POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
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lunedì, gennaio 18

Il cielo in una stronza - antologia

Ho ricevuto stamattina l'antologia in oggetto, che contiene un mio racconto. Tengo a precisare che lo stesso è solo frutto di fantasia e non vi è alcun riferimento a persone e luoghi reali. Il concorso richiedeva un racconto divertente o ironico e magari anche onirico!


fronte copertina
retro copertina
Il mio racconto:

La menzogna

Paolo, era fuori città per lavoro, le telefonò dicendole che per alcuni giorni sarebbe stato impegnato per affari importanti. Lei gli chiese che cosa riguardassero. Le rispose che si trattava di una trattativa di lavoro. E che non era reperibile.
Il giorno dopo Diana ricevette una chiamata da Lara. Le disse che sarebbe andata a trovare Paolo, che aveva già prenotato il viaggio in treno e una stanza in albergo.  Lara era una loro comune amica. Le rispose felicitandosi per quella gita a Mantova, che le avrebbe permesso di visitare qualche museo, e che Paolo, conoscendo la città, sarebbe stato una valida guida turistica.
Allora perché Paolo lo aveva tenuto nascosto, dicendole altra cosa? E soprattutto per quale motivo non le aveva semplicemente detto che attendeva Lara. Non solo glielo aveva taciuto, ma aveva spudoratamente mentito, coprendo la visita di Lara come fosse qualcosa da tenere segreta. Diana si domandò quante altre volte Paolo le avesse raccontato delle frottole, e come lei gli avesse sempre creduto. Gli telefonò e gliene chiese ragione. Paolo si sentì smascherato, e invece di scusarsi, aggredì Diana, dicendole parole irripetibili. A quel punto, la fiducia nel fidanzato era svanita come una bolla di sapone al sole.
Trascorse del tempo, che servì a Diana per sedare dolore e delusione, poi le montò la carogna, e studiò il modo di vendicarsi. “Sei stato stronzo con me? E allora ti rispondo per le rime, così “il cielo in una stronza” te lo canto io, e non Mina!”. Scrisse questo libello, le venne voglia di incollarlo sui muri della città, ma non ne valeva la pena, infatti, nello scriverlo si era tolta un peso, e pure divertita!

La zappa sui piedi
Il contadino distrattello
Mentre zappa l’orticello
Il suo piede ha colpito
Fracassandosi il dito

Ma s’espande  il dolore
Ed avviene un malore
Ha gelato tutto il corpo
E di colpo cade morto.

Così accade per il furbo
Che s’invola con il turbo
Raccontando tante fole
E neppure se ne duole

Per colpa di una zappa
E qui certo non si scappa
Ha perduto tutto l’raccolto
Del suo tanto amato orto


Non si può sperar d’avere
Un melo che produca pere
Né tirar troppo la corda
Al caval, e che non morda

La morale e presto detta
Chi fa mal attenda vendetta
L’induismo insegna il karma
E qualcun imbraccia l’arma

Che non sempre sarà bianca
Capita, a destra o a manca
La ferita che infliggi presto
 Ritorni indietro con il resto
…(mancia!)

Danila Oppio


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