POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

lunedì, luglio 25

La coda di paglia

Ad alcuni miei recenti post, dove parlavo di sincerità e di correttezza nelle amicizie, una persona si è sentita chiamata in causa, reagendo in modo inappropriato anche se non parlavo di lei. Se uso il sostantivo persona, posso riferirmi indifferentemente a un uomo o a una donna. E in quell’articolo, proprio per par condicio, non ho specificato se mi riferivo a maschio o femmina!
In ogni caso, depenno anche questa dalle mie amicizie, perché se tale persona  si è risentita per quanto ho scritto, significa che ha la coda di paglia. Infatti, i miei veri amici hanno apprezzato il contenuto dell’articolo, e lo hanno supportato. Chi ha la coscienza tranquilla, non si sente preso di mira!




Anche la lettera ad uno stronzo, era impersonale. Infatti il termine stronzo è al maschile, ma potrebbe anche essere rivolto al sesso femminile. Certo, si usa dire “sei una grandissima stronza!” ma non è corretto, si dovrebbe dire: “sei come un grandissimo stronzo!”: Giusto per usare bene la nostra lingua.
Cari saluti ai veri amici, a coloro che mi hanno dimostrato il loro affetto sincero, che apprezzano la mia scrittura, sia in forma poetica che in prosa.




Uno dei modi di dire più utilizzati è “Avere la coda di paglia”. Con tale espressione si intende non avere la coscienza pulita, essere consapevoli di aver fatto qualcosa di sbagliato, ma che potrebbe essere scoperto facilmente. Per questo motivo la persona che ha la coda di paglia tende a non essere trasparente e giustifica le sue azioni per evitare ogni tipo di critica o accusa che potrebbe smascherarla. 
Da qui l'origine del modo di dire dal proverbio toscano “chi ha la coda di paglia, ha sempre paura che gli pigli fuoco”, che a sua volta riprende l'antica favola di Esopo.


Favola di Esopo
Il racconto narra la sventura di una volpe che disgraziatamente rimase intrappolata in una tagliola. Sofferente e impaurita la bestiola riuscì in gran parte a liberarsi, ma durante fuga la coda venne deturpata dalla morsa, tanto che la volpe rimase menomata e priva della sua bellezza. Vergognosa e imbarazzata si costruì una coda di paglia sperando di non essere scoperta dagli altri animali. La voce però giunse attraverso un gallo all'orecchio dei contadini che, per proteggere i pollai, accesero dei fuochi di fronte alle stie. Da quel giorno la povera volpe non poté più cacciare per paura di bruciarsi la coda di paglia ed essere quindi scoperta.


Danila Oppio

Nessun commento:

Posta un commento