POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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martedì, dicembre 9

L'Italia in svendita

Ne ho sentite abbastanza, da tutte le parti alte.
Siccome non si è riusciti a smettere/rivendere le AUTO BLU, a tagliare le SOVVENZIONI ai PARTITI, a trovare gli EVASORI FISCALI tramite i controlli incrociati… almeno in tempi brevi, cioè in tempo utile per salvare il Paese, adesso si torna a parlare di vendere il Patrimonio dello Stato.

Visto che sono anni e anni che gli stranieri ( quelli che NON sono chiamati extracomunitari ) comprano terre dell’Italia, campagne, colline, palazzi e fattorie… perché non rendiamo tutto più semplice chiaro e trasparente?
Dopotutto sono solo appena passati 150 anni da che ci hanno tutti uniti, noi Italiani.
Non abbiamo saputo governarci, diventare un Popolo e un Paese.
I governi, eletti o no da noi, come espressione dei partiti viventi, continuano solo a costare.
Se un nostro governo avesse un qualche valore sul mercato, almeno si potrebbe rivenderlo, ma chi lo vuole? Un governo di pecoroni e caproni dorati? Ha abitudini grasse e lussuose, manderebbe in rovina qualunque acquirente.

Allora togliamo il cartello ITALIA dal nostro caro Paese, attacchiamo quello con la scritta ‘IN  VENDITA’ e mettiamoci sul mercato internazionale.
Andiamo all’ASTA.
Al miglior offerente.
“ VENGHINO  VENGHINO  SIGNORI  VENGHINO
   Che qui si vende un paese povero, ma ricco di acqua e di terra fertile.
   Che qui si vende un paese povero, ma ricco di alberi e sottoboschi profumati.
   Che qui si vende un paese povero soprattutto (lacrime!) e quindi nell’offerta ci mettiamo anche gli  Italiani, anzi, gli italiani.
   Loro lavoreranno le vostre terre, costruiranno le vostre strade e le vostre auto, anche quelle da corsa, s’inventeranno magiche macchine ospedaliere e, se qualcuno di voi ha l’anima romantica, canteranno per voi, suoneranno per voi, reciteranno nei vostri teatri, dipingeranno i vostri ritratti, magari insieme all’animale che vi sta a cuore e vi faranno così belli che stenterete a riconoscervi, sia voi che i vostri animali… 
   Mi sono lasciato prendere dalla poesia…
   Loro vi costruiranno navi, di ogni forma e grandezza, per non ricordare che sono un popolo di navigatori che non naviga più.“

Perché noi, gli Italiani, anzi, gli italiani, desideriamo solo poter lavorare, lavorare sempre, e dimenticare che una volta esisteva il tempo del riposo, per raggiunti limiti di età, sopravvenuto da vivi e non da morti, qualcosa che si chiamava ‘PENSIONE’.
Lavorare finché l’Angelo della Quiete, quello che tutti miete, non ci farà addormentare, spargendo su questo nostro viso italiano che è già un bel po’ pagliaccio, un grande dolce sorriso di ghiaccio.



“ VENGHINO  VENGHINO  SIGNORI  VENGHINO che qui si Svende l’Italia… “

Angela Fabbri (Ferrara, notte fra 25 e 26 settembre 2013)

                         Ma oggi, 10 ottobre 2013, è ancora attuale.


Di comune accordo, Angela ed io abbiamo deciso di riproporvi questo suo articolo, perché si, anche oggi, 9 dicembre 2014, nulla è cambiato e tutto è attuale!

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