POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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domenica, gennaio 24

Il dolore e la beffa ovvero il furto di identità

Il dolore e la beffa ovvero il furto di identità


Eleonora, bionda liceale di diciotto anni,  sta tornando a piedi dal cimitero del suo minuscolo paese, strofinandosi gli occhi con le dita, visibilmente affranta. Ha accompagnato per l’ultimo viaggio il suo amato nonnino, che l’aveva cresciuta e coccolata fin dalla sua più tenera età. Nonno Carlo, un imprenditore agricolo con la passione del computer, aveva col suo lavoro e la sua tenacia costruito una piccola fortuna economica che aveva depositata nella Cassa di Risparmio del paese. Inoltre, per diversificare gli investimenti, aveva anche comprato una bottega di generi alimentari ed un piccolo peschereccio. Eleonora, con gli occhi velati di lacrime, passa in rassegna la sua vita col nonno: le uscite in mare col peschereccio affittato al cugino Marco, le passeggiate lungo le placide sponde del lago. Ed il nonno che le raccontava tanti avvenimenti della sua gioventù e della guerra. Ora il lago la vede sola, il peschereccio è al largo, il sole volge al tramonto ed il crepuscolo che si avvicina le infonde una maggiore tristezza. Ma subito si rincuora ricordando l’ottimismo ed il vigore del nonno al quale vuole rendere un omaggio particolare. Ritorna in paese, prende la macchina e guida sicura fino alla città più vicina dove vi è una bella fabbrica di marmi.
Dopo i saluti di circostanza, Eleonora chiede al commesso che le è venuto incontro se è possibile ordinare una scultura di marmo. Spiega con dovizia di particolari che desidera porre sulla tomba del nonno una spiga di grano, scolpita, sormontante una falce. Si accordano sul colore e la qualità del marmo, viene elaborato un preventivo di spesa e si arriva quindi al pagamento. Eleonora prende dalla sua borsetta la carta di credito, la inserisce con disinvoltura nel lettore, digita il PIN ed attende il completamento della transazione. Ma la sua banca per ben due volte rifiuta il pagamento ed Eleonora, con grande meraviglia, procede col pagamento per contanti.
Ritornata a casa, nel suo mondo abituale, accende il computer regalatole dal nonno e si collega al sito della banca. Accede al suo conto e chiede il saldo. Dopo pochi secondi la pagina web le mostra il saldo del suo conto: 0,00 euro. Il suo conto è vuoto. Trasale, il cuore le batte forte... si chiede che sia mai successo?
A migliaia di chilometri, in un remoto centro minerario della Siberia, tre giovani ragazzi con vistose magliette a strisce e jeans azzurri brindano... al successo della loro impresa: hanno ripulito un altro conto.
Ma come hanno potuto fare questo? Pochi mesi prima della morte di nonno Carlo, nelle e-mail di Eleonora erano comparsi alcuni messaggi che le chiedevano di aggiornare i parametri di accesso al suo conto bancario. Aveva sempre evitato di rispondere, ma un giorno cedette e fornì i suoi dati al mittente della e-mail che le sembrò essere la sua stessa banca.
A questo punto i tre giovani siberiani, che le hanno rubato, o meglio a cui lei ha comunicato imprudentemente la propria identità digitale, con le sue credenziali, quindi spacciandosi per lei, si sono collegati alla sua banca e le hanno ripulito il conto.
Quello che ha subito Eleonora è il cosiddetto “Furto di Identità”, ed è oggi un crimine informatico dilagante. Si stima che nei principali paesi europei si siano verificati 7.300.000 furti di identità nel solo 2009. Gli stati cercano di porre rimedio a questo fenomeno misconosciuto ma pericoloso per i singoli e per la comunità.
L’Italia nel 2011 ha emanato un decreto legge che così recita: Ai fini del presente decreto legislativo per furto d'identità si intende:
a)     l'impersonificazione totale: occultamento totale della propria identità mediante l'utilizzo indebito di dati relativi all'identità e  al  reddito  di  un  altro  soggetto.  L'impersonificazione   può riguardare l'utilizzo indebito di dati riferibili sia ad un  soggetto in vita sia ad un soggetto deceduto;

b)    l'impersonificazione  parziale:  occultamento  parziale  della propria identità mediante l'impiego, in  forma  combinata,  di  dati relativi alla propria persona e l'utilizzo indebito di dati  relativi ad un altro soggetto, nell'ambito di quelli di cui alla lettera a).

Silvio Coccaro

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