POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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mercoledì, luglio 9

BRASILE - GERMANIA

martedì 8 luglio 2014

Ieri sera mi sono messa comoda sulla poltrona, pronta a tifare per il Brasile.
Era ovvio: giocava in casa, là dove si svolgeva il campionato mondiale.
Quel che ho visto è stata un squadra di ottimi atleti, che giocavano in un cimitero monumentale: avevano per avversari quelle statue marmoree che si trovano in certi luoghi di sepoltura. E dove non vi erano statue, si muovevano zombie. Forse i brasiliani si erano drogati con dosi massicce di sedativi?
Accusare 4 goal nei primi 19 minuti di gioco, senza fare un passo per difendere la porta o appropriarsi del pallone, è stato inconcepibile. Poi la Germania ha segnato il quinto goal. Fine del primo tempo. Ho atteso il secondo: forse una strigliata negli spogliatoi e un litro di caffè doppio li  avrebbe destati dalla catalessi. In effetti, si muovevano un po’ di più, ma non è bastato per risolvere il danno: 1 a 7 è stato il risultato finale, il Brasile ha finalmente segnato, giusto per non subire una totale e vergognosa debacle.


Danila Oppio

3 commenti:

  1. Non so. M'hai chiesto di mettere un commento alla partita di ieri sera e sono qua.
    Anch'io mi ero seduta a guardare e, adesso che rimetto a fuoco le immagini sull'argomento ti dirò che vedo tanti amabili bambini con la maglietta giallo-oro che corrono qua e là dietro a una palla su un grande campo verde come i loro calzoncini. Vedo Ruiz, l'unico che sembra rendersi conto che quella è una semifinale del campionato del mondo di calcio giocato in Brasile, che si affanna e s'ingegna a raccogliere la palla e servirla ai compagni.
    Ma nella mi visione sembra che ci sia qualcosa di sbagliato in ordine di tempo, perchè intanto che succede quello di cui sopra, la Germania sta già tirando i rigori: uno, due, tre, quattro... e tutti a segno.
    Angela Fabbri

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  2. Non amo la Germania, ma sportivamente debbo riconoscere che sono stati eccelsi con una squadra che ha impostato l'incontro con peccaminosa sufficienza, Con l'Italia non sarebbe mai accaduto.

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  3. Non mi sembra di avere detto male della Germania, anzi il contrario.
    Riguardo al fatto che con l'Italia non sarebbe mai accaduto, mi chiedo a quale Italia si riferisca: forse a quella del 2006? a quella dell'82 o a quella degli anni '30?
    Angela Fabbri

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