POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

mercoledì, gennaio 20

QUESTI FANTASMI di Angela Fabbri e Danila Oppio

Tutto quel che ci accade intorno risulta triste. Chi sta bene in salute consuma il tempo correndo da un posto all'altro cercando evidentemente di sfuggire a qualche paura fondamentale che capisco. Chi avrebbe ancora tanta energia psichica da smuovere i monti e rinnovare il paesaggio, non può invece sottrarsi a problemi gravi.
In tutto questo, scusami Dani, ma sono andata a vedere la mia pizza nella luce del forno e mi è sembrato che venisse bene.
Ormai mi sono convinta che chi non c'è più è ancora tutto attorno a noi. E stanotte, quando ho sentito rimestare qualche fantasma presso l'armadio bianco in camera da letto e sventolare qualche pezzo di stoffa, mi sono limitata a dire "E smettetela di fare baccano! Va bene, siete fantasmi. Lasciatemi dormire".  E ho dormito.
Angie   

Penso che sia così, anche se spesso sono i mobili che, con l'aria secca, soprattutto quando è ventosa, tendono a scricchiolare. Ogni tanto il mio vecchio comò o cassettiera, cimelio della mia bisnonna, spara colpi come schioppettate. Ma so che se vado a guadare, posso trovare una piccola crepa che prima non c'era! I nostri cari vivono certamente in una dimensione diversa dalla nostra, ma vivono soprattutto nei nostri ricordi.
Mi è piaciuta molto la tua conclusione! Hai tacitato i fantasmi, e così hai potuto riposare. Ti abbraccio e buona pizza!
Dani
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Conosco molto bene lo schiocco d'assestamento dei mobili. Qui non schioccava niente, era un movimento fluido e visibile. Ma non voglio spaventarti. Saranno i fantasmi di quelli che hanno abitato questa casa prima che ci venissi io. Forse hanno dimenticato qualcosa e infatti da quello dipende il 'baccano' di cui parlavo: di notte si sente di più. Si muovono e frusciano. Dalla parte dell'armadione bianco. Due anni fa si sono spinti fino al mio comodino, forse per vedere chi dormiva sul cuscino lì a fianco. Manifestano sotto forma di fazzoletti sbiaditi, fazzoletti grandi da testa...
Se morirò qui, forse un giorno faremo di queste scorribande insieme.
Angie  

Stai scrivendo un racconto! Un po' da brividi, ma molto bello. L'armadio è tuo, quindi non può essere abitato da fantasmi di gente che viveva nel tuo stesso appartamento. L'armadio è poggiato su una parete che divide la tua stanza da quella del vicino?
Allora sono i vicini che ciabattano frusciando! La finestra non chiude perfettamente? E’ il vento che sibila tra gli infissi. C'è sempre una ragione logica per tutto. Ma se devi scrivere un racconto horror, allora comincia da queste tue email. che sono Fantasm-agoriche! e anche Spirit-ose! Queste poi mi sono venute ad hoc. Neanche pensate, proprio uscite all'improvviso, come due fantasmini formaggini, quelli che si spalmano sui panini! (non so da dove sono saltati fuori, ma mi ricordo che lo dicevamo da ragazze a scuola).
Un bacione
Dani

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Ho solo due pareti che confinano con la mia vicina Margherita: nel reparto giorno è il muro della cucina dove c'è il lavello e tutta la credenza, nel reparto notte è il muro della camerina e dopo di lei, verso il mio interno c'è il bagno e poi la camera da letto. In quest'ultima, la parete dove c'è l'armadio bianco ha dall'altra parte la libreria coloniale dello studio.
Le mie finestre hanno fessure e spifferi, sono infissi in legno e sono vecchi, ma non sibilano. E quando urla il vento, urla dappertutto visto che sono al secondo piano e intorno ho solo alberi. Conosco bene l'atmosfera: è come essere sul cassero di una goletta che fila sul mare...
No, quei fantasmi lì sembrano essere alla ricerca di qualcosa, sembrano sconvolti dall'aver trovato quell'armadione bianco al posto chissà di che c'era prima. Del resto hanno tanto tempo per ispezionare, visto che io, dopo che ho lasciato aperto le finestre per un’ora, diciamo dalle 11 a mezzogiorno a letto scoperto, rientro ancora per chiuderle e vestirmi, poi il letto lo rifaccio sempre entro le 18 e non torno di là altro che quando vado a dormire, cioè dalle due alle tre del mattino. Diciamo che dalle 18 in avanti hanno tutta tranquillità e anche la penombra. Perché, con una porta finestra e una finestrona che non chiudo mai del tutto con la tapparella, dovrebbero avere l'ambiente giusto. E, senza penombra, come lo vedresti un fantasma?
Tutto cominciò mentre leggevo (novembre 2013-febbraio 2014) o dopo aver finito il libro di mio cugino Paolo "Il filo della penna d'oro", che era ricchissimo di evocazioni sue qui a Ferrara quando era ragazzo, ma mi coinvolgevano ricordandomi le mie.
Da qualche parte ho scritto delle 'prime apparizioni' e le ritroverò, ma quel che so è che non riuscivo mai a capire in che razza di stato ero: dormiveglia? sonno con sogni? Finché, troppo disturbata, mi alzavo e accendevo la luce. O, come adesso, gli ho detto di smettere.
Vuol dire che li ho acquisiti. Ho pensato per tanto tempo che fosse la casa stessa che non voleva me. Sai, Dani, me non mi ha mai voluto nessuno. Dunque la cosa mi dispiaceva. Forse adesso anche loro mi hanno acquisito. Vorrei solo affidarmi con sollievo e con pace a questa casa.
Angie

La fantasia non ti manca di certo. Ma se vivessi sola in casa, forse sentirei delle presenze anch'io! Il fatto è che i rumori della vita, coprono certe sensazioni o sussurri, che nel silenzio si avvertono maggiormente. Per esempio, non sentiamo quasi più i profumi dei fiori, e quello della neve. Lo stormire delle foglie e sai, sarebbe stupendo poter sentire anche il suono di un filo d'erba che cresce. Siamo frastornati dal rombo degli aerei, delle auto che sfrecciano veloci, dei clacson, degli antifurto, della musica ascoltata a manetta. E per questo a volte non avvertiamo le voci interiori, i richiami di chi è passato oltre. Pare che al Castello Sforzesco a Milano si aggiri il fantasma di una donna, Bernarda Visconti. eccoti il link! 
http://lastoriaviva.it/bernarda-visconti-un-fantasma-si-aggira-per-milano/
Queste nostre email su fantasmi dovremmo salvarle e pubblicarle come facevamo un tempo. Sono certa che potrebbero interessare gli amanti del mistero misterioso.
Buon risveglio
Dani

Su un filo d'erba devo averci scritto dei versi migliaia di anni fa...
Per quel che dici, eh no! Abito in una via interna e il rumore dei motori è raro, lontano e piacevole. Nessuno ascolta musica a volume alto: il max che sentivamo era quando Binyuan cantava con un leggero sottofondo.
La casa è però una cassa armonica dentro la cassa armonica del parco. I suoni le vengono portati da tutte le direzioni e lei li raccoglie. Ma questo accade tutto il santo giorno. Anche adesso, mentre scrivo immersa nel silenzio, mi arriva il chioccolare di un autobus lontano. Talvolta sento il fischio di un treno e anche le ruote che battono i binari ed è meraviglioso. I primi tempi che abitavo qui mi sorprendevo e pensavo con gioia che sentivo ancora lo scorrere il dipanarsi il dilagare della ferrovia che tanta parte ha avuto nella mia vita, direi una seconda casa. Infatti, all'epoca in cui viaggiavo e non avevo mai appetito, in treno mangiavo con piacere.
Oh i suoni, come gli odori e i profumi li ho sempre 'ascoltati' fin da quando ero bambina e accade anche adesso.
Ieri notte ad es. non c'era nessun odore, mentre l'altra notte il parco rimandava gli stessi profumi di 'Europa a Ferrara'. Da piccola scrissi perfino una poesia su questa mia sensibilità: "Ogni notte ha un profumo diverso".
E quando mi sveglio ancora col buio, so bene se è quasi mattino o è ancora notte fonda. Lo sento proprio da come mi avvolge il mondo di suoni prodotti all'esterno.
Ciao.
Angie

Non mi riferivo esattamente ai rumori che si sentono all'interno di una casa, il mio era un discorso più allargato. Di norma, chi fuma ha l'odorato un po' meno sensibile di chi non fuma, almeno da quanto dicono i ricercatori, sull’argomento. Poi ci sono le eccezioni che confermano la regola.
Resta il fatto che i rumori esistono, così come le luci della città, che ci impediscono di vedere un cielo stellato. Occorre salire su di un alto monte, per ammirare le costellazioni nella loro intera bellezza.
In sintesi, l’umanità attuale avverte gli odori forti, non sempre quelli delicati e quasi impercettibili, come prima dell’inquinamento atmosferico.
Così vale anche per i rumori.
Hai però ragione, riguardo ai rumori che variano, a seconda delle ore del giorno o della notte. Se vivessimo chiuse in una stanza, con le finestre sbarrate, senza vedere la luce, come se fossimo momentaneamente ciechi, dai rumori provenienti dall'esterno, potremo capire se è giorno o notte, e più o meno anche l'ora. Mi potresti sugg..erire un titolo...sugg..estivo o anche invernale? 
Dani

Vedo che da un po' metti insieme bei giochi di parole. Bene! L'italiano va trattato così. Non c'è italiano ALTO e italiano BASSO che china un po' la testa. C'è l'italiano che non solo dice ma suggerisce. E a questo proposito a me non viene in mente altro che imitare Eduardo e chiamare il pezzo Questi Fantasmi.
Sicuramente per me sono questi, quelli con cui convivo, non quelli (di altri).
E’un buon esempio d'italiano.

Angie

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