POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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giovedì, dicembre 3

La famiglia di Betlemme


 Nell’immaginario comune, e certo anche per un’idea sfalsata trasmessa dalle antiche credenze, Maria ha vissuto con Giuseppe senza un gesto d’affetto. Neppure un abbraccio, un bacio, una carezza, poiché lei è stata da sempre quel giglio intoccabile. Solo con il Figlio, le sono stati permessi gesti di affettuosità materna.
Poi ho visto questa immagine, che mi ha portato ad un pensiero diverso. Maria era fidanzata a Giuseppe, quindi tra loro c’era un profondo affetto.
Proviamo a guardare il loro rapporto come quello di una coppia molto affiatata. Tanto affiatata che Giuseppe ha accettato di sposare Maria, pur se portava in grembo il figlio di un Altro. Di un Altro molto in Alto, questo è assodato, Ma quale uomo avrebbe sposato una donna in attesa di un figlio non suo? Solo un uomo che amava profondamente la sua promessa sposa.
E durante la gravidanza, come le sarà stato vicino, con quali premure si sarà preso cura di lei? E quando il Figlio è nato, non l’avrà forse abbracciata, per trasmetterle la gioia di quella nascita, e a dimostrazione della sua vicinanza?
Non le avrà dato un bacio, per averlo fatto diventare padre, seppur putativo?
Ecco, sono riflessioni che solo una moglie e madre può fare. Non un Clero che per millenni ha allontanato da sé ogni sorta di affettività. Non un Clero che, per sostenere la verginità di Maria - mai messa in dubbio - ha preferito cancellare dalla storia il rapporto di coppia di due sposi affettuosi ed entrambi innamorati di quel Bambino.
A me piace pensarla così, la Sacra Famiglia: vicina, stretta in un caldo vincolo di Amore, i genitori impegnati a crescere un Bimbo straordinario, a educarlo, a prendersi cura di Lui.
E quando Giuseppe si è ammalato, non posso immaginare che Maria non si sia curvata su di lui, ad assisterlo amorevolmente, a dargli quell’ultimo bacio d’addio, prima del transito.
Dio è Amore, quindi non può aver scelto di nascere dove l’amore non era vissuto, anche se con un atteggiamento più che coniugale, fraterno.
Ringrazio Augusto Aredo, che dal Perù ha inviato questa meravigliosa immagine, tanto vicina al mio pensiero rivolto alla Famiglia di Betlemme.
Danila Oppio


2 commenti:

  1. Grazie, Dani, per aver socchiuso con l'amore questa difficile porta.
    Angie

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  2. Augusto Aredo è un ex Padre Carmelitano peruviano, che ha vissuto presso il Convento di Legnano per un po' di anni. Poi ha deciso di tornare nel suo Paese, non più da religioso, pur occupandosi ancora di cose spirituali. Ha postato questa immagine su FB, e mi ha colpito la bellezza della statuina, la delicatezza dei lineamenti, la dolcezza nel viso della coppia di sposi. Quel gesto di protezione da parte di GIuseppe verso maria e il Bambino. E mi sono chiesta per quale motivo, per due millenni, la Chiesa ha messo da parte Giuseppe, come fosse un personaggio secondario, e visto Maria come una creatura eterea, quasi angelica. Da un po' di tempo si sta riscoprendo Giuseppe, tanto che S. Teresa d'Avila ha dedicato un suo monastero, il primo da lei fondato, proprio a al Sant'uomo. E ne ha messo una statua all'ingresso, come segno di accoglienza. Ma ancora è continuato ad essere considerato un elemento di second'ordine. Anche Maria, oggi, la si vede come Donna dell'ascolto, madre e moglie esemplare. Ma ci sono voluti secoli, per giungere a tutto questo.
    Dani

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