POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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domenica, luglio 20

La vite, la mela e il Giardino


Quando gli Antichi si presero la briga di scrivere la Bibbia in principio... si trovarono subito alle prese col peccato, col Giardino di Eden, e con i primi due esseri umani.
Discussero a lungo perché, se dapprima erano certi di usare la vite come primo strumento del peccato, e la vite, quando loro cominciarono la narrazione, era già stata inventata da Noè e erano ben note a tutti le conseguenze, dovettero scartarla perché il peccato doveva essere pulito, chiaro, e i colpevoli evidenti a se stessi.
Non poteva esser stato commesso sotto l'influsso del vino, che sarebbe stata un'attenuante.
Così scelsero una pianta di cui fosse evidente l'innocenza, così come lo è per noi tuttora, il melo appunto,  e s'inventarono che dentro questo albero dall'aria e dai frutti innocui (anche poco saporiti a dir la verità, ma certo io sto parlando in un'epoca di incroci che hanno cambiato i profumi e il gusto) dicevo dentro questi frutti, c'era un baco.
Ora, ai giorni di oggi, che ci sia un baco dentro quella cosa insapora e inodora che è la mela, appare alquanto  insostenibile.
Se mi parlate di pesche, prugne o albicocche, ebbene qualcuno ancora lo si trova, ma vabbe' nel Giardino di allora anche le mele erano diverse.
Insomma gli Antichi crearono questo baco, un Grande Baco, così grande che aveva distribuito i suoi piccoli in tutte le mele e cosa pensassero i piccoli bachi del luogo da cui traevano nutrimento è forse alla prima radice del peccato. Fra loro si dicevano:
"Ma che schifezza 'sta mela! Star chiusi qui dentro finché diventeremo grandi è davvero un Inferno! Ma finalmente metteremo le ali. "
Lasciamo i piccoli futuri angeli ai loro problemi, scendiamo giù dal melo (ma non si dice 'giù dal pero'?) sulla terra.
E lì troviamo il primo uomo, seduto a gambe incrociate che parla e dice a se stesso (Eva in quel momento non c'è): "Son qui che mangio una mela" disse Adamo "e che male può derivarne?" e già dalle sue prime parole si rivela il carattere maschile che è completamente privo di fantasia.


Chi ne ha continui.

Angela Fabbri
18 luglio 2014

Vorrei aggiungere un piccolo aneddoto: lo stesso giorno in cui Angela mi ha inviato questo suo scritto, avevo eseguito il disegno qui sopra (riprendendolo da un quadro di Rubens) di Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre. A differenza del racconto biblico tradizionale, ho invertito le posizioni, ovvero nel mio disegno è Adamo che porge il pomo ad Eva!). Quando si dice concomitanza di pensiero!
Danila

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