POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

venerdì, dicembre 18

Da un segnalibro in bozza...ad un dialogo sui colori!

Rosato? a me sembrava indaco! Be' nessuno vede le sfumature di colore come un altro, ma quando 7-8 anni fa fecero una visita generale agli occhi a noi che usavamo il computer per almeno 8 ore, l'oculista mi disse che avevo
un' acutezza incredibile nel riconoscere i colori.
 Grazie di essermi stata vicino con quel segnalibro.
Ma, devo dirti amor mio, devo confessarti, che è dal 1997 che produco segnalibri, sempre in coppia con qualcuno.
I primi furono col mio cartolaio di allora e senza pc.
Facevamo un copia-incolla naturale. Un collage!
Il mio caro Carlo aveva una grazia e una raffinatezza particolari nel ritagliare e comporre. Ho qui in casa, e per anni è stato l'unico quadretto riferito a me, che rappresenta l'articolo sulla pagina degli spettacoli del Resto del Carlino
di Venerdì 12 gennaio 2001 che venne scritto per Giochi tremendi e titola così:
         
' ANGELA  CREA  CON  CARTA  E  PENNA  UN  AMORE                                                        DA  SOGNO '.
E stava, sull'allora paginone di giornale, a panino tra 
                                     
                   ' LILIANA COSI balla con STEFANENKO '
e
                                    
                ' GLI 85 anni di ARNOLDO FOA' '

Il primo segnalibro in assoluto fu quello dell'Albero di Cuori. Carlo ne costruì sulla carta una matrice a 3, sempre ritagliando incollando e impaginando immagine e testo. Matrice che veniva poi fotocopiata su tutti i cartoncini che occorrevano.
Non so se il segnalibro che hai appartiene a questa generazione o a quella successiva, di lì a poco, ottenuta tramite pc e scanner. 
Angie

Grazie per le informazioni che mi dai riguardo ai tuoi segnalibri. E sono orgogliosa di te, per quella pubblicazione sul Resto del Carlino. Contenta che tu ne abbia fatto un quadretto!
Allora io sono arrivata con notevole ritardo sulla tua tabella di marcia!
Per i colori....ci sono 50 sfumature di grigio (quel libro che non leggerò mai!) ma anche tante di altri colori.
Il lillà è un frammisto di rosso e blu, mescolato con il bianco. Da quando ho imparato a creare i colori con i tubetti di colori a olio, che non esistono già in gradazione, ma te li devi creare tu, so anche come mescolarli per ottenere il colore desiderato. Sì, lo sfondo del mio blog, non è rosato, hai ragione, è color lillà, ma non indaco.
Felice serata
Dani
Tesoro mio, se conosci la scala dei colori dell'arcobaleno, sai già che la ragione sta dalla mia parte (e lasciamo stare la rete, che spesso ciò che c'è non sa perché c'è, né cosa sta dicendo).
Infatti gli ultimi due sono Indaco e Violetto. Indaco è appunto un viola mescolato con il bianco.
E poi è inutile mostrarmi i gessetti (o carboncini) e una foto di fiori: la sfumatura di colore che ne esce è quella data dal potere di risoluzione del computer.
Riguardo poi alle sfumature di grigio, le conosco bene, anche se a me pareva di ricordarne meno, diciamo 30, ma sono passati più di 40 anni da quando ho studiato cartellonismo.
Però è proprio sulle sfumature di grigio che si nota l'acutezza visiva: pochi ne distinguono più di 10 (vado a occhio).
Ciao
Angie

Ma certo, hai ragione riguardo ai colori. Anche se resto dell'idea che il color indaco abbia una tonalità più scura dello sfondo del mio blog. Un cicinin, direbbero i milanesi. Un pochino insomma! 
Le 50 sfumature di grigio è il titolo di un romanzo che ha spopolato e che io non ho mai desiderato leggere. Il grigio artistico, ovvero quello che si usa nei disegni è altra cosa. Per gli iperrealisti, che disegnano a matita facendo ritratti che paiono fotografie, è importante che usino il massimo delle gradazioni, altrimenti l'effetto della profondità e del rendere realista un disegno, non lo potrebbero ottenere. 
Dani

Dani? ho letto poco fa su internet che i colori dell'arcobaleno son diventati 6 e che l'Indaco non esiste.
Lo vedi che stavamo incominciando una solita discussione sul nulla?
Se penso a quanta fatica ho fatto da piccola a comporre l'indaco coi pastelli a matita (o con le matite a pastello? boh!) diciamo con le matite colorate. Quanta fatica, sovrapponendo i colori per ottenere quella cosa meravigliosa che sono i colori dell'Iride! che aveva tantissima presa su di me, adesso lo ricordo, come ero affascinata dalla luce che si scompone e cercavo di riprodurre l'effetto con i soli colori che avevo:
24 matite a pastello. Più un temperino e dei fogli.
E quante cose avrai fatto anche tu, quante ricerche sui colori, con solo quel poco che c'era a disposizione.
Quelle sono state imprese! Altro che i segnalibri.
Ricordo di aver seguito le istruzioni di un libro e aver composto un disco di cartone con sopra i colori dell'iride e averlo fatto girare fortissimo intorno a un ferro da calza perché volevo vedere la luce bianca!
Quella era vita! Altro che gli esperimenti nel laboratorio di fisica.
Ma guarda un po' cosa m'è venuto in mente per via di quell'indaco e i lillà!
 A domani. E spero ci sia un bel sole (per via delle lenzuola da stendere fuori)
Angie, che si rende conto solo adesso di quanto è profondo il mondo di ieri, quello che abbiamo già vissuto. E che pensavo fosse fatto di niente, solo di inciampi per imparare e di nessuna scoperta.

Ricordo che il massimo del lusso, per una scatola di matite colorate, era di marca Caran d'Ache. 
Dani

2 commenti:

  1. Adesso non ricordo la marca delle mie. So che mia madre, appassionata di disegno come mio padre, ci tenne a farmi avere tanti colori a matita.
    Delle Caran D'Ache ho sentito parlare solo negli ultimi 15 anni.
    Angie

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  2. Io ricordo le matite Faber, ma quando ero piccola, era un "lusso" avere una scatola di metallo, contenente le matite colorate della Caran d'Ache. E più ce n'erano (confezioni da 12-18-24 e 30 matite) e più era bello!

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