti altri.  Quel film non lo avevo allora certo potuto vedere, perché è stato girato parecchi anni dopo il mio viaggio in Francia. Ma già immaginavo tutto, proprio come Allen ha poi narrato, con l’utilizzo di una scenografia pittorica davvero unica nel suo genere.
Torno alla mia breve e intensa visita parigina. Durante quei giorni visitai Montmartre, salii sulla Tour Eiffel, scattai parecchie foto, tutte piuttosto grigie, poiché erano giorni piovosi e avvolti da una leggera bruma, ma poco importa, la mia mente registrò e immagazzinò immagini colorate. Ricordo i ponti, splendidi, con le loro balaustre dipinte di nero, e dai particolari dorati. Così come certe cancellate dei palazzi antichi. Dall’Esplanade du Trocadéro si poteva spaziare lo sguardo lungo la Senna, alla cui riva sinistra si affaccia la Tour Eiffel.
Non poteva mancare un giro notturno sul bateau mouche, che scivolava lento sul fiume, dal quale potei ammirare la Tour Eiffel, l’Hotel des Invalides, la Sainte Chapelle, Notre Dame, il Museo d’Orsay, il Louvre, la Concierge, il Petit e Grand Palais, la Statua della Libertà e molto altro ancora, illuminati come fossero un presepe allestito per tutto l’anno.
Rientrati in albergo, mi affacciai alla finestra e vidi, appoggiato agli stipiti della finestra del palazzo dirimpetto, un uomo che fumava una sigaretta. A un’altra finestra, una donna spiava attraverso la tendina scostata. In un’altra, un gatto guardava la luna. Che strano, erano come incantati. Il sonno mi ha costretto a coricarmi e la mattina del giorno dopo, quei personaggi erano ancora lì. Compresi in quel momento, che si trattava di meravigliosi trompe l’oeil, realizzati tanto bene da parere creature viventi.
Al nostro gruppo, si era unito un anziano frate, e quando abbiamo deciso di prenderci da bere, lo abbiamo invitato a consumare qualcosa con noi in un antico bistrot. Non so quale idea si fosse fatta di quel locale, tant’è che ha scrollato indignato la testa, dicendo che lui in un luogo di perdizione non sarebbe mai entrato. Gli abbiamo spiegato che il bistrot è l’equivalente di un nostro bar italiano e che non avrebbe peccato, se fosse entrato con noi per gustarsi una birra fresca che, eravamo sicuri, avrebbe molto gradita. Così ha accettato ben volentieri!
Il giorno appresso, salimmo su le métrò, per raggiungere La Defense, che prende il nome dalla statua de "La Défense de Paris" ("La Difesa di Parigi"). Fu costruita nel 1883 per commemorare i soldati che avevano difeso Parigi durante la guerra franco-prussiana. Il nome della zona provoca talvolta confusione negli stranieri, che suppongono abbia qualcosa a che fare con l'esercito. Si tratta del più grande quartiere d’affari d’Europa.
Creata nel 1900, la metropolitana parigina (la RATP) possiede ben 14 linee distinguibili in base ai diversi colori. Ogni linea prende il nome dalla sua stazione terminale. Certe stazioni sono ancora nello stile dell’epoca art noveau, altre invece sono state rifatte. La linea numero 4, di colore viola, inoltre, passa sotto la Senna... Per andare a Eurodisney,  bisogna prendere la RER A e scendere all’ultima fermata, quella di Marne-la-Vallée, ovviamente pagando un biglietto con supplemento. Grazie a questa rete di trasporti un parigino o un turista può attraversare la città da un polo all’altro, raggiungendo ogni sua meta prescelta in pochi minuti!
Certo che, se pensavo di fare un viaggio a ritroso nel tempo, e trovarmi nella Parigi descritta da Victor Hugo nella sua opera Les miserables o in Notre Dame de Paris, oppure in quella degli artisti maledetti, non è ciò che avrei trovato, anche se a Montmartre ci sono scorci che rievocano il periodo artistico degli impressionisti. Ma i sogni, con l’aiuto della fantasia, assumono effetti speciali, come quelli di un film che vorresti non finisse mai.
Ho scarpinato molto, bighellonando attraverso le vie parigine, col naso in aria, per ammirare le vestigia di un tempo che fu, ma…Parigi val bene una Messa!


Danila Oppio

2 commenti:

  1. Già. E chi lo disse << Parigi val bene una Messa! >> che io non me lo ricordo?
    Angie

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  2. Tutti, parigini e non, abbiamo sentito almeno una volta pronunciare l’espressione "Parigi val bene una messa" non conoscendone storia e spesso anche significato. In questo post vogliamo proprio parlare di questa celebre frase pronunciata da Enrico di Navarra e risalente alla fine del '500, periodo in cui la Francia era devastata da una terribile guerra civile conosciuta come la “guerra dei tre Enrichi": Enrico di Guisa, Enrico III e appunto Enrico di Navarra.
    Dopo anni di sanguinosa guerra vinse Enrico di Navarra, divenendo così il primo monarca del ramo Borbone a prendere il trono di Francia. Però, a questo punto, divenne necessario per il futuro Re, che era ugonotto e di religione protestante, convertirsi al cattolicesimo per poter salire sul trono di Francia ed è proprio prima di farsi cattolico che Enrico IV pronunciò la famosa espressione "Parigi val bene una messa", indicando con tali parole che "vale la pena sacrificarsi per ottenere uno scopo alto", ossia rinunciare alla sua fede protestante in favore di quella cattolica pur di conquistare il regno di Francia.

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