POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

venerdì, gennaio 1

Se al posto di un divano marinaro...

SE AL POSTO DI UN DIVANO MARINARO, SI METTE UNA LIBRERIA….
PER FORZA DI COSE, DEVE ESSERE UN’AMMIRAGLIA!

Ciao Angie,  artista della penna e delle pentole! 
Spero tu abbia mangiato tutte quelle leccornie che ti sei preparata!
Dani

Mi piace! Artista della penna e delle pentole! Mi si addice, anche con umiltà.
 Certo che ho mangiato tutto quello che ho detto. E adesso ho pronto il panettone. Una sola fetta, come tutti gli anni, solo l'ultimo dell'anno. Quest'anno non ho lo spumante ma aprirò una di quelle bottiglie di vino frizzante col tappo di sughero da far saltare. L'ho già 'infasata' con un tovagliolino ricamato di vecchia stoffa d'una volta, d'una volta, d'una volta. Insomma per dire che non ne esistono più in commercio.
E come tutti gli anni, solo l'ultimo dell'anno, aprirò il vino col tovagliolino, come ha sempre fatto il mio papà.
Angie

Le tradizioni vanno rispettate, e ripetere un gesto che faceva tuo padre, mi pare che sia come averlo ancora presente e vicino.
Un  certo stile, nei pur piccoli gesti, fa bene al cuore. Mi spiace solo non essere stata vicina a te, nel momento del brindisi, ma ti ho pensato intensamente. Buon proseguimento di questo giorno che dà il via agli altri 365 giorni del 2016 e non ho sbagliato, perché quest'anno è bisestile. 
Non volevo appesantire la precedente missiva, Angie, per cui adesso continuo:
sono felice che il tuo falegname sia venuto a trovarti, veramente un simpatico e gentile signore. E forse voleva sapere se eri soddisfatta del suo lavoro. 
A dirla tutta, in effetti non ho voluto impegnarti in lunghe conversazioni, sapendo che avevi prima il divano da traslocare, e poi la libreria da installare e poi riempire delle tue belle cose.
Ho immaginato il trambusto e mi sono un po' eclissata. Del resto anch'io ho avuto e avrò ancora un certo viavai di figli e nipoti.
Sono riuscita anche a combinare un po' di guai: nel rifare il letto di Thomas, dove ha dormito per qualche giorno Matteo, ho urtato la sua lampada da comodino, che è andata in mille pezzi. Così ho anche dovuto uscire per acquistarne un'altra, e spero gli piaccia, perché come la sua non l'ho trovata. E ieri sera ne ho combinata un'altra: ho lavato con un goccio di candeggina il collo di una camicia azzurra di Matteo, perché c'era una macchia. Ma non mi sono accorta che era colata anche sul davanti  perché quando il bucato è bagnato, non si notano differenze di colore. Stamattina, una volta asciugata, ho visto che la candeggina l'aveva scolorita a macchia di leopardo. Gli ho detto che ne avrei acquistata un'altra e mi ha risposto che tanto gli stava stretta. Per fortuna! Quando si fanno le cose di corsa, capitano degli inconvenienti.
Buona serata e buon tutto!
Dani

Anche a me sembra mi siano capitati degli inconvenienti che sul momento sono irritanti e mi sembrano irrisolvibili, poi li supero e davvero non li ricordo più. Succede quando le cose si fanno, invece che star seduti in poltrona a fissare il muro di fronte o la tv spenta.
E' sicuramente stato falegname, il mio Giancarlo, ma adesso è da molti anni proprietario di un'azienda di mobili ed è in contatto con un certo misterioso Corradin, l'artista che realizza le librerie su mio disegno.
Questa qui è talmente bella che lo dico piano, forse per questo mi è venuto in mente il pianoforte, ma no! è che la sera dopo che l'avevo in casa, l'ho guardata improvvisamente e mi è sembrato un pianoforte a muro, insomma un pianoforte verticale appoggiato al muro.
E' così bello averla in casa che ho deciso di arredarla dentro con tranquillità, poiché è anche ciò che ci andrà sono cose meravigliose come lei: i miei disegni e i miei manoscritti...
La riempirò pian piano, come si fa con i figli, dando loro (e nel mio caso a lei) i gioielli della mia vita e i cibi che mantengono la vita senza che se ne faccia indigestione ma perché entrino nella loro esperienza in modo naturale.
Son certa che è un pianoforte! Lo sai che vedo molto più in là di quel che c'è.
Verso sera, in un intervallo di cucina, le ho acceso una lampada sul ripiano  fin dal primo giorno in cui me l'hanno messa in casa. Ma l'effetto era da sedersi per ore a guardarla.
L'ho riaccesa stasera, quando stavo per ascoltare il discorso del Presidente. Be', anche lui aveva una lampada accesa alle sue spalle...
Devo confessarti che gli ultimi giorni prima che arrivasse cominciavo a avere paura. Ti ricordi che la chiamavo la libreria Elefante? Date le sue misure sulla carta.
Invece il grande artista artigiano Corradin l'ha resa un mobile snello. E sì che ha una stazza notevole: alta 120, larga 170 e soprattutto profonda 65. Insomma, questo Corradin deve aver avuto a che fare con qualche abile sarto
delle taglie forti che riesce a non farle apparire tali.
E adesso, in quell'angolo di studio, è davvero come essere nella cabina del capitano su un bel veliero. Aurelio, il cui ritratto sta nella parete di fronte, si troverà a casa. Almeno lui.
Intanto io continuo a pensare che, se alzo il ripiano più basso, escono fuori i tasti di un pianoforte.
Via! Vado a prepararmi il panettone, così poi infrango due cuori fino a mezzanotte.
Angie, piano piano   

Intanto incomincio con il sussurrarti "piano piano" BUON ANNO ANGIE MERAVIGLIOSA"! 
E ora, con questa descrizione della tua splendida libreria,ho anche ritrovato il tuo stile speciale nella scrittura. Sono queste le email che mi toccano nel profondo. E ho capito cosa intendessi dire, riguardo al ripiano che nascondeva i tasti di un immaginario pianoforte. Lo so, fa sempre piacere qualcosa di nuovo e che piace, dentro casa. Ed è giusto che tu studi le mosse adeguate, per vestire il tuo "pianoforte" con ciò che è stato partorito dalla tua arte! Un mobile, qualunque esso sia, non deve contenere cose buttate alla rinfusa. Il lavoro va fatto con calma e amore...sempre.
E certo riguardo ai guai che a volte facciamo inavvertitamente, anche mia madre diceva che chi non fa niente, non rompe niente e se si maneggiano cose, è inevitabile che prima o poi qualcosa ci caschi dalle mani. Chi invece sta con le mani in mano, aggiungo io, si rompe di noia!
Sono proprio contenta per te, ti sento innamorata della tua nuova libreria. E anche il mio amico Roberto un tempo era falegname a Cantù e poi da secoli ha aperto un bellissimo e moderno negozio di arredamento, non molto lontano da casa mia. Non ci si può improvvisare mobilieri, se non si conoscono i segreti del legno da lavorare. E poi quando devono costruire mobili su misura, per forza di cose intervengono loro stessi, magari con l'aiuto, come nel tuo caso, di Corradino di Svevia!
Un bacione e buon risveglio nell’anno nuovo.
Dani

E BUON INIZIO ANNO A TUTTI I VISITATORI DI QUESTO BLOG!


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