POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione. Recensioni stilate da me e da altri autori. Editoriali vari.
Pubblico poesie, racconti e dialoghi di vari autori.
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Buona lettura!

domenica, marzo 11

LA NOTTE DEGLI OROLOGI di ANGELA FABBRI

LA NOTTE DEGLI OROLOGI
 di ANGELA FABBRI 

La persistenza della memoria - Salvador Dalì

Domani sto a casa. E' da lunedì 26 febbraio a oggi che esco tutti i giorni.
Domani faccio il composto di cappone lesso e carote del brodo (sono già in scongelo nel frigo).
Oggi ho fatto il bucato grosso e ne ho steso un po', domani proseguo l'asciugatura.
Voglio sistemare il materiale di partecipazione a quel concorso sull'amore, stamattina avevo scritto qualcosa e sto portando Massimo dalla fantasia alla realtà. Come se fosse vissuto davvero.
Angie

Ogni tanto occorre fermarsi per dedicarsi alle faccende domestiche. Anch'io ieri ho fatto molti bucati e oggi mi riservo di lavare i golf di lana a mano, non mi fido della lavatrice che, anche se programmata per lavaggi delicati e di lana, mi riduce i golf a misura bambino!
Non vedo l'ora di leggere il lavoro completato, su questo Massimo che sta diventando il tuo compagno di vita in questi giorni, per l'Antologia. Se il materiale è lo stesso che mi hai già inviato, non occorre certo che tu mi rimandi nuovamente il tutto, ma se hai fatto   delle aggiunte mi piacerebbe conoscerle.
Dani

Prima di questa, ne avevo fatte due di lavatrici di lana: una di bianchi e una di colorati.
Per fortuna a me non si restringe nulla, a meno che non sbagli temperatura o detersivi.
Anzi, ti dirò che ogni tanto (quando è davvero freddo come in qualche momento di quest'inverno che sta per finire) uso ancora una sciarpona rossa vivaciona, ingentilita da 4 bande bianche e nere: la pagò ancora mio padre, quindi è antecedente al 1978.
Il mio meccanico me la invidia, perché è ancora bellissima, si gratta in testa e si chiede come faccio a tener così bene le cose vecchie... Forse avrei dovuto rispondergli (ma mi viene in mente solo adesso) che le tengo come tengo me stessa... 
Angie

Sei fantastica! Ma da dove ti vengono certi pensieri? Le cose che amiamo, che ci piacciono, hanno da parte nostra una particolare cura, a differenza di quelle che non ci interessano, e poiché teniamo a noi stesse (ama il prossimo tuo come te stesso, mi pare avesse detto Qualcuno!) ci dobbiamo amare e prenderci cura di noi. E così la sciarpona! E ogni altra cosa che fa parte della nostra vita. Mi raccontavi che per te anche gli elettrodomestici (in questo caso la lavatrice) e i mobili (ricordo la libreria grande, mi sfugge il nome che le avevi dato) hanno una loro vita e tu dialogavi con loro. Ecco, le cose che amiamo ci fanno compagnia e quindi cerchiamo di averne la massima cura.
Non è forse così?
Dani

Certe volte ho più cura di loro che di me. Certe volte non ho cura per nessuno (in certi momenti niente esiste per me e nemmeno io, ri-esisto solo dopo).
Ma sicuramente li ascolto sempre. Ho amore per il mio Caldaio, pensa che in certi periodi si attacca appena capisce che mi alzo da letto: neanche avessi 'Caldobagno'! e così mi fa vivere nelle Mille e una notte con il genio protettore. Ma certe volte, quando mi alzo, sono così scorbutica che non apprezzo un simile dono...
Parlo con gli orologi e so ad esempio che quelli dello studio, che normalmente cominciano a chiacchierare forte tutti insieme solo quando è chiaro che sto chiudendo baracca per andare a dormire e allora mi fermo nella penombra ad ascoltarli uno ad uno e ascolto là dove le loro voci si confondono, riuscendo sempre però a riconoscere chi è uno e chi è l'altro. Lo stesso con gli orologi del corridoio (tre) e quello di cucina.
Dicevo che so ad es. che quelli dello studio, quando ritardo a mettermi a lavorare a tavolino o a cercare nelle librerie con evidente intento a una ricerca,  si mettono a battere il tempo più forte. Insomma alzano la voce e si parlano, dallo scrittoio alla parete di fronte, come dicendo: << Se non fa nulla lei, anche noi ci prendiamo un po' di libertà>> E deve essere così, perché, mentre ti stavo scrivendo, avevano cominciato a alzare la voce e poi, devono aver capito che parlavo di loro, sono ridiventati silenziosi... La casa è magica, per mia fortuna...
Angie, dalla CASA MAGICA...

Questa l'ho salvata, non so cosa ne potremo fare, magari titolarla "I discorsi degli orologi" o qualcosa di simile. 
Mi piace moltissimo. E' una vera chicca!
Che dici? Teniamola in sospeso fino a che non avrai finito il tuo lavoro per l'antologia e poi dimmi se posso pubblicare il pezzo, dopo che lo avrai riletto. Mi pare il seguito di altre tue email datate, dove appunto mi raccontavi di come tu avessi un dialogo interiore con le tue suppellettili di casa. Non so se sia stato mai pubblicato qualcosa del contenuto di quelle email, e non ho tempo per andare a rileggere sul Blog tutto il pubblicato, ma questo tuo scritto può vivere anche da solo.
fammi sapere.
Dani 


Dalla notte del 7 marzo fino al 9 marzo 2018

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