POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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domenica, gennaio 3

Alcune considerazioni su ABITARE IL MONDO del Card. Scola

Alcune considerazioni sulla presentazione del libro del Card. Scola:
ABITARE IL MONDO. Per un’ecologia dell’uomo.

La presentazione dice:
Sono continui i segnali del mondo in cui viviamo, per un ripensamento del creato come dimora di cui avere cura, e come risorsa da usare con equilibrio.
E’ ormai tempo di rimodellare il rapporto uomo-terra oltre ogni riduzione e contrapposizione. Ciò è possibile se si riscopre la natura profonda del bisogno dell’uomo, che non è diritto esclusivo al benessere ma segno incalzante di una mancanza che lo apre e lo porta oltre se stesso. La soddisfazione dei bisogni chiede infatti il compimento integrale dell’esistenza.

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Premetto che non ho letto il libro, però la lettura di quanto sopra, tratta dal foglietto domenicale odierno della S. Messa, mi ha portato a riflettere sul senso della vita e di come siamo andando con indifferenza verso i valori e doni che il nostro Pianeta ci offre.
Partendo dal presupposto che ogni esistenza di vita sulla Terra (vegetale e animale) è derivata da un unico Creatore, viene spontaneo credere che tutto ciò che nasce, dal fiore, all’animale fino all’uomo, provenga da un’unica fonte.
Non desidero coinvolgere i lettori in indottrinamenti religiosi. Il Creatore è per tutti quell’Energia che ha dato il via all’evoluzione umana, scientificamente studiata, la cui ricerca ha portato a conclusioni molto simili tra loro. Quel che è certo, è che niente nasce dal nulla. Quindi c’è stato l’input iniziale che ha dato origine alla Vita, così come la conosciamo oggi. Per i credenti di molte religioni, quella scintilla di vita proviene da Dio. Dall’Essere Supremo. Certamente se non vogliamo accreditare la Creazione ad uno specifico Dio, è stata comunque generata da una Forza tale, che nessun essere umano potrà mai imitare. Quindi, qualcosa o qualcuno di superiore a noi, deve esserne stato l’artefice.
Ora, noi abbiamo bisogno della Natura, sia vegetale che animale, utile per la nostra vita umana.
Abbiamo bisogno di convivere pacificamente tra noi, quindi non possiamo pensare che il colore della pelle, gli usi e costumi che si differenziano secondo il clima, le etnie, perfino le religioni che ogni popolo ha voluto per sé, debbano essere causa di divisione.
La zattera della Medusa è un dipinto a olio su tela di Théodore Géricault, realizzato nel 1818-19 e conservato nel Museo del Louvre di Parigi.
TUTTI, indistintamente, proveniamo dalla stessa origine, cioè dal brodo primordiale o caos che dir si voglia. Siamo tutti sulla stessa barca, o zattera,( come sostiene la mia amica e scrittrice Angela Fabbri nell'articolo pubblicato il 24 novembre 2014, che potete leggere a questo link http://versiinvolo.blogspot.it/2014/11/il-mondo-e-ununica-zattera.html) e tutti dobbiamo remare seguendo la stessa corrente, altrimenti succede il patatrac.



Quando entrerà nel comune pensiero, che gli abitanti di questa nostra terra, sono, tra loro, fratelli? Quando capiremo che se distruggiamo anche solo una piccola parte di questo Pianeta, attraverso disboscamenti a tappeto, o guerre che uccidono gli esseri viventi, guastiamo anche il suolo, utile per coltivare il nostro cibo, prodotto dal frumento per il pane, dalla frutta e dalla verdura che ci forniscono di vitamine e proteine vegetali?

E l’acqua che contaminiamo? E l’aria stessa che respiriamo? Danneggiando un popolo che riteniamo nemico, magari utilizzando testate nucleari, danneggiamo anche noi stessi, poiché le radiazioni non restano ferme su quel luogo, ma si spostano con il vento e attraverso i corsi d’acqua. 

Quel che accadrebbe, e che è già accaduto ma niente ha insegnato ai posteri, è che ogni danno che causiamo, si ritorce inevitabilmente su di noi.
Se s’ imparasse a rispettare la natura, ivi compresa quella umana, che è la massima espressione di intelligenza - non passerebbe nella  mente nessuna idea di distruzione.
Non è mia intenzione scrivere un trattato sugli allevamenti intensivi, che portano inquinamento, innalzano in modo esponenziale il consumo di acqua e di terreno, predisposto alla coltivazione di foraggio.
Non è mio compito sostenere che possiamo benissimo vivere senza consumare carne animale. Non siamo uomini delle caverne. Butto qui e là solo dei pensieri che sono miei e potete anche non raccoglierli. Ma se solo per una volta i potenti della terra, gli industriali, i politici, pensassero seriamente che ogni pur piccolo danno ambientale, si ripercuote su tutto il Pianeta, e va a colpire anche le generazioni future, forse un freno lo tirerebbero. Se invece di vivere pensando al Carpe Diem, infischiandocene delle conseguenze, ci ponessimo una mano sul cuore, e pensassimo al bene dell’umanità, forse faremo ancora in tempo a rimediare ai danni precedenti.
C’è un Creatore, a questo credevano anche i Pellerossa, in quello Spirito che muove tutte le cose. Poi sono nate le religioni, da quelle Greche con svariati dei, a quelle Romane, a quelle Egizie, a quelle buddhiste, induiste, zen, ebraiche, cristiane, musulmane. Giusto per citarne alcune.
E così gli dei ebbero tanti nomi: Zeus, Giove, Odino, Thor, Ammon, Anubis…JHAVH, Dio….ma tutti questi nomi sono nati dalla convinzione che un essere superiore abbia dato origine ad ogni forma di vita.  Chiamiamolo pure con il nome che ogni popolo ha scelto, ma resta l’unico Padre della vita, e quindi Padre dell’intera umanità e dei corpi celesti che abitano l’universo, ivi compreso il nostro Pianeta Terra.
Non posso quindi pensare, a rigore di logica, che il Creatore, ovvero colui che ha voluto la vita, possa chiedere agli uomini di cancellarla.
Sono pertanto persuasa che ogni testo, anche l’Antico Testamento, laddove il Dio di Abramo incita alla guerra, allo sterminio di altri popoli, non sia stato lui stesso a volerlo. Penso piuttosto che talvolta l’uomo metta sulle labbra del suo Dio, quello che lui stesso vorrebbe fosse fatto. Ovvero, invece di essere l’uomo ad immagine di Dio Creatore, l’uomo riduce Dio ad immagine della creatura. Il Dio a cui credo, è Padre di Misericordia, di Amore e di Pace. E Gesù Cristo, il figlio umano e perfetto, è colui che è stato, ed è tutt’ora per i suoi seguaci, Maestro di vita, pedagogo e filosofo esemplare. Quel Figlio speciale ci ha consegnato la chiave che apre il cuore al Perdono. Perché questa parolina magica, Perdono, è quella che cancella l’odio, la violenza, la gelosia, l’invidia, la cupidigia e quant’altro conduca alla divisione tra un essere umano e un altro, tra una Nazione e un’altra.
Non ho la pretesa di cambiare le ideologie religiose e laiche dei miei simili, ognuno è libero di pensare quel che vuole, ma senz’altro auspico che l’intelligenza e la sapienza, nonché la saggezza, conducano verso scelte più giuste, come la Pace del cuore e tra l’umanità.
Le religioni fanno parte della cultura dei popoli, così come gli usi e i costumi. Come una donna indiana è libera d’indossare un sari, o un’araba, il burqa, una turca, il sarouel, e noi donne occidentali ciò che più ci aggrada, rispettando le tradizioni di ogni popolo, così deve essere anche per le religioni. Almeno, per quanto mi riguarda, ho il massimo rispetto per la religione ebraica, per l’islamica, buddhista, induista e per ogni altro credo, il cui fine sia quello di adorare un Dio di Pace, non un dio guerrafondaio e assassino perché, e non mi stanco di ripeterlo, il Dio Creatore di tutte le cose, l'Energia cosmica, non può desiderare che le stesse vengano distrutte per mano dell’uomo. Che si tratti di un fiore, di un animale o dello stesso genere umano.

Dobbiamo lavorare insieme, per il bene della Terra, per non distruggerla. Ci è stata donata e affidata alle nostre cure, è necessario saperla custodire con amore. O vogliamo vederla affondare come il Titanic?


Danila Oppio



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