POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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venerdì, ottobre 9

Khalil Gibran: IL DOLORE

Il dolore è lo spezzarsi del guscio
che racchiude la vostra conoscenza.
Come il nocciolo del frutto deve spezzarsi
affinché il suo cuore possa esporsi al sole,
così voi dovete conoscere il dolore.
E se riusciste a custodire in cuore la meraviglia
per i prodigi quotidiani della vita,
il dolore non vi meraviglierebbe meno della gioia;
accogliereste le stagioni del vostro cuore
come avreste sempre accolto le stagioni
che passano sui campi.
E vegliereste sereni durante gli inverni del vostro dolore.
Gran parte del vostro dolore è scelto da voi stessi.
È la pozione amara con la quale il medico che è in voi
guarisce il vostro male.
Quindi confidate in lui e bevete il suo
rimedio in serenità e in silenzio.
Poiché la sua mano, benché pesante e rude,
è retta dalla tenera mano dell’Invisibile,
e la coppa che vi porge,
nonostante bruci le vostre labbra,
è stata fatta con la creta che il Vasaio
ha bagnato di lacrime sacre.
KHALIL GIBRAN 

3 commenti:

  1. Avrei preferito che Khalil, nel dire tante belle cose, avesse usato il 'noi' e il 'nostro', invece del 'voi' e 'vostro'. Ma, tant'è...
    Angela Fabbri

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  2. Un tempo si usava il voi al posto del "tu" o del "lei", forse la poesia era diretta ad un'unica persona. Ma sono d'accordo con te, che è sempre meglio trattare di noi e di nostro. Tutti siamo sulla stessa barca, a volte carica di dolore.
    Danila

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  3. Ma se il dolore apre il guscio di ciò che sappiamo, cioè di ciò che abbiamo imparato fin qui e a cui teniamo e che ci teniamo stretto, allora il dolore ben venga. A aprire le porte e far entrare il vento...
    Angela

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